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articoli novembre/dicembre 2004
PROFESSIONI






Disegno in 3D


Da navigare

www.design-italia.it
www.adi-design.it
www.triennale.it (collezione permanente del design italiano)
www.museidimpresa.com
www.adt.net (Camera del Design e Consiglio nazionale associazioni per il design)
http://arte.tiscali.it
www.stile.it

Archivi e biblioteche

Centro Storico Fiat
via Chiabrera 20, Torino
tel. 011.6670474 o 011.6670474

Archivio Storico Olivetti
via delle Miniere 31, Ivrea (To)
tel. 0125.528119
fax 0125.528509
www.arcoliv.org

Biblioteca Centrale di Architettura del Politecnico di Torino
Castello del Valentino
viale Mattioli 39, Torino
tel. 011.5646701/2
fax 011.5646798
www.biblio.polito.it

Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
via Magenta 31, Torino
tel. 011.569911
fax 011.5628637

Istituto Alvar Aalto Museo dell'Architettura e delle Arti Applicate
via Antonelli 6, Pino Torinese (TO)
tel. 011.8980533
fax 011.8980535

Museo dell'Automobile
c.so Unità d'Italia 40, 10126 Torino
tel. 011.677666/7/8
fax 011.6647148
www.museoauto.it
Centro di documentazione e Biblioteca
Per qualunque informazione o ricerca sono a disposizione la dott.ssa Donatella Biffignandi e la dott.ssa Paola Masetta: e-mail centrodoc@museoauto.it


DESIGN LA BELLEZZA DELLA FORMA
"La parola design è come la parola letteratura, cioè una parola che vuol dire tante cose, dal telegramma alla poesia. La parola design vuol dire industrial design oppure disegnare qualche cosa: disegnare oggetti per il gusto di disegnarli, oppure per darli alla moglie o alla fidanzata oppure - che so io? - per sognare". Ettore Sottsass.


di Daniela Finocchi


Migliorare la qualità della vita. Con questo imperativo, a partire dagli anni Cinquanta, nasce e si evolve il design italiano. I progettisti hanno il compito di definire un paesaggio nuovo e i prodotti industriali non hanno più una funzione solo pratica, ma anche culturale. Così si afferma il "made in Italy", come garanzia di qualità formale, oltre che materiale, dei prodotti. Questa caratteristica accompagna la disciplina attraverso gli anni. Persino nella fase postmodern, il design italiano si presenta con caratteristiche del tutto originali. Sono proprio gli ex designer dell'avanguardia radicale (Branzi, Deganello, De Lucchi, Mendini, Sottsass) a fornire nuovi incentivi alla produzione industriale e alle vendite, grazie a gruppi come Alchimia e Memphis. Così sino all'avvento della tecnologia informatica. Gli oggetti si smaterializzano, l'intero mondo diventa virtuale e il design è chiamato a trovare risposta, anche sul piano etico, a nuove domande. Come conservare l'identità nei processi di globalizzazione? Con quali parametri stabilire la qualità formale degli oggetti, rispetto a prestazioni e tecnologie sostanzialmente identiche? La figura del designer allarga i suoi orizzonti ed è tra le più richieste. Tante le specializzazioni, da coloro che studiano le confezioni delle merci (il cosiddetto packaging, che dà forma ai nostri desideri, al di là del prodotto che compriamo) ai web-designer, dai creatori di gioielli ai "food designer", cioè coloro che studiano la forma più adatta per i cibi.
Qualsiasi sia il settore prescelto, per intraprendere questa attività occorrono innanzitutto creatività e fantasia, da coniugare con un forte spirito di osservazione e la capacità di usare programmi informatici tridimensionali, nonché la voglia incessante di aggiornarsi sulle mode, sulle tendenze, su tutto ciò che si muove e avviene nel mondo.

