SPECIALE VACANZE

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luglio/agosto 1999

 

SICILIA: IL MARE IN FESTA
Per l'Italia il mare ha un valore tutto particolare, che dipende dalla sua conformazione geografica e dalla storia. L'Italia del passato è anche quella dei navigatori. E il mare sin dall'antichità ha portato non solo mercanzie, ma anche idee nuove, tecniche, arte. Il mare era la via da prendere per acquisire ricchezze ma anche per conoscere e scoprire. E ancora oggi è fonte di lavoro per pescatori e commercianti.

di Viviana Mazza



Ma il mare è anche un paesaggio carico di valori. Mai uguale a se stesso, mutevole nei suoi aspetti, negli odori, nella voce, il mare ha qualcosa di sovrumano e divino nel suo essere uno e mille insieme. Ci appare ora calmo e infinito, ora inquieto. Ci affascina e ci fa paura come solo ciò che è Assoluto sa fare; è in continua metamorfosi nel tempo e nello spazio.
I pescatori e chi col mare ci vive e ci lavora hanno un modo proprio di sentirlo, più silenzioso a volte, ma di certo non meno forte. E uno dei modi popolari per esprimere il legame dell'uomo col mare, fonte di nutrimento e di morte, di bellezza e di furia, sono le tradizioni e le feste patronali dei paesi costieri, sentite e vissute in modo diverso da un luogo all'altro, a volte non dalle nuove generazioni, a volte invece soprattutto da queste.

LA BAMBINA DI OGNINA
Catania
: per una settimana la vita si ferma nel Borgo di Ognina, frazione della città, zona di pescatori. Tutto ruota intorno alla preparazione di una festa religiosa, che cade l'8 Settembre, quella della Madonna di Ognina. La gente del luogo, giovani compresi, la chiama "la Bambina", perché dopo il 1885 ne fu esposta un'immagine di cera che la vedeva in fasce nella culla; ma il titolo vero è Nostra Signora di Ognina.
La devozione della gente e la religiosità popolare intorno al culto sono fortissime e non possono non stupire di questi tempi. Maria è vista come madre della casa e della famiglia, come aiuto e soccorritrice nei pericoli del mare e in tutti i rischi legati al lavoro, ai viaggi e alle incertezze della vita. Venerare la Madonna è come venerare l'Eucarestia: la mattina della festa la statua di Maria appare sull'altare maggiore della Chiesa, alzandosi lentamente dalla parte del tabernacolo a significare l'intima unione con ciò che esso contiene. Questa tradizione è chiamata "la svelata". E le tradizioni rappresentano un sentimento vero, vivo e comune a tutte le generazioni. Durante la processione della statua nel quartiere e poi in mare la folla grida più volte: "Con vera fede, evviva la bella Madre di Ognina". Ascolta la messa celebrata all'aperto sul sagrato dal parroco o dall'arcivescovo, si sposta sulla riva e sugli scogli a veder partire per mare Maria: i pellegrini sono tanti e arrivano da Catania, dai paesi etnei e anche da lontano; ringraziano Maria per le grazie e i miracoli ricevuti e festeggiano in suo onore. Maria non sta affatto in cielo, per la gente del luogo, ma la considerano proprio come una persona vera, che abita e vive quotidianamente accanto a loro. E non solo i pescatori più anziani, ma anche i figli ventenni, che frequentano la Chiesa locale. Sono alcuni di loro che si occupano dell'organizzazione della festa, facendo parte di un Comitato laico legato alla parrocchia e guidato dai sacerdoti. Uno di questi ragazzi racconta che il padre, un pescatore, e gli altri in barca con lui, durante l'anno riservano a turno, in dono alla Bambina, la cosiddetta mezza parte del pescato di uno di loro, considerandola un membro dell'equipaggio. A farlo sono i pescatori di molte barche e il ricavato viene usato per la riuscita della festa. La sera del 7 Settembre, sempre i pescatori imbandiscono una grande tavolata in Piazza Ognina: è la sagra del pesce azzurro e a tutti viene offerto pesce arrostito.
Abbienti e meno abbienti, cristiani praticanti e non, tutti in zona danno un contributo. I bambini dopo la svelata offrono fiori alla bambina a significare la consacrazione di ogni nucleo familiare e il suo mettersi a disposizione della parrocchia. Maria tiene Gesù tra le braccia, è di legno e vestita di rosso e d'azzurro. Sarà forse il suo volto, come dice la gente "così venerabile e devoto", a "rapire ogni cuore"? Il simulacro è stato realizzato a Parigi da un monaco cistercense nel 1889, quattro anni dopo un incendio avvenuto la notte stessa della festa e di cui nessuno sa la causa, ma in cui l'antica statua è bruciata.
L'8 Settembre, dopo la messa all'aperto, la Bambina viene sollevata e portata a braccio su una barca per la pesca delle sardine, non grande perché possa passare tra gli scogli e decorata con luci e bandiere. Poterla ospitare sulla propria barca è un onore e una benedizione per tutto l'anno: non tutti possono riceverla ma tutte le barche e i pescherecci del porto vengono adornati per la festa. Tra canti e preghiere, attraversando le acque dell'insenatura su cui galleggiano lumini di diverso colore, salutata da fuochi pirotecnici e da un suono di trombe, la barca prende il mare. E' il primo pomeriggio e la barca tornerà solo verso sera. Il parroco, alcuni pescatori, le autorità e i ragazzi del comitato salgono sulla barca. Gli altri seguono la processione per mare con barche a remi, procedendo lungo la costa verso sud, o dai lidi, in molti dei quali si organizzano fuochi per l'occasione.
Giunti nel punto più lontano dalla costa, i marinai gettano in mare corone d'alloro in ricordo dei caduti. Quando la processione arriva al porticciolo di S. Giovanni Licuti, la barca entra in quest'altro golfo per un incontro tradizionale. Il parroco della parrocchia locale, devota alla Madonna della Guardia, offre dei fiori e i devoti delle due Chiese pregano insieme sulla spiaggia. I pescatori e i possessori di barche del luogo offrono un salvadanaio pieno di offerte e non importa se di solito vadano a Messa o meno.
Al ritorno la Bambina è accolta da un altro spettacolo pirotecnico. Attraversa le vie del Borgo su un carro, chiamato Vara in siciliano, fermandosi davanti alle abitazioni degli ammalati gravi, dei portatori di handicap e nei luoghi tipicamente popolari, dove sta la gente più bisognosa.
La domenica successiva, nelle acque del porto i festeggiamenti continuano con gare di barche di vari quartieri e paesi. Quattro persone più il timoniere, solitamente figli di pescatori, su ogni barca dai colori azzurro e rosso dell'abito della Madonna, si contendono un trofeo, che i vincitori potranno tenere per un anno. Ultimamente ci sono anche squadre femminili.

