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settembre/ottobre 2001

 
 
 
 

 

Dove cristianesimo e islam si incontrano

Ci sembra un mondo estremamente lontano, eppure l'Islam è tra noi. È sufficiente girare l'angolo per incontrarlo. Ma se la vicinanza fisica non basta, se si ha voglia di conoscere più approfonditamente la religione islamica, è sufficiente fare un salto al Centro Federico Peirone. Il Centro è un organismo dell'Arcidiocesi di Torino e si pone come scopo la promozione e la cura delle corrette modalità di dialogo interreligioso con coloro che sono di fede islamica, attraverso lo studio e l'analisi del Islam.
A tal scopo il Centro Peirone organizza corsi di introduzione alla dottrina maomettana, corsi di lingua araba, mette a disposizione una biblioteca e una videoteca.

Info: Centro Federico Peirone,
via Barbaroux 30, tel. 011.5612261, www.lancillotto2000.net/communities/peirone
e-mail: info@centro-peirone.it

Sergio Capelli


Forme del pluralismo religioso a Torino
(esclusi i cattolici) e aderenti a diverso titolo

Gruppi di origine giudaico-cristiana 19676

Gruppi di origine orientale
12630

Gruppi di innovazione occidentale
25470

Gruppi New Age
14057

Totali
71833

Fonte: Luigi Berzano (a cura di), Forme del pluralismo religioso, Torino, Il Segnalibro, 1997.

AD OGNUNO LA SUA FEDE
Contrariamente a quanto da molte parti si era pensato, l'affermarsi della società moderna (la società dell'industria, della scienza e della tecnica) non ha segnato il tracollo e la scomparsa della religione.

di Roberto Scalon

Tuttavia essa ha contribuito a rendere notevolmente più complessa e difficile da decifrare la situazione religiosa odierna. Per esempio, una caratteristica molto evidente delle nostre società, osservate dal punto di vista della religione e della religiosità, è senza dubbio il fenomeno cosiddetto del pluralismo religioso. Con questa espressione si intende il moltiplicarsi dei tipi di religiosità e dei gruppi che danno loro forma espressiva, rendendole socialmente visibili e personalmente esperibili.

La secolarizzazione
Inoltre, si può certamente dire che in una situazione religiosa al plurale le religioni storiche, cioè quelle con una storia secolare o millenaria come il cristianesimo e l'islam, fanno più fatica a mantenere quel ruolo centrale che avevano sempre avuto nelle società tradizionali. In sostanza non detengono più il monopolio nella costruzione dell'identità dell'individuo, nella definizione del significato della vita e nella capacità di orientare la condotta e il comportamento delle persone. La loro voce è diventata una tra le tante, e, soprattutto in Occidente, pur mantenendo una indiscussa autorevolezza, molto spesso non è ascoltata. Quest'insieme di fenomeni rappresenta la caratteristica più importante di quel processo socioculturale che va sotto il nome di secolarizzazione. Nell'ambito delle religioni storiche si osservano reazioni diverse al processo di secolarizzazione.
L'elemento in comune sembra essere l'espansione della dimensione emotiva ed emozionale, con esiti però ben diversi a seconda dei contesti. Nel cattolicesimo e nel protestantesimo si assiste alla nascita e al rafforzarsi di comunità e di nuovi carismi che vedono nel primato dell'esperienza (emotiva e mistica) il fondamento per la fede: è il caso, per esempio, del pentecostalismo sia nel cattolicesimo che nel protestantesimo. Nell'islamismo, invece, la reazione al processo di secolarizzazione sembra vada assumendo sempre più spesso, anche nel mondo occidentale, la forma del fondamentalismo. Si tratta, in quest'ultimo caso, di un irrigidimento che non è proprio solo dell'islam. Anche nel cristianesimo è molto forte il dilemma tra i due atteggiamenti di adattamento al mondo e di rifiuto del mondo. In ambito protestante si è più vicini a una opzione di adattamento che non in ambito cattolico, ma all'interno di ognuno di essi coesistono entrambe le posizioni a seconda delle problematiche da affrontare. Tuttavia, la radicalità del rifiuto acquista delle forme di espressione particolarmente estreme e cruente soltanto in alcuni ambienti circoscritti del mondo induista e soprattutto dell'islam. Il problema poi, può porsi in termini preoccupanti nel momento in cui questi ambienti riescono ad avere una reale presa e una effettiva capacità di mobilitazione sulle masse dei fedeli.

