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Dove
cristianesimo e islam si incontrano
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Ci sembra un mondo estremamente lontano, eppure l'Islam è tra noi.
È sufficiente girare l'angolo per incontrarlo. Ma se la vicinanza
fisica non basta, se si ha voglia di conoscere più approfonditamente
la religione islamica, è sufficiente fare un salto al Centro Federico
Peirone. Il Centro è un organismo dell'Arcidiocesi di Torino e si
pone come scopo la promozione e la cura delle corrette modalità
di dialogo interreligioso con coloro che sono di fede islamica,
attraverso lo studio e l'analisi del Islam.
A tal scopo il Centro Peirone organizza corsi di introduzione alla
dottrina maomettana, corsi di lingua araba, mette a disposizione
una biblioteca e una videoteca.
Info: Centro Federico Peirone,
via Barbaroux 30, tel. 011.5612261, www.lancillotto2000.net/communities/peirone
e-mail: info@centro-peirone.it
Sergio Capelli |
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Forme
del pluralismo religioso a Torino
(esclusi
i cattolici) e aderenti a diverso titolo
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Gruppi di origine giudaico-cristiana 19676
Gruppi di origine orientale
12630
Gruppi di innovazione occidentale
25470
Gruppi New Age
14057
Totali
71833
Fonte: Luigi Berzano (a cura di), Forme del pluralismo
religioso, Torino, Il Segnalibro, 1997.
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AD
OGNUNO LA SUA FEDE
Contrariamente a
quanto da molte parti si era pensato, l'affermarsi della società moderna
(la società dell'industria, della scienza e della tecnica) non ha segnato
il tracollo e la scomparsa della religione.
di Roberto
Scalon
Tuttavia essa ha contribuito a rendere
notevolmente più complessa e difficile da decifrare la situazione religiosa
odierna. Per esempio, una caratteristica molto evidente delle nostre
società, osservate dal punto di vista della religione e della religiosità,
è senza dubbio il fenomeno cosiddetto del pluralismo religioso. Con
questa espressione si intende il moltiplicarsi dei tipi di religiosità
e dei gruppi che danno loro forma espressiva, rendendole socialmente
visibili e personalmente esperibili.
La secolarizzazione
Inoltre, si può certamente dire che in una situazione religiosa al plurale
le religioni storiche, cioè quelle con una storia secolare o millenaria
come il cristianesimo e l'islam, fanno più fatica a mantenere quel ruolo
centrale che avevano sempre avuto nelle società tradizionali. In sostanza
non detengono più il monopolio nella costruzione dell'identità dell'individuo,
nella definizione del significato della vita e nella capacità di orientare
la condotta e il comportamento delle persone. La loro voce è diventata
una tra le tante, e, soprattutto in Occidente, pur mantenendo una indiscussa
autorevolezza, molto spesso non è ascoltata. Quest'insieme di fenomeni
rappresenta la caratteristica più importante di quel processo socioculturale
che va sotto il nome di secolarizzazione. Nell'ambito delle religioni
storiche si osservano reazioni diverse al processo di secolarizzazione.
L'elemento in comune sembra essere l'espansione della dimensione emotiva
ed emozionale, con esiti però ben diversi a seconda dei contesti. Nel
cattolicesimo e nel protestantesimo si assiste alla nascita e al rafforzarsi
di comunità e di nuovi carismi che vedono nel primato dell'esperienza
(emotiva e mistica) il fondamento per la fede: è il caso, per esempio,
del pentecostalismo sia nel cattolicesimo che nel protestantesimo. Nell'islamismo,
invece, la reazione al processo di secolarizzazione sembra vada assumendo
sempre più spesso, anche nel mondo occidentale, la forma del fondamentalismo.
Si tratta, in quest'ultimo caso, di un irrigidimento che non è proprio
solo dell'islam. Anche nel cristianesimo è molto forte il dilemma tra
i due atteggiamenti di adattamento al mondo e di rifiuto del mondo.
In ambito protestante si è più vicini a una opzione di adattamento che
non in ambito cattolico, ma all'interno di ognuno di essi coesistono
entrambe le posizioni a seconda delle problematiche da affrontare. Tuttavia,
la radicalità del rifiuto acquista delle forme di espressione particolarmente
estreme e cruente soltanto in alcuni ambienti circoscritti del mondo
induista e soprattutto dell'islam. Il problema poi, può porsi in termini
preoccupanti nel momento in cui questi ambienti riescono ad avere una
reale presa e una effettiva capacità di mobilitazione sulle masse dei
fedeli.
