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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2000 | ||
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SAPERE,SAPER
FARE, SAPER ESSERE
Sono le tre caratteristiche richieste ad un buon "logopedista": l'operatore sanitario che per mestiere si occupa dell'abilitazione e della riabilitazione della comunicazione nei bambini, negli adulti e negli anziani. una questione di economia di Romina Petrozziello Come figura professionale, questa, è sicuramente ancora poco conosciuta. Nel nostro paese, infatti, si conta ad oggi un solo logopedista ogni undicimila abitanti circa. Per contro, il lavoro certo non manca. Sempre in Italia, è stato di recente calcolato, cinque persone almeno ogni cento presentano patologie quali la sordità, i ritardi del linguaggio, difficoltà nella pronuncia e nelle funzioni orali, balbuzie e disturbi d'altro tipo. "La comunicazione umana ha molteplici componenti. Tra queste la produzione della voce, la scelta delle parole dal vocabolario, la strutturazione della frase secondo le regole grammaticali, l'organizzazione di un discorso che esprima il significato voluto, la lettura e la scrittura - spiega bene introducendo il discorso Gisella Ghigo, logopedista torinese appartenente alla federazione Logopedisti Italiani - Una o più di queste componenti possono però risultare talvolta, per varie cause, inadeguate. Si determinano, dunque, disturbi di vario genere che possono essere risolti o alleviati proprio grazie ad interventi di tipo logopedico". Il raggio d'azione è sicuramente molto ampio. Ma chi è esattamente il logopedista, come opera e qual è l'iter che permette di accedere alla professione? "La nascita della disciplina può essere fissata una trentina d'anni fa circa - ripercorre le tappe Laura Maria Castagna, presidente della Federazione dei Logopedisti Italiani - A livello legislativo, però, nulla si è mosso fino al 1994 quando è stata promulgata la norma contenente il profilo professionale". Un ritardo così grande ha determinato il fenomeno dell'abusivismo. "In mancanza di regole chiare relative alla professione, questa è purtroppo stata esercita da altri operatori, sanitari e non, a cui spesso è mancata adeguata formazione - prosegue Maria Laura Castagna - Ancora oggi, purtroppo, accade vengano erogate prestazioni logopediche da non logopedisti". Il problema grosso è che, mancando ancora un Ordine, un Albo o un Collegio che tuteli la professione non esiste possibilità, per l'utente, di verificare che l'operatore al quale ci si rivolge sia effettivamente un logopedista. La strada, però, porta ad una seria definizione delle competenze. "Il percorso che permette di fregiarsi del titolo di logopedista è adesso, per fortuna, ben definito - spiegano gli operatori della cooperativa Multi Codex di via Caprera 46 - Occorre innanzitutto essere in possesso di un diploma quinquennale. Con questo in mano si può poi tentare l'ammissione universitaria". La laurea, al momento, è ancora di quelle definite "brevi". "Il corso di studi ha durata triennale ed è a numero chiuso - illustra il professor Schindler, titolare della cattedra di audiologia e foniatria che dagli anni '70 segue i logopedisti in erba torinesi - Gli ammessi sono variati nel tempo tra i dieci ed i trenta: saranno tredici per il 2000". Il test di sbarramento segue il criterio delle crocette. Ma le qualità richieste ai candidati vanno ben oltre la capacità di rispondere in maniera corretta ad un certo numero di domande. "Per questo motivo affermiamo sia importante sapere, saper fare e saper essere - riprende infatti Schindler - Le conoscenze si acquisiscono tramite i libri ma occorre possedere anche abilità particolari ed essere portati a relazionarsi con gli altri a tutti i livelli". L'apirante logopedista non può quindi mancare di alcuni requisiti di fondo. "Chiediamo una buona voce ed una buona pronuncia - entra nel dettaglio il docente universitario - Perché molte persone si rivolgono ad un professionista proprio per problemi legati alla pronuncia. Poi domandiamo un buon orecchio musicale e doti di mimico-gestualità". Le situazioni da gestire, all'atto pratico, saranno in effetti le più disparate. "I nostri pazienti hanno un'età compresa tra la prima settimana di vita e la tomba! - sottolinea ancora il professore - Possono essere bambini con difficoltà, persone fortemente compromesse in genere, sordi o down. Per questo insegniamo loro la lingua dei segni dei sordi ed insistiamo perché i nostri allievi si perfezionino anche al di fuori dell'ambito scolastico". L'impegno richiesto è sicuramente forte. Altrettanto forti, dunque, dovranno essere le motivazioni che muovono ad una simile scelta di vita. "Chi ipotizza quella del logopedista come propria professione, deve armarsi di una buona dose di pazienza! - considera Gisella Ghigo - Uno degli aspetti positivi di questo lavoro è che permette di entrare in contatto con moltissime persone, e molto diverse tra loro. Questo significa doversi comportare secondo scienza, ma anche secondo coscienza in base alle situazioni. Le nostre sedute con i pazienti durano almeno quarantacinque minuti e le rieducazioni sono solitamente lunghe: essere in grado di stabilire un buon feeling con il paziente ed i suoi familiari è quindi indispensabile". E sono anche altri gli aspetti del carattere ad entrare in gioco. "Occorre avere buon senso ed inventiva - sintetizza Gisella Ghigo - Quello che si ha in cambio, però, è moltissimo!" Già durante il periodo del tirocinio, parte integrante del corso di studi, non mancheranno gli "incontri" interessanti. "In base alle proprie preferenze si può avere la possibilità di entrare nel mondo della musica e dello spettacolo, assecondando le proprie passioni e privilegiando i propri interessi". E trovare lavoro, al momento del dunque, non dovrebbe essere troppo difficile. Le porte aperte sono quelle dei servizi delle diverse Asl, degli ospedali e della libera professione. I concorsi pubblici, solitamente, non si fanno troppo aspettare. E nei servizi rivolti agli adulti, in particolar modo, le liste d'attesa sono generalmente lunghissime. Trattamenti "indiretti" vengono eseguiti anche a domicilio ed in strutture comunitarie. Perché ogni singolo caso, in questo campo, fa storia a sé. Avete in tasca un diploma e trovate l'ipotesi di indossare il camice bianco del logopedista accattivante? Non vi rimane che mettervi in moto Obiettivo imparare, saper fare, saper essere. |
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