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Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2003

Clodoveo Piazza vive e lavora presso l'Organizacao de Auxilio Fraterno al seguente indirizzo: rua do Queimadinho 17, Lapinha, 40325-250 Salvador Bahia, Brasil.
Lo si può contattare telefonicamente al numero (71)319-9700/3199710, o tramite e-mail, scrivendo a piazza@oaf.org.br. La sede di riferimento in Italia è l'OAF-I, che si trova a Torino, in via Marconi 7, tel. 011.6699513. Il sito della sede italiana è www.oafi.org/sito/index.htm
TORINO CHIAMA BAHIA

di Tiziana Catenazzo

Padre Clodoveo Piazza, 'Veo' per gli amici, 60 anni, è un gesuita impegnato da trent'anni nell'aiuto ai bambini e ai giovani più poveri, ai ragazzi detenuti e a quelli abbandonati. A Torino è venuto più volte per portare un messaggio, per lanciare una sfida: "Vengo a testimoniare la realizzazione di un grande ideale: un'iniziativa politica decisa nella lotta alla povertà e alla miseria dello Stato di Bahia, soprattutto attraverso la creazione di una nuova istituzione governativa, quale è la 'Secretaria', per la Lotta alla Povertà e le Disuguaglianze Sociali". E Torino, dove è nata un paio di anni fa la sede dell'OAF-I (Organizzazione di Aiuto Fraterno Italia), sta rispondendo in questi ultimi anni con sempre maggiore entusiasmo al messaggio di fratellanza e di solidarietà di padre Piazza: attraverso le iniziative dei privati e delle istituzioni, la Città sostiene infatti il lavoro del gesuita, che, al di là dell'Oceano, ricopre l'incarico di Assessore, di 'segretario' appunto, del neonato Assessorato di Bahia per la lotta alla povertà. Il suo compito principale è quello di formulare politiche di riduzione del disagio, tramite programmi e azioni di Governo: è il primo prete, in Brasile, ad ricoprire un ruolo politico.
Padre Piazza è nato e cresciuto in una famiglia di industriali milanesi, trascorrendo una giovinezza serena e 'comoda'; ha quindi proseguito regolarmente, e brillantemente, gli studi fino alla laurea, in Economia. Poi, un bel giorno, la vocazione al sacerdozio: una 'chiamata' dall'Alto, giunta - ma forse già un poco maturata nell'animo - durante una breve ma intensa esperienza di pellegrinaggio, al quale Clodoveo prende parte per aiutare i malati come volontario 'barelliere'. Una volta presi i voti, Veo lavora per un certo periodo al carcere minorile del Ferrante Aporti di Torino; subito dopo, a Gallarate, in una casa circondariale per adulti, e poi ancora a Napoli, dove si trova a contatto con le bande dei ragazzi di strada dei quartieri spagnoli. Quindi, il superamento dei confini nazionali con il trasferimento in Belgio, per vivere e lavorare nella 'Casa di ragazzi del giudice'. Dal Belgio, padre Piazza arriva infine in Brasile.
Fermatosi a Salvador Bahia, assume la direzione dell'orfanotrofio locale: in meno di dieci anni il sacerdote lo riorganizza, facendogli assumere una nuova fisionomia, e crea così l'OAF, Organizaçao de Ausilio Fraterno, un progetto di sviluppo per l'infanzia e l'adolescenza in situazione di rischio più avanzato. L'OAF, nella quale lavorano più di 700 persone, si articola di numerose strutture: una casa di accoglienza, nella quale i bambini e i ragazzi vengono ospitati cercando di ricreare il più possibile l'esperienza affettiva della famiglia; una scuola del futuro rivolta a circa 45 ragazzi; un centro di formazione professionale per 4000 giovani che imparano a specializzarsi in meccanica, navigazione e automazione industriale; officine produttive dove si fabbricano sedie, mobili, registri scolastici, camici per ospedali e bandiere ufficiali nazionali; un museo interattivo di tecnologia, "UNICA", che gratuitamente mette a disposizione dei ragazzi le tecniche e gli strumenti tecnologici e scientifici di avanguardia.
Una trasformazione radicale, da quell'originale orfanotrofio che il sacerdote aveva trovato al suo arrivo. Tant'è che, poco dopo, la Conferenza episcopale brasiliana lo nomina responsabile della pastorale dei minori nel Nord-est del Brasile, la cui popolazione si compone, al 50%, di minorenni. Di questi, il 60 % vive in famiglie il cui reddito non supera i 50 dollari. "Quello che sinceramente mi auguro dall'amicizia con Torino - spiega padre Piazza - è che oltre a fornire un'oggettiva visibilità al nostro operato in Brasile, funzioni come una specie di cartina o di mappa grazie alla quale coloro che fino ad ora si erano, metaforicamente, "persi per strada", possano ritrovare la via della solidarietà, della fratellanza, dell'aiuto reciproco e disinteressato".

