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ACCI
DENTI!
Spazzolino, chi era costui?
Sfregare o non sfregare, questo è il dilemma: intanto le statistiche
ci danno una certezza, quella per cui gli italiani non amano troppo lavarsi
i denti e - per non sbagliarsi - lo fanno soltanto una volta al giorno.
Tale è la media, appunto, e quindi se molti ripetono il lavaggio
tre volte nell'arco della giornata, altri non sanno (o vogliono intensamente
dimenticare) cosa sia la pasta dentifricia o il filo interdentale.
di
Giovanni
Monaco
In questo
numero di Informagiovani affrontiamo un viaggio tra denti splendenti,
carie, otturazioni e problemi d'alito. Allacciate le cinture, potrebbe
esserci qualche ponte pericolante.
Spazzolino
Gli studi della Società italiana di parodontologia, la scienza
che studia le malattie dei tessuti di sostegno dei denti, hanno recentemente
rivelato la scarsa simpatia tra gli italiani e l'igiene orale. In realtà,
dicono gli esperti, in termini assoluti un lavaggio al giorno potrebbe
essere sufficiente se le operazioni di pulizia sono eseguite correttamente.
Con due volte al giorno almeno, o tre, come viene normalmente suggerito,
c'è però una maggiore possibilità di eliminare
i batteri anche se la tecnica di lavaggio non è corretta.
Per il momento, infatti, i nostri strumenti igienici sono soprattutto
lo spazzolino e il filo interdentale. Gli studi si stanno indirizzando
verso un agente chimico efficace che possa aiutare o sostituire la terapia
meccanica, obiettivamente lunga, difficile da farsi e che richiede pazienza.
Possono aiutare gli spazzolini elettrici e quelli a getto d'acqua, ma
fino a una rivoluzione copernicana del lavaggio - assicurano dalla Società
di paradontologia - è meglio pulirsi i denti dopo ogni pasto.
Le
regole
Ecco - quasi testualmente - le regole dettate dall'Andi, l'Associazione
nazionale dentisti italiani, per una corretta igiene orale. I denti
dovrebbero essere lavati immediatamente dopo aver mangiato e prima di
andare a letto. Se non è possibile lavarsi i denti, la bocca
deve essere sciacquata accuratamente con acqua. Bisogna prestare attenzione
nello spazzolare ogni superficie del dente. Questi movimenti ripuliscono
adeguatamente gli spazi tra dente e dente, con scarse occasioni di lesioni
ai tessuti gengivali. In sostanza si dovrebbero seguire queste regole,
che naturalmente viste così hanno la stessa consistenza di una
missione impossibile. Con un po' di buona volontà, invece, è
possibile rispettare l'elenco prescritto dai dentisti, contro il loro
stesso interesse: spazzolare i denti dopo aver mangiato; spazzolare
ogni area almeno quattro volte al giorno; spazzolare i denti superiori
verso il basso; spazzolare i denti inferiori verso l'alto; spazzolare
le superfici masticatorie dei denti forzando sulle setole; spazzolare
le superfici dei denti rivolte alla lingua e quelle rivolte alle guance;
spazzolare i denti d'ogni arcata separatamente ed in ordine definito;
spazzolare la lingua per completare la pulizia dell'intera bocca.
Il
lavaggio hi-tech
Miniaturizzati, sicuri e soprattutto molto efficaci contro la placca
interdentale e per prevenire la carie. Oggi i piccoli spazzolini elettrici
e le idrodocce per le gengive possono risolvere a fondo i piccoli e
grandi problemi che affliggono le nostre bocche e i nostri portafogli,
in modo da allontanare nel tempo gli interventi dei dentisti. Oltre
a questi robot per la salute della bocca, sono in arrivo anche altri
apparecchi che consentono di tenere sotto controllo la pressione e la
febbre, l'umidità e la temperatura o il peso per star meglio
e migliorare il comfort quotidiano. Sul mercato, per esempio, esistono
strumenti con movimenti a pulsazione e a oscillazione. Le pulsazioni
intermittenti, con una velocità di 20mila movimenti al minuto,
consentono alla testina di staccare delicatamente la placca mentre le
oscillazioni, al ritmo di 7.600 movimenti al minuto, provvedono a rimuoverla,
con un'azione molto efficace. E se durante la pulizia ci si interrompe,
esiste persino un "Memory timer" che tiene conto della interruzione
e riprende a calcolare correttamente il tempo.
