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Indirizzi
utili
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Associazione Il Muretto, Via Verbene 9 bis,
www.il-muretto.it
CentroDentro e La Bottega del Suono, c.so Siracusa 225, tel.
011/3081545, e-mail: centrodentro@tin.it
Centro ragazzi Madonna del Pilone, via Bardassano 5/b, tel.
011/8191482
CentroAnch'Io, Via Cecchi 17, tel. 011/852332
Centro Orizzonte amico, Via Plava 177/4;
Centro ragazzi Barriera di Milano, Via Mascagni 20 (prossimamente
in Via Perosi 11);
Asai (Associazione salesiana animazione interculturale),
Via Sant'Anselmo 27, tel. 011/657114. |
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ADOLESCENTI:
AGGREGAZIONE AL CENTRO
Forse è l'età più
bella, sicuramente è quella più difficile. È l'adolescenza, quella fase
della vita di ognuno in cui i cambiamenti sono tanti, sono forti e talvolta
sono anche traumatici.
di Marco Stolfo
Tra i quattordici e i diciotto anni,
in particolare, ci si trova in un limbo: non si è e non ci si sente
più bambini o ragazzini; non si è ancora adulti e soprattutto non si
è considerati come tali. Anche se i tempi di inserimento nella società
(trovare un lavoro stabile, essere autonomi, "mettere su famiglia".)
sono in realtà più lunghi - in particolare in Italia, dove i concetti
di adolescenza e gioventù si dilatano abbracciando fasce di età che
arrivano in un caso ai venticinque anni e nell'altro superano abbondantemente
i trenta - è proprio quella l'età nella quale si manifestano con maggiore
intensità bisogni, interessi e desideri, spesso mutevoli e addirittura
contraddittori.
Una delle esigenze primarie che caratterizza in particolare questa stagione
della vita - anche se è sentita, magari con intensità diverse, a tutte
le età - è lo stare insieme. Si chiami gruppo, banda, squadra, tribù
o compagnia, non c'è adolescente che non viva o non senta il bisogno
di vivere in una dimensione collettiva di questo genere, nella quale
riconoscersi, al fianco di coetanei con cui sperimentare, scoprire e
crescere.
Le occasioni, almeno in teoria, non mancano, a partire da quelle in
diverso modo "istituzionalizzate" offerte dalla scuola e da altre cosiddette
"agenzie aggregative", come le società sportive, gli oratori e i locali
pubblici, dai bar alle sale giochi e alle discoteche. In questi casi
la risposta che viene data al bisogno di stare insieme è in realtà subordinata
all'acquisto di prodotti (le consumazioni nei locali), alla fruizione
di servizi (l'istruzione, la pratica sportiva, l'utilizzo dei videogame.),
oppure all'adesione a determinati valori e concezioni del mondo e della
vita (è il caso degli oratori, presenti in tutti i quartieri, in teoria
aperti a tutti, ma le cui porte d'ingresso sono strette e altamente
selettive, o quanto meno vengono spesso percepite in questo modo). C'è
poi l'aggregazione spontanea, nelle strade, nelle piazze, nei giardini,
spesso circoscritta ai pressi di una fontana o a una determinata panchina.,
o negli ipermercati, "le piazze del nuovo millennio", oppure nelle vicinanze
di luoghi "istituzionali", ma al di fuori di questi per non essere condizionati
dalle loro "regole" e dai meccanismi di consumo o fruizione che li caratterizzano.
E infine ci sono i centri di aggregazione per adolescenti, che si collocano
in una posizione intermedia: promuovere e agevolare lo stare insieme,
facendo, creando, scoprendo e crescendo, in forme volte a coniugare
prospettive educative e spontaneità delle relazioni.
L'età della
controdipendenza
"L'età adulta è quella dell'interdipendenza tra le persone, l'infanzia
è caratterizzata dalla dipendenza dagli adulti, che insegnano, vigilano
e fanno giocare, mentre l'adolescenza è segnata dalla controdipendenza".
A parlare così è Mauro Marinari, animatore culturale alla Circoscrizione
II, Santa Rita - Mirafiori Nord, che spiega: "Da una generazione all'altra
cambiano le cose, tuttavia ciò che in generale è sempre uguale consiste
nel fatto che l'adolescente non ha voglia di sentirsi strettamente guidato,
istruito e controllato dagli adulti: vuole fare da sé, insieme ai suoi
coetanei; non gli basta guardare e non toccare, vuole provare in prima
persona. Pertanto gli operatori sociali che lavorano con questa fascia
d'età si trovano in difficoltà: da una parte gli adolescenti rifiutano
ciò che è istituzionale, o almeno ne diffidano, e dall'altra i centri
di aggregazione sono istituzionali a partire dal fatto di avere un rapporto
forte con l'amministrazione pubblica".
Chi opera in questo campo punta, quindi, a coinvolgere i ragazzi non
con un'offerta "blindata" di attività da svolgere, predefinita in termini
di orari e modalità, bensì proponendo diverse opportunità di avviare
e realizzare insieme iniziative di vario genere, nella cui definizione
ciascuno ha un ruolo da protagonista (o, meglio, da co-protagonista,
insieme agli altri). L'ingresso ai centri di aggregazione è il più possibile
libero e "aperto" e la sua frequenza da parte degli adolescenti esalta
la spontaneità delle relazioni, indirizzandola verso forme di partecipazione
attiva, che danno la possibilità di scegliere e di crescere esprimendo
positivamente le proprie potenzialità e di acquisire "capacità di vita",
attraverso la socializzazione attiva, il confronto all'interno del gruppo
e lo sviluppo di un senso di comunità e responsabilità.
