CULTURA 

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settembre/ottobre 2000

 

 
UN LIBRO TIRA L'ALTRO
di Donatella Sasso

La biblioteca è forse uno degli ultimi luoghi in cui si respira ancora un'atmosfera solenne e quasi sacrale, accresciuta non solo dall'imposizione del silenzio, ma anche dal lungo e oscuro rituale di accesso. All'ingresso si deve depositare ogni genere di borsa o contenitore superiore a determinate dimensioni, si deve compilare una scheda da riconsegnare all'uscita con timbro apposto dopo la restituzione dei libri consultati e la registrazione di quelli presi in prestito. La ricerca nei diversi cataloghi, l'individuazione del testo desiderato, la compilazione dei moduli per poterlo portare via non sono passaggi del tutto agevoli. Ormai neppure alle frontiere sono richieste così tante formalità.
Per alcuni proprio in questo risiede il fascino delle biblioteche, microcosmi di tranquillità, riservati a pochi adepti. Per molti altri invece rappresentano un eccesso di ostacoli, unito a un senso di noia, che evoca quasi automaticamente il mondo della scuola e dello studio.
Si tratta di impressioni piuttosto radicate, ma anche facilmente sfatabili. Innanzitutto da qualche anno sono state velocizzate molte delle vecchie procedure. Alla Biblioteca Nazionale Universitaria, fino a poco tempo fa, per ottenere la tessera del prestito era necessario depositare una piccola somma di denaro in banca, come caparra in caso di smarrimento, mentre agli studenti era richiesta la famigerata malleveria. In parole semplici un professore doveva firmare un modulo in cui garantiva per il suo allievo. 
Oggi invece, come già accadeva precedentemente nelle biblioteche civiche, è sufficiente presentare un documento non scaduto. Alla Nazionale è richiesta la residenza in regione o il domicilio per motivi di lavoro o studio, alle civiche la residenza è limitata alla provincia. Agli stranieri viene rilasciata una tessera di una durata relativa a quella del permesso di soggiorno.
Nonostante queste semplificazioni e i numerosi servizi offerti dalle biblioteche, molti ragazzi le frequentano esclusivamente come sale-studio per quasi tutto il periodo universitario. Solo al momento della stesura della tesi iniziano a sfruttarne le numerose risorse: gli archivi di manoscritti, testi antichi, leggi o atti parlamentari, le emeroteche, le fonoteche, le postazioni di accesso a Internet per le ricerche bibliografiche. Per le consultazioni più difficili imparano a domandare il sostegno dei bibliotecari e se un testo non risulta presente in catalogo scoprono che può essere chiesto in prestito ad altre biblioteche, italiane ed estere.
Naturalmente a Torino le biblioteche più fornite sono la Nazionale e la Civica Centrale, ma gli studenti frequentano assiduamente anche quelle ultra-specializzate, universitarie o gestite da enti privati. Forse meno conosciute sono le piccole biblioteche civiche decentrate, frequentate per lo più dagli abitanti dei vari quartieri. Eppure sono ben fornite e strutturate con il sistema della scaffalatura aperta, grazie a cui i libri sono immediatamente consultabili, leggibili, toccabili da ciascun utente. Non solo, negli ultimi anni si sono trasformate in luoghi di incontro attraverso l'offerta di molteplici iniziative, rivolte a diverse fasce di pubblico: dai laboratori di lettura per adulti e bambini a quelli di conversazione in lingua inglese, dall'ascolto e commento di musica classica e leggera alle mostre, dall'avvicinamento a Internet alle attività più curiose, come i laboratori di fiori di carta e pasta al sale. Tutte proposte che hanno lo scopo, neanche troppo nascosto, di invogliare la gente a frequentare le biblioteche e sentirle come luoghi familiari di scambio e di possibile dibattito culturale.
Se le resistenze di carattere psicologico possono essere aggirate con una rete sempre più fitta di offerte e servizi, esistono categorie di persone per cui l'accesso e l'utilizzo delle biblioteche sono frenati da ostacoli effettivi e tangibili. Si tratta dei portatori di handicap, dei non-vedenti e degli ipo-vedenti, degli stranieri, dei detenuti o di chi è costretto a periodi di degenza in ospedale. Anche in questa direzione è già stato fatto molto.
Dal 1980 presso la Biblioteca Civica Centrale esiste un servizio di registrazione di "libri parlati" su cassette, realizzati da oltre cinquanta volontari; al 31 dicembre 1999 la nastroteca ha raggiunto il numero di 6350 opere per un totale di oltre 65.000 ore di registrazione. La Biblioteca Civica "A. Arduino" di Moncalieri si è invece specializzata nella rete dei servizi per disabili, dotandosi innanzi tutto degli arredi e delle attrezzature che garantiscano loro l'accesso. Dal 1995 possiede software e hardware specifici, destinati sia ai singoli sia alle attività di gruppo con la presenza di educatori. Da circa due anni dispone di una ricca documentazione sulle innovazioni nel campo dell'handicap, sempre aggiornata anche grazie ai convegni sul tema organizzati ogni anno dalla biblioteca stessa.
Dal dicembre del 1988 è attiva una biblioteca civica presso la Casa circondariale delle Vallette con una dotazione di 9.000 volumi, destinati non solo ai detenuti, ma anche a chi si trova presso il carcere per lavoro, dal direttore al personale di custodia. Si tratta di un'iniziativa importante, nata da una convenzione fra le biblioteche e il Ministero di Grazia e Giustizia e sostenuta dall'impegno dei bibliotecari a dei dipendenti del carcere. La Fondazione Alberto Colonnetti, centro studi sulla letteratura giovanile, si è occupata del settore ospedaliero. In collaborazione con il Centro Gigi Ghirotti ha istituito diverse biblioteche ambulanti e ne sta progettando quattro stabili presso i maggiori ospedali di Torino. Infine alcune innovazioni sono state pensate in riferimento alle sempre più numerose comunità di stranieri. Presso le biblioteche civiche arrivano ormai regolarmente libri, quotidiani e riviste in francese, inglese, tedesco, arabo e altre fra le lingue più diffuse nella nostra città.
I risultati raggiunti e la consapevolezza dei vuoti ancora da colmare ha spinto le biblioteche coinvolte in queste iniziative a partecipare al progetto BIBLEX, nell'ambito del programma Leonardo da Vinci dell'Unione Europea, a cui ha aderito anche il Settore biblioteche, archivi ed istituti culturali della Regione Piemonte. Insieme a biblioteche francesi, tedesche e ungheresi hanno avviato un forum di discussione volto a individuare i diversi gruppi di esclusione e a lavorare per favorire le migliori condizioni di accesso e fruizione. In particolare è emersa la grande importanza della formazione continua dei bibliotecari e della valorizzazione delle competenze provenienti dal mondo del volontariato.
Insomma si respira un po' ovunque la volontà di migliorare il rapporto con l'utenza e vivacizzare l'ambiente delle biblioteche. Proprio in questa direzione si sta muovendo un grandioso progetto ancora allo stadio embrionale: la costruzione di un Centro Culturale, che comprenda la nuova Biblioteca Civica e una sala teatrale. L'edificio sorgerà nell'area industriale dismessa di Via Pier Carlo Boggio, estendendosi fino ai giardini "ex caserma Lamarmora" in Corso Vittorio Emanuele, che saranno riqualificati. Un'imponente struttura in grado di competere con le biblioteche europee sorte recentemente come luoghi di promozione culturale, capaci di attrarre un pubblico sempre più numeroso.
Per ora è stato bandito il concorso di progettazione, aperto a ingegneri e architetti italiani e stranieri. Speriamo di non dover attendere troppo tempo per intravedere i primi risultati.
 Gli indirizzi
Biblioteca Nazionale Universitaria, P.zza Carlo Alberto 3, 
tel. 011/8125788, fax: 011/8178778, orario: martedì e giovedì 8.30-18.30, gli altri giorni compresoilsabato8.30-13.30, 
www.regione.piemonte.it/biblioteche/index.htm, qui si trovano indirizzi e informazioni su tutte le biblioteche del Piemonte.

