
Cuore
di legno
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Il
mio vicino di casa è robusto.
È
un ippocastano di Corso Re Umberto;
ha la mia
età ma non la dimostra.
Alberga
passeri e merli, e non ha vergogna,
In aprile,
di spingere gemme e foglie,
Fiori fragili
a maggio,
A settembre
ricci dalle spine innocue
Con dentro
lucide castagne tanniche.
È
un impostore, ma ingenuo vuol farsi credere
Emule del
suo bravo fratello di montagna,
Signore
di frutti dolci e di funghi preziosi.
Non vive
bene. Gli calpestano le radici
I tram
numero otto e diciannove
Ogni cinque
minuti; ne rimane intronato
E cresce
storto, come se volesse andarsene.
Anno per
anno, succhia lenti veleni dal sottosuolo saturo di metano;
è
abbeverato d'orina di cani,
Le rughe
del suo sughero sono intasate
Dalla polvere
settica dei viali;
Sotto la
scorza pendono crisalidi
Morte,
che non saranno mai farfalle
Eppure,
nel suo tardo cuore di legno
Sente e
gode il tornare delle stagioni.
Primo Levi |
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COM'E'
VERDE TORINO
Gli alberi sono lo sforzo
della Terra
per parlare al cielo
in ascolto.
Tagore
di Miriam Mimosa Massone
Hyde
Park a Londra, il Prater di Vienna, Central Park a New York e i Giardini
di Boboli, le Bois de Boulogne a Parigi e Villa Borghese a Roma. Ogni grande
città ha il suo grande giardino, naturalmente anche Torino. È
un simbolo della città, amato e conosciuto, è il parco per
antonomasia, è il Valentino. Un ampio polmone verde che si estende
per oltre 50 ettari sulle sponde del Po, un tappeto erboso costellato di
100 differenti specie di alberi e arbusti. Viali, sentieri, aiuole e fontane
creati apposta per il piacere della gente. Se questo non basta, c'è
anche un orto botanico, un arboreto dimostrativo e pregevoli testimonianze
architettoniche come il castello del 1630, il Borgo medievale di fine Ottocento,
l'Arco di trionfo e il moderno palazzo di Torino-Esposizioni.
Certo,
il Valentino è il parco più popolare, ma non è il
solo a far brillare la collana di smeraldi che impreziosisce la "Regal
Torino". Vera chicca dal punto di vista storico sono i Giardini Reali,
disegnati da André Le Notre, il famoso progettista della Reggia
di Versailles. Un altro angolo poco conosciuto ma estremamente raffinato
è il giardino di Villa Abegg, quasi ai piedi della collina di San
Vito (aperto solo domenica e prefestivi) a cui si devono aggiungere i parchi
di ville un tempo private e oggi a disposizione di tutti, come Parco Leopardi,
Villa Genero e Villa della Regina sempre in collina, la Tesoriera e Villa
Amoretti in pieno centro abitato.
Questi spazi verdi, pur conservando
una spiccata individualità (legata alla funzione e al periodo in
cui furono realizzati) fanno parte di una rete, sono cioè collegati
fra loro da lunghi viali o dai sottili nastri fluviali del Sangone e del
Po, della Dora e della Stura. Alla periferia sud troviamo i parchi delle
Vallere, Colonnetti e Piemonte, ultimi lembi di un territorio agricolo,
uniti dalla pista ciclabile che in circa 9 Km raggiunge Stupinigi e il
suo bel "parco rustico". Nella parte nord-ovest della città,
c'è il vasto parco della Pellerina, mentre a nord-est il parco
del Meisino, di fronte a quello della Colletta, è stato scelto come
luogo di nidificazione da aironi, garzette e nitticore: vero orgoglio naturalistico
di Torino, nota (anche ai suoi stessi abitanti) solo come capitale dell'auto
e non come il secondo centro abitato europeo, dopo Amsterdam, dove questi
uccelli hanno trovato la loro dimora. L'elenco potrebbe continuare perché
il verde pubblico della nostra città è una realtà
tanto articolata che non si può presentare tutta in un colpo solo.
Cura, attenzione e rispetto non
s'improvvisano e nel corso degli anni Torino ha meritato una reputazione
tale da essere considerata la città più verde d'Italia e
non a caso è stata scelta come la sede migliore per ospitare il
7° congresso dell'I.F.P.R.A. (International Federation of
Park and Recreation Administration), che si terrà a Settembre.
