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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2002 | ||
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CABARET
A TORINO Apparentemente lo stereotipo del torinese serio e posato sembra cozzare con l'espansività e l'energia del cabarettista ma, guardando sotto il vestito, niente sembra essere meno vero. Forse per una cultura letteraria consolidata - non bisogna dimenticare che la comicità è fatta innanzitutto di un solido testo - forse per scaricare la nevrosi urbana, Torino è una piccola fucina di artisti che osano sfidare la prova del pubblico in questo piccolo esercizio di democrazia sul palcoscenico. Perché se è vero che il mondo dello spettacolo nasconde, sotto la polvere di stelle, un lato oscuro dove raccomandazioni e compromessi sono all'ordine del giorno, nel cabaret ciò è possibile solo fino ad un certo punto. La regola infatti è semplice: se non si fa ridere non si funziona, e non ci sono santi che tengano. Dagli interpreti di una volta (Macario, Enrico Beruschi, Ric e Gian) a quelli affermati in televisione (Luciana Litizzetto, Giorgio Faletti, Mario Zucca) ai professionisti che calcano il palco dei locali e teatri (Marco e Mauro, Franco Neri, Viviana Porro, Giampiero Perone per citarne solo alcuni) vi è un sottile filo invisibile che lega una tradizione torinese e piemontese. Quasi a ricalcare le origini della parola Cabaret (termine ottocentesco francese che designava gli spettacoli e le esposizioni organizzati in locali e caffè di Parigi da giovani pittori e poeti come vetrina per il proprio lavoro) alcuni locali della città si sono esclusivamente specializzati verso questo genere ed offrono una scaletta di spettacoli lungo tutto il periodo dell'anno. Tra questi spiccano il Cab 41 (Via Fratelli Carle 41, tel. 011-504985), il Caffè Ghersi (Via Tripoli, 37, tel. 011-393484) e fuori Torino la Cricca del Ghigno (via Vittorio Veneto 2, Caluso). Sebbene la richiesta di comici sia in continuo aumento non esiste un percorso delineato per diventare tali. L'attore comico è principalmente una persona che si scopre di esserlo con il tempo e che proviene da esperienze diverse dalla scuola di teatro alla gavetta come animatore turistico in qualche villaggio vacanza. Le capacità richieste si adattano ad una personalità poliedrica. Bisogna essere interpreti, autori ed all'occorrenza anche imitatori o prestigiatori. In questo senso l'attore comico o il cabarettista è un artista che scopre se stesso con il suo lavoro e si fa da sé con l'esperienza, un tipo di capacità che è difficile trasmettere ad altre persone nella forma di corsi standardizzati ma che fa parte della più grande scuola di vita (Luciana Litizzetto ha più volte affermato che una delle sue più grandi scuole è stato il periodo di nove anni passato a lavorare come insegnante con il suo "pubblico" di ragazzi). Una prima occasione per verificare la propria abilità ed allenarsi con il pubblico è data dal partecipare ad eventuali serate a "microfono aperto" dove viene data ai più coraggiosi l'occasione di cimentarsi con il pubblico. Per ora a Torino l'unico locale che ha lanciato una simile iniziativa in maniera permanente è il Cab 41 che ogni mercoledì sera offre un "laboratorio di cabaret" dove giovani aspiranti e professionisti sperimentano testi e gag nuove sul pubblico del locale. Altra occasione di verificare il livello artistico raggiunto sono i concorsi di Cabaret a cui si accede, in genere, attraverso una fase di preselezione. Ed è proprio a Torino che ha sede il Festival Nazionale del Cabaret (segreteria organizzativa Corso Trapani 47, tel. 011.386231; www.festivalnazionaledelcabaret.it) diretto ed organizzato da Mario Giorcelli a cui partecipano aspiranti professionisti da tutte le principali città italiane (e che è stato per alcuni di questi il trampolino di lancio per ulteriori esperienze principalmente nel piccolo schermo). Per coloro che vogliono misurarsi fuori casa potete trovare una lista completa dei vari concorsi presenti sul territorio sui due siti dedicati esclusivamente al cabaret: www.kabaret.it e www.cabaret.it. Se pensate di avere le capacità necessarie e vi sentite irresistibilmente attratti dal palco chissà che queste poche righe non vi siano servite di ispirazione. Se poi qualcuno si prenderà gioco delle vostre ambizioni o avete un blocco da rigidità ego-indotta, vale sempre il motto di un comico americano: "Siamo tutti di passaggio nel soffio della vita, e cosa c'è di più bello di regalare un paio di risate al nostro prossimo in questo breve intervallo?"
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