L'alito
e il colluttorio
"Con una zaffata potrebbe stendere un elefante", si dice di
solito alle spalle di qualche conoscente dalle emissioni di alito particolarmente
pesanti. L'argomento, naturalmente, non è dei più piacevoli
e si presta ad ironie svariate. Prendiamola scientificamente, allora:
l'alitosi - si chiama proprio così - può avere diverse
cause. Epatopatie, disturbi dell'apparato digerente e respiratorio,
secchezza delle fauci. In alcuni soggetti può essere provocata
da una scarsa produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari,
con conseguente ristagno di residui alimentari tra i denti, la cui fermentazione
provoca questo spiacevole inconveniente. Ma le cause più frequenti
di alitosi sono dovute ad una cattiva igiene orale, alla presenza di
processi cariosi, a patologie gengivali come la presenza di tasche gengivali
che fanno da ricettacolo di prodotti alimentari fermentati e di batteri.
In generale si consiglia di lavarsi i denti e di smettere di fumare.
Poi ci sono le gomme da masticare che puliscono i la bocca e sanno di
menta. Esistono anche ausili specifici per l'alitosi: in commercio sono
presenti colluttori in grado di ridurre i composti dello zolfo corresponsabili
dell'alitosi. Ogni anno gli italiani consumano circa 3 milioni di litri
di collutorio per i denti di cui il 20% venduto in farmacia e la rimanente
quota nei supermercati. Qualcuno se ne era accorto?
Dentifrici
e sciacqui
Avete mai pensato a quale dentifricio sia meglio usare, se in pasta
o polvere o gel? La polvere ormai è passata di moda, ma la risposta
ai vostri assillanti quesiti, così come quella relativa alla
scelta dello spazzolino, dovrà essere data dal dentista. Il dentifricio,
oltre ad un effetto psicologico, ha un apporto effettivo di sostanze
contenute nella pasta (fluoro, disinfettanti, ecc.). Sciacqui: sono
utili solo per l'azione medicamentosa e rinfrescante. Per eliminare
i batteri della bocca è più efficace lavarsi i denti.
Per uno sciacquo si assume una quantità giusta di liquido tiepido
o freddo e si fa scorrere abbondantemente intorno ai tessuti con un
movimento forzato delle guance e della mandibola; questo sarà
più efficace di una quantità maggiore che è semplicemente
assunta ed espulsa senza movimenti delle guance e della mandibola. Gli
agenti ossidanti come idrossido o perossido di sodio saranno usati solo
se raccomandati dal medico dentista.
Il
formaggio
Una certezza: per l'alito è un disastro. Una sorpresa: fa bene
ai denti. Parliamo del formaggio, che - pare - aiuta a prevenire la
carie. Fino a qualche anno fa, la carie era un grosso problema solo
per i Paesi industrializzati. Oggi lo è anche nei più
arretrati Paesi dell'Africa e dell'Asia. L'Organizzazione Mondiale della
Sanità considera questa patologia come il terzo flagello nel
mondo. Recenti studi, però, hanno verificato l'importanza dell'enzima
LHT (lattico-deidrogenasi) normalmente presente nella saliva. I soggetti
con elevata presenza di questo enzima sono in grado di contrastare l'aumento
di acidi organici (lattico, citrico, malico) che segue alla somministrazione
di carboidrati solubili (glucosio, fruttosio, saccarosio). Le proteine
presenti nel latte (caseina, albumina) dimostrano di potenziare l'azione
del calcio, legandosi alla superficie del dente, svolgendo così
un'attività carioprotettiva. Il formaggio stagionato (10 grammi
a fine pasto) stimola la secrezione salivare, svolgendo un'efficace
azione tampone (dovuta al fosfato di calcio).