Ecumenismo: dialogo
tra le religioni
Come abbiamo detto, dal punto di vista di una religione storica, adattamento
al mondo significa anche allenarsi a vivere in una condizione di pluralismo
religioso. In realtà questa si presenta come una prova molto difficile
da superare, ma al tempo stesso una delle più affascinanti. Infatti,
se, rispetto alla situazione religiosa, nelle società moderne una faccia
della medaglia è quella del pluralismo, l'altra faccia è proprio quella
dell'ecumenismo. Con questo termine si fa riferimento agli sforzi che
i rappresentanti delle diverse religioni mondiali mettono in opera per
cercare di ridurre gli attriti e le ostilità e risolvere le eventuali
dispute, vecchie magari di secoli. Si tratta di fratture interne a una
stessa tradizione religiosa (per esempio quelle che dividono le diverse
chiese cristiane) o di rivalità e conflitti sorti tra religioni, a volte
espressione di civiltà e mondi molto diversi (per esempio Islam e Cristianesimo).
Anzi, sembra che il dialogo ecumenico sia una conseguenza naturale dettata
dalla inevitabile convivenza delle religioni (pluralismo religioso).
Il dialogo ecumenico coinvolge tutte le grandi religioni secolari. Il
discorso, però, si fa più complesso nel momento in cui si tengono in
conto alcuni importanti fattori: a) la varietà di confessioni religiose
nell'ambito di una medesima tradizione; b) la presenza di forti differenze
anche tra le tre grandi religioni "monoteiste" (Giudaismo, Cristianesimo,
Islam); c) la presenza di religioni cosmocentriche (che cioè "si fondano
sulla credenza di un'armonia universale ultraterrena", come l'Induismo
e il Buddhismo) e di religioni teocentriche (fondate invece sulla credenza
in una vita eterna nell'aldilà, nella presenza di un dio giusto e vittorioso
sul male e sulla morte, come succede nelle tre grandi religioni monoteiste).
A Torino abbiamo un bell'esempio sia di pluralismo religioso sia di
dialogo ecumenico, dove la Chiesa Cattolica, ampiamente maggioritaria
nella città, svolge un ruolo di primo piano.
Gli ortodossi
Nella nostra città l'ortodossia è presente con quattro comunità che
rappresentano quattro diverse chiese. Non è ben noto il numero esatto
di fedeli, soprattutto perché è difficile distinguere le sfere dei frequentatori
effettivi da quelli potenziali. In ogni caso si può dire che, tutte
insieme, le Chiese Ortodosse di Torino raccolgono alcune migliaia di
fedeli. La maggioranza dei membri della comunità della Chiesa Ortodossa
Copta sono famiglie egiziane emigrate, anche se non mancano i matrimoni
misti. Inoltre frequenta le attività della comunità un gruppo di oltre
50 giovani. La comunità ortodossa copta ha cominciato a riunirsi a Torino
nel 1984 (Chiesa di Santa Maria Vergine, via San Donato n° 17).
La comunità torinese della Chiesa Ortodossa Greca fu fondata nel 1988
e fa parte del Decanato dell'Italia Settentrionale dell'Arcidiocesi
Greco-Ortodossa d'Italia. La maggioranza dei fedeli è di origine greca.
Oltre alla liturgia, la comunità organizza attività culturali e feste
che combinano elementi di religiosità, cultura nazionale greca e caritativa.
È attiva una scuola di lingua greca per bambini (Chiesa di Santa Croce,
Piazza Carlo Emanuele II, 6).
La comunità della Chiesa Ortodossa Romena fu fondata nel 1977, quando
contava circa 700 fedeli. Si ritiene che oggi superino abbondantemente
le mille unità. Oltre alle celebrazioni liturgiche, le attività di questa
comunità prevedono scuole di canto e musicali, gruppi di preghiera,
dibattiti e riunioni con i giovani, attività educative per i bambini
e incontri con credenti di altre religioni. Si tratta infatti di una
comunità che si distingue per la particolare disponibilità al dialogo
con tutte le altre religioni, sia cristiane che non. La cultura romena,
oltre naturalmente al culto, è l'elemento di più forte aggregazione
di questa comunità.
Infine la Chiesa Ortodossa Russa "San Massimo Vescovo di Torino" rappresenta
il Patriarcato di Mosca a Torino dal 1962. È un punto di riferimento
importante per le altre chiese ortodosse torinesi e collabora in modo
significativo nell'attività di coordinamento e collaborazione tra le
comunità ortodosse in Italia. Inoltre stabilisce e coltiva vari contatti
con i centri culturali italo-russi di Torino e, in generale, con il
mondo slavo e la sua tradizione. Infine partecipa al dialogo ecumenico,
mostrando però una maggiore prudenza rispetto alle altre comunità ortodosse
torinesi. La caratteristica più interessante della Chiesa Russa a Torino
è data senza dubbio dall'impegno per l'attività missionaria. L'obiettivo
è quello di far sorgere una comunità locale che si affianchi a quella
slava emigrata. Infine, per tutte le chiese ortodosse il testo sacro
è, ovviamente, la Bibbia.
I protestanti
Dal punto di vista del numero di appartenenti, ovviamente dopo i cattolici,
il mondo protestante è quello più rappresentativo della religiosità
di origine giudaico-cristiana. Tuttavia si tratta di un mondo molto
variegato al suo interno. A Torino esistono almeno dieci gruppi diversi
che sono espressione del protestantesimo: tra questi metodisti, pentecostali,
Chiese evangeliche e chiese etniche. In totale gli appartenenti a gruppi
protestanti a Torino ammontano a poche migliaia di persone. Tra questi
la maggioranza sono valdesi, che rappresentano la specificità del protestantesimo
in Piemonte.
