Speciale - CIBO

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settembre/ottobre 1998

 

 

PANE, ORTAGGI E FANTASIA

di Luigi Urru 


Vegetariani si diventa. Esserlo fin dalla nascita è privilegio di alcune culture - si pensi soltanto all'India - che non esclude la scelta consapevole. Anche dopo anni di alimentazione carnea: a età avanzata divennero vegetariani, per esempio, lo scrittore russo Leone Tolstoj e lo scienziato inglese Bertrand Russel. Con loro una moltitudine di personalità di tutte le epoche della storia universale ha praticato o ha simpatizzato per la dieta vegetale: nell’antichità classica i filosofi greci Platone e Pitagora e il latino Seneca, nel Settecento illuminista Voltaire e Jean-Jacques Rousseau, nel nostro secolo il mahatma Gandhi, il commediografo irlandese George Bemard Shaw e il padre della relatività Albert Einstein.
Per tutti una decisione non precipitata, frutto di riflessioni che uniscono i motivi dell'etica e della salute. “Evitare la carne fa bene agli animali e fa bene all'uomo”, sostengono i vegetariani. A leggere una guida pratica pubblicata dall’Associazione Igienista Italiana non si può non dare loro ragione: addio porchetta ai ferri, addio brasato al barolo, addio arrosto di piccione, addio spezzatini, stufati, bolliti, brodi della nonna capaci di resuscitare i moribondi... Ci sono dati su dati, pareri di medici ed esperti che bollano la carne come inadeguata per il nostro corpo, colma di tossine naturali e artificiali, portatrice di serie malattie come arteriosclerosi, infarto e ictus cerebrale. In a1tre parole, disumana. E allora via con piatti sfiziosi a base di ortaggi, verdure, insalate, creme di cereali, frutta, semi oleosi ma anche latte, miele, uova e formaggi: chi rinuncia alle bistecche non muore certo di fame. Esistono fior fiore di ricettari per sbizzarrirsi e sbalordire se stessi e gli amici. Bastano pochi minuti per mettere in tavola un delizioso riso e lenticchie: si lessano separatamente i due ingredienti, quindi si versano le lenticchie sul riso e si aggiunge una buona manciata a testa di foglie di malva; si lascia bollire ancora qualche istante e si condisce con olio di oliva e un trito di aglio e basilico. E questo è solo l'abc...
I gusti nuovi - come le foglie di malva della ricetta precedente - sono un'attrattiva che merita la prova. Anche a Torino esistono da anni ristoranti vegetariani (il più noto del centro è in via San Massimo, frequentato da tutta una folla di impiegati ma ancora da pochi studenti, nonostante i prezzi più che abbordabili) e all'estero, in città come Londra, per non andare oltre oceano, è più facile trovare l’indiano rigorosamente “veggie” che la buona pizzeria o il locale di tradizione occidentale che non vi ripulisca le tasche.
I vantaggi di una dieta vegetariana accurata sono psichici e fisici. Citando dalla guida menzionata: “Maggior resistenza alle malattie e alla fatica, luminosità del volto, sguardo più limpido, pelle più liscia e compatta, armonia, agilità, snellezza e buon odore del corpo, sonno tranquillo, minore aggressività, controllo delle pulsioni sessuali e potenziamento delle facoltà intellettuali”. Provare per credere.
Del resto credere, nel suo senso più mitigato, è spesso un concetto chiave per chi si avvicina a una dieta senza carne con necessità non soltanto di salute personale. Credere che sia possibile diminuire la sofferenza nel mondo. I vegetariani propongono una rivoluzione della sensibilità colletiva: considerare con mitezza e senso di fratellanza tutte le creature viventi, cominciando da quelle più vicine nelle “parentele” biologiche “Se si abitua l’uomo all'indifferenza etica verso il dolore degli animali lo si predispone alla violenza come stile di vita”, scrivono ancora gli autori della guida. Molto politically correct. Ma anche molto istintivo, se appena si è fatta visita a un macello o si è visto lo zio di campagna uccidere una gallina o un coniglio.
Il messaggio è poi condito in tutte le salse: vegetariano nonviolento seguace di Lanza del Vasto, vegetariano anarchico contrario agli allevamenti-prigione, vegetariano new age con profumi buddhisti e rime celtiche, vegetariano macrobiotico che per equilibrare yin e yang fa i salti mortali tra un tempeh e un umeboshi...
Vegetariano non basta: quando vi passerà anche la voglia di latticini e uova sarete “vegan”, poi forse fruttariani, poi forse...

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