SALUTE

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settembre/ottobre 2002







 




 

 

 


ACCI…DENTI!
Spazzolino, chi era costui? Sfregare o non sfregare, questo è il dilemma: intanto le statistiche ci danno una certezza, quella per cui gli italiani non amano troppo lavarsi i denti e - per non sbagliarsi - lo fanno soltanto una volta al giorno. Tale è la media, appunto, e quindi se molti ripetono il lavaggio tre volte nell'arco della giornata, altri non sanno (o vogliono intensamente dimenticare) cosa sia la pasta dentifricia o il filo interdentale.

di Giovanni Monaco
In questo numero di Informagiovani affrontiamo un viaggio tra denti splendenti, carie, otturazioni e problemi d'alito. Allacciate le cinture, potrebbe esserci qualche ponte pericolante.

Spazzolino
Gli studi della Società italiana di parodontologia, la scienza che studia le malattie dei tessuti di sostegno dei denti, hanno recentemente rivelato la scarsa simpatia tra gli italiani e l'igiene orale. In realtà, dicono gli esperti, in termini assoluti un lavaggio al giorno potrebbe essere sufficiente se le operazioni di pulizia sono eseguite correttamente. Con due volte al giorno almeno, o tre, come viene normalmente suggerito, c'è però una maggiore possibilità di eliminare i batteri anche se la tecnica di lavaggio non è corretta.
Per il momento, infatti, i nostri strumenti igienici sono soprattutto lo spazzolino e il filo interdentale. Gli studi si stanno indirizzando verso un agente chimico efficace che possa aiutare o sostituire la terapia meccanica, obiettivamente lunga, difficile da farsi e che richiede pazienza. Possono aiutare gli spazzolini elettrici e quelli a getto d'acqua, ma fino a una rivoluzione copernicana del lavaggio - assicurano dalla Società di paradontologia - è meglio pulirsi i denti dopo ogni pasto.

Le regole
Ecco - quasi testualmente - le regole dettate dall'Andi, l'Associazione nazionale dentisti italiani, per una corretta igiene orale. I denti dovrebbero essere lavati immediatamente dopo aver mangiato e prima di andare a letto. Se non è possibile lavarsi i denti, la bocca deve essere sciacquata accuratamente con acqua. Bisogna prestare attenzione nello spazzolare ogni superficie del dente. Questi movimenti ripuliscono adeguatamente gli spazi tra dente e dente, con scarse occasioni di lesioni ai tessuti gengivali. In sostanza si dovrebbero seguire queste regole, che naturalmente viste così hanno la stessa consistenza di una missione impossibile. Con un po' di buona volontà, invece, è possibile rispettare l'elenco prescritto dai dentisti, contro il loro stesso interesse: spazzolare i denti dopo aver mangiato; spazzolare ogni area almeno quattro volte al giorno; spazzolare i denti superiori verso il basso; spazzolare i denti inferiori verso l'alto; spazzolare le superfici masticatorie dei denti forzando sulle setole; spazzolare le superfici dei denti rivolte alla lingua e quelle rivolte alle guance; spazzolare i denti d'ogni arcata separatamente ed in ordine definito; spazzolare la lingua per completare la pulizia dell'intera bocca.

Il lavaggio hi-tech
Miniaturizzati, sicuri e soprattutto molto efficaci contro la placca interdentale e per prevenire la carie. Oggi i piccoli spazzolini elettrici e le idrodocce per le gengive possono risolvere a fondo i piccoli e grandi problemi che affliggono le nostre bocche e i nostri portafogli, in modo da allontanare nel tempo gli interventi dei dentisti. Oltre a questi robot per la salute della bocca, sono in arrivo anche altri apparecchi che consentono di tenere sotto controllo la pressione e la febbre, l'umidità e la temperatura o il peso per star meglio e migliorare il comfort quotidiano. Sul mercato, per esempio, esistono strumenti con movimenti a pulsazione e a oscillazione. Le pulsazioni intermittenti, con una velocità di 20mila movimenti al minuto, consentono alla testina di staccare delicatamente la placca mentre le oscillazioni, al ritmo di 7.600 movimenti al minuto, provvedono a rimuoverla, con un'azione molto efficace. E se durante la pulizia ci si interrompe, esiste persino un "Memory timer" che tiene conto della interruzione e riprende a calcolare correttamente il tempo.

L'alito e il colluttorio
"Con una zaffata potrebbe stendere un elefante", si dice di solito alle spalle di qualche conoscente dalle emissioni di alito particolarmente pesanti. L'argomento, naturalmente, non è dei più piacevoli e si presta ad ironie svariate. Prendiamola scientificamente, allora: l'alitosi - si chiama proprio così - può avere diverse cause. Epatopatie, disturbi dell'apparato digerente e respiratorio, secchezza delle fauci. In alcuni soggetti può essere provocata da una scarsa produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari, con conseguente ristagno di residui alimentari tra i denti, la cui fermentazione provoca questo spiacevole inconveniente. Ma le cause più frequenti di alitosi sono dovute ad una cattiva igiene orale, alla presenza di processi cariosi, a patologie gengivali come la presenza di tasche gengivali che fanno da ricettacolo di prodotti alimentari fermentati e di batteri. In generale si consiglia di lavarsi i denti e di smettere di fumare. Poi ci sono le gomme da masticare che puliscono i la bocca e sanno di menta. Esistono anche ausili specifici per l'alitosi: in commercio sono presenti colluttori in grado di ridurre i composti dello zolfo corresponsabili dell'alitosi. Ogni anno gli italiani consumano circa 3 milioni di litri di collutorio per i denti di cui il 20% venduto in farmacia e la rimanente quota nei supermercati. Qualcuno se ne era accorto?