Un Rubatà a Bahia

Il Brasile è più vicino di quanto pensiamo. Dal Brasile a noi, e viceversa, esistono ormai dei legami, dei 'ponti', che poggiano su solide fondamenta e, soprattutto, su corretti rapporti di cooperazione e di aiuto reciproco. Sono ponti che, oltre a farci prendere atto dei problemi che angustiano il popolo brasiliano, portano in superficie i punti di contatto, le somiglianze sociali e culturali, a volte anche ideologiche, di mentalità, che connettono noi a loro.
Non solo a parole. Perché per tradurre nei fatti (i ponti servono per essere attraversati, appunto…) il desiderio di avvicinare il Piemonte al Brasile, sono nate in questi anni molte iniziative e progetti, che traducono nella pratica quella che gli addetti ai lavori definiscono 'cooperazione decentrata': il rapporto diretto fra gli Enti locali dei rispettivi Paesi, che passa per lo più attraverso la costituzione di gemellaggi e partenariati.
Con l'OAF di padre Piazza, in particolare, il Comune, la Provincia e la Regione stanno compiendo, nel corso di questi ultimi anni, notevoli passi, rendendo più agevole anche a noi, 'comuni cittadini', l'attraversamento di quel 'ponte' transoceanico: perché i rapporti e gli scambi si fanno via via più frequenti ed efficaci. Ed è così che il Comune ha attivato dei progetti di formazione che permetterà ad alcuni ragazzi brasiliani di trasferirsi nella città sabauda per qualche tempo, per imparare una professione, seguire corsi di istruzione e formazione. Il prossimo di questi stages, che comincia in queste settimane, riguarda ad esempio la panificazione. Ma come, ci si potrebbe chiedere, dei ragazzi da Salvador Bahia vengono a Torino per imparare a fare il pane? La faccenda è meno scontata di quanto sembra. Perché a Torino i ragazzi impareranno, soprattutto, l'arte particolare, tutta locale, di fare i grissini, i croissant, ecc. Si tratta infatti di prodotti che a Salvador Bahia non si conoscono, e che produrranno valore aggiunto alla futura 'panetteria' che i ragazzi dell'OAF apriranno, poi, una volta lasciata Torino. Insomma, non solo i grissini torinesi saranno venduti in Brasile ma, soprattutto, aiuteranno alcuni giovani a costruirsi un proprio progetto di vita.
Un altro esempio di cooperazione e di scambio viene anche da progetti di diverso livello, che, a prima vista, sembrano riguardare poco le sorti dei ragazzi di strada brasiliana, perché concerne il trattamento dei rifiuti. Ne hanno discusso insieme padre Piazza e il vicesindaco Marco Calgaro la scorsa primavera, "perché in Brasile viviamo problemi simili ai vostri - ha spiegato il gesuita - riguardanti l'eliminazione dei residui, e le stesse preoccupazioni ecologiche, di salvaguardia ambientale. Ovviamente in Brasile le nostre difficoltà dal punto di vista igienico sono più urgenti, forse perché da noi manca ancora la sensibilizzazione delle persone al problema. Ma riguardo alle competenze tecnico-scientifiche, sono sicuro che potremmo avviare una proficua collaborazione di ricerca e di scambio di informazioni". Al Settore Cooperazione Internazionale e Pace del Comune, Rossana Campo precisa: "Riguardo al problema dello smaltimento rifiuti, il Comune ha già avviato un importante progetto che, a seguito del gemellaggio con Campo Grande firmato nel maggio 2001, vede la compartecipazione dell'Amiat allo studio sui sistemi di gestione dei rifiuti per arrivare alla definizione di un progetto di smaltimento. Il Comune non solo sostiene la ricerca e gli studi di fattibilità, ma seguirà anche lo sviluppo del progetto. Per la sua realizzazione, abbiamo coinvolto anche ricercatori e studenti del Politecnico".
Altri progetti tuttora attivi riguardano le opere di riqualificazione dell'ospedale di San Juliao e del centro storico urbano di Santo André. Con la città di Campinas, infine, il Comune ha instaurato fattivi rapporti di scambio e cooperazione, dal punto di vista sia sociale e culturale (sono molti i docenti e gli studenti che vi si recano, per periodi più o meno lunghi, di lavoro o di stages) che tecnico. In particolare, uno dei progetti sul quale si sta lavorando, con il coinvolgimento del Politecnico di Torino e del Gruppo Tranviario Torinese, è quello che permetterà di rinnovare l'intero sistema ferroviario, permettendo collegamenti più rapidi e agevoli con l'aeroporto.
Anche la Regione sostiene da qualche anno le attività di padre Piazza (fra le quali, in particolare, "Familias Unidas"): questo è infatti il terzo anno che l'OAF-I è presente all'esposizione torinese 'Experimenta', in relazione alla quale si è realizzato un gemellaggio con UNICA di Salvador Bahia.
 
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