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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 05/2000 | ||
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GNAM
GNAM!
Quale il futuro alimentare a cura di Fernanda Cinque Mucca pazza, carne agli ormoni, Coca-Cola inquinate, ortaggi e frutta con pesticidi ed ora "cibi Frankestein" chiamati scientificamente organismi geneticamente modificati (Ogm), gli ultimi ritrovati della scienza ottenuti incrociando geni anche provenienti da regni differenti. Un esempio? L'incrocio tra un gene animale con uno vegetale, come quello antigelo del pesce artico inserito nel genoma della fragola che dunque può crescere senza problemi a temperature "polari". La gente che in questi ultimi decenni ha riposto molta fiducia nella ricerca scientifica in medicina è concorde nell'affermare che questi ritrovati non devono inquinare il piatto. Le grandi multinazionali che hanno investito moltissimo nelle colture transgeniche e nella loro commercializzazione sono preoccupate perché non riescono a comunicare con il consumatore. D'altra parte il nostro è un popolo di tradizioni millenarie, soprattutto di tipo alimentare, lo conferma il successo ottenuto in questi ultimi anni da iniziative quali "il salone del gusto" di Torino, o il "Cheese" a Bra e tutti gli appuntamenti enogastronomici sempre più numerosi che riscuotono molto successo e fanno accorrere visitatori da ogni parte del Paese. Questo perché l'aroma dei profumi, la genuinità dei sapori, il gusto per il passato, rappresentano un pezzo di cultura che ci portiamo dentro e che più di ogni altra cosa sarà difficile sradicare. Nonostante tutto crescono le novità in cucina come la pasta della Nestlè che cuoce in soli tre minuti, perché presentando scanalature sulla superficie è in grado di assorbire l'acqua più in fretta durante la cottura che proprio per questo è più veloce. L'elasticità e digeribilità restano inalterate e, a detta di assaggiatori professionisti, anche la caratteristica cottura "al dente". Altre proposte di mercato sono i cibi non solo buoni ma che aiutano a prevenire alcune malattie detti "probiotici", la margarina, la maionese, i formaggi, le uova, i dolci, infatti sono tutti più leggeri perché con meno grassi, che significa anche meno colesterolo e poche calorie! Ma i consumatori più attenti sono i bambini ed allora per loro arrivano le "colorchips", patatine multicolori e le "cioccorote", carote al gusto di cioccolato e ancora la "goofpaste" cioè la caramella in tubetto che si usa come un dentifricio solo che sulla confezione c'è scritto "ingoiare" al posto di "sputare". Si punta sulle mamme per l'acquisto della "cerebrata", aranciata contenente molecole in grado di stimolare l'attività cerebrale dei loro piccoli o il formaggio spray che si fa mangiare in modo divertente. Le signore più attente alla forma potranno dissetarsi con le "bibitene", bevande contenenti collagene, proteina naturalmente presente sulla pelle, che le assicura elasticità, un vero toccasana per le rughe. E del menù ai fiori che ne dite? Piatti quasi privi di grassi oltre che colorati, freschi e molto profumati. Lo chef propone un antipasto di fiori all'Hawaiana, un primo di pasta, zucchine e margherite, un secondo di tulipani ripieni (senza gambo perché amaro) e per finire un dessert di yogurt al lillà, il top per un vegetariano! I cibi del futuro dunque come esaltazione del gusto, mescolanza di colori, rivoluzione di sapori e, in alcuni casi, un'alternativa ai farmaci. |
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