SPECIALE VACANZE

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luglio/agosto 1999

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LAVORARE NEGLI STATI UNITI
Lavorare in nero è facilissimo, le offerte di lavori non qualificati, camerieri, commessi, sguatteri eccetera occupano pagine e pagine di annunci economici sui giornali. Il problema è che è totalmente illegale con il visto turistico, e anche con i visti F-1, studente, o J-1, scambio culturale. Se vi beccano (difficile, ma può succedere), vi annullano tutti i visti e vi sbattono fuori a vita o quasi. Gli F-1 e J-1 possono lavorare solo part-time, e con un permesso dell'Università o dell'Ente o ditta che vi ospita. Nel primo anno di permanenza negli Stati uniti è tutto molto difficile, ma dopo 365 giorni che il vostro culo non si sposta dagli Stati uniti, diventate permanent resident, e vi si apre qualche opportunità in più. Potete lavorare legalmente, accedere a una montagna di borse di studio, aprire conti in banca senza chiedere la garanzia di un americano, e molto altro.

UN IGNORANTE A NEW YORK
New York è la capitale del mondo. Si sarebbe tentati di dire del mondo occidentale, ma il preoccupante numero di Indiani, Arabi, Cinesi, Giapponesi e Strani che ci vive o transita fa propendere per l'ipotesi allargata. Prima o poi chiunque abbia la pretesa di essere Cittadino del Mondo deve passarci almeno qualche giorno, quali che siano le sue motivazioni. Passiamole brevemente in rassegna.

di Paolo dalla Zonca


LO SHOPPING
attività frenetica preferita soprattutto dalle giapponesi. Poco abituate a fare le cose con calma, incuranti della corretta cornice cultural-paesaggistica, spendono migliaia di dollari in abiti, borse, scarpe, accessori e quant'altro "made in Italy". Già, perché gli astuti designers o stilisti italiani hanno aperto fior di negozi in pieno centro di Manhattan proprio per questo: due piccioni con una fava, forse più di due. Ricche americane, giapponesi, ricche internazionali che, proprio perché Cittadine del Mondo, vanno nella Capitale a servirsi dei prodotti di tutto l'Impero (come si diceva ai tempi della Guerra Fredda).
Oltre allo shopping femminile, però, New York, ma gli Stati uniti in genere, permettono all'appassionato di gadgets elettronici di procurarsi a prezzi decisamente inferiori a quelli europei aggeggi meravigliosi, anche introvabili nei negozi europei. Per esempio, i visori notturni, sia da reggere in mano, che da usare come occhiali (vanno forte quelli tipo "ciclope"), che da adattare alla fotocamera o alla telecamera, che da montare sul fucile (in America si possono possedere armi di quasi ogni tipo e calibro): sono quei cosi che leggono l'infrarosso e che amplificano la luce stellare o lunare (fondo verde, oggetti caldi bianchi, tipo immagini del bombardamento di Baghdad nel 1991). Prezzi da 150 a 600 dollari.
Telecamere digitali per lo standard europeo PAL a metà prezzo rispetto a qui, cellulari a 900 Mhz (Gsm per l'Europa) o i nuovi Dual band (buoni sia in Europa che in Usa) a 150 dollari, e 1000 e 1000 altre diavolerie. La convenienza di prezzo non vale per i computers portatili: costano come qua. Occhio alla dogana italiana: se vi beccano con un aggeggio elettronico di valore superiore alle 200mila lire (in base ai listini italiani), vi tocca pagare il 20 per cento del suo valore commerciale, vanificando il risparmio.

LA VISITA CULTURALE
I Soldi comprano l'Arte che gli Americani, gente che considera "storico" un edificio del 1925, non possiedono di loro. Barano con l'Arte Moderna. New York ha diversi musei, alcuni molto famosi in tutto il mondo. Ma queste sono le considerazioni di un ignorante dichiarato.

IL PELLEGRINAGGIO CULTURALE
Siete cresciuti a pane e telefilm americani. Sapete tutto delle auto americane, vi vestite (lo facciamo tutti) come gli Americani (lo abbiamo visto in TV), pensate che la American way of life sia the best. Lo pensano anche loro.
Ma, siccome siete italiani, otto su dieci di voi crederanno di essere in grado di parlare inglese, anzi americano. Al primo usciere vi sveglierete: essi non parlano come voi, come la vostra teacher alla Scuola di Lingue, né come gli anchor della Cnn. La gente comune, a New York come a Boston come nel profondo Sud, parla con due prugne in bocca e tiene la bocca chiusa, mentre parla, per non farle cadere. Il vostro accento farà loro sgranare gli occhi, poi vi guarderanno con compassione, poi con un ghigno mefistofelico vi daranno l'indicazione che avete chiesto parlando come hanno fatto da quando sono nati. Voi non capirete nulla ma, vergognandovi del vostro provincialismo, vi avvierete solennemente nella direzione opposta a quella indicata, o farete qualche vaccata. Solo il 50 per cento degli interpellati sarà abbastanza paziente da correggervi. Prototipo di questo tipo di Pellegrino Culturale è l'ex-vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, kennediano dichiarato, amante e studioso dell'America fin da quando giocava con le figurine (ma cosa ci faceva allora nel più grande partito comunista d'Occidente?), che venne "blobbato" balbettando un inglese demenziale alla prima visita ufficiale negli States. Memento mori (dalla vergogna).

VIVERE IN AMERICA
Gli Italiani sono una delle minoranze più numerose e ora meglio integrate degli Stati Uniti. I cognomi italiani sono ora diffusi tra il 10 e il 13 per cento dei cittadini americani. Lo stesso sindaco di New York Rudolph Giuliani è un italiano di terza generazione, cioè suo nonno era un emigrato in fuga dalla povertà dell'Italia di inizio secolo. Ci sono molti modi di emigrare in America, oggi, e New York è la calamita per la maggior parte degli Italiani che oggi vi si recano in cerca di nuove opportunità.
Gli Stati Uniti dovrebbero essere visti oggi da un europeo come un gigantesco forziere pieno di dollari, al quale attingere negli anni più produttivi della propria vita, per poi scappare a goderseli in Europa.
La vita a New York è molto costosa, ma gli stipendi, o meglio i salari - dimenticatevi posti fissi o contratti collettivi - sono molto alti, se si potessero spendere in Italia. Un amico che dopo il dottorato in Italia sta lavorando alla Columbia University di New York dice che per vivere modestamente ma dignitosamente servono 27mila dollari all'anno, 44 milioni e mezzo di lire. Un affitto in una zona decente di New York costa da solo tra i 1000 e i 3000 dollari al mese. In compenso il cibo costa come da noi, anche meno, e si può mangiare, almeno a New York, qualunque cibo da qualunque parte del mondo: a New York - meno in altre città - è poi possibile l'esperienza inebriante di fare la spesa completa per il frigo di casa all'una di notte, perché sono numerosissimi i negozi aperti 24 ore al giorno, ed è normale che siano grandi come mezza Ipercoop.
New York è una città pericolosa? Secondo gli amici italiani che ci vivono - ma sono tutti giovani scienziati in trasferta per qualche anno, quindi una categoria un po' tra il particolare e il privilegiato - non è poi così vero, ma parlano principalmente di Manhattan. Harlem è ormai divisa a metà tra neri, che dagli anni '70 a oggi hanno almeno in parte migliorato la loro condizione economica, tanto che chi si è fatto un po' di soldi è andato a comprarsi una casetta ai Queens, nuovo vero quartiere nero, ed è stato sostituito dagli ispanici ad Harlem. Il South Bronx non è più, mi si dice, il leggendario Bronx di una volta, Brooklin è un posto borghese pieno di italiani e Staten Island è un posto bruttarello ma non pericoloso.
Certo, New York non è Lourdes, qualcosa vi succede, ma il sindaco Giuliani ha picchiato duro sulla criminalità, soprattutto quella di strada, e se andate di notte in posti poco illuminati e poco frequentati, soprattutto i parchi minori, siete proprio dei fessi. Quindi New York si può visitare certi di poter fare quello che si vuole, di trovare quello che si vuole, con la sicurezza di non restare delusi.
New York è una forma concentrata dell'America, la terra del grande supermarket, quella abitata dai giganti verdi dei detersivi. Vedere per credere.

STUDIARE IN AMERICA
Per un giovane italiano lo studio universitario statunitense è un'esperienza preziosa, più che altro per le opportunità professionali che apre. Dal