Ecumenismo: dialogo tra le religioni
Come abbiamo detto, dal punto di vista di una religione storica, adattamento al mondo significa anche allenarsi a vivere in una condizione di pluralismo religioso. In realtà questa si presenta come una prova molto difficile da superare, ma al tempo stesso una delle più affascinanti. Infatti, se, rispetto alla situazione religiosa, nelle società moderne una faccia della medaglia è quella del pluralismo, l'altra faccia è proprio quella dell'ecumenismo. Con questo termine si fa riferimento agli sforzi che i rappresentanti delle diverse religioni mondiali mettono in opera per cercare di ridurre gli attriti e le ostilità e risolvere le eventuali dispute, vecchie magari di secoli. Si tratta di fratture interne a una stessa tradizione religiosa (per esempio quelle che dividono le diverse chiese cristiane) o di rivalità e conflitti sorti tra religioni, a volte espressione di civiltà e mondi molto diversi (per esempio Islam e Cristianesimo). Anzi, sembra che il dialogo ecumenico sia una conseguenza naturale dettata dalla inevitabile convivenza delle religioni (pluralismo religioso).
Il dialogo ecumenico coinvolge tutte le grandi religioni secolari. Il discorso, però, si fa più complesso nel momento in cui si tengono in conto alcuni importanti fattori: a) la varietà di confessioni religiose nell'ambito di una medesima tradizione; b) la presenza di forti differenze anche tra le tre grandi religioni "monoteiste" (Giudaismo, Cristianesimo, Islam); c) la presenza di religioni cosmocentriche (che cioè "si fondano sulla credenza di un'armonia universale ultraterrena", come l'Induismo e il Buddhismo) e di religioni teocentriche (fondate invece sulla credenza in una vita eterna nell'aldilà, nella presenza di un dio giusto e vittorioso sul male e sulla morte, come succede nelle tre grandi religioni monoteiste).
A Torino abbiamo un bell'esempio sia di pluralismo religioso sia di dialogo ecumenico, dove la Chiesa Cattolica, ampiamente maggioritaria nella città, svolge un ruolo di primo piano.

Gli ortodossi
Nella nostra città l'ortodossia è presente con quattro comunità che rappresentano quattro diverse chiese. Non è ben noto il numero esatto di fedeli, soprattutto perché è difficile distinguere le sfere dei frequentatori effettivi da quelli potenziali. In ogni caso si può dire che, tutte insieme, le Chiese Ortodosse di Torino raccolgono alcune migliaia di fedeli. La maggioranza dei membri della comunità della Chiesa Ortodossa Copta sono famiglie egiziane emigrate, anche se non mancano i matrimoni misti. Inoltre frequenta le attività della comunità un gruppo di oltre 50 giovani. La comunità ortodossa copta ha cominciato a riunirsi a Torino nel 1984 (Chiesa di Santa Maria Vergine, via San Donato n° 17).
La comunità torinese della Chiesa Ortodossa Greca fu fondata nel 1988 e fa parte del Decanato dell'Italia Settentrionale dell'Arcidiocesi Greco-Ortodossa d'Italia. La maggioranza dei fedeli è di origine greca. Oltre alla liturgia, la comunità organizza attività culturali e feste che combinano elementi di religiosità, cultura nazionale greca e caritativa. È attiva una scuola di lingua greca per bambini (Chiesa di Santa Croce, Piazza Carlo Emanuele II, 6).
La comunità della Chiesa Ortodossa Romena fu fondata nel 1977, quando contava circa 700 fedeli. Si ritiene che oggi superino abbondantemente le mille unità. Oltre alle celebrazioni liturgiche, le attività di questa comunità prevedono scuole di canto e musicali, gruppi di preghiera, dibattiti e riunioni con i giovani, attività educative per i bambini e incontri con credenti di altre religioni. Si tratta infatti di una comunità che si distingue per la particolare disponibilità al dialogo con tutte le altre religioni, sia cristiane che non. La cultura romena, oltre naturalmente al culto, è l'elemento di più forte aggregazione di questa comunità.
Infine la Chiesa Ortodossa Russa "San Massimo Vescovo di Torino" rappresenta il Patriarcato di Mosca a Torino dal 1962. È un punto di riferimento importante per le altre chiese ortodosse torinesi e collabora in modo significativo nell'attività di coordinamento e collaborazione tra le comunità ortodosse in Italia. Inoltre stabilisce e coltiva vari contatti con i centri culturali italo-russi di Torino e, in generale, con il mondo slavo e la sua tradizione. Infine partecipa al dialogo ecumenico, mostrando però una maggiore prudenza rispetto alle altre comunità ortodosse torinesi. La caratteristica più interessante della Chiesa Russa a Torino è data senza dubbio dall'impegno per l'attività missionaria. L'obiettivo è quello di far sorgere una comunità locale che si affianchi a quella slava emigrata. Infine, per tutte le chiese ortodosse il testo sacro è, ovviamente, la Bibbia.

