SPECIALE VACANZE

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luglio/agosto 1999

 

IL LIBRO FA BUON SANGUE
Una bella risata riduce la pressione, contribuisce a irrorare l'organismo di ossigeno, stimola la produzione di endorfine anti-dolore e aiuta la digestione massaggiando l'intestino. Come procurasela? Con una dose massiccia di libri umoristici: non si comprano in farmacia e non hanno controindicazioni o effetti collaterali. Se ne consiglia un uso prolungato.

di Annamaria Ferrero

Che il riso sia un'ottima medicina non lo ha scoperto Patch Adams (il medico-clown portato sugli schermi da Robin Williams), ma ce lo insegnano la saggezza popolare o il manuale Guarire ridendo (Mondadori), di Jacopo Fo, autore di libri come Cervelli verdi fritti: come diventare scemo in 15 lezioni e Diventare dio in 10 mosse: lo zen e l'arte di ridere (Demetra).
Ebbene sì, "chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo", come scriveva - lo avreste mai detto? - Leopardi: ecco perché l'umorismo merita la massima serietà. Se ne sono accorti quelli del Nobel, che hanno premiato un grande come Dario Fo, padre del sopra citato e autore di innumerevoli Commedie (in undici volumi Einaudi). Tra queste il giullaresco Mistero buffo, di cui troverete testo e videocassetta editi da Einaudi Stile libero, una collana in parte dedicata proprio all'umorismo, nella quale segnaliamo anche L'ebreo che ride, del cantastorie Moni Ovadia.
Ma l'umorismo che cos'è? Dal punto di vista teorico le cose sono piuttosto complesse. Per definirne 'essenza, caratteri e materia' c'è il saggio di Pirandello, L'umorismo (Tascabili economici Newton). Da un punto di vista pratico invece c'è solo l'imbarazzo della scelta: di libri per ridere ce ne sono talmente tanti e così diversi che è difficile classificare gli imperdibili.
A parte il fatto che il boom dell'umorismo in libreria è scoppiato solo qualche anno fa con le formiche di Gino e Michele (Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, Einaudi), bisogna ricordare che molti libri umoristici sono capolavori della letteratura. A partire dal fantastico Gargantua e Pantagruele di Rabelais (Einaudi), che narra le incredibili avventure dei due giganti, padre e figlio, inframmezzate da originali dissertazioni, come quella, indimenticabile, sulle 100 varietà di nettaculi. La stessa pirotecnica abbondanza si ritrova nel Don Chisciotte della Mancia di Cervantes (Einaudi), dove il moltiplicarsi delle dis-avventure non basta a smorzare l'entusiamo del cavaliere e del suo fedele scudiero Sancho Panza. Altro eroe picaresco - mancato - è il protagonista di La vita e le opinioni di Tristam Shandy, gentiluomo, di Sterne (Einaudi), romanzo in cui, a dispetto del titolo, la persona di cui meno si parla è proprio Tristam, non ancora nato a metà della storia e subito battezzato con il nome sbagliato.
Tra i classici dell'umorismo non possiamo non citare G. Courteline con Quelli delle mezze maniche e il Treno delle 8 e 47 (Mursia), caricature della vita militare e impiegatizia; il creatore del maggiordomo Jeeves, P.G. Wodehouse, autore d'innumerevoli racconti e del romanzo L'amore tra i polli (Bur); oltre a J.K. Jerome, che in Tre uomini in barca racconta le tragicomiche avventure di tre impiegati malati di stress in vacanza sul Tamigi.
Altri romanzi di feroce satira della società sono stati a torto relegati tra i classici per l'infanzia. È il caso dei Viaggi di Gulliver di Swift (Feltrinelli), dove il fantastico mascherava una denuncia delle perversioni e ipocrisie del tempo; o di Mark Twain, una delle voci più ironiche e graffianti della letteratura americana, di cui oltre alle notissime Avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn (Rizzoli) segnaliamo i Racconti comici (E/O).
Ci sono poi autori e libri difficili da classificare, ma che offrono letture di grande divertimento. Intendo per esempio Queneau con i geniali Esercizi di stile (Einaudi), dove un banalissimo episodio di vita quotidiana viene raccontato in novantanove modi diversi, o con le oniriche avventure del Duca d'Auge e Cidrolin ne I fiori blu (Einaudi), o ancora con gli improbabili personaggi di Zazie nel metrò (Einaudi). E che dire di Triste solitario y final (Einaudi), parodia del romanzo giallo in cui Osvaldo Soriano resuscita Philip Marlowe mettendolo sulle tracce di Stanlio e Ollio, John Wayne e Charlot? O come non consigliare di Giorgio Manganelli almeno Hilarotragoedia (Adelphi), pratica e maneggevole classificazione delle angosce con un inserto sugli addii per chi teme la morte, e Centuria, cento romanzi di una sola pagina da far leggere a cento lettori collocati uno per piano in un grattacielo?
Bisogna dire che l'umorismo, passando spesso attraverso la battuta, il dialogo, è strettamente legato allo spettacolo, teatrale o cinematografico e oggi anche televisivo. Dal grande schermo vengono due massimi esponenti dell'umorismo ebraico come Woody Allen - Citarsi addosso (Bompiani) - e Groucho Marx, di cui ricordiamo, oltre alle Memorie di un irresistibile libertino (Bur) e le Lettere (Adelphi), le spassose traversie di scrittore raccontate in Letti (Lindau). Attori-autori di cabaret erano invece Karl Valentin, di cui si può assaggiare la 'clownerie metafisica' negli sketch raccolti in Tingeltangel (Adelphi), e il nostro Ettore Petrolini, l'inventore di Gastone. Per conoscere il suo repertorio leggete Il teatro, facezie, autobiografie e memorie (Newton & Compton) e Bravo! grazie! (Ed. Riuniti), dove troverete 'colmi, lazzi, scherzi, inezie,/stupidaggini, freddure,/cose serie oppur facezie/cose molli e cose dure'.
Il cabaret è fonte inesauribile di trovate e negli ultimi tempi qui da noi ogni comico di turno ha pubblicato con successo almeno una raccolta di gag (molti per le case editrici Zelig e Baldini & Castoldi). In generale la forza di questi libri sta più nei personaggi che nei testi, ma tra i vari attori-autori sono da segnalare i godibilissimi giochi di parole di Alessandro Bergonzoni, Opplero, storia di un salto (Garzanti); lo stralunato Vita e avventure del signor Leprotti (Einaudi) di Gene Gnocchi, e gli anni Settanta di Fabio Fazio in Anima Mini Tour (Mondadori).
A parte il cabaret, la storia del teatro deve molto all'umorismo. Teatro dell'assurdo, dadà, surrealista sono basati in gran parte su nonsense e giochi di parole. Basti ricordare La cantatrice calva di Ionesco o Ubu re di Jarry, inventore pure della patafisica, la 'scienza delle soluzioni immaginarie'. Del resto il genere comico in teatro ha una lunga tradizione: pensiamo alle Tutto il teatro di Molière (Newton & Compton) in Francia o al nostro Goldoni (Il teatro comico - Mondadori). Il primo umorista a ricevere un Nobel, nel 1925, fu proprio un commediografo, l'irlandese G. B. Shaw, di cui conoscerete probabilmente, in versione cinematografica, Pigmaglione (Newton & Compton). Dialoghi brillanti, arguzia e satira dei costumi sono il punto forte anche delle commedie di Oscar Wilde (Tutte le opere, Oscar Mondadori), di cui vanno ricordati anche gli inflazionati Aforismi (Tascabili economici Newton).
Altri aforismi che meritano di essere citati sono i Pensieri spettinati (Bompiani) di Stanislaw Lec; Diario degli errori (Bompiani) di Ennio Flaiano, autore anche del celebre Frasario essenziale per passare inosservati (Bompiani). Ma gli aforismi sono sola una delle forme brevi predilette dall'umorismo. Ci sono le voci del Dizionario dei luoghi comuni (Adelphi), lo sciocchezzaio di Flaubert, studioso della stupidità come potenza cosmica, e i fulminanti Delitti esemplari (Sellerio), da ognuno di noi segretamente meditati, di Max Aub, autore di uno scherzo memorabile: la biografia di Jusep Torres Campalans (Sellerio), pittore mai esistito cui per anni la critica ha creduto. Maestro di brevità è pure Achille Campanile, con le sue Tragedie in due battute o Gli asparagi e l'immortalità dell'anima (Bur), e i microracconti del Manuale di conversazione (Rizzoli); mentre un capitolo a parte occupa la Legge di Murphy (Longanesi), di Arthur Bloch: leggi, teoremi e princìpi per classificare la sfiga universale.
E a proposito di brevità vi informo per finire che è possibile ridere anche leggendo versi. Non ci credete? Provate con le Poesie di Trilussa o Non urlare che mi rovini il prezzemolo di Vasco Mirandola (Edizioni dello Zibaldone). Buon divertimento!

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