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settembre/ottobre 2002

 



 




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Iniziativa del Centro Studi Pensiero Femminile di Torino e con il sostegno finanziario della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte è stata di recente effettuata una ricerca su come i giovani percepiscono la propria identità di genere. Che cosa significa essere giovani donne o giovani uomini per i teen-agers? Le domande che abbiamo rivolto a un campione di 300 giovani tra i 14 e i 19 anni riguardavano la sessualità, le emozioni, la famiglia, gli affetti, le ambizioni, i sogni. I risultati della nostra inchiesta, che ci sono apparsi tutt'altro che scontati e hanno messo in luce alcuni aspetti abbastanza inediti del mondo giovanile, sono attualmente in corso di pubblicazione. Il breve estratto che proponiamo qui è un'anticipazione del capitolo dedicato all'immagine, al modo in cui ciascuno vive il proprio aspetto, sentendosi più o meno desiderabile e a proprio agio nei rapporti con gli altri.

 


COME STO NELLA MIA PELLE
Fa parte dei luoghi comuni sugli adolescenti una esasperata concentrazione sul proprio aspetto esteriore e una cura un po' maniacale di certi dettagli. È l'età delle ore passate allo specchio per fare sì che quel certo ciuffo di capelli assuma esattamente l'inclinazione desiderata. Appaiono trucchi e acconciature vistosi e orecchie, labbra, narici vengono perforati per alloggiare ogni sorta di decorazione, con comprensibile costernazione dei genitori. Intanto l'oscillazione tra piacersi e non piacersi può anche non essere indolore.