I protestanti
Dal punto di vista del numero di appartenenti, ovviamente dopo i cattolici, il mondo protestante è quello più rappresentativo della religiosità di origine giudaico-cristiana. Tuttavia si tratta di un mondo molto variegato al suo interno. A Torino esistono almeno dieci gruppi diversi che sono espressione del protestantesimo: tra questi metodisti, pentecostali, Chiese evangeliche e chiese etniche. In totale gli appartenenti a gruppi protestanti a Torino ammontano a poche migliaia di persone. Tra questi la maggioranza sono valdesi, che rappresentano la specificità del protestantesimo in Piemonte.
Da cinque secoli presente a Torino, la Chiesa Evangelica Valdese si pone idealmente in continuità con il movimento ereticale sorto a Lione nella seconda metà del 1100 (quindi ben prima della Riforma di Lutero e Calvino) ad opera di un mercante di nome Valdo (o Valdesio). Nel XVI secolo aderisce alla Riforma Protestante e assume l'organizzazione tipica delle chiese evangeliche riformate di ispirazione calvinista. Ancora oggi la Chiesa Valdese di Torino mantiene stretti rapporti con le altre comunità evangeliche della città, in particolare con la Chiesa Battista, con la Chiesa Avventista e con i rappresentanti dell'Esercito della Salvezza, un altro movimento evangelico di origine britannica che si rifà alla tradizione metodista. Il primo tempio valdese è stato edificato a Torino nel 1853, mentre risale al 1979 il completamento del processo di fusione della Chiesa Valdese con le Chiese Metodiste d'Italia: questa fusione, pur salvaguardando le specifiche identità di valdesi e metodisti, ne integra a tutti i livelli la vita ecclesiastica.
I fedeli valdesi solo a Torino sono circa tremila, proporzionatamente distribuiti nelle diverse fasce di età e classi sociali. Le attività sono molteplici: oltre a quelle di culto, esistono corsi di formazione biblica per adulti e di catechismo per bambini e adolescenti, incontri di preghiera e di canto presso il Gruppo Corale. Numerose attività culturali si svolgono presso il Centro Evangelico di Cultura e ruotano attorno alla Casa Editrice Claudiana e alla omonima libreria. Infine, oltre ai Gruppi Giovanili, si deve segnalare la presenza della Casa di Accoglienza femminile Valdese per studentesse e soprattutto dell'Ospedale Evangelico Valdese. Il libro sacro è la Bibbia. Sede: Via San Pio V n° 15, Torino.

