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articoli novembre/dicembre 2004
SOCIETA'
PREVENZIONE SENZA PREGIUDIZIO


di Viviana Masi


Prevenendo il contagio facciamo del bene a noi stessi e agli altri. Con qualche piccola regola di vita diventiamo delle pedine nel gioco "Sconfiggi l'Aids". Ognuno può avere il suo ruolo, dal giovane alle sue prime esperienze con il sesso, all'adulto eterosessuale, al facente parte di un gruppo tra quelli cosiddetti "a rischio": omosessuali, consumatori di sostanze per via endovenosa, lavoratori o lavoratrici nel mercato del sesso.
L'Aids si trasmette solo in tre modi: per via ematica (contatto di sangue), per via sessuale, per via verticale (da madre a figlio).
"So per esperienza - cantava Jovanotti - com'è difficile fermarsi e dire: preservativo". Sarà anche difficile pensare quando ci si trova in certe situazioni, ma chi fa campagne contro l'Aids non si stanca mai di ripetere quanto il preservativo sia importante. Qualunque tipo di rapporto sessuale può essere a rischio di contagio (anche quello orale, ad esempio). Il preservativo non va inserito a metà del rapporto, o giusto prima dell'eiaculazione. Questo è assolutamente sbagliato. Anche se nell'immaginario collettivo a volte questo non è chiaro, il virus è presente non solo nello sperma maschile ma anche nelle secrezioni femminili (quindi è anche la donna che può infettare l'uomo, non solo il contrario); inoltre lo sperma dell'uomo fuoriesce, durante il rapporto sessuale, anche prima del momento dell'eiaculazione.
Il profilattico è l'unico metodo anticoncezionale (per evitare le gravidanze) che protegge dall'Aids. Non ne esistono altri.
Usarlo è assolutamente fondamentale se avete rapporti sessuali con persone che non conoscete bene, specialmente con partner occasionali. Con un partner stabile, la cosa che in genere si consiglia, è di effettuare il test dell'Aids insieme. Se i test di entrambi i partner risultano negativi (tenendo conto che perché sia affidabile devono essere passati almeno sei mesi dal momento dell'ipotetico contagio) e se entrambi continuano ad avere esclusivamente rapporti tra loro, il rischio di contagio è escluso. Solo in questo momento il preservativo può essere eliminato.
La fonte di contagio maggiore è il contatto di sangue, liquido organico in assoluto a maggiore concentrazione di Hiv. Ecco perché uno dei gruppi a più alto rischio è quello dei tossicodipendenti che iniettano sostanze per via endovenosa. La popolazione colpita da Hiv in Italia è tutt'ora prevalentemente composta da ex tossicodipendenti. Lo scambio delle siringhe usate sporche di sangue è la prima pratica da evitare. Vi sono associazioni che lavorano su questo, distribuendo siringhe nuove ai tossicodipendenti che ne fanno richiesta e chiedendo indietro quelle usate, in modo da eliminare queste dalla strada e dalla possibilità di riutilizzo. È pericoloso anche il contatto tra una ferita e il sangue o il liquido organico sessuale di una persona affetta da Hiv.
Ma il virus non si trasmette assolutamente nella convivenza quotidiana, nell'uso di oggetti in comune (posate, bicchieri, servizi igienici) con una persona affetta da Aids, con gli abbracci e con i baci. Nemmeno quelli profondi, perché nella saliva il virus è presente ma ad una concentrazione troppo bassa per poter produrre il contagio. L'infezione non si trasmette attraverso tosse, starnuti, lacrime, sudore, urine, feci, punture di insetti, somministrazione di vaccini. L'Hiv non resiste al calore oltre i 60 gradi ed è inattivato dalla candeggina.

 
Il Test HIV
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  Per chi: pensa di essersi esposto ad un possibile contagio, attraverso rapporti sessuali non protetti con partner occasionali, o attraverso uso di siringhe usate.
Come e dove: si effettua tramite semplice prelievo di sangue, negli ospedali, nelle cliniche universitarie, nei centri medici pubblici e privati. È del tutto gratuito e riservato; per legge, l'esito del test può essere comunicato solo alla persona che vi si è sottoposta.
Perché: per sé stessi, perché l'Aids è una malattia che si può curare. Numerosi studi hanno dimostrato che l'uso dei farmaci attualmente a disposizione consente di diminuire il rischio di malattia per i sieropositivi, specie se la cura viene iniziata prima che si manifestino i sintomi. Inoltre è possibile curare gran parte delle manifestazioni dell'infezione, allungare la sopravvivenza dei malati di Aids e migliorarne la qualità della vita. Anche se non esiste ancora una terapia per curare definitivamente l'infezione, si stanno sperimentando numerose nuove sostanze ed è logico pensare che farmaci sempre più efficaci verranno individuati nei prossimi anni. Per gli altri, per evitare di trasmettere l'infezione ad altre persone, come ad esempio il proprio partner.
 
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