La "Chiesa di Lognina", centro locale di grande importanza non solo per l'organizzazione della festa, è un santuario mariano da pochi anni. Non molto grande e costruita per la prima volta nel 1308, fu poi ricostruita dopo il terremoto del 1693, che distrusse Catania. Si affaccia su Piazza Ognina, di solito affollata dalle barche lasciate lì a riposare, tra un pilastro e l'altro del ponte in cemento armato sovrastante. Uscendo dalla Chiesa, zigzagando tra le barche e passando sotto l'alto ponte, che è poi una grossa strada, a destra e a sinistra si vedono grandi murales che sovrappongono colorate immagini del mercato del pesce al grigio del cemento. Subito dopo il piazzale, si apre la baia dove sin dall'epoca romana sorge il porticciolo, dedicato a Ulisse. Nel luogo dove ora sorge la Chiesa, un tempo d'era un tempio dedicato ad Atena. Il porto Ulyssis era il porto naturale di Catania e pare che riuscisse ad ospitare allora fino a 300 navi. Poi nel Medioevo un'eruzione dell'Etna ha ridotto le dimensioni del porto, ma non l'attività della pesca.
Per secoli, prima dell'espansione della città di Catania, il Borgo era isolato e relativamente lontano dalla città; era un'autonoma entità urbana e i nomi delle strade lo dimostrano: via Calipso, via del Tritone, via dei Delfini. La gente del luogo sente fastidio per l'indifferenza pluridecennale dell'amministrazione catanese che, a loro parere, rischia di causare la rovina delle bellezze del luogo. E lo dimostra comunque al visitatore la presenza di quella strada in cemento armato. Da alcuni anni la parrocchia ha promosso associazioni e comunità che cercano di correggere gli errori dei piani regolatori generali, di aumentare il verde pubblico e di rilanciare il porto anche a scopi turistici. Sull'acqua bassa e calma dell'insenatura d'inverno si vedono solo le barchette a remi in legno, bianche, rosse e azzurre che, ormeggiate al molo, si muovono appena alla lieve corrente. C'è anche qualche yacht, ma solo qualcuno. D'estate invece vengono montati anche i pontili per i motoscafi. Accanto a questo porticciolo di piccole barche, c'è il molo per i pescherecci da pescespada e tonni. E in fondo, a sinistra, oltre i palazzi e le case immersi nel verde e nel sole, gigantesco il Vulcano, l'Etna.

