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SEI QUELLO CHE MANGI
di Fernanda Cinque
Sembrerebbe proprio che ciò che più ci piace, più
ci arreca danno facendoci o ingrassare, o alzare il colesterolo
o comparire i brufoli. Ma è vero?
Mangiar sano e con gusto si può, limportante è
avere unalimentazione equilibrata per il raggiungimento
di un buon stato di salute, nutrirsi bene infatti significa anche
stare bene.
Negli anni 40-50 in Italia, la maggior parte delle
persone non aveva molto da mangiare e quindi lalimentazione
era povera sia in qualità che in quantità. Nel
60-70, con larrivo del boom economico il livello
nutrizionale è decisamente migliorato con unalimentazione
varia e sufficiente. Dagli anni 80 ad oggi, i cambiamenti
nel tenore di vita, i contatti con le altre culture, il bombardamento
della pubblicità, hanno portato a diete alimentari spesso
sbilanciate e sovrabbondanti.
Sono da evitare in una corretta alimentazione: gli squilibri
fra i componenti della dieta che accentuano i rischi di infarto,
ipertensione, arteriosclerosi, diabete, e lipernutrizione
in quanto il giusto peso deve derivare da una situazione ottimale
tra fisico, metabolismo e struttura scheletrica dellindividuo.
La necessità di ingerire del cibo è essenzialmente
derivata dalla stimolazione del centro della fame regolato da
due nuclei nervosi localizzati nelle zone mediali dellipotalamo.
Soddisfatto tale stimolo, si attiverà il centro di sazietà,
individuabile anchesso nellipotalamo ma in sedi laterali,
il quale darà il comando di bloccare lingestione
di ulteriore cibo.
Esiste perciò unautoregolazione su base ormonale-nervosa
in grado di controllare il fabbisogno calorico giornaliero, anche
se può capitare che tale meccanismo fallisca e quindi
si vada incontro a squilibri tra le entrate (cibo
ingerito) e le uscite (dispendio energetico).
Nel nostro paese, è consuetudine consumare tre pasti al
giorno di cui uno sicuramente abbondante; studi recenti affermano
che si dovrebbe mangiare meno ma più di frequente.
Trascorrendo più tempo tra un pasto e laltro infatti,
lappetito è maggiore e lorganismo è
stimolato a consumare alimenti più calorici e a convertire
il superfluo in riserve di grasso.
La cultura alimentare di un paese mediterraneo come lItalia
è presa come modello per stare bene in tutto il mondo.
Si basa sul consumo di alimenti principalmente di origine vegetale
come pasta, pane, legumi, frutta, olio doliva e animali
in minor quantità come latte e derivati, pesce e carni
in prevalenza bianche (pollo e coniglio).
Nonostante le nuove mode nutrizionali
come per esempio quella dei fast-food, emerge da un indagine
condotta dallassociazione per la difesa e lorientamento
dei consumatori che su 1500 italiani circa che pranzano fuori
casa, il 46% sceglie la pasta, il 32% un piatto unico e solo
il 22% hamburger con patatine.
A testimonianza di questo gusto tradizionale, sono state introdotte
in questi locali delle alternative alimentari quali insalatone
miste e pasta fredda, un fast-food sempre più allitaliana
dunque!
Non dimentichiamo che mangiare qualcosa di sfizioso, che ci soddisfi,
spesso allenta la nostra tensione psicologica e il cattivo umore,
non è sbagliato regalarsi qualche attenzione.
Volendosi accontentare, sarà più giusto scegliere
una merendina, del cioccolato, un pezzo di pizza, delle patatine
uno yogurt o un frutto?
Di merendine ce nè proprio per tutti i gusti, gratificano
i nostri sensi, sono garantite dal punto di vista igienico, migliorate
qualitativamente in questi ultimi anni, possono essere consumate
in modo accorto come spuntino, evitando magari quelle troppo
farcite.
Il cioccolato, ha effetto sullumore un po come tutti
i dolci, in seguito allazione di alcuni dei suoi componenti
sui neurotrasmettitori cerebrali che provocano unimmediata
sensazione di soddisfazione. Si consiglia a chi ha bisogno di
molta energia quindi per coloro che svolgono parecchia attività
fisica, altrimenti non è bene abusarne, è decisamente
calorico.
Un trancio di pizza al taglio per esempio, non è un alimento
consigliabile per una merenda, è troppo ricco di zuccheri
e grassi i quali, solitamente sono di qualità scadente
(olio di sansa, strutto, grassi semilavorati o congelati). Una
originale pizza napoletana, con vera
mozzarella, e buon olio doliva, seguita da frutta o verdura,
può sostituire un pasto completo.
Le patatine fritte, vere bombe caloriche regalano
circa 400 chilocalorie per ettogrammo, la stessa quantità
di patate bollite ne fornisce mediamente 90. Lolio usato
per la frittura penetrando nello spessore dellalimento
fornisce un più elevato apporto calorico nonchè
sostanze tossiche che si liberano dallacido palmitico se
si tratta di olii di pessima qualità.
Lo yogurt è un eccellente fuoripasto anche se zuccherato
o alla frutta; un vasetto da 125 grammi è un valido sostituto
del latte e contribuisce ad arricchire la flora intestinale che
contrasta eventuali microrganismi.
Vitamine, sali minerali più una discreta quantità
di fibre che favoriscono i processi di ripulitura dellintestino,
è ciò che fornisce un frutto, sicuramente consigliato. |