La Comunità Ebraica
L'arrivo dei primi ebrei a Torino può essere fatto risalire addirittura al 200 d.C. Tuttavia è a partire dal XV secolo che la rappresentanza ebraica torinese ha cominciato progressivamente a crescere e a organizzarsi in comunità. Oggi la Comunità Ebraica di Torino conta tra le 1000 e le 1500 persone. Sono molteplici le attività, la maggior parte delle quali è rivolta specificamente ai membri della comunità: la scuola elementare e la scuola media, la Casa di Riposo per anziani, il Centro Sociale e la Biblioteca. Numerose le attività culturali e le conferenze, anche di carattere politico, aperte ai non appartenenti alla comunità. Per quanto riguarda le relazioni con gli altri gruppi religiosi presenti a Torino, bisogna segnalare l'esistenza di un rapporto abbastanza intenso con i rappresentanti della Chiesa Evangelica Valdese. Naturalmente il libro sacro per gli ebrei è l'Antico Testamento. Sede: via San Pio V, n°12, Torino.

La Comunità Islamica
Il primo insediamento islamico a Torino coincide con l'apertura, negli anni '70, della Comunità dei Musulmani in Piemonte, presente ancora oggi in via Berthollet 24. Negli anni '80 questa comunità ha cominciato a crescere notevolmente e nel 1997 i suoi membri potenziali erano in totale circa 25000, di cui 15000 a Torino e 10000 nella provincia. Tutti si dichiarano credenti, tuttavia soltanto 1100 di essi sono "credenti e praticanti". Oggi questi numeri probabilmente devono essere aumentati di alcune migliaia di unità. La stragrande maggioranza (oltre il 95%) dei musulmani del torinese è di corrente sunnita, mentre la esigua rimanenza è sciita.
I centri islamici naturalmente sono aumentati di numero rispetto agli anni '70. In particolare si segnalano, per il buon numero di persone che vi fanno riferimento, l'Istituto Islamico d'Italia - Moschea della Pace (c.so G. Cesare 6), la Moschea di Torino (via Baretti 31), il Centro Islamico di Torino (c.so san Martino 2) e l'Associazione Culturale Islamica in Piemonte (via Nizza 19). Numerose e quotidiane sono le attività di culto, in cui vige la separazione tra uomini e donne, oltre che tra gruppi di diversa origine geografica.
Anche nel caso della Comunità Islamica al culto si accompagnano numerose attività culturali e di servizio verso i bambini della comunità. In questa attività di assistenza la Comunità Islamica è validamente supportata da altri gruppi religiosi con cui intrattiene buoni rapporti, in particolare con i gruppi sociali cattolici del Sermig e della Caritas. Il libro sacro dei musulmani è il Corano.

 

 La chiesa, il tempio e la sinagoga

San Salvario è da sempre un quartiere multietnico e multiconfessionale. Queste sue caratteristiche si sono accentuate negli ultimi anni, ma la storia parla chiaro: proprio nella stessa area, già al tempo della prima espansione urbana, aveva sede la zona delle legazioni, comprese quelle protestanti e quelle ebraiche. A partire dal 1850, a seguito del riconoscimento da parte di Carlo Alberto della libertà di culto (fino ad allora non compresa nelle leggi regie) del 1748, in San Salvario si cominciò l'edificazione, a pochissima distanza l'uno dall'altro, dei tre edifici che oggi sono il simbolo della multiconfessionalità del quartiere: la parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, la Sinagoga e il Tempio Valdese.
Da alcuni anni, l'Associazione Culturale Ariante propone all'interno di "Torino non a caso" due appuntamenti, uno primaverile e uno autunnale, di visita ai luoghi di culto del quartiere. Il parroco della Chiesa cattolica, un pastore della comunità valdese e un membro della comunità ebraica illustrano ai visitatori le caratteristiche architettoniche dei templi e sono pronti a rispondere alle domande sulle differenze del culto, dell'osservanza e dei riti: la visita risulta quindi un'occasione di conoscenza e di confronto, e l'interesse da parte dei partecipanti è sempre molto vivo.

INFO: Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, via Sant'Anselmo 20/c, telefono e fax 011.658757, e-mail: sansalvariosviluppo@teoresi.net.

Sergio Capelli

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