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settembre/ottobre 2001

 
 
 
 

 

LIBRI PER CAPIRE
Berzano Luigi, Le forme del pluralismo religioso, Torino, Il Segnalibro, 1997.

CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), Enciclopedia delle religioni in Italia, Leumann, Elledici, 2001, (a cura di Massimo Introvigne).

Collana "Religioni e movimenti" diretta da Massimio Introvigne pubblicata presso Elledici-Leumann. Tutti libretti piccoli, agili ed economici, scritti da studiosi di fenomeni religiosi apposta per il pubblico non specialistico.


I LUOGHI DELLA SPIRITUALITA'
Non c'è più religione. La scienza e la tecnologia l'hanno spazzata via. La razionalità empirista occidentale ha il sopravvento su miti, riti e credenze frutto dell'ignoranza. Bene. Chi lo ha detto, chi lo ha scritto e predicato deve rifare i conti. Affermazioni del genere non reggono la prova dei fatti. I pronostici che davano dio per morto non si sono verificati: se lui è mai passato per un sepolcro, adesso è resuscitato e, anzi, dà segni di buona salute. All'inizio del terzo millennio gli uomini continuano a fare parte di chiese e sette, ad affidarsi a testi sacri e guide spirituali, in una parola a credere.

di Luigi Urru

Una recente indagine ha censito 2500 diverse confessioni cristiane nei soli Stati Uniti mentre nel mondo intero le religioni con minimo cinque milioni di affiliati sono almeno una dozzina: cristiani, musulmani, ebrei, induisti, buddisti, sikh, confuciani, jainisti, taoisti, shintoisti, seguaci di Zoroastro e adepti del baha'i. Quasi cinque dei sei miliardi di individui che popolano il pianeta affermano di professare un credo religioso, per quanto varia sia poi l'intensità con cui lo praticano. Le sfide del pensiero secolare sono state tutt'altro che fatali: raccolte una a una senza eccezioni, in realtà hanno contribuito da un lato al cambiamento e dunque alla vitalità delle diverse fedi, dall'altro hanno offerto stimolo più che sufficiente a milioni di individui per ritenere che l'uomo non basti a se stesso. Del resto, come è stato osservato, noi crediamo a tutto quello che possiamo e crederemmo a ogni cosa se solo potessimo.
Voltaire, padre dell'illuminismo, e con lui Marx, che definì la religione "il tratto distintivo della creatura oppressa e l'oppio dei popoli", si rivolteranno nella tomba, ma tant'è: nella religione gli uomini vedono un appiglio che evita la deriva in un mondo assurdo. Una religione che si rispetti - e che speri di durare - offre risposte là dove il buon senso, il mito, la scienza, la speculazione filosofica tacciono. E se oggi gli insegnamenti di Abramo, Confucio, Gesù Cristo e Maometto si mostrassero logori e non riuscissero più a dare lume e sollievo, ecco un tripudio lussureggiante di nuovi maestri, già accessibili per via telematica e più facondi degli ectoplasmi televisivi di un varietà di seconda serata. Secondo l'indagine citata, negli anni Novanta un americano su tre ha ricavato conforto e direzione spirituali attraverso internet o i sermoni quotidiani trasmessi in tv. È il supermarket del soprannaturale: entri, scegli il prodotto che più aggrada, stappi e bevi. L'anima si sentirà meglio, più prossima a una pace privata.
Le nuove religioni hanno solo una somiglianza indiretta e sporadica con le religioni di storia millenaria. Findhorn potrà anche essere un gran bel posto, ma Gerusalemme, Benares e La Mecca sono un'altra cosa. La teologia dell'ottimismo tipica della new age non trova corrispettivi nelle fedi tradizionali. La religione ha turbato gli uomini quanto li ha rincuorati: li ha costretti ad affrontare senza battere ciglio il fatto che sono nati per tribolare. Sono ben poche le tradizioni religiose dove non si affermi con vigore che la vita procura sofferenza. La croce è ciò che ci tocca in questa valle di lacrime. Il cristianesimo ruota intorno al racconto del calvario e il buddismo è nato quando Siddharta ha abbandonato gli agi del palazzo del padre.
Non ci sono dubbi che le questioni del dolore esistenziale siano state sfruttate per difendere i privilegi di coloro (leggi classi dominanti) che di quel dolore meno soffrivano. Nel secondo secolo avanti Cristo lo storico Polibio scriveva: "L'umore delle masse è incostante, espressione di desideri sovversivi di disastrose consequenze. Bisogna tenerle buone con la paura: gli antichi fecero bene a inventare gli dei e la credenza nella punizione dopo la morte".

Le guerre dei numeri e quelle dei fucili
Il 2025 si avvicina. È una data importante, la data del sorpasso. Secondo calcoli statistici (e non le profezie di qualche invasato) l'islam diventerà allora la prima religione del pianeta. Adesso è al secondo posto con un miliardo e trecento milioni di fedeli. Davanti ha solo i cristiani, due miliardi in tutto. Dietro vengono 800 milioni di indù e 400 di buddisti. Il segreto del successo islamico è meno nell'efficacia delle sure coraniche che nella prolificità dei suoi adepti: i paesi musulmani presentano un tasso di crescita della popolazione più che doppio rispetto ai paesi occidentali dove il cristianesimo è più diffuso. Detto altrimenti, fanno più figli.
Nel frattempo, attorno al primato dei numeri si è già acceso lo scontro: la conta spasmodica degli uni e degli altri, questo è mio, quello è tuo, s'intreccia a questioni di prestigio e di dominio. Ogni fedele o infedele in più o in meno viene gettato sul piatto della bilancia dei diritti e delle rivendicazioni, affila la lama che taglia le sfere d'influenza, stringe i nodi con i poteri politici, fino a essere impropriamente ostentato come cartina di tornasole della verità del credo in questione.
Gli attriti tra cristianesimo e islam sono un luogo comune di una storia che passa per la battaglia di Guadalete, il califfato di Cordova, la conquista di Gerusalemme, fino al genocidio di musulmani in Bosnia, di cattolici a Timor Est, alla neo-schiavitù in Sudan. Con le altre religioni la musica non cambia: si stima che cinquantasei conflitti in corso nel mondo presentino aspetti religiosi. Del resto, la legittimità della guerra in particolari circostanze è contemplata anche da quelle fedi che insistono sull'ahimsa (nonviolenza). Per non dire quando ci si scanna tra quasi fratelli, come in Irlanda del Nord (cattolici e protestanti, 3600 morti in trent'anni) o in Tagikistan e Pakistan (scaramucce tra Sunniti e Sciiti).
E' chiaro che la varietà delle espressioni con cui la religione ritiene di accordare le azioni umane a un ordine cosmico va ben oltre la disponibilità a conflitti tutto sommato molto mondani. In forme spesso refrattarie ai disciplinati sforzi della ragione, il sacro resta quel "mysterium tremendum et fascinosum" capace di incutere terrore e ammaliare al tempo stesso: l'estasi di santa Teresa non è un'invenzione della fantasia erotica del Bernini, né va considerato un paradosso il fatto che il governo tibetano in esilio consulti l'oracolo buddista.
E chi religione non ne ha? Bertrand Russel e Charles Darwin non credevano in esseri soprannaturali e lo stesso Socrate dovette bere la cicuta a causa di noti problemi con le divinità di Atene. Oggi atei, agnostici, materialisti dichiarati a vario titolo sono un 10-15% della popolazione mondiale. Circa trenta milioni in Europa e, sorpresa, quasi trecento milioni in Asia. Cifre tutto sommato esigue e che mal si conciliano con l'impressione di una società secolare in cui ormai solo le vecchine riempiono i banchi delle chiese.

SITI
www.santasede.it
www.chiesacattolica.it
www.diocesi.to.it
www.cadr.it sito del Centro Ambrosiano di Documentazione sulle religioni
www.islam.it sito del Centro Islamico di Milano e Lombardia
www.buddismo.it sito dei buddisti italiani, con un nutrito elenco di link
www.italya.net il network ebraico
www.ucei.it sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
www.chiesavaldese.org dei valdesi italiani
http://web.tin.it/ortodossia
http://web.tiscali.it/chiesaortodossa/index.htm
www.watchtower.org dei Testimoni di Geova
www.harekrsna.it degli Hare Krishna
http://scientology.org sito di Scientology
www.damanhur.it sito della comunità di Damanhur
www.isg.it sito della Soka Gakkai
www.rael.org/int/italia sito dei raeliani.

 

 Alcuni libri sacri
Analecti: raccolta degli insegnamti di Confucio redatta dai suoi discepoli circa quattro secoli prima di Cristo.

Bhagavad Gita: poema sanscrito inserito nella più ampia opera epica indiana, il Mahabharata. Krishna e il principe Arjuna, colloquiando, definiscono il sentiero indù alla saggezza spirituale e all'unità con dio. La data in cui il poema fu composto è incerta: circa duemila anni fa.

Bibbia: libro sacro agli ebrei e ai cristiani delle varie confessioni. Contiene un racconto della creazione, la rivelazione divina e, nel Vangelo (non riconosciuto dagli ebrei), il racconto della vita e della resurrezione di Gesù.

Corano: il primo libro dell'islam, composto di 114 sure. Riporta le parole che Allah avrebbe rivelato a Maometto attraverso l'angelo Gabriele. Risale alla metà del VII secolo.

Talmud: nel giudaismo, una raccolta di insegnamenti rabbinici separati dalle scritture dell'Antico Testamento biblico.

Tao-te-ching: il testo base del taoismo cinese, attribuito a Lao-tsu. Offre una visione della vita basata sull'abbandono alle forze spontanee dell'universo e alla liberazione dai desideri.

Veda: sono le sacre scritture dell'Induismo, redatte circa tremila anni fa. Contengono preghiere, inni e mantra da recitare per giungere alla conoscenza di Brahma, il sé assoluto. La porzione finale è nota come Upanishad.
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