speciale

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2002

settembre/ottobre 2002








 

 

 


VOGLIO FARE LA MODELLA

di Maria Abbrescia
Apparire apparire apparire: una smania dilagante. Un desiderio così comune e al tempo stesso così individualista. Quello di entrare nel mondo dello spettacolo - dalla televisione alla passerella - è certamente il più gettonato.
Ma questo magico universo impone un'immagine, un canone di bellezza, un modello che risponde a regole di mercato e di retorica che non hanno niente a che fare con la "vita vera", e che pure inducono moltissime persone ad assumerlo come un valore e a spingerlo spesso fino all'eccesso.
Provini, casting e concorsi di bellezza sono presi d'assalto da ragazzi e ragazze che vogliono sfondare, anche a costo di grossi sacrifici, e che forse non immaginano quanto sia impervia, e generalmente inutile, la via.
Abbiamo chiesto a Elena Vivarelli, trent'anni, "booker" di una importante agenzia di modelli e attori milanese, di raccontarci il suo mondo visto dal di dentro, con gli occhi di chi in una fetta di quell'universo magico lavora e ne conosce i meccanismi. Un lavoro che a Elena piace molto, e che per niente al mondo scambierebbe con quello di modella: "Ho dei valori personali, come la famiglia, che non coincidono con la vita di una modella, fatta di spostamenti e di orari strampalati".
Cominciamo a decodificare il linguaggio per i non addetti ai lavori: che cos'è una booker, che ruolo ha nelle agenzie di modelle?
Il lavoro di un booker consiste nell'organizzare e selezionare i modelli in base alle richieste del cliente, sia nelle agenzie di pubblicità sia in quelle di moda. La mia si occupa prevalentemente di pubblicità, destinata alle televisioni o alle campagne stampa.
Un booker deve innanzitutto capire le esigenze del cliente, per essere in grado di organizzare il casting, che consiste nel presentare i propri modelli al cliente affinché possa scegliere quello che meglio corrisponde all'idea che vuole rappresentare.
Il mondo dei modelli è molto chiacchierato. Qualche anno fa, fu messo sotto accusa persino da alcune famose modelle, che denunciavano problemi di anoressia, droga, prostituzione.
Come nello spettacolo, anche nel nostro ambiente gira molta droga, ma sia chiaro che con il lavoro non c'entra niente, e non lo aiuta in nessun modo. Ci sono moltissimi modelli che non hanno mai avuto a che fare con la droga. Ciascuno di loro ha la sua storia, la sua personalità, e compie le sue scelte. Oltretutto, in questo campo più che in altri, dare una buona immagine di sé è fondamentale sotto tutti i punti di vista, non soltanto quello della bellezza esteriore.
In agenzia siamo le prime a cercare di dare una mano alle persone che ci sembrano in difficoltà. Quando vediamo modelle molto magre, per esempio, le sproniamo a mangiare, perché una vita sana è importante, un corpo pelle e ossa non aiuta né in questo lavoro né in altri.
Eppure ci sono dei canoni di bellezza da rispettare a tutti i costi.
Oggi il bello ha dei canoni precisi: l'altezza, un corpo ben proporzionato, un seno tonico, una bella faccia. Le donne molto magre non sono più ricercate come fino ad alcuni anni fa, oggi si preferiscono donne più in carne, non grasse ma con le forme giuste. In ogni caso, nella pubblicità le richieste sono molto varie, dalla donna grassa a quella magra, dalla bella alla meno bella, dalla donna mamma alla manager.
La moda invece ha dei dogmi propri. Oltre alla bellezza, esige anche misure precise. La vestibilità dei capi è quella che è, servono misure che corrispondano alla taglia 40, seni piccoli, una corporatura esile. L'idea da trasmettere è quella della leggerezza, e il corpo non dev'essere segnato dal tempo. Perciò le modelle sono molto giovani, tranne alcuni casi di venticinquenni. Oltre, pare che non vadano bene, devono essere toniche, perfette.
Il corpo è il loro strumento di lavoro.
Infatti ne hanno molta cura. E nel momento in cui smettono di averne cura non lavorano più. Ma non tutti sono ossessionati dal peso e dalla perfezione, dipende anche questa volta dalle persone. C'è chi accetta di buon grado il cambiamento e cerca qualcosa di più adatto alla sua persona, magari nello stesso ambiente, chi invece vive un etto in più come una tragedia.
Come ho già detto dipende anche dal tipo di lavoro. Chi vuole lavorare negli show room, per fare quello che in gergo si chiama fitting, cioè la prova dei capi per i buyers, i compratori italiani e soprattutto stranieri, deve sempre controllare la dieta, nessuno glielo impone ma se perde quella misura non può più fare quel lavoro, potrà fare altre cose ma non quello.
Un'aspirante modella come si può difendere da corsi o agenzie improvvisate?
