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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2003 | ||
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CORSICA:
L'ISOLA DEL MORO Settembre, l'ultimo caldo, ancora vacanze. Così si decide di partire, da un giorno all'altro, per una meta "marinaresca" ma non troppo lontana, bella ma non troppo affollata, comoda ma non troppo costosa La Corsica: trovata! Optiamo per il sud dell'isola, attraente da un punto di vista sia naturalistico che culturale. di Emanuela Celona Partire per l'isola francese con auto a carico, non è complicato: i traghetti che prendono il largo ogni giorno dall'Italia sono numerosi. L'imbarco da Genova è alle ore 10.30, ma si lascia il porto soltanto due ore dopo (trovare posto per imbarcarsi non è un problema ma ciò non esclude il super affollamento!). Avvistiamo Bastia nel primo pomeriggio ma la nave riesce ad attraccare soltanto in prima serata. Ovviamente i nostri piani vengono "sviati" da questo ritardo: dormire a Bastia o raggiungere la nostra meta viaggiando di notte? Ha il fascino delle antiche città mediterranee Bastia, con quelle viuzze fiancheggiate da alte case contraddistinte da persiane colorate. Città molto animata, fondata nel 1378 dai genovesi che ne fecero la capitale dell'isola, deve il suo nome dall'antica bastiglia che la domina. Vicino al porto, la piazza Saint Nicolas, punto d'incontro dei residenti, ed è lì che troviamo l'ufficio del turismo cui chiedere informazioni sulle possibilità di pernottamento. La città caotica, il caldo e i prezzi degli alberghi non proprio economici determinano la scelta: destinazione Palombaggia. Imboccando la Bastia-Bonifacio capiamo che, forse, la nostra idea è stata quella di molti: il traffico è intenso e ci aspetta una lunga serata alla guida. Fermarsi lungo la strada o proseguire? Tra un'indecisione e l'altra, lasciato il traffico alle spalle, percorriamo la strada che conduce alla nostra destinazione attraversando paesini tranquilli al crepuscolo. Finalmente si raggiunge la strada sterrata che conduce ai campeggi della Palombaggia: sono almeno una decina ma sorpresa!: chiudono i "battenti" alle ore 22! Che fare? La scelta è quasi obbligata: tornare indietro non se ne parla, montare la tenda lungo la spiaggia o sotto una pineta troppo rischioso, soprattutto perché non conosciamo la zona, et voilà, la mitica Fiat 500 diventa uno "scomodo" ricovero notturno. Ci fermiamo davanti all'ingresso di un campeggio (meglio essere vicino a persone cui poter chiedere aiuto in caso di necessità); sotto dei lampioni (così non abbiamo troppo buio) e giù i sedili e panni ai vetri, si cerca di dormire. L'alba ci sveglia, rossa come non l'avevamo mai vista, e dopo esserci sistemate più decorosamente all'interno del campeggio in cui troviamo facilmente posto, vogliamo solo raggiungere la spiaggia. Qui come in tutto il sud della Corsica, le montagne scendono verso il mare in un succedersi di spiagge, cale ed isolette. La spiaggia della Palombaggia appare ai nostri occhi in tutta la sua bellezza, meglio di come ce l'avevano descritta La sabbia è fine e bianchissima; il mare verde smeraldo riflette un cielo sereno blu cobalto. C'è molta gente, ma nulla a che vedere con le spiagge affollate italiane, sebbene di italiani se ne incontrino parecchi, provenienti un po' da tutta la penisola. Mare, spiaggia, natura, montagna: questa è la Palombaggia. La lunga lingua di terra accarezzata dal mare consente passeggiate appena disturbate da qualche tratto "privatizzato" dove svettano chioschi e sedie sdraio con ombrelloni da affittare. Ma i più si accontentano di stuoie e asciugamani per godere di quella brezza marina che caratterizza ogni giornata trascorsa in spiaggia. Passeremo qui il più delle nostre vacanze: d'altra parte cos'altro desiderare se si vuole semplicemente riposare? Ma il sud della Corsica offre anche alternative per giornate di pioggia un po' grigie Il primo giorno di cielo nuvoloso, infatti, si decide di visitare Porto Vecchio, vecchio presidio costruito nel 1539 su mandato della Repubblica di Genova. Leggendo un po' di storia nella guida, scopriamo che grazie alle fortificazioni edificate su un immenso costone roccioso di porfido rosa e alla presenza di cinque bastioni, fu sempre una difficile conquista per i barbari. Terza città della Corsica, è soprannominata dagli isolani città del sale data la sua importanza nel mercato locale. Per scoprire il fascino di antiche tradizioni, da non perdere, appunto, le saline e l'antico sugherificio. Merita una "capatina" il tipico porto turistico e sicuramente una visita approfondita il Bastion de France, la Porte Génoise, la Place Ettori, l'Eglise de Saint Jean Baptiste. E per chi è amante della natura, poco lontano distano la foresta dell'Ospedale e la piccola cascata di Piscia di Gallu. Noi decidiamo di vedere anche la pineta e la sabbia bianca di San Giulia, la spiaggia definita la più bella dell'isola. Ma il maltempo purtroppo (o per fortuna) imperversa. Dedichiamo un'altra giornata alla visita di Bonifacio, antica città medievale che domina le omonime bocche, le isole e gli scogli e che risulta essere il luogo più visitato della Corsica. La sua cittadella è caratterizzata dalla presenza del Bastion de l'Etandard, l'Eglise Sainte Marie Majeure et Sain Dominique, la Chapelle Saint Roche, le Jardin des Vestiges, la Porta di Genova e il Cimitero in cui sono sepolti esclusivamente marinai. Ma ciò che colpisce la nostra attenzione è la scalinata di Re Aragone. Scavata nella falesia, conta 187 gradini e sovrasta nella sua parte superiore il mare in 65 metri d'altezza e finisce al suo livello per proseguire in un cammino appena visibile che conduce a una grotta oggi inaccessibile: il pozzo di San Bartolomeo. Siti altrettanto splendidi sono l'Eremo della Trinità, luogo di pellegrinaggio degli abitanti di Bonifacio e risalente al XIII secolo; la Vestigia di Pallae, vestigia della città romana; la cappella di Santa Reparata situata nell'entroterra di Bonifacio. Ma la città offre "angoli" incantevoli anche dal punto di vista naturalistico: come Rondinara, luogo di rifugio dei marinai e Santa Manza, molto amata dagli sportivi che praticano il windsurf. Trascorriamo il tardo pomeriggio sulla sommità della cittadella, sbeffeggiate da un forte vento, umido e teso (che poi scopriamo soffiare su questi luoghi 250 giorni l'anno) che increspa il mare mentre onde inquiete si infrangono in prossimità del faro di Bonifacio. Ipnotizzate dalle onde e affascinate dalla vista panoramica, decidiamo che è ora di tornare. Non prima, però, di passare dall'ufficio del turismo per farci raccontare del vicino parco naturale. La Riserva delle Bocche di Bonifacio è la parte francese di un'area marina protetta internazionale che si estende per 8.000 ettari tra la Corsica e la Sardegna, accessibile ai visitatori che possono dedicarsi alla pesca, anche subacquea, rispettando il regolamento in vigore. Nelle zone di protezione rinforzata caccia e pesca sono vietate (eccetto quella al lancio, a strascico oppure con lenza) e, addirittura, i fucili sono tollerati solo se scarichi e rinchiusi in un astuccio. E' invece permessa, pressoché ovunque, la circolazione di persone e la balneazione. La signorina dell'ufficio turistico consiglia di visitare le Isole Lavezzi, il cuore della riserva. Caratteristica del paesaggio, ci spiega, sono le rocce granitiche, le fioriture divenute rare nel Mediterraneo, e alcuni uccelli marini come i cormorani, i gabbiani, i "puffin" cenerini e se si è fortunati si riesce anche ad incappare in qualche delfino. Prende una mappa e ci mostra le grandi spiagge di Cala di Giunchu e di Achiarinu; il cimitero degli ufficiali edificato in memoria di 750 marinai morti in piena tempesta nel lontano 1885 nel naufragio di La Sémillante; e dove iniziano le coste della Gallura e il Parco nazionale dell'Arcipelago della Maddalena. Certo, sarebbe bello avere più tempo e vedere tanta bellezza. Ma il giorno della partenza è alle porte, e rimandiamo l'appuntamento a una prossima estate. Scoviamo una pizzeria in cui un argentino vissuto per anni in Italia prepara una pizza straordinaria e trascorre l'ultima serata corsa. Durante il viaggio di ritorno, verso Bastia, ci fermiamo ancora allo Stagno di Biguglia, area protetta conosciuta come la zona umida più estesa della Corsica. Lo specchio d'acqua abbraccia quattro comuni (Furiani, Biguglia, Borgo, Lucciana) e costituisce il polmone verde dell'agglomerato di Bastia. Con una superficie di 1.790 ettari, il grande stagno affianca il mare separato solo da uno stretto lido. Ma dalla nostra posizione non riusciamo a vederlo, anzi, stentiamo a vedere anche il lago coperto da una folta vegetazione lacustre. Raggiunto il centro visita, scopriamo che la fortuna non ci ha accompagnato: le visite alla riserva si effettuano solo se guidate ed un gruppo è appena partito. La nave ci aspetta, e rimandiamo anche questa tappa a una prossima estate
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