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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2000 | ||
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MP3 Cosa? a cura di Andrea Bajani Niente da fare, io con le nuove frontiere della tecnologia mi trovo sempre un po' spaesato. L'ultimo mio spaesamento risale a non molto tempo fa, quando i fantomatici file musicali 'mp3' hanno cominciato a infilarsi nelle bocche e nelle orecchie di tutti. Anche nelle mie. Consultati i miei amici adepti del mondo pro-tecnologia, ho scoperto allora l'esistenza di questa meravigliosa potenzialità del meraviglioso mondo del web e del personal computer. Che detto in parole poverissime, straccione, consiste nella possibilità di scaricarsi da internet direttamente sul proprio hardisk file musicali i più diversi. Il tutto occupando uno spazio minimo sulla memoria del computer, in virtù delle caratteristiche del formato mp3. Detto questo, è superfluo aggiungere che è facilissimo diventare un ultrà dell'mp3, un autentico hooligans dei file musicali sotratti al web. In rete infatti non sono pochi i siti in cui è possibile scaricarsi software di riproduzione, tra cui, tanto per dare un paio di nomi, winamp.com o realplayer.com. Una volta compiuto questo piccolo grande passo non resta che tuffarsi su un qualsiasi motore di ricerca e digitare 'mp3'. E poi apriti cielo, pilucchiamo tra i file che ci sfagiolano di più e 'downloadiamoceli', cioè schiaffiamoli sul nostro hardisk, salviamoli, in modo da poeterli risentire quando ci va, anche dopo esserci disconnessi dal favoloso mondo del web. (Ma per gli avversatori del download è bene sapere che esiste anche lo streaming, la possibilità di gustarsi le musiche durante la connessione, e che poi non se ne parli più.) Eppure eppure. Detto così sembra il paradiso, ma questi all'apparenza innocui mp3 hanno già dato dei bei grattacapi a case discografiche e quant'altro. Perché, dicono i discografici, dove li mettiamo i diritti d'autore? Non poche infatti sono le controversie sorte intorno al fenomeno, tra cui la più celebre è forse il contenzioso tra i cattivissimi Metallica, feroci difensori dei propi diritti, e live365.com, una radio statunitense che trasmette in rete ogni genere di musica. Altro caso è napster.com, sorta di mercatino delle pulci in rete in cui è possibile scambiarsi file in formato mp3 piratati, e non estraneo ad azioni di controllo e repressione. Non esiste ancora, per la maggior parte dei casi, legislazione in materia, anche se tanto all'estero quanto in Italia sembra che ci si stia dando da fare per risolvere il problema. La Siae, infatti, pare stia elaborando un nuovo sistema autorizzativo per tutelare i canzonettari e musichettari anche dalla diffusione via Ineternet delle proprie canzoni. Ma. Ma quel che è auspicabile, in tutto ciò, è che alle case discografiche venga il ghiribizzo di sgonfiare un po' i prezzi dei cd. Che, cioè, messe alle strette da questa corsa all'mp3, decidano di abbassare un po' quel tetto delle quasi quaranta cucuzze che ogni fanatico della musica sgancia all'uscita del cd del proprio cantante del cuore. Non sarebbe male poter di nuovo mettere piede dentro quei paradisi della musica e non doversi vendere un rene per portarsi a casa l'ultimo cd degli Almamegretta. |
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