Biblioteca CARILIBRI della Fondazione Alberto Colonnetti, L.go Re Umberto 102 bis, Torino, tel. e fax 011/500333, orario: lunedì-venerdì 9-12 e 16-19

Biblioteca Civica Centrale, Via della Cittadella 5, tel. 011/4429812-4429813, fax 011/4429830, orario: lunedì/venerdì 8.15-19.55, sabato 8.30-18, www.comune.torino.it/cultura/biblioteche, in cui si trovano indirizzi, orari e iniziative di tutte le biblioteche civiche decentrate, informazioni su BIBLEX, sul progetto del Centro Culturale e altro ancora.

Biblioteche civiche
Biblioteca Musicale "A. Della Corte" e Centro di Documentazione sulla Danza, c. Francia 192, tel. 011.746072
Torino Centro, v. della Cittadella 5, tel. 011.4429826
Villa Amoretti, v. Filadelfia 205, tel. 011.3294556
Cascina Giaione, v. Guido Reni 114, tel. 011.4435290
Pozzo Strada, v. Monte Ortigara 95, tel. 011.4428790
Lucento, c. Cincinnato 115, tel. 011.4438526
Regio Parco, v. San Benigno 22, tel. 011.4435690
Cascina Marchesa, c. Vercelli 141/7, tel. 011.2051565
Falchera, p. Falchera 9, tel. 011.2621659
Aurora, c. Vercelli 15, tel. 011.4435790
Borgo Po, c. Casale 5, tel. 011.8196706
Lingotto, c. Corsica 55, tel. 011.4435990
Mirafiori, c. Unione Sovietica 490, tel. 011.3470637 

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