Un appuntamento importante che si svolge ogni tre anni in una diversa città
europea, un motivo d'incontro per i massimi esperti di parchi pubblici
ed architetti del paesaggio che questa volta affronterà il tema:
"Il verde, strumento di informazione, partecipazione, educazione".
Dieci giorni intensi che al confronto e al dibattito, abbineranno un tour
nei luoghi di maggiore attrazione paesaggistica come le isole Borromee
sul lago Maggiore, la Riserva naturale del Sacro Monte di Orta, il Parco
Burcina di Biella/Pollone, oltre alle residenze sabaude di Stupinigi, La
Mandria e Agliè e i bellissimi contesti ambientali nei quali sono
mirabilmente incastonate.
Inoltre,
alcune aree cittadine si sono trasformate in una vera e propria vetrina
italiana dei parchi pubblici perché l'iniziativa di altri comuni,
particolarmente sensibili alla diffusione dell'arte dei giardini, ha arricchito
in qualità e varietà gli spazi verdi torinesi. Al Valentino,
la Società della Rosa di Genova, ha realizzato un roseto dimostrativo,
mentre sulle rive del Po, Firenze ha portato svariati e coloratissimi iris.
Presso la cascina Falchera, Cervia ha allestito il "giardino dei frutti
perduti", antiche piante da frutto un tempo consuete ed ora quasi introvabili.
Invece, un tratto di corso Unità d'Italia è ombreggiato dal
viale di palme, tamerici e altre essenze mediterranee, messe a dimora dai
Comuni di Bari e Napoli. Per l'occasione, l'ampia arteria stradale diretta
verso le autostrade che portano nel sud della penisola, ha preso il nome
di 'via del mare'. Infine durante i lavori del congresso, 15 giardinieri
provenienti da tutta Europa realizzeranno un giardino permanente a ricordo
della manifestazione.
Il giardino
Il
giardino è uno spazio vitale che rispecchia il gusto e la cultura
di una popolazione. Punto di riferimento concreto e simbolico, il giardino
è il prolungamento della casa e la sua naturale continuazione, una
risposta all'esigenza di restare in contatto con la campagna pur vivendo
in grandi concentrazioni urbane.
Da sempre l'uomo ha cercato di adattare
le libere forme delle piante ad un disegno ideale, dando così origine
all'arte del giardino. Gli antichi persiani lo chiamavano 'paradiso'
e lo consideravano un dono divino, mentre nel rinascimento la sua forma
ricalcava uno schema geometrico che voleva riflettere simbolicamente l'armonia
cosmica dell'universo. Il tradizionale giardino "all'inglese" invece,
ripropone la naturalità dell'ambiente: tutto viene attentamente
controllato per apparire il più possibile spontaneo e naturale,
come se volesse esprimere la saggezza della natura. Negli ultimi 200 anni
questa tipologia di giardino ha avuto molto successo anche da noi: un esempio
superbo di giardino all'inglese è sotto gli occhi di tutti, in Piazza
Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova.
Immaginando di alzarci sopra la
città e di ampliare la nostra visuale sul territorio circostante
possiamo notare che la protezione ambientale è diffusa in tutta
la provincia e la regione. I parchi e le riserve naturali (nazionali, regionali,
provinciali) in Piemonte sono 60 e coprono una superficie pari all'8%.
Aggiungiamo poi un centinaio di Biotopi (aree di ridotte dimensioni, utilissime
per conservare rarità ecologiche) e 12 ecomusei e avremo il quadro
completo di quanto viene fatto per il patrimonio ambientale.
Gli alberi
Se
l'attenzione verso i beni naturali non è più una novità,
paragonare un albero ad un'opera d'arte, ad un monumento, appare insolito,
ma è l'ultimo ritrovato in fatto di tutela e segna un altro passo
in avanti nella scala della sensibilità e della cura verso il verde.
Maestosi, rari, impregnati di memorie storiche e culturali, isolati in
posizioni solitarie o allineati in caratteristici filari, gli alberi monumentali
hanno una spiccata identità: sono uno diverso dall'altro, ma tutti
ugualmente importanti.