Io credo che le scuole non servano. Molte giocano sul desiderio di visibilità, di successo. Credo che nell'editoria funzioni un po' allo stesso modo. Come ci sono aspiranti scrittori disposti a pagare un editore pur di vedersi pubblicati, così ci sono persone disposte a pagare dai tre ai cinque milioni un corso di portamento della durata di un mese. E naturalmente le scuole non hanno alcun interesse a fare un'onesta selezione. Evitarle è anche questione di intelligenza.
Per riuscire a fare lavori importanti, magari farsi un nome, non serve una scuola, servono caratteristiche innate, il famoso talento.
Per realizzare un book fotografico si parla di cifre fuori mercato, anche cinque milioni. Occorre fare attenzione.
Intorno al book circolano idee poco chiare. Il book viene col tempo, è composto da immagini fatte apposta da fotografi e da foto ricavate dai lavori. I principianti hanno un book fatto delle immagini scattate da un paio di fotografi diversi, si chiamano test fotografici. Il modello viene ripreso in varie posizioni: di fronte, di profilo, a mezzo busto, a corpo intero. Il book può servire per iniziare a essere proposti, permette all'agenzia di capire se una persona è più o meno fotogenica, insomma è un vero e proprio strumento di lavoro. Quanto ai prezzi, un test da un fotografo può costare al massimo un milione.
Abbiamo parlato sempre di donne, e gli uomini?
Da noi arrivano moltissimi uomini. Alcuni sono consigliati da altri modelli o dai familiari, e provano spinti soltanto dalla curiosità. Poi magari funzionano, lavorano, e a quel punto andare avanti diventa una scelta personale. La maggior parte fa un altro lavoro per vivere, e questo lo prende come un hobby.
E i concorsi di bellezza possono spianare la strada?
Le persone che arrivano dai concorsi di bellezza sono una minoranza nettissima, si possono contare sulle dita di una mano. Potrebbero aiutare se rispecchiassero le esigenze del mercato attuale, invece si basano su criteri diversi, più legati all'intrattenimento, allo spettacolo.
Quanto può guadagnare una modella? C'è chi parla di prezzi da fame, chi da capogiro.
I prezzi variano a seconda dei lavori, ma in genere la pubblicità sostiene costi alti. Le modelle possono prendere uno, due milioni per una giornata di lavoro, e anche di più. Dipende chiaramente dalla modella e dalla destinazione di foto o video; si può arrivare a dieci e persino a trenta milioni. I diritti sono ben pagati perché hanno un termine lungo.
Domanda di rito: che cosa consigli alle aspiranti modelle?
Di prenderla come un gioco, come una cosa in più, visto che si può vivere tranquillamente la propria vita senza fare i modelli, e che ognuno vive facendo il proprio lavoro. Certo, bisogna affrontarlo seriamente come qualunque professione, ma non aggrapparcisi disperatamente. Sapere che ci sono altre possibilità nella vita, che non è sano essere legati soltanto alla propria immagine o alla voglia di emergere nel mondo della pubblicità o della moda. Bisogna prenderla con leggerezza.
E concretamente, a una modella o a un modello alle prime armi come suggerisci di muoversi?
Prima di tutto deve venire a Milano e cercare un'agenzia che lo rappresenti. Non deve avere timore di andare nelle agenzie note e importanti, anzi, questo sarà una garanzia. Il mio consiglio è quello di parlare con diverse agenzie prima di scegliere, per capire qual è quella più adatta alla sua personalità. E' importante che ci sia un buon rapporto tra il modello e la propria agenzia; un modello deve fidarsi delle persone con le quali collabora, altrimenti si creano problemi per tutti.
L'agenzia gli dirà se è opportuno che prosegua per questa strada o se è meglio che impegni la sua energia in altre cose. Bisogna essere onesti, non serve a nessuno illudere una persona facendogli credere che lavorerà, quando invece è palese che non ha le caratteristiche per lavorare in questo campo.
L'agenzia è sicuramente la cosa migliore. Coordina gli appuntamenti, parla con i clienti, ha esperienza. È importante avere delle persone competenti che ti tutelino, soprattutto dal punto di vista dei pagamenti. Ci sono anche persone che lavorano da sole o che, oltre a quello d'agenzia, si procurano e gestiscono una parte di lavoro da sole, contattando personalmente fotografi e case di produzione. In genere sono modelli conosciuti, che hanno già esperienza.
Tra agenzia e modello viene stipulato un contratto?
No, non c'è un contratto tra modello e agenzia. Ogni volta che c'è un lavoro programmato e confermato dal cliente, l'agenzia contatta le persone con le caratteristiche richieste e le manda al casting, dove saranno quelle più adatte. Però l'agenzia ha un obbligo morale verso i modelli che decide di rappresentare, ed è nel suo interesse seguirli ed esercitare al meglio la sua professionalità. Dopo tocca a loro.
.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave