|
 |
CONVIVERE
CON L'EPILESSIA
di Claudia Tomatis
In Italia
l'epilessia è un problema che riguarda almeno 500.000
persone, che devono sottoporsi ad un controllo periodico. Alla
malattia si aggiungono delle tensioni psicologiche, dovute alla
malattia stessa, motivate in parte anche dalla necessità
di dover risolvere una serie di problematiche concrete e spesso
anche dall'emotività dei parenti e di chiunque altro si
trovi di fronte alla crisi di una persona epilettica.
Sul territorio italiano sono presenti sia associazioni di pazienti,
sia di medici
Per i primi si tratta dell'Aice, Associazione Italiana Contro
l'Epilessia, con sede regionale a Cuneo (tel. 0171/694.027),
mentre per i medici esiste la Lice, Lega Italiana Contro l'Epilessia,
con sede nazionale a Bologna (tel. 051/644.21.29). In Piemonte
vi sono alcuni Servizi pubblici per la diagnosi e la cura dell'epilessia.
Sono negli ospedali di Cuneo, di Novara e, per l'epilessia infantile,
di Alessandria. A Torino per l'epilessia infantile ci si può
rivolgere all'ospedale Regina Margherita, mentre il servizio
per adulti è presso l'ospedale San Giovanni Battista (Molinette).
Il responsabile di questo Servizio, dottor Paolo Benna, e la
dottoressa Elisa Montalenti, dirigente presso il dipartimento
di Neuroscienze che si occupa dello stesso servizio, hanno fornito
alcuni chiarimenti sulla natura dell'epilessia, sulle cure e
degli importanti consigli per chi si trova a dover affrontare
delle crisi epilettiche, sia come paziente, sia perché
a contatto con una persona epilettica.
Un gruppo più o meno grande di cellule nervose, cioè
di neuroni, che tendono ad avere un'attività eccessiva
provoca le crisi epilettiche. Tecnicamente si definisce come
un'esagerata eccitabilità della corteccia cerebrale. Questo
disturbo può riguardare un gruppo di cellule del cervello,
oppure può estendersi a tutte le altre cellule, a partire
dal gruppo iniziale. In altri casi riguarda tutte le cellule
del cervello sin dall'inizio. La distinzione tra i vari tipi
di epilessia proviene proprio da questo. Se la zona del cervello
interessata è limitata, si parla di crisi focale o parziale,
se sono coinvolte tutte le cellule del cervello, si ha una crisi
generalizzata. In entrambi i casi sono comunque previste ulteriori
distinzioni, date dalle differenti zone colpite, oppure dalle
modalità con cui le crisi si manifestano.
Le cause dell'epilessia possono essere differenti. Può
esserci una predisposizione familiare, oppure può essere
motivata da una lesione cerebrale. Nel primo caso si tratta spesso
di crisi che hanno inizio sin dall'infanzia, in gran parte destinate
a scomparire spontaneamente con l'adolescenza. Per questo motivo,
se il bambino ha delle crisi non troppo dannose per la sua serenità
e in particolar modo se sono limitate alla notte, la tendenza
dei medici è quella di evitare o limitare il più
possibile la somministrazione di farmaci, ovviamente se i genitori
riescono a tollerare la situazione, senza preoccuparsi e spaventarsi
troppo per il figlio. La presenza di una lesione al cervello,
invece, causata prima della nascita o durante, oppure in età
adulta (per traumi cranici o malattie) deve invece generalmente
essere curata con farmaci.
Il primo e fondamentale consiglio consiste nel rivolgersi tempestivamente
a un centro di servizio pubblico specializzato per la diagnosi
e la cura dell'epilessia. Si tratta infatti di una diagnosi che
necessita di medici esperti e di attrezzature apposite, che non
sono presenti ovunque. Quando la cura è stata prescritta,
risulta fondamentale seguirla scrupolosamente, anche nel caso
in cui il problema sembrasse eliminato. Sospendere i farmaci
senza aver consultato un medico, potrebbe portare a peggiorare
improvvisamente la situazione.
CHE
COSA FARE DI FRONTE AD UNA PERSONA CON UNA CRISI EPILETTICA?
Durante
- Mantenere il controllo delle proprie reazioni emotive;
- non ostacolare il paziente nei movimenti, in caso di crisi
con convulsioni: è inutile, ma potrebbe anche essere dannoso
per il pericolo di provocare una frattura;
- non sollevarlo da terra, nemmeno per adagiarlo in un letto,
perché potrebbe cadere a causa delle convulsioni;
- non tentare di introdurre nulla tra i denti: si rischia di
romperli e qualche frammento di dente potrebbe andare in gola,
mettendo a rischio le vie respiratorie;
- se possibile, allentare i vestiti troppo stretti;
- allontanare immediatamente oggetti duri o taglienti per evitare
che il paziente sbatta violentemente o si tagli e proteggere
la testa con un cuscino;
- osservare attentamente l'evolversi della crisi, in particolar
modo se non convulsiva, in modo da poter fornire utili informazioni
ai medici per formulare una diagnosi corretta e precisa.
Dopo
Se la crisi è stata convulsiva:
- girare il paziente in posizione di sicurezza (su un fianco)
per facilitare la ripresa della respirazione e l'uscita della
saliva dalla bocca;
- non dare nulla da mangiare o da bere al paziente;
- non somministrare farmaci al paziente.
In ogni caso
- sorvegliare il paziente nella fase di confusione successiva
(non necessariamente presente nelle crisi non convulsive) sino
alla completa ripresa di coscienza;
- evitare il pronto soccorso dopo una crisi non convulsiva: è
necessario consultare un medico di un centro specializzato per
l'epilessia, così da ottenere una diagnosi e una cura;
- in caso di crisi convulsiva, quando le crisi si ripetono, se
durante la crisi il paziente si è ferito o se non riprende
a respirare normalmente, può essere utile recarsi al pronto
soccorso. |