Un esempio
di monumentalità storica? I cipressi in doppio filare
che ombreggiano la scalinata centrale del Parco della Rimembranza di Torino,
sono "gemelli" di quelli che svettano attorno all'abbazia di Aquilea,
piantati nel 1921 in occasione della scelta del Milite Ignoto. Oppure,
per rimanere entro i confini cittadini, alcuni olmi di corso Unione Sovietica,
ultimi superstiti di quelli che nell'Ottocento formavano il viale di collegamento
fra il centro e la Palazzina di caccia di Stupinigi. Restiamo ancora in
ambito sabaudo per ricordare i faggi del Re che dominano con possanza trionfale
il pianoro di San Giacomo d'Entracque (CN) e sono i custodi indiscussi
della palazzina di caccia di Vittorio Emanuele II, costruita nel 1875 (altezza
degli alberi: 23 m, circonferenza: 8 m). In Alta Valsesia (VC) invece,
quasi all'ombra del ghiacciaio del Monte Rosa, un abete ritto come un obelisco
egizio è posto a sentinella dell'ingresso del paese di Rima; mentre
possenti castagni ultracentenari s'incontrano salendo verso la vetta della
Rocca di Cavour (TO) e presso la cascina Moglioni nella zona appenninica
delle Capanne di Marcarolo (AL), dov'è in avanzata fase di realizzazione
un ecomuseo incentrato sul castagno.
Una
specie botanica presente nella Pianura Padana fin dai tempi più
remoti è la farnia, detta anche quercia o rovere, attorno a cui
sono nate un'infinità di storie, miti e leggende. Il nome rovere,
deriva dal latino robur e significa 'forza': le sue fronde conservano un
valore simbolico e insieme a quelle del lauro (che richiamano la gloria
e la pace) ancora oggi fanno corona allo stemma di tutti i Comuni d'Italia.
Vicino al ponte del Violino nel Parco La Mandria (TO) si può ammirare
un'annosa quercia di 300 anni (alta circa 30 m e con diametro superiore
ai 4 m).
Ma fra gli alberi più antichi,
di cui si conosce con certezza l'anno della messa a dimora, bisogna ricordare
il tiglio sul piazzale del Convento del Monte Mesma (NO). Piantato nel
1630 per sancire il ritorno alla normalità, dopo la tragica parentesi
della pestilenza che aveva decimato la popolazione, il patriarca verde,
ospita nell'incavo del suo enorme tronco un suggestivo presepio, allestito
nel periodo natalizio dai frati francescani.
L'agrifoglio invece, a torto considerato
un semplice arbusto e conosciuto quasi esclusivamente per le sue bacche
vermiglie, è un albero che può raggiungere dimensioni di
tutto rispetto, come quello di Pollone (BI), alto 16 m.
Simbolo
di vita per la facilità al radicamento, il salice è la pianta
medicinale per eccellenza, dalla quale si estrae il famoso acido acetilsalicilico,
il principio attivo dell'aspirina. Lungo il viale che dal lago di Crava
Morozzo (CN) conduce al torrente Pesio, si trova un possente esemplare
di questa specie. Età: 180 anni, circonferenza: 2,5 m!
Gli alberi sono dunque beni unici
e preziosi, elementi insostituibili del paesaggio: con l'applicazione di
una specifica legge regionale (n.50/95) è attualmente in corso il
censimento degli esemplari monumentali. L'operazione coinvolge comuni,
enti, associazioni e privati cittadini. Un'apposita commissione di esperti
avrà il compito di esaminare le segnalazioni e di riconoscere il
diritto di questi "giganti storici" alla loro meritata monumentalità.
In seguito la Regione provvederà alla loro cura e tutela, oltre
che a documentarne l'esistenza e a farli conoscere a sempre maggiori fasce
di pubblico.
Alla
periferia di Alessandria, sul bordo della Statale per Genova, fino a poco
tempo fa troneggiava un platano colossale, conosciuto come l'albero di
Napoleone. Forse era stato piantato in quel luogo per celebrare la vittoria
del generalissimo sugli austriaci nella battaglia di Marengo, della quale
proprio quest'anno si è celebrato il duecentesimo anniversario.
Purtroppo si è ammalato, non è stato curato ma abbattuto:
con l'applicazione della nuova normativa un fatto simile non si dovrebbe
più ripetere. Oggi tutti possono mettere un albero in cornice: tutti
devono partecipare a questa iniziativa di civiltà. Per segnalazioni
e informazioni, contattate il Settore Gestione Beni Ambientali della Regione
Piemonte, Corso Regina Margherita 304, Torino, o telefonate allo 011.4321378.
Il verde
in cifre
. Numero di alberi che ci sono a
Torino: 60.000
. Numero di persone addette al verde
pubblico: 122
. I parchi e i giardini occupano
complessivamente una superficie di 16.500.000 mq
. I parchi più estesi sono
la Pellerina e il Parco Colletta
. Ogni torinese ha a propria disposizione
18 mq di verde pubblico |