Da cinque secoli presente a Torino, la Chiesa Evangelica Valdese si
pone idealmente in continuità con il movimento ereticale sorto a Lione
nella seconda metà del 1100 (quindi ben prima della Riforma di Lutero
e Calvino) ad opera di un mercante di nome Valdo (o Valdesio). Nel XVI
secolo aderisce alla Riforma Protestante e assume l'organizzazione tipica
delle chiese evangeliche riformate di ispirazione calvinista. Ancora
oggi la Chiesa Valdese di Torino mantiene stretti rapporti con le altre
comunità evangeliche della città, in particolare con la Chiesa Battista,
con la Chiesa Avventista e con i rappresentanti dell'Esercito della
Salvezza, un altro movimento evangelico di origine britannica che si
rifà alla tradizione metodista. Il primo tempio valdese è stato edificato
a Torino nel 1853, mentre risale al 1979 il completamento del processo
di fusione della Chiesa Valdese con le Chiese Metodiste d'Italia: questa
fusione, pur salvaguardando le specifiche identità di valdesi e metodisti,
ne integra a tutti i livelli la vita ecclesiastica.
I fedeli valdesi solo a Torino sono circa tremila, proporzionatamente
distribuiti nelle diverse fasce di età e classi sociali. Le attività
sono molteplici: oltre a quelle di culto, esistono corsi di formazione
biblica per adulti e di catechismo per bambini e adolescenti, incontri
di preghiera e di canto presso il Gruppo Corale. Numerose attività culturali
si svolgono presso il Centro Evangelico di Cultura e ruotano attorno
alla Casa Editrice Claudiana e alla omonima libreria. Infine, oltre
ai Gruppi Giovanili, si deve segnalare la presenza della Casa di Accoglienza
femminile Valdese per studentesse e soprattutto dell'Ospedale Evangelico
Valdese. Il libro sacro è la Bibbia. Sede: Via San Pio V n° 15, Torino.
La Comunità Ebraica
L'arrivo dei primi ebrei a Torino può essere fatto risalire addirittura
al 200 d.C. Tuttavia è a partire dal XV secolo che la rappresentanza
ebraica torinese ha cominciato progressivamente a crescere e a organizzarsi
in comunità. Oggi la Comunità Ebraica di Torino conta tra le 1000 e
le 1500 persone. Sono molteplici le attività, la maggior parte delle
quali è rivolta specificamente ai membri della comunità: la scuola elementare
e la scuola media, la Casa di Riposo per anziani, il Centro Sociale
e la Biblioteca. Numerose le attività culturali e le conferenze, anche
di carattere politico, aperte ai non appartenenti alla comunità. Per
quanto riguarda le relazioni con gli altri gruppi religiosi presenti
a Torino, bisogna segnalare l'esistenza di un rapporto abbastanza intenso
con i rappresentanti della Chiesa Evangelica Valdese. Naturalmente il
libro sacro per gli ebrei è l'Antico Testamento. Sede: via San Pio V,
n°12, Torino.
La Comunità Islamica
Il primo insediamento islamico a Torino coincide con l'apertura, negli
anni '70, della Comunità dei Musulmani in Piemonte, presente ancora
oggi in via Berthollet 24. Negli anni '80 questa comunità ha cominciato
a crescere notevolmente e nel 1997 i suoi membri potenziali erano in
totale circa 25000, di cui 15000 a Torino e 10000 nella provincia. Tutti
si dichiarano credenti, tuttavia soltanto 1100 di essi sono "credenti
e praticanti". Oggi questi numeri probabilmente devono essere aumentati
di alcune migliaia di unità. La stragrande maggioranza (oltre il 95%)
dei musulmani del torinese è di corrente sunnita, mentre la esigua rimanenza
è sciita.
I centri islamici naturalmente sono aumentati di numero rispetto agli
anni '70. In particolare si segnalano, per il buon numero di persone
che vi fanno riferimento, l'Istituto Islamico d'Italia - Moschea della
Pace (c.so G. Cesare 6), la Moschea di Torino (via Baretti 31), il Centro
Islamico di Torino (c.so san Martino 2) e l'Associazione Culturale Islamica
in Piemonte (via Nizza 19). Numerose e quotidiane sono le attività di
culto, in cui vige la separazione tra uomini e donne, oltre che tra
gruppi di diversa origine geografica.
Anche nel caso della Comunità Islamica al culto si accompagnano numerose
attività culturali e di servizio verso i bambini della comunità. In
questa attività di assistenza la Comunità Islamica è validamente supportata
da altri gruppi religiosi con cui intrattiene buoni rapporti, in particolare
con i gruppi sociali cattolici del Sermig e della Caritas. Il libro
sacro dei musulmani è il Corano.
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