Dentifrici e sciacqui
Avete mai pensato a quale dentifricio sia meglio usare, se in pasta o polvere o gel? La polvere ormai è passata di moda, ma la risposta ai vostri assillanti quesiti, così come quella relativa alla scelta dello spazzolino, dovrà essere data dal dentista. Il dentifricio, oltre ad un effetto psicologico, ha un apporto effettivo di sostanze contenute nella pasta (fluoro, disinfettanti, ecc.). Sciacqui: sono utili solo per l'azione medicamentosa e rinfrescante. Per eliminare i batteri della bocca è più efficace lavarsi i denti. Per uno sciacquo si assume una quantità giusta di liquido tiepido o freddo e si fa scorrere abbondantemente intorno ai tessuti con un movimento forzato delle guance e della mandibola; questo sarà più efficace di una quantità maggiore che è semplicemente assunta ed espulsa senza movimenti delle guance e della mandibola. Gli agenti ossidanti come idrossido o perossido di sodio saranno usati solo se raccomandati dal medico dentista.

Il formaggio
Una certezza: per l'alito è un disastro. Una sorpresa: fa bene ai denti. Parliamo del formaggio, che - pare - aiuta a prevenire la carie. Fino a qualche anno fa, la carie era un grosso problema solo per i Paesi industrializzati. Oggi lo è anche nei più arretrati Paesi dell'Africa e dell'Asia. L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera questa patologia come il terzo flagello nel mondo. Recenti studi, però, hanno verificato l'importanza dell'enzima LHT (lattico-deidrogenasi) normalmente presente nella saliva. I soggetti con elevata presenza di questo enzima sono in grado di contrastare l'aumento di acidi organici (lattico, citrico, malico) che segue alla somministrazione di carboidrati solubili (glucosio, fruttosio, saccarosio). Le proteine presenti nel latte (caseina, albumina) dimostrano di potenziare l'azione del calcio, legandosi alla superficie del dente, svolgendo così un'attività carioprotettiva. Il formaggio stagionato (10 grammi a fine pasto) stimola la secrezione salivare, svolgendo un'efficace azione tampone (dovuta al fosfato di calcio).

Futuro
Siamo dal dentista e non è una bella cosa. Ci sediamo, sappiamo che sta per iniziare il dolore, il dentista inizia a lavorare. Niente, non sentiamo nulla. Fantascienza? Anestesia? No, probabilmente è solo il futuro. Negli ultimi anni la ricerca ha prodotto numerosissime innovazioni in questo campo. Sono comparsi i primi trapani indolore e sono sparite invece le vecchie otturazioni in metallo, sostituite da materiali più resistenti ed estetici, ma sono in arrivo anche molte altre novità. La prima buona notizia riguarda l'introduzione di trapani non meccanici e quindi indolori. Il materiale di cui sono costituiti i nostri denti è assolutamente insensibile, ma i trapani tradizionali producono vibrazioni che arrivano ai nervi sottostanti, provocando il dolore. Le possibili alternative proposte dalla ricerca sono due. Da una parte ci sono degli strumenti che agiscono spruzzando della polvere di silicio ad alta pressione, che letteralmente erode il dente, rimuovendo la carie e preparandolo per la seguente otturazione. Dall'altra parte c'è l'intramontabile laser, finora utilizzato solo per lavori di chirurgia sulle gengive e sulle parti molli. Di recente sono però stati introdotti sul mercato dei modelli che, grazie alla loro particolare lunghezza d'onda, riescono a lavorare anche i denti stessi. Anche le radiografie stanno scomparendo, sostituite da sensibili sensori elettronici. In questo caso il vantaggio non sarà una riduzione del dolore, ma del pericolo. Ogni radiografia comporta l'assorbimento di radiazioni potenzialmente pericolose, che potrebbero portare allo sviluppo di tumori. I sensori elettronici sono però molto più sensibili e richiedono circa il 10% della dose di raggi X necessaria per un film tradizionale, riducendo di molto il rischio.

Futurissimo: i denti che ricrescono
Addio dentiera. L'ultima scoperta dell'ingegneria genetica permetterà agli odontoiatri di far crescere una dentatura nuova ai loro pazienti. La novità arriva dall'Health Science Center dell'Università del Texas, dove gli studiosi, partendo dalle cellule di un topo, sono riusciti con successo a ricreare i denti dell'animale. Si spera, nei prossimi dieci anni, di riuscire ad applicare lo studio al genere umano. Verrà preso un campione di tessuto dal paziente e da questo verrà fatto crescere il dente in provetta. Sono milioni le persone che soffrono di infiammazioni croniche delle gengive o del cavo orale.

Le età della carie
Secondo i dati del centro di collaborazione per l'epidemiologia e la salute orale di Milano, in una fascia di età significativa che è quella di 35 anni, solo il 29 per cento dei soggetti è sano a livello gengivale e parodontale. Il 9 per cento è affetto da gengivite, il 27 per cento presenta tartaro sopra e sotto gengivale, il 19 per cento presenta tasche parodontali di media entità, il 15 per cento tasche profonde. Mentre per la carie è evidente il rapporto con gli zuccheri, per la malattia dei denti è soltanto statistico: con un accumulo di placca batterica l'igiene della bocca non dipende da ciò che si mangia.

Musica
Anche a Torino alcuni dentisti hanno cominciato a dotarsi di musica al passo con i tempi e le mode, per confortare i pazienti in attesa del loro turno, nonché distrarli durante trapanazioni e otturazioni. Prima, oltre a doversi sottoporre alle torture igienico dentistiche, chi si accomodava sulle odiate poltrone doveva pure rassegnarsi all'ascolto di radio sprigionanti robaccia discutibile; adesso invece chi lo desidera può contorcersi sotto i ferri a tempo di house. Sarà meglio? Boh.

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