di Ferdinanda Vigliani

Secondo la nostra inchiesta, che ha raggiunto 300 giovani studenti delle medie superiori, quelli e quelle che si considerano dei bruttoni sono più numerosi, anche se di poco, di quelli che si trovano bellissimi e sono le ragazze a piacersi di meno. A dire "Mi piaccio molto poco" è quasi il 9% delle ragazze, mentre non raggiungono il 7% le ragazze contente del loro aspetto. Per contro, se sono il 7% i ragazzi che dicono di non piacersi affatto, tra loro c'è anche un bel 19% che si piace moltissimo. I generi sono quasi pari nel trovarsi "non troppo male", ma sono sempre le ragazze ad essere più critiche con se stesse, dove c'è da dichiarare di non essere molto sicure del proprio aspetto: "non mi piaccio tanto" è la risposta di un consistente 25%. Che una maggiore preoccupazione per l'immagine femminile sia il modello culturale diffuso è confermato anche dalle risposte raccolte in proposito. Però tra le ragazze serpeggia qualche spunto di ribellione: in percentuale quelle che pensano che l'aspetto esteriore è più importante per le donne sono perfettamente in pari con quelle che pensano che non lo sia e alcune hanno annotato a margine che i ragazzi sono molto più vanitosi di loro. Questi ultimi dimostrano, dal canto loro, un certo conservatorismo affermando (e sono il 68%) che la bellezza è senz'altro molto più importante per le ragazze.
Le nostre domande distinguevano il piacere a sé stessi dall'essere considerati attraenti dagli altri. Effettivamente una distinzione abbastanza significativa si è avuta anche nelle risposte. Si direbbe che nell'apprezzamento sociale del proprio aspetto le differenze di genere si attenuino. Permane una maggiore insicurezza delle ragazze - pensano di piacere poco agli altri quasi il 43% delle femmine, contro il 37% dei maschi - ma è generalizzata una percezione non molto favorevole da parte degli altri. E chi sono questi altri a cui i giovani da noi esaminati pensano di piacere poco? I coetanei, o i genitori che magari sono piuttosto critici nei confronti dei piercing e delle acconciature rasta? Difficile dirlo. Il solo fatto certo è che tra piacere a sé stessi e piacere agli altri c'è una bella differenza. L'insicurezza nei confronti degli altri è più comune, ma non mancano anche esempi di risposte in cui c'è insoddisfazione per il proprio aspetto, ma anche consapevolezza che questo dagli altri è apprezzato.
Nella scelta del loro look i giovani di entrambi i sessi affermano di seguire soprattutto il loro gusto estetico, ma anche qui le differenze di genere sono significative. Per un certo numero di giovani maschi l'aspetto che assumono è una specie di bandiera, un modo per essere riconosciuti da altri che condividono le loro stesse idee: ci si acconcia in un certo modo per manifestare il proprio modo di pensare e per distinguersi dal resto del mondo. In questo è del tutto assente, però, l'antagonismo generazionale. A distanza di quarant'anni dai giovani che negli anni Sessanta si fecero crescere i capelli per protesta contro gli adulti, la contrapposizione generazionale sembra morta e sepolta. Ciò che viene espresso attraverso modi e mode di atteggiare e decorare il corpo continua ad essere una rappresentazione simbolica di sé e del proprio essere nel mondo, qualche volta è espressione di un bisogno di appartenenza, come nel caso dei look tribali, ma è un modo relativamente poco critico, più un gioco divertente che una forma di protesta.
Per ciò che riguarda le ragazze, con le solite eccezioni anticonformiste - ad esempio una ragazza di 17 anni che ha affermato di scegliere il suo look guardando soprattutto alla comodità - è importante l'effetto di valorizzazione estetica. Per una forte percentuale (34%) si tratta di "correggere i punti deboli", minimizzare quelli che sono considerati inestetismi, veri o immaginari. I maschi sembrano meno attenti a questo aspetto, anche se negli appunti di un simpatico ragazzo di 18 anni, che evidentemente non si vede come un esempio di irresistibile bellezza virile, abbiamo letto che attraverso le sue scelte di abbigliamento e di look in genere, cerca semplicemente di essere "un minimo decoroso".
L'ultima parte della nostra inchiesta sull'immagine va considerata come un momento di gioco. Così è stato per noi formularla e in seguito esaminare le risposte. Da parte dei giovani intervistati c'è subito stata una risposta divertita: tutti partecipavano alla classifica e nasceva anche qualche accesa discussione. A gioco avvenuto può anche essere interessante estrarne qualche indicazione sui gusti e sui modelli dei nostri intervistati.
La domanda era doppia e così formulata: Se con un colpo di bacchetta magica potessi avere l'aspetto che hai sempre desiderato, a chi vorresti somigliare? E con chi ti piacerebbe uscire?
Esaminiamo per primi gli esempi di fascino maschile più votati. Il biondo Brad Pitt ha raccolto ben 52 preferenze femminili e 24 maschili. Pietro Taricone, il popolare personaggio lanciato dal "Grande fratello" ha raccolto 9 preferenze da parte dei ragazzi e 9 dalle ragazze. Il palestrato giovanotto era stato scelto come modello di giovane maschio atletico e muscoloso, perciò direi che andrebbero raccolti in questo settore anche i voti espressi a favore di Jean-Claude Van Damme, Silvester Stallone e Bruce Willis. Questi (in tutto 7) provenivano dai maschi. Si direbbe insomma che l'ammirazione per le masse muscolari sia più maschile che femminile. Infatti Keanu Revees, con la sua grazia androgina piace alle ragazze che lo scelgono in 18, ma si aggiudica solo 7 preferenze maschili. Un altro grande favorito del pubblico femminile è George Clooney. Il bel pediatra di E.R., medici in prima linea sta subito dopo Brad Pitt con ben 49 preferenze delle ragazze e 19 dei ragazzi. Meno numerosi di quanto ci aspettassimo (appena 4, tutti dalle ragazze) i voti andati ad Antonio Banderas. A Robert De Niro e a Richerd Gere, fascinosi, brizzolati e dalla forte personalità sono andati 7 voti assegnati dalle ragazze e 3 dai ragazzi e 3 voti femminili e 2 maschili sono finiti a Vittorio Sgarbi. Lorenzo Jovanotti, ha ricevuto solo voti femminili: 11, ma nessun ragazzo gli vorrebbe somigliare. Un po' come Daniele Luttazzi: 6 voti tutti femminili. Marilyn Manson è stato votato da 4 ragazzi e 1 ragazza: evidentemente i cattivoni non riscuotono poi un grande successo. Però un tenebroso immortale che raccoglie 6 voti femminili e 2 maschili è Jim Morrison e un voto è andato anche a Brandon Lee con un'annotazione a margine sulla sua indimenticabile interpretazione nel Corvo. Stranamente solo un voto femminile è andato al bel Ricki Martin, ma il principe William del Galles ha spopolato con 22 voti femminili e 3 maschili.
I voti alle donne sono più equamente distribuiti. Claudia Shiffer si aggiudica 9 voti femminili e 10 maschili. Il fascino lunare di Skin degli Skunk Anansie strappa 4 voti femminili e 4 maschili superata di un punto da Naomi Campbell con 5 voti femminili. Maria Grazia Cucinotta è molto amata: 24 voti femminili e 19 maschili. 9 voti femminili e 4 maschili vanno a Carmen Consoli, mentre Sophia Loren ottiene 7 voti dalle ragazze. Serena Dandini piace a solo 2 ragazzi, come Lilli Gruber, che si aggiudica anche la menzione di una ragazza. L'atletica e solare Megan Gale è in assoluto la più votata: 44 voti femminili e 25 maschili: il modello di femminilità prevalente sembra dunque quello di una donna forte, vitale e per niente remissiva. Ma anche lo spirito ha un certo successo: Luciana Littizzetto, che non si può considerare una bellezza classica, si aggiudica 4 voti maschili e 6 femminili. L'immagine allegra, ma un po' più convenzionale, delle Veline spopola in campo maschile con 22 voti, e le preferiscono anche 10 ragazze. La fascinosa Pretty Woman Julia Roberts, è stata menzionata soprattutto dalle ragazze (9), e da 4 ragazzi.
"Me stesso più alto" dicono molti ragazzi, mentre le ragazze dicono: "me stessa più magra". Ma per fortuna non mancano anche quelli che dicono "me stesso/a" e basta.

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