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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2002 | ||
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PESCI
DI CASA Con queste parole Konrad Lorenz, il fondatore dell'etologia, già nel 1949 spiegava come costruire un acquario. Certo al giorno d'oggi sarebbe molto difficile fabbricare una struttura simile a quella descritta da Lorenz: nelle città non è semplice trovare laghetti dove prelevare pesci per acquari e spesso manca il tempo e la pazienza per dedicarsi così zelantemente alla cura di quel microcosmo verde e blu, che è l'acquario. L'industria in questo senso ci è venuta incontro. I negozi dedicati al mondo dei pesci proliferano e sul mercato escono strumenti e accessori che rendono sempre più sofisticato il meccanismo degli acquari. Insomma a noi non resta che cambiare ogni tanto l'acqua della vasca e poi goderci, incantati, le scorribande dei pesciolini che nuotano all'impazzata tra le rocce in miniatura e le pianticelle. In genere il primo approccio col mondo dell'acquariofilia, lo si ha proprio iniziando a prendersi cura di un pesciolino rosso, magari vinto alle giostre. Te lo danno in un sacchetto di plastica con un po' d'acqua e subito ti affezioni a quella silenziosa creatura. Lo porti a casa e dalla cantina ripeschi la vecchia boccia in vetro che fu già dei nonni, per sistemarlo lì, insieme a qualche sasso e scaglia di mangime. E il pesce rosso - nome scientifico Carassius auratus - diventa presto uno di famiglia. Dalla boccia al primo acquario il passo è breve. Regola numero uno per chi vuole comprarlo: informarsi preventivamente. Tante volte si è attratti dai bassi costi e dalla poca fatica che richiede quest'hobby e si pensa erroneamente che installare un acquario sia un po' come acquistare una televisione: "una volta montati i pezzi e attaccata la spina, il più è fatto". Errore: senza dedizione costante i pesciolini non vivono a lungo, le piante appassiscono o formano fastidiose alghe, determinando l'inquinamento dell'acqua che a sua volta causa la morte dei pesci. Un gatto che si morde la coda insomma, tanto per restar in tema di animali. "L'acquario è infatti un universo - ci spiega ancora una volta Lorenz - dove, come in uno stagno o in un lago naturale, come in un qualsiasi luogo del nostro pianeta, creature animali e vegetali vivono insieme creando un equilibrio biologico". Una volta deciso che l'acquisto "s'ha da fare", non resta che scegliere il modello della vasca, la grandezza, il tipo d'ambiente (se d'acqua dolce o marino). Il consiglio, per i principianti, è di orientarsi su acquari di dimensioni modeste, che contengano dai 30 ai 50 litri di acqua, già provvisti di filtro, luci al neon, riscaldatore e termometro. Il costo si aggira intorno ai 100 euro. Successivamente bisogna comprare la sabbia per il fondale: le tonalità del colore vanno dal rosso, al grigio, fino al blu e al bianco. Questo è il momento di dar sfogo alla fantasia e personalizzare l'ambiente con piccole anfore, rocce e diverse varietà di piante. Una volta versata l'acqua, si dovrà aspettare una settimana prima di introdurvi i pesci. È necessaria, infatti, una fase di rodaggio. Ed ecco infine il fatidico momento: la scelta dei piccoli protagonisti. Entrati in un negozio sarà facile rimanere affascinati dalle specie più esotiche, dai pesci più variopinti, ma conviene sempre farsi consigliare da un esperto prima di acquistarli: alcuni sono molto delicati e richiedono attenzioni costanti, altri tendono a crescere troppo rispetto alla dimensione del vostro acquario. Bisogna cercare quindi di far coabitare specie che tra loro vanno d'accordo, che richiedono la stessa temperatura dell'acqua e che non diventino troppo grossi, così da alterare l'equilibrio all'interno della vasca. I più gettonati per gli acquari tropicali restano i Neon. Piccoli e colorati di un azzurro intenso, tanto da sembrare fosforescenti, arrivano dal Rio delle Amazzoni. Prediligono i fondali scuri e amano nascondersi tra le piante. Altrettanto simpatici sono i loro cugini, i Cardinali, che al blu intenso aggiungono la tonalità del rosso. Non possono mancare poi pesci Pinguini, bianchi con una striscia nera che taglia il corpo orizzontalmente e soprattutto orgogliosi, tanto da nuotare con la testa alta e il corpo leggermente obliquo. In ogni ambiente che si rispetti c'è chi si diverte e chi poi passa le ore a spazzare via briciole e mettere in ordine. Così è anche per il microcosmo dell'acquario, dove le pulizie spettano ai pesci Pulitori. Lavorano soprattutto di notte, divorano le alghe sui vetri con la loro tipica bocca a ventosa, amano sentirsi protagonisti: attenzione dunque a non inserirne più di due nella stessa vasca, altrimenti si scanneranno per il territorio. Il Corydoras elegans, coi suoi baffi e il suo carattere timido e introverso, si darà da fare invece per raccattare tutti i rimasugli di mangime sul fondo e farlo tornare splendente. A questo punto l'ecosistema inizia a funzionare. Da adesso in poi il vostro compito sarà prendersi cura della manutenzione. Una piccola tabella di marcia potrebbe aiutarvi a ricordare le scadenze più importanti: ogni giorno, manco a dirlo, bisogna nutrire i pesci e tenere le luci accese per circa 8 ore, così da permettere alle piante la fotosintesi clorofilliana, ogni settimana pulire il filtro, i vetri, con una speciale calamita e la sabbia, con un apposito aspirarifiuti, dare il concime (in pastiglie o liquido) alle pianticelle e potarle se sono cresciute molto, ogni mese cambiare un terzo dell'acqua con altra (preferibilmente osmotica) e fare il test per misurare il Ph dell'acqua e la percentuale di nitriti. Il tempo che vi resta potrete dedicarlo interamente ai vostri nuovi amici muti. È stato dimostrato che osservare l'ondeggiante movimento dei pesci non solo diverte, ma rilassa, tanto che molti medici e dentisti hanno sistemato degli acquari nelle sale d'attesa dei loro studi, così da calmare anche gli animi più intimoriti e agitati. "Davanti all'acquario si può star delle ore assorti in fantasticherie - conclude il suo racconto Lorenz - come quando si contemplano le fiamme del caminetto o le rapide acque di un torrente. E si imparano molte cose durante questa contemplazione. Se gettassi su di un piatto della bilancia tutto ciò che ho imparato a comprendere in quelle ore di meditazione e sull'altro tutto ciò che ho ricavato dai libri, come rimarrebbe leggero il secondo!".
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