InformaGiovani RECENSIONI

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settembre/ottobre 2003






copertina libro di Paolin




 











copertina disco dei Linea 77

 

 

 

 




copertina libro di Mathieu

RECENSIONI



Demetrio Paolin
Mi sono suicidato di già
Editrice Stylos - 12 euro

Il dolore sottile, minimo e intermittente dell'esistere. E quindi la delicata, pacata, a volte ironica "lontananza", per la necessità di attuare una sorta di garbato distacco, di mite e "orgogliosa" disattenzione. È finalmente un libro di senso, questo primo lavoro narrativo di Demetrio Paolin: "Mi sono suicidato di già". A dimostrazione del fatto che ancora è possibile scrivere (bene) e riflettere insieme, in Paolin la scrittura non solo s'accompagna al pensiero (a quelle riflessioni che il protagonista, Giacomo, matura dagli episodi anche minimi della sua esistenza), ma è essa stessa generatrice di senso. La scrittura non è, insomma, il mero trasferimento, sulla pagina, dell'idea. Né il testo è forma chiusa, ordine definitivo. Perché la sua è una scrittura in itinere, non preordinata, preorganizzata. Si tratta, a ben vedere, di appunti, di osservazioni anche minime che maturano insieme al testo, nel testo. Paolin recupera così il significato primo dello scrivere: una sorta di "maieutica" scritta, delicata e sorvegliatissima, mai pesante. Che anzi il linguaggio è accattivante e morbido insieme. Lo stile, lirico. Di quasi straordinario, il fatto che questo libro non generi confidenze, che mai costringa il lettore all'immedesimazione (effetto così barbosamente ricercato dalle giovani "leve"): ché questo sì sarebbe segno di presunzione. Ma Paolin, più che rispondere, chiede. E alle luci, che tagliano e definiscono irreparabilmente i contorni, preferisce le ombre, gli spazi cioè più adatti al movimento, alla ricerca.
Tiziana Catenazzo

Linea 77
Numb

Cd Earache 2003 - 15 euro

Quella dei Linea 77 è una formazione solida e per certi versi insolita, per scelte stilistiche e per esperienze. Cult band di fama planetaria, occupa, oggi più che mai, un posto di rilievo tra i gruppi attivi nell'area metropolitana torinese. Il quintetto di Venaria da qualche mese ha licenziato il suo nuovo cd, che nelle sue undici tracce offre un convincente concentrato di energia, potenza, tecnica e cuore. Radici hard core e hip pop si fondono anche in questa raccolta con esiti convincenti, dalla granitica "Zen" alla a suo modo beatlesiana "Alienation is the new form of the Zen". Le ritmiche sono sincopate e sostenute, esaltate da bassi slappati e chitarroni, le voci si intrecciano con esiti soddisfacenti e il tutto riesce ad esser nel contempo trendy e credibile. La complicità di Subsonica ("666. Diabolus in musica") e Aretuska ("Wharol") contribuisce nell'insaporire ulteriormente la pietanza, sostanziosa ma decisamente digeribile, che sa di Avail, Living Color, Faith No More, Senser e chissà di cos'altro, ma soprattutto ha il gusto vigoroso, né metal né nu metal, dei Linea 77. Nel web: www.linea77.com.
Marco Stolfo

Marco Mathieu
In viaggio con Manu Chao.
Giramundo sound system
Feltrinelli - euro 8,50

La scena musicale mondiale è piena di personaggi. Le persone sono molte, molte di meno. Tra queste c'è sicuramente Manu Chao, il parigino della banlieu con origini basche e galiziane, che ha casa a Barcellona e si sente a casa ovunque nel mondo, dal Sudamerica alla Bulgaria. Lui è famoso per quello che fa, ma soprattutto perché fa quello che è. È uno che canta, suona, pensa e soprattutto vive. Vive il suo tempo, in cui si perde ("perdido en el siglo") e si ritrova, o quanto meno cerca di ritrovarsi: probabilmente con molti dubbi; sicuramente senza rassegnazione. Tutto ciò si capisce - o quanto meno si intuisce - dai suoi dischi, dai suoi concerti e dagli altri progetti più o meno musicali nei quali è coinvolto. Tutto ciò trova conferma nel libro che il torinese Marco Mathieu ha scritto dopo aver seguito buona parte del tour 2001-2002 di Manu Chao e Radio Bemba in giro per l'Europa. Un po' racconto, un po' intervista, un po' confessione, "In viaggio con Manu Chao" è una lettura coinvolgente come un brano dei Mano Negra o un estratto da "Clandestino", e ogni pagina, tra luoghi, incontri, concerti e aneddoti di vario genere, brucia di vita e trasuda umanità.
Marco Stolfo
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