RECENSIONI 

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settembre/ottobre 2000

 



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

RECENSIONI

Persiana Jones
Puerto Hurraco
Cd Uaz record, L. 29900
Dodici anni in levare. E' la storia dei Persiana Jones, una delle band dell'hinterland torinese più longeve e più apprezzate in Italia e all'estero. Con quasi 700 concerti e numerose produzioni discografiche alle spalle la formazione guidata dai fratelli Carruozzo ha costruito un solido e duraturo rapporto con il suo pubblico, al quale da oltre un decennio regala un mix esplosivo di energia e divertimento. Il più recente capitolo su cd della saga dei Persiana, sempre fedeli a se stessi e nel contempo abili a trovare spazio ogni volta nella tendenza del momento (agli esordi li definivano "demenziali", poi furono accreditati quali interpreti della patchanka made in Italy, oggi si parla di ska-core), si intitola "Puerto Hurraco". Risale già a un annetto fa, ma il suo sound frizzante è sempre d'attualità: sonorità anglo-giamaicane, ruvidi echi di punk melodico e testi semplici e minimali ad alta cantabilità. In tutto quindici brani confezionati con passione e mestiere, in cui spiccano la "botta" di Un giorno nuovo, il classicissimo (di Edoardo Vianello o dei Persiana?) Tremarella e nuovi inni come Spacco tutto, Più libero e Quello che mi va. Nessuna verità rivelata, dai rivarolesi, soltanto un dubbio e una certezza: forse la vita è ska; sicuramente lo ska aiuta a vivere meglio. E non è poco, anzi.
Marco Stolfo   

Giorgio Li Calzi 
Quintet
Imaginary Film Music
Philology
Come a suo tempo il pionieristico "Music For Films 1" di Brian Eno, anche il recente "Imaginary Film Music" del trombettista Giorgio Li Calzi dà luogo ad uno stimolante gioco semiologico di rimandi, in cui l'ascoltatore è invitato a costruire liberamente su ciascun brano una propria immagine visiva (un "film immaginario", per l'appunto) basata sulla percezione individuale dell'evento sonoro.
Se vogliamo, un modo garbatamente provocatorio per riaffermare la libertà di fruizione, in uno scenario caratterizzato da una produzione musicale sempre più univoca e standardizzata.
Ma al di là del significato quasi politico del progetto, l'album ha il merito ancora più grande di riuscire a disegnare un percorso sonoro in cui melodia, armonia, ritmo e forma convivono in perfetto equilibrio, dando vita ad un'opera che rappresenta forse il punto più alto nella produzione del musicista torinese.
C'è in ogni episodio del suo disco una tensione costante verso la struttura, sia sul piano compositivo sia su quello improvvisativo, che sottrae la musica a quel rischio di prosaicità nelle cui maglie rimane spesso impigliato il jazz contemporaneo.
Conformandosi a questa linea di rigore e di misura, i cinque musicisti, pur nei loro frequenti interventi solistici, evitano opportunamente di ricorrere a soluzioni ginniche o prevedibili per adottare invece un lessico più sobrio e stilizzato, dove le pause assumono un peso specifico pari a quello della note suonate.
E quando poi Li Calzi va ad attingere al suo ricco patrimonio di esperienze extra-colte, ecco che il discorso jazzistico si apre ad una serie di salutari 'barbarismi' sonori che sapientemente metabolizzati danno vita ad una nuova musica acustica, che amplia i confini tradizionali della forma canzone, facendo della ricerca timbrica e del senso dello spazio sonoro i suoi principali punti di forza.

Massimo Milano   

Alex Roggero
Australian cargo
Feltrinelli Traveller, L. 22.000
Sulle orme di nonno Vittorio. Questo potrebbe essere il sottotitolo di questo bel libro, o taccuino di viaggio, se preferite, che descrive il viaggio affascinante, ed avventuroso al tempo stesso, scritto da chi di reportage di viaggio ne ha fatto quasi un mestiere: Alex Roggero.
Il racconto trae spunto dalla scoperta di alcuni effetti personali del nonno Vittorio, alcune fotografie sbiadite, qualche documento necessario per l'espatrio in Australia ed il biglietto della nave inglese "Otranto" sulla linea per il Pacifico del Sud datato 1929.
Memore di tutti quei racconti su quel paese ai confini del mondo, l'autore decide di inseguire il sogno del nonno, e a rendere la cosa ancora più eccitante saranno i 27.000 chilometri di navigazione a bordo di un mercantile con 20 uomini di equipaggio e nessun altro passeggero. 40 giorni di pura avventura nell'Oceano Pacifico.
Scoprirà che l'Australia non è poi così dissimile da quanto il nonno gli aveva raccontato: il paesaggio che vede scorrere dall'Indian Pacific, il treno che in oltre 4.500 km di strada percorre lo stato-continente, dall'Oceano Indiano all'Oceano Pacifico, sembra lo stesso di 50 anni fa, ben poca cosa per un terra non ancora del tutto esplorata.
A coronamento del viaggio, la scoperta della fattoria dove visse il nonno, Nerada. Solo ora era chiaro perché il nonno non poté mai separarsi da questo ricordo. Quella busta trovata nel cassetto della camera da letto era il vero testamento spirituale di un uomo libero, nato per caso nel Monferrato.

Cristiano Casassa Mont   

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