I grandi designer piemontesi
I designer piemontesi che "hanno fatto storia" sono tanti. Qualche esempio? Primo fra tutti il torinesissimo Sergio Pininfarina, presidente della omonima azienda. Inizia nel settore auto anche Giorgetto Giugiaro, nato a Garessio (Cuneo), che nel 1968 fonda l'Italdesign e dal 1970 si impegna nell'industrial design, con una sezione che diverrà la Giugiaro design, Giugiaro per l'arredo urbano. Carlo Mollino, invece, rappresenta un caso straordinario di "designer senza industria": fra le tante opere, l'Auditorium della RAI, la Camera di Commercio di Torino ed il Teatro Regio. Ettore Sottsass jr. è nato a Innsbruck, ma si è laureato al Politecnico di Torino. Sua la macchina da scrivere Valentine dell'Olivetti che è esposta al Moma: fautore del nuovo design, nel 1980 fonda lo studio Sottsass associati, tuttora attivo. E poi Giovanni Michelotti e Giuseppe Bertone (il cui gruppo comprende: Carrozzeria Bertone, Stile Bertone, Design Machine, Tecnodesign, SOCAR ICS), Augusto Morello (teorico del design e direttore del Compasso d'oro), Enzo Mari (definito 'coscienza critica' del design e autore di pezzi che hanno fatto storia) e tanti altri ancora.

Professionisti e giovani promesse
"Benché un po' inflazionata, questa è la professione più bella del mondo - dice Andrea Righetti, dello studio Profilo Design - ti permette di lavorare a progetti sempre diversi: dal disegno di un phon a quello di una forbice per tagliare le rose, sino a una barca in grado di galleggiare lunga 26 metri. Il contatto con le aziende offre poi l'opportunità di conoscere differenti realtà e di incontrare personaggi straordinari, capaci di affascinarti con la storia dei chiodi o dello shampoo! Inoltre, l'ideazione concerne anche la tecnica del prodotto con tutte le annesse problematiche di costruzione, stampo, movimento. Il campo, però, è talmente vasto che non esistono regole precise, non è possibile rifarsi a una formula da applicare. Tutto sta, quindi, alla capacità e all'esperienza di ognuno. Torino continua a mantenere il primato in fatto di design industriale (Milano, invece, per arredamento, mobili, ecc), ma siamo ormai in forte competizione con la Cina, capace di offrire alle aziende "pacchetti completi" con costi di progettazione pari allo zero. Con i miei soci stiamo organizzando, proprio in questi giorni, un viaggio in Cina per capire in che modo sia ancora possibile valorizzare la cultura europea, il nostro lavoro e il nostro ruolo".
A Torino ci sono anche tante giovani promesse. Valeria Maggiora è nata nel 1980, si è diplomata allo IED nel 2003 ed ha fondato "Format C", un laboratorio dove crea e vende oggetti di design e gioielli in vetro assai particolari (grazie all'attenta ricerca di forme e materiali), che sono protagonisti di noti show room e grandi sfilate. Così Luca Sciascia che, ancora studente, ha già collaborato con lo stilista Walter Dang ed ha creato una propria collezione di accessori e borse: ora inizierà uno stage da ETRO. Infine, Andrea La Brasca (26 anni), Beatrice Villa (22 anni) e Matteo Primosich (24 anni) che hanno vinto l'appalto per la realizzazione del sito della Regione Piemonte dedicato ai giovani. Ecco così www.jacklapecora.it dove, grazie al simpatico animaletto, si viene aggiornati settimanalmente su tutto quanto attiene il "vivere giovane". "Abbiamo lavorato giorno e notte - dice Andrea - avevamo gli esami di scuola ed allo stesso tempo volevamo presentare il progetto. Vincere è stata una grande soddisfazione. Adesso abbiamo formato una società in attesa di terminare gli studi e capire quale percorso professionale vogliamo davvero intraprendere". Intanto fanno saltare Jack nel sito tra "nutri", "gioca" e "diverti", ma attenzione se cliccate troppo sui temi culturali la pecorella animata va in crisi e vi chiede… un po' di sano divertimento!