Futuro
Siamo dal dentista e non è una bella cosa. Ci sediamo, sappiamo
che sta per iniziare il dolore, il dentista inizia a lavorare. Niente,
non sentiamo nulla. Fantascienza? Anestesia? No, probabilmente è
solo il futuro. Negli ultimi anni la ricerca ha prodotto numerosissime
innovazioni in questo campo. Sono comparsi i primi trapani indolore
e sono sparite invece le vecchie otturazioni in metallo, sostituite
da materiali più resistenti ed estetici, ma sono in arrivo anche
molte altre novità. La prima buona notizia riguarda l'introduzione
di trapani non meccanici e quindi indolori. Il materiale di cui sono
costituiti i nostri denti è assolutamente insensibile, ma i trapani
tradizionali producono vibrazioni che arrivano ai nervi sottostanti,
provocando il dolore. Le possibili alternative proposte dalla ricerca
sono due. Da una parte ci sono degli strumenti che agiscono spruzzando
della polvere di silicio ad alta pressione, che letteralmente erode
il dente, rimuovendo la carie e preparandolo per la seguente otturazione.
Dall'altra parte c'è l'intramontabile laser, finora utilizzato
solo per lavori di chirurgia sulle gengive e sulle parti molli. Di recente
sono però stati introdotti sul mercato dei modelli che, grazie
alla loro particolare lunghezza d'onda, riescono a lavorare anche i
denti stessi. Anche le radiografie stanno scomparendo, sostituite da
sensibili sensori elettronici. In questo caso il vantaggio non sarà
una riduzione del dolore, ma del pericolo. Ogni radiografia comporta
l'assorbimento di radiazioni potenzialmente pericolose, che potrebbero
portare allo sviluppo di tumori. I sensori elettronici sono però
molto più sensibili e richiedono circa il 10% della dose di raggi
X necessaria per un film tradizionale, riducendo di molto il rischio.
Futurissimo:
i denti che ricrescono
Addio dentiera. L'ultima scoperta dell'ingegneria genetica permetterà
agli odontoiatri di far crescere una dentatura nuova ai loro pazienti.
La novità arriva dall'Health Science Center dell'Università
del Texas, dove gli studiosi, partendo dalle cellule di un topo, sono
riusciti con successo a ricreare i denti dell'animale. Si spera, nei
prossimi dieci anni, di riuscire ad applicare lo studio al genere umano.
Verrà preso un campione di tessuto dal paziente e da questo verrà
fatto crescere il dente in provetta. Sono milioni le persone che soffrono
di infiammazioni croniche delle gengive o del cavo orale.
Le
età della carie
Secondo i dati del centro di collaborazione per l'epidemiologia e la
salute orale di Milano, in una fascia di età significativa che
è quella di 35 anni, solo il 29 per cento dei soggetti è
sano a livello gengivale e parodontale. Il 9 per cento è affetto
da gengivite, il 27 per cento presenta tartaro sopra e sotto gengivale,
il 19 per cento presenta tasche parodontali di media entità,
il 15 per cento tasche profonde. Mentre per la carie è evidente
il rapporto con gli zuccheri, per la malattia dei denti è soltanto
statistico: con un accumulo di placca batterica l'igiene della bocca
non dipende da ciò che si mangia.
Musica
Anche a Torino alcuni dentisti hanno cominciato a dotarsi di musica
al passo con i tempi e le mode, per confortare i pazienti in attesa
del loro turno, nonché distrarli durante trapanazioni e otturazioni.
Prima, oltre a doversi sottoporre alle torture igienico dentistiche,
chi si accomodava sulle odiate poltrone doveva pure rassegnarsi all'ascolto
di radio sprigionanti robaccia discutibile; adesso invece chi lo desidera
può contorcersi sotto i ferri a tempo di house. Sarà meglio?
Boh.
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