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RECENSIONI
Persiana
Jones
Puerto
Hurraco
Cd Uaz
record, L. 29900
Dodici
anni in levare. E' la storia dei Persiana Jones, una delle band dell'hinterland
torinese più longeve e più apprezzate in Italia e all'estero.
Con quasi 700 concerti e numerose produzioni discografiche alle spalle
la formazione guidata dai fratelli Carruozzo ha costruito un solido e duraturo
rapporto con il suo pubblico, al quale da oltre un decennio regala un mix
esplosivo di energia e divertimento. Il più recente capitolo su
cd della saga dei Persiana, sempre fedeli a se stessi e nel contempo abili
a trovare spazio ogni volta nella tendenza del momento (agli esordi li
definivano "demenziali", poi furono accreditati quali interpreti
della patchanka made in Italy, oggi si parla di ska-core), si intitola
"Puerto Hurraco". Risale già a un annetto fa, ma il suo sound
frizzante è sempre d'attualità: sonorità anglo-giamaicane,
ruvidi echi di punk melodico e testi semplici e minimali ad alta cantabilità.
In tutto quindici brani confezionati con passione e mestiere, in cui spiccano
la "botta" di Un giorno nuovo, il classicissimo (di Edoardo Vianello
o dei Persiana?) Tremarella e nuovi inni come Spacco tutto, Più
libero e Quello che mi va. Nessuna verità rivelata, dai rivarolesi,
soltanto un dubbio e una certezza: forse la vita è ska; sicuramente
lo ska aiuta a vivere meglio. E non è poco, anzi.
Marco
Stolfo
Giorgio
Li Calzi
Quintet
Imaginary
Film Music
Philology
Come a suo
tempo il pionieristico "Music For Films 1" di Brian Eno, anche il
recente "Imaginary Film Music" del trombettista Giorgio Li Calzi
dà luogo ad uno stimolante gioco semiologico di rimandi, in cui
l'ascoltatore è invitato a costruire liberamente su ciascun brano
una propria immagine visiva (un "film immaginario", per l'appunto)
basata sulla percezione individuale dell'evento sonoro.
Se vogliamo,
un modo garbatamente provocatorio per riaffermare la libertà di
fruizione, in uno scenario caratterizzato da una produzione musicale sempre
più univoca e standardizzata.
Ma al di là
del significato quasi politico del progetto, l'album ha il merito ancora
più grande di riuscire a disegnare un percorso sonoro in cui melodia,
armonia, ritmo e forma convivono in perfetto equilibrio, dando vita ad
un'opera che rappresenta forse il punto più alto nella produzione
del musicista torinese.
C'è
in ogni episodio del suo disco una tensione costante verso la struttura,
sia sul piano compositivo sia su quello improvvisativo, che sottrae la
musica a quel rischio di prosaicità nelle cui maglie rimane spesso
impigliato il jazz contemporaneo.
Conformandosi
a questa linea di rigore e di misura, i cinque musicisti, pur nei loro
frequenti interventi solistici, evitano opportunamente di ricorrere a soluzioni
ginniche o prevedibili per adottare invece un lessico più sobrio
e stilizzato, dove le pause assumono un peso specifico pari a quello della
note suonate.
E quando poi
Li Calzi va ad attingere al suo ricco patrimonio di esperienze extra-colte,
ecco che il discorso jazzistico si apre ad una serie di salutari 'barbarismi'
sonori che sapientemente metabolizzati danno vita ad una nuova musica acustica,
che amplia i confini tradizionali della forma canzone, facendo della ricerca
timbrica e del senso dello spazio sonoro i suoi principali punti di forza.
Massimo
Milano
Alex Roggero
Australian
cargo
Feltrinelli
Traveller, L. 22.000
Sulle orme
di nonno Vittorio. Questo potrebbe essere il sottotitolo di questo bel
libro, o taccuino di viaggio, se preferite, che descrive il viaggio affascinante,
ed avventuroso al tempo stesso, scritto da chi di reportage di viaggio
ne ha fatto quasi un mestiere: Alex Roggero.
Il racconto
trae spunto dalla scoperta di alcuni effetti personali del nonno Vittorio,
alcune fotografie sbiadite, qualche documento necessario per l'espatrio
in Australia ed il biglietto della nave inglese "Otranto" sulla linea per
il Pacifico del Sud datato 1929.
Memore di
tutti quei racconti su quel paese ai confini del mondo, l'autore decide
di inseguire il sogno del nonno, e a rendere la cosa ancora più
eccitante saranno i 27.000 chilometri di navigazione a bordo di un mercantile
con 20 uomini di equipaggio e nessun altro passeggero. 40 giorni di pura
avventura nell'Oceano Pacifico.
Scoprirà
che l'Australia non è poi così dissimile da quanto il nonno
gli aveva raccontato: il paesaggio che vede scorrere dall'Indian Pacific,
il treno che in oltre 4.500 km di strada percorre lo stato-continente,
dall'Oceano Indiano all'Oceano Pacifico, sembra lo stesso di 50 anni fa,
ben poca cosa per un terra non ancora del tutto esplorata.
A coronamento
del viaggio, la scoperta della fattoria dove visse il nonno, Nerada. Solo
ora era chiaro perché il nonno non poté mai separarsi da
questo ricordo. Quella busta trovata nel cassetto della camera da letto
era il vero testamento spirituale di un uomo libero, nato per caso nel
Monferrato.
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