Le scuole
A Torino la Facoltà di Architettura 1 del Politecnico di Torino offre un corso di studi in Disegno Industriale (il primo aperto in Italia). Nella presentazione si sottolinea come i settori del design esistenti in ambito locale siano assai vari e non siano solo legati alla progettazione industriale automobilistica. Si va dal settore tecno a quello della lavorazione dei metalli, al packaging, che contemplano un'attività progettuale sorprendentemente innovativa e tecnologicamente avanzata.
Obiettivo dei corsi di Architettura è preparare dei designer in grado di trovare spazio in tutte le fasi dell'iter produttivo. Ecco così la laurea in Eco-design (anche questa, prima in Italia), cioè design del prodotto ecocompatibile, perché la crisi del nostro modello di vita implica un ripensamento totale dei sistemi di produzione e consumo. E ancora quella in Progetto grafico & Virtuale, cui collaborano Multimedia Park e Film Commission Piemonte, che offre sbocchi lavorativi in un'infinità di campi: pubblicità, editoria, Web e nuove comunicazioni, mostre ed esposizioni, segnaletica, immagine coordinata, imballaggio, costruzione di realtà virtuali, interfacce grafiche e così via. A tutto ciò si aggiungono i workshop annuali. Il più accattivante? Quello in food design, che diventerà presto un master della facoltà. Per informazioni: Corso di Studi in Disegno Industriale, corso Francia 366, 10146 Torino, tel. 011.5646254, campus.design@polito.it, www.polito.it/disegnoindustriale.
Altra grande fucina di talenti è l'Istituto Europeo di Design. Tra corsi triennali, corsi serali e master non c'è che l'imbarazzo della scelta. Il diploma triennale di Industrial Design ha l'obiettivo di formare figure professionali in grado di creare tutto ciò che viene prodotto dall'industria: dai piccoli oggetti domestici ai grandi sistemi di produzione e distribuzione. Il corso di Interior Design, invece, tende alla progettazione di spazi di diversa natura: residenziali, commerciali, collettivi. Nel campo d'attività di questo professionista può rientrare la progettazione di interni di abitazioni, negozi, banche, hotel, ma anche l'allestimento di stand fieristici o strutture museali. Ancor più specifico il corso di Scenografia, che si occupa d'allestimenti teatrali, set cinematografici e televisivi, esposizioni d'arte, sfilate di moda, concerti e grandi manifestazioni culturali, fino agli interni di strutture commerciali e alle vetrine di show room. Il corso di Transportation Design, infine, forma il professionista del settore propulsivo dell'automobile: il car designer. I CSP (Continuing Study Program) sono poi un articolato sistema di corsi serali e moduli di specializzazione, seminari informativi e corsi estivi, conferenze e workshop diretti (insieme ai master) a neolaureati o diplomati che vogliono raggiungere competenze specifiche in una disciplina. Ecco così design del mobile o di yacht, arredamento o light project, senza contare tutti i più nuovi linguaggi di programmazione. Per informazioni: IED, via S. Quintino 39, 10121 Torino, tel. 011.541111, fax 011.5170167, www.ied.it, info@torino.ied.it.
Altro polo cittadino di creatività è l'Istituto d'Arte Applicata e Design, che mira alla formazione in ambito di: Transportation design, Industrial design, Pubblicità & Graphic design, Architettura degli interni e Styling. Una didattica trasversale e integrata, che coinvolge gli universi del marketing e business communication, della visual identity e del project design. I corsi di specializzazione (brevi o pluriennali) e i seminari approfondiscono a vari livelli gli aspetti più rilevanti degli specifici dipartimenti.
Accanto a questi temi, anche aspetti della cultura d'impresa, quali il marketing, la comunicazione, le relazioni pubbliche o l'Internet marketing.
Esiste poi la possibilità di frequentare corsi "personalizzati", che consentono di creare percorsi di studio individuali a vari livelli, modulabili per durata, orari e specialità. "È previsto un colloquio orientativo con il responsabile del dipartimento che, valutando livello di partenza e obiettivi da raggiungere, strutturerà un programma specifico - spiegano i responsabili dell'istituto - i corsi personalizzati possono riguardare tutte le singole materie previste per le specializzazioni triennali (teoriche, tecniche, di disegno, programmi software) e quant'altro concerna il dipartimento d'interesse".
Per informazioni: Istituto d'Arte Applicata e Design Torino, via Pietro Micca 15, 10122 Torino, www.iaad.it, info@iaad.it, tel. e fax 011.548868.

 
Food design
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Food design: una sorta di laurea per costruttori e inventori di cibi perché ormai creare piatti è un mix di diverse discipline.
Ad esempio le Pringles, le famose patatine, nascono non solo per stuzzicare il palato, ma per farlo il più a lungo possibile. A questo devono la loro forma, che si adatta perfettamente alla bocca, lasciando il sapore più a lungo. E a questo serve il ben noto tubo: per non schiacciare il prodotto. O ancora il Solero, granita che sostituisce il ghiaccio tritato con palline che si sciolgono in bocca, cambiando totalmente la percezione del gusto. Ma non solo. Le industrie, infatti, sanno che un prodotto sarà vincente solo se saprà incuriosire il pubblico. Via quindi al cyber egg, la "zuppa pizza" o all'ostrica virtuale, creazioni dei food designer più all'avanguardia.

 
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