LETOJANNI: LA FESTA DEL MARE
E' la prima domenica di Agosto. Sei - sette carri siciliani, trainati da grossi cavalli bardati con pennacchi altissimi, percorrono le vie di un piccolo paese di pescatori. Il paese si chiama Letojanni e le sue case sono una striscia disposta sulla costa nordorientale della Sicilia, tra Taormina e Messina. A guidare i cavalli stanno alcuni anziani del luogo in abiti folcloristici: li accompagnano a piedi, mentre sopra i carri stanno suonatori di zufoli, clarini e tamburi. La sfilata, preceduta dalle majorettes, attraversa le vie del paese e il lungomare per fermarsi nella piazza principale dove viene celebrata una Messa all'aperto.
E' pomeriggio. Finalmente la statua del patrono S. Giuseppe esce in piazza. La sua festa viene celebrata in agosto anziché il 19 marzo perché la gente che abita il luogo d'inverno - i pescatori di tonni - è davvero poca. Molti sono andati via per lavoro e tornano solo d'estate a trovare i parenti; lo stesso fanno i ragazzi, che per lo più studiano a Messina o a Catania; per non parlare dei catanesi che hanno lì una casa di villeggiatura, e così soltanto d'estate il paese è veramente popolato.
Dopo la sfilata dei carri e la Messa, verso sera, la statua è sollevata e, dalla piazza, portata giù per le scale che dal lungomare permettono di scendere in spiaggia. Una grande barca per tonni attende il santo, i due alberi circondati da lampadine accese, stracarica di luci e bandiere colorate che producono un effetto molto folcloristico. La barca prende il mare e alcuni fedeli accompagnano il santo, altri lo seguono su piccole barche, una decina in tutto, anch'esse bardate e illuminate. Alla partenza e al passaggio delle barche lungo la costa, le luci del paese vengono spente, per essere poi riaccese quando la processione si allontana verso i vicini paesi di Mazzeo e S. Alessio.
Prima però le barche si fermano al largo e viene offerto a un pubblico abituale di almeno 5000 persone uno spettacolo di fuochi acquatici chiamati comunemente "Paperelle". Dalla spiaggia si sente il botto e il fuoco si infila in acqua da dove esplode con scintille, stelle, colori spettacolari. Gli spettatori a riva possono seguire il santo, ma finiscono sempre con l'essere distratti dalle numerose bancarelle piene di dolci, fette di pane e salame, e ovviamente pesce.
In Piazza Cagli, a 20 m dalla piazza principale, vengono organizzati ogni anno spettacoli di musica folcloristica e canti siciliani, oltre che la Sagra del pesce: si possono mangiare, tra le altre cose, le alici (fritte e impanate, si mangiano intere, lische e testa comprese) e i totani fritti.
Intanto, distanti da riva, le barche si allontanano, facendosi piccole e sempre meno luminose. Il mare è scuro, quasi nero, come pure l'orizzonte. E la maggior parte della gente, in fondo, sente questa come la festa del mare, più che la festa del santo.
Per ulteriori informazioni: Azienda Autonoma di cura, soggiorno e Turismo di Catania, Corso Italia 302, 95129 Catania, tel. 095.373084 fax 095.373072


 

ALTRE FESTE DI MARE
(solo alcune tra le innumerevoli in Italia...)
Lazio
Gaeta (LT)
: la terza domenica di Agosto: processione sul mare in onore della Madonna di Porto Salvo.
Santa Marinella (RM): il 15 Agosto: processione di barche, manifestazioni folkloristiche e sportive.
Trevigiano Romano (RM): la Festa del lago (15 Agosto): di sera processione sul lago alla luce delle fiaccole e grande frittura di pesce.
Per informazioni: Regione Lazio, Assessorato politiche per la promozione della cultura, dello spettacolo e del turismo tel. 06.51686122-3-4-5 fax 06.51684059.

Liguria
La Spezia
: la prima domenica di Agosto, festa del mare con disputa del "Palio del Golfo". Info: Assessorato al turismo: tel. 0181.7718997.
Marche
Portorecanati: la seconda domenica di luglio dai pescherecci al largo, viene celebrata la Santa Messa. La notte di ferragosto esplodono i "Fuochi sul mare". Per i più sportivi, sempre ad agosto, la regata velica "Coppa Ceriana". Info: Associazione Turistica Pro Loco di Portorecanati tel. 0717591872.
Ascoli Piceno: in Luglio una spettacolare friggitura di pesce nella Padella Gigante dell'Adriatico, che è in grado dicuocere 3000 kg. di pesce. Info: Azienda turistica Ascoli Piceno tel. 0736253045.

Sicilia
Siracusa
: ad Agosto, regata dei quartieri storici, intorno all'isola di Ortigia. Info: Assessorato al turismo di Siracusa tel. 0931.30005.

Veneto
Venezia
: la Festa del Redentore (18 luglio) si ripete ormai da 400 anni: centinaia di barche nel golfo di San Marco attendono i fuochi di mezzanotte; la Regata Storica si svolge invece il 5 settembre. Info: Assessorato al Turismo di Venezia, Ca' Giustinian S.Marco 1364 - 30124 Venezia, tel. 041.2747741-2747770 fax 041.2747708;
E-mail:
turismo.promozione@comune.venezia.it

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