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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2000 | ||
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Il segreto di Aldo Ferrari Pozzato Nella vita tutti quanti stiamo attenti alle cose da dire alle persone: guai se questo viene a saperlo la mamma, il prof, l'amico, il compagno, il moroso. Oppure: che bello, corro subito a dirlo a Tizio o a Caia, così lo sappiamo solo noi. O almeno, è quello che speriamo. Ci sono poi cose che custodiamo nel profondo del cuore e che non riusciamo ben bene a dire nemmeno a noi stessi. Alle volte emergono solo in circostanze eccezionali, quasi casualmente. Capita così di avere dei segreti che fanno parte di noi e che contribuiscono a formare l'idea che di noi stessi abbiamo. Non è di per sé una cosa né positiva né negativa, ma estremamente diffusa; Il piacere o il peso dipendono dal tipo di segreto. Ci sono segreti che difendiamo a denti stretti e altri che vorremmo avere il coraggio e la forza di rivelare o la capacità di dimenticare. Se ci scappa un segreto del primo tipo ci sentiamo defraudati di qualche cosa, se riusciamo a liberarci di un segreto del secondo tipo ci sentiamo sollevati. Condividere un segreto ci può far sentire più vicini, ma ci può anche portare a ignorare la persona che sa quella cosa di noi, perché siamo imbarazzati o ce ne vergognamo. Avere un segreto ci può allora rendere più forti oppure più deboli. E influenzare così tutto il nostro comportamento, a volte con ragione, a volte un po' meno. Quello che è certo è che le cose cambiano aspetto dall'essere segrete all'essere rivelate. Ma non è che si possano fare tante prove, nella vita di tutti i giorni: aspetta che ti rivelo un segreto, poi vedo che faccia fai e a seconda della faccia ti dico di ricordarlo oppure di dimenticarlo. Non sta in piedi, anzi proprio le confidenze che non vorremmo mai esserci lasciati scappare, sono quelle che corrono più velocemente e che possono far male. Però questa considerazione può renderci troppo sospettosi e portarci a valutare in modo sbagliato il valore di un segreto. Quindi i segreti sono un qualcosa che può contribuire sia alla formazione della nostra personalità sia alla sua disgregazione. E allora lo scopo dell'ascolto non è tendere alla rivelazione del segreto in tutti i casi, ma prima di tutto capirne il significato e l'importanza. Non sempre il segreto è un fatto personale. Può essere emblema e a volte anche ragione di esistere di un gruppo. Mi ricordo, all'inizio dell'avventura di A.RI.A., un gruppo di ragazze che venivano da me. Avevano, come gruppo, la difficoltà a riconoscere che crescendo le diversità tra di loro erano aumentate e adesso stavano insieme più in ragione di un passato bello che di una necessità presente. Questo gruppo teneva un diario segreto, la loro cassaforte, memoria e identità di gruppo. Alla fine me lo consegnarono. Con quel gesto simbolico affidavano a me la storia del gruppo e si sentirono libere. Alcune di loro continuarono a venire in coppia o da sole. Ma il gruppo era finito con il passaggio di mano del diario nascosto. Si può arrivare addirittura ad inventarsi i segreti, perché possono essere compagni piacevoli e che ci danno una sicurezza in più. E' bello scoprire un amico immaginario, tutto nostro, a cui rivolgersi nei momenti importanti e che sicuramente non ci tradirà mai. Un cattivo segreto, come dicevo prima, può similmente avere nefaste influenze su di noi e sulla nostra vita quotidiana. Se pensiamo di avere qualcosa di brutto da nascondere tendiamo a essere più tesi e sospettosi di tutto: le giornate possono diventare un tormento infinito, il nostro carattere può diventare fragile, incostante e imprevedibile fino a far allontanare gli altri da noi. Un brutto segreto può rovinarci la vita. E allora quello che cerchiamo di fare ad A.RI.A. non è di farci rivelare eventuali segreti, ma di far sì che ognuno viva bene i propri, sia che li riveli sia che li tenga per sé. E se qualcuno non ha segreti? Non è un problema: ci sono già sogni, ricordi, emozioni, desideri, esperienze a colmare la vita interiore. Con confini molto sfumati e con aspetti di riservatezza comunque difficili da classificare. E in ogni caso vale la pena di ricordare che è la vita stessa a mantenere ampie zone di mistero. |
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