Torino fa centro
Quella dei centri di aggregazione per adolescenti è una realtà in continuo
movimento. In termini positivi ciò significa che ciascuno di essi si
evolve, rimanendo sintonizzato sulle frequenze degli interessi dei ragazzi
ai quali si rivolge e mantenendosi in contatto con tutto ciò che succede
e si muove (associazioni, gruppi informali, scuole.) nel territorio
in cui si trova. Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che spesso
manca continuità operativa. Capita, ad esempio, che un centro dopo un
breve periodo di vita sia costretto a chiudere per problemi amministrativi,
burocratici o per il mancato rinnovo della convenzione alla cooperativa
o alla associazione che lo gestisce.
Un altro elemento che influisce sulla continuità è rappresentato dalla
presenza di operatori capaci, motivati e soddisfatti del proprio lavoro:
il turnover tra animatori, che si verifica quando la situazione lavorativa
non è positiva almeno per uno degli aspetti considerati, condiziona
in negativo il fondamentale rapporto di fiducia reciproca tra ciascuna
struttura e gli adolescenti che vi fanno riferimento. Le realtà che
funzionano meglio sono proprio quelle in cui esiste un progetto forte
e flessibile, articolato in più anni di attività garantita, seguito
da personale motivato e aperto alle sollecitazioni che vengono dai ragazzi
coinvolti e al dialogo con gli altri soggetti attivi nel territorio.
I centri in
città, alcuni esempi
In ogni caso, Torino fa centro e luoghi pubblici di aggregazione per
adolescenti sono presenti un po' in tutti i quartieri. Da un capo all'altro
della città non mancano le occasioni per trovare uno spazio dove vivere
in maniera positiva e senza troppi condizionamenti il proprio tempo
libero, socializzando, divertendosi e imparando qualcosa di nuovo insieme.
A partire da Mirafiori Sud, la circoscrizione con la percentuale più
elevata di popolazione giovane e adolescente, periferia nella quale,
ancor più che da altre parti, in passato si sentiva la mancanza di luoghi
d'incontro. Qui, nella zona orientale (quella di Via Artom), interessata
da un programma di recupero urbano, si sta allestendo un centro per
adolescenti, mentre nella parte del quartiere sorta accanto agli stabilimenti
Fiat esiste già da anni qualcosa del genere. Anni fa si chiamava "Whole",
attualmente si presenta come "Orizzonte amico" e le attività sono proposte
dall'associazione Crescere insieme, ad eccezione di quelle di carattere
musicale che gravitano attorno alla sala prove, nata grazie all'impegno
di un coordinamento di gruppi del quartiere e gestita da un altro sodalizio,
Il Laboratorio.
L'accoppiata musica-aggregazione è praticata anche a nord della grande
fabbrica. All'incrocio tra i corsi Siracusa e Tazzoli esiste uno degli
spazi storici della città. Già deposito in disuso occupato dagli anziani
del quartiere e da un gruppo di teatro nel '77, trasformato in centro
d'incontro un anno dopo e successivamente punto di riferimento per i
gruppi musicali di un vasto territorio, dal 1995 si chiama "CentroDentro".
Accanto alle attività delle sale prova e ai concerti dei "VenerdìLive"
propone fino a sera laboratori di video, informatica, fotografia e teatro,
coordinati, come la redazione del periodico "L'occhio del centro", dalla
cooperativa Esserci. In più ospita un ventaglio di corsi organizzati
da una serie di associazioni locali e si pone in stretta relazione con
le numerose scuole superiori presenti nelle vicinanze.
Il mantenimento di una fitta rete di rapporti con i vari soggetti attivi
nel quartiere, dall'associazionismo alle scuole sino ai gruppi di anziani,
è uno degli elementi-chiave dell'attività svolta alle Vallette dall'associazione
Il Muretto, sorta a fine 1999 e organizzata in dieci diverse sezioni
tematiche, che si sta attrezzando per aprire un centro in Via Verbene.
Nel frattempo ha attivato un sito web e nella sede temporanea di Piazza
Montale propone laboratori di ceramica, musica, giocoleria e capoeira.
In Barriera di Milano, in via Mascagni e via Perosi, l'offerta aggregativa
di Liberi tutti, Il Nodo e Uniti per il quartiere è incentrata sul gioco,
mentre in Via Sant'Anselmo, nel cuore di San Salvario, è attiva l'Asai,
associazione di ispirazione salesiana che opera all'esterno dell'oratorio.
Nel territorio della Circoscrizione VII, che si estende da Porta Palazzo
alla collina, esistono due esperienze aggregative ormai consolidate.
Alle spalle del Balôn, in Via Cecchi, c'è il "CentroAnch'Io", luogo
d'incontro aperto tutti i giorni, sede delle attività delle associazioni
Quinta Tinta e Laboratorio Giovani. Come spiega Paolo Pallavidino, che
ci lavora per conto della Cooperativa animazione Valdocco, "vengono
proposte attività in base agli interessi e alle motivazioni dei ragazzi:
la passata stagione sono nati un gruppo di giocoleria e trampoli e una
squadra di calcio a 5, due anni fa abbiamo avviato anche un ciclo di
incontri sulla sessuologia, in più facciamo laboratori di video, internet
e musica, abbiamo uno sportello informativo sulle opportunità di lavoro
e si organizzano anche delle gite". Particolare l'offerta in zona Madonna
del Pilone dello spazio gestito, insieme alla cooperativa Punto Gioco
che lavora con gli under 14, dall'associazione +ttosto di Stare a Casa:
tra feste, laboratori di musica e promozione del volontariato, c'è anche
spazio per creare soldatini e scenari per i giochi di ruolo.
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