TEMPO LIBERO

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/1999

luglio/agosto 1999

 

 

LA BUONA TERRA: LAVORI STAGIONALI IN AGRICOLTURA
A volte "tornare alla natura" può anche voler dire lavorare (e quindi essere pagati) nella raccolta stagionale di mele, pesche, uva, olive e fiori. Un'esperienza di lavoro diversa dal solito, sicuramente impegnativa ma anche molto ricca di nuove conoscenze: sul mondo agricolo innanzitutto, ma anche sui contadini e sulla loro vita sempre scandita dalle stagioni e dai ritmi del sole.

di Federica Calosso



CHE COSA BISOGNA AVERE
Per diventare lavoratori agricoli stagionali è indispensabile avere l'iscrizione alla Sezione Circoscrizionale per l'Impiego (ex Ufficio di Collocamento), non è invece necessario essere iscritti in una delle categorie specifiche del lavoro agricolo: bracciante agricolo comune, bracciante agricolo qualificato, bracciante agricolo specializzato. Infatti l'assunzione è nominativa, e quindi il datore di lavoro può scegliere liberamente chi vuole, comunicando successivamente l'avvenuta assunzione alla S.C.I.
Ricordiamo quali sono i documenti necessari all'iscrizione alle Sezioni circoscrizionali per l'impiego: documento d'identità, libretto di lavoro, codice fiscale proprio e del capo famiglia. Lo stato di famiglia e il titolo di studio, invece, possono essere autocertificati. Per i lavoratori stranieri extracomunitari è richiesto anche il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Alla Sezione circoscrizionale per l'impiego si possono iscrivere tutti (anche gli studenti) ed è una pratica assolutamente necessaria per lavorare in regola anche solo per pochi giorni: non costa niente (se non un po' di tempo) e vi mette al riparo da possibili inconvenienti.

A CHI RIVOLGERSI
Una volta iscritti all'ex-Ufficio di collocamento il metodo più sicuro (ma anche più lungo) per avere informazioni certe è rivolgersi direttamente alle aziende agricole della zona prescelta per lavorare. Non è possibile pubblicare qui tutto l'elenco delle aziende che offrono lavoro stagionale perché la situazione varia molto da un anno all'altro e quindi non si può prevedere in anticipo di quanta manodopera ci sarà bisogno.
Come purtroppo sempre succede, anche gli imprenditori agricoli preferiscono affidare il lavoro a chi ha già lavorato per loro nelle scorse stagioni, quindi è determinante presentarsi di persona e dimostrare la propria buona volontà; di solito vengono prescelti i lavoratori residenti in zona o quelli che hanno già lavorato l'anno precedente, ma in situazioni di necessità (quando i raccolti sono abbondanti e non si può rischiare di far marcire la frutta incolta) si trova lavoro facilmente, anche se non si ha esperienza nel settore.
E' importante ricordarsi che, in linea di massima, è bene farsi vivi circa due mesi prima dell'inizio della raccolta. In caso di particolari necessità le aziende agricole (soprattutto quelle grandi) si rivolgono al Collocamento ma normalmente preferiscono assumere conoscenti e gente del posto.

DOVE CERCARE
Oltre alle chiamate del Collocamento altri punti di informazione possono essere (per il periodo della vendemmia) le cantine sociali e le associazioni degli agricoltori (Coldiretti, Unione Provinciale Agricoltori e Confagricoltori, gli indirizzi sono sulla guida del telefono); per le provincie di Cuneo ed Asti sono ben forniti di notizie anche gli Informagiovani dei principali centri. Vi rimandiamo alle schede tematiche su "Lavoro stagionale in agricoltura", che potete consultare e fotocopiare presso il Centro Informagiovani di Torino per avere indirizzi e numeri di telefono delle Sezioni Circoscrizionali per l'Impiego e delle associazioni delle categoria.

DOVE, COSA E QUANDO RACCOGLIERE
Frutta e uva
: in Piemonte, nel Saluzzese soprattutto, è molto diffusa la coltivazione della frutta, dalla fine di giugno a ottobre. Nell'Astigiano invece è fondamentale la vendemmia che interessa i mesi di settembre e ottobre. Le altre possibilità prevedono lo spostamento in altre regioni d'Italia o all'estero.
Fiori: la raccolta dei fiori, secondo le varietà, dura tutto l'anno soprattutto in Liguria (Sanremo a dintorni) e in Toscana. In questo particolare settore è indispensabile avere già esperienza nel campo della florovivaistica.
Mele e pere: dalla fine di agosto a settembre-ottobre in Piemonte nel Cuneese, in Trentino, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli e Toscana. Le aziende agricole di solito preferiscono ingaggiare manodopera locale.
Olive: nei mesi di ottobre, novembre e dicembre in Liguria, Toscana, Umbria e Sud Italia. Il lavoro comprende l'abbacchiatura (cioè la battitura dei rami per far cadere le olive nelle reti sottostanti) e la raccolta vera e propria.
Ortaggi: in Emilia fino a novembre, dalla fine dell'autunno a marzo in Veneto. E' da tenere presente che nei mesi freddi la verdura viene coltivata in serra e per questo tipo di raccolta è richiesta manodopera specializzata.
Pomodori e cipolle: fino a settembre in Emilia-Romagna, Veneto, Campania e Puglia. Il lavoro è molto intenso e richiama soprattutto manodopera straniera.
Uva: la vendemmia è concentrata da settembre a ottobre al nord, arriva fino a novembre per le uve di Sicilia. Per il Piemonte segnaliamo soprattutto la zona dell'Astigiano e dell'Albese, ma l'uva si raccoglie anche in Toscana, Veneto, Friuli, Trentino, Emilia- Romagna e Sicilia. Come abbiamo già detto per questo tipo di raccolta è bene rivolgersi per tempo alle associazioni di categoria del luogo o alle cantine sociali che possono fornire gli indirizzi dei maggiori produttori.

LE RACCOLTE ALL'ESTERO
Spagna

Pur essendoci un alto tasso di disoccupazione in Spagna è possibile trovare lavori stagionali in campo agricolo soprattutto nelle coltivazioni biologiche, in cambio di vitto e alloggio. E' importante però sapere che viene reclutato esclusivamente personale che sia realmente interessato alla coltivazione biologica e non chi vorrebbe lavorare solo per imparare lo spagnolo.
Requisito di base per lavorare in Spagna è avere 17 anni compiuti e conoscere almeno un po' la lingua. Si può richiedere gratuitamente un elenco delle aziende agricole che danno lavoro in cambio del soggiorno a: Coordinadora d'Agricultura Ecologica, Apartado 2580, 08080 Barcelona.
Francia
Per svolgere lavori stagionali in Francia bisogna avere almeno 16 anni; se l'orario di lavoro supera le 39 ore settimanali ci vogliono i 18 anni. La paga è stabilita a livello nazionale per chi è maggiorenne, chi ha meno di 17 anni prende l'80 per cento del minimo stabilito per i diciottenni e chi ha fra i 17 ed i 18 anni prende il 90 per cento. Si va quindi da un minimo di 500 mila lire ad un massimo di un milione e mezzo al mese. Bisogna avere almeno una conoscenza base della lingua e, per periodi superiori ai tre mesi, è necessario il permesso di soggiorno che si ottiene dalla Polizia del luogo (chiedere al Consolato francese).
Nel campo agricolo in Francia si può lavorare per la raccolta del mais, delle foglie di tabacco, di fragole e ciliegie, dei pomodori, delle mele e nella vendemmia. C'è una forte concorrenza da parte di lavoratori stagionali dell'Europa dell'Est e oltre il minimo garantito la paga è a cottimo (chi più raccoglie più guadagna), non si viene pagati se la raccolta è sospesa per pioggia o altre cause di forza maggiore.
Uno dei problemi fondamentali per chi intende lavorare lontano da casa, sia in Italia che all'estero è il pernottamento. Durante la vendemmia le aziende agricole assicurano di solito vitto e alloggio ma negli altri casi è meglio partire con la tenda da campeggio e parecchio spirito di adattamento. E' bene prendere informazioni dettagliate almeno due mesi prima di partire presso i "Centre d'Information et de Documentation Jeunesse" (CIDJ) che si trovano in ogni Dipartimento e che hanno anche l'elenco delle agenzie per l'impiego private (che trattano solo lavoro temporaneo). Telefonando al CIDJ di Parigi (101 quai Branly, 75015 Paris, tel. 0039.1.44491200) è possibile avere gli indirizzi degli altri Centri.
Altri Paesi
La possibilità di lavoro stagionale in agricoltura esiste anche in Gran Bretagna, Svizzera, Danimarca, Olanda, Norvegia, Canada e Australia. E' sempre bene conoscere l'inglese ed inviare almeno due mesi prima una richiesta con curriculum in lingua. Vengono preferiti i lavoratori che si fermano per un periodo prolungato e quelli specializzati. Per avere informazioni più dettagliate consigliamo di consultare presso il centro Informagiovani il libro: Summer Jobs Abroard 99 di David Woodworth, pubblicato ogni anno da Vacation Work, 9 Park End Street, Oxford; il testo ha una scheda per ogni Paese in cui vengono specificati i lavori temporanei disponibili e le formalità necessarie per ottenere il permesso di lavoro.

 

DUE STORIE
Raccogliere pesche a quindici anni
Stefania ha 16 anni, studia in una scuola sperimentale per servizi sociali e l'estate scorsa ha deciso di guadagnarsi i soldi per il motorino facendo la raccolta stagionale delle pesche. Trovare questo lavoro per lei non è stato difficile perché vive nel saluzzese dove la raccolta estiva della frutta è un classico. Tramite conoscenti ha trovato l'ingaggio ed ha lavorato due mesi: dalla fine di giugno ad agosto. "All'inizio è stato molto faticoso: non sei abituata al lavoro fisico, fa caldo, la peluria delle pesche può dare irritazioni alla pelle. Alla sera ero distrutta e sognavo soltanto pesche".
Il lavoro inizia alle 7,30 si ferma a mezzogiorno per il pranzo, riprende sotto il sole dell'una e mezza e si conclude alla sette di sera. Ma ci si abitua anche a spostare le casse sotto il sole e a riconoscere le pesche mature da quelle acerbe che verranno raccolte più avanti. "Ho imparato anche a guidare il semovente - dice orgogliosa Stefania - quello che si alza per arrivare alle piante più alte (4-5 metri)".
Ma uno scopo ben preciso ci deve essere per alzarsi alle sette anche d'estate: "La molla che mi faceva andare avanti al mattino era sempre il miraggio del guadagno finale". La costanza ha dato i suoi frutti: con 8 mila lire all'ora alla fine dell'estate Stefania si è messa in tasca circa due milioni che rappresentano i primi soldi tutti suoi di cui potrà fare ciò che vuole.

Il datore di lavoro
"Gli studenti non hanno più voglia di lavorare nei campi d'estate: è troppo faticoso" così esordisce Michele Testa, 68 anni, coltivatore da sempre a Envie (Cuneo) con frutteti di pesche, mele e pere che al momento giusto richiedono tante braccia. "E' difficile trovare gente che abbia voglia di lavorare e che sappia riconoscere la frutta matura: una volta mi è capitato uno che toglieva i piccioli delle mele perché fossero come le pesche". "Per trovare la manodopera - prosegue il signor Testa - noi di solito ci affidiamo ai conoscenti o a chi è già venuto, le aziende più grandi invece vanno al Collocamento ma trovano gente sconosciuta che non si sa come lavora".
I raccoglitori prendono dalle 5 alle 10 mila lire all'ora a seconda della bravura e raccolgono 5 o 6 quintali di frutta al giorno: "Però bisogna assumerli con i libretti anche per poco tempo e ci sono anche i contributi da pagare". Molti stagionali sono extracomunitari: arrivano in bicicletta e dormono dove capita; per gli studenti che vogliano fare questo genere di lavoro durante i mesi estivi c'è il grande problema della distanza e quindi del pernottamento: "In passato gli abbiamo dato da mangiare a casa con noi - dice Michele Testa - ma per dormire non si può fare perché ci vuole un sacco di permessi e ci sono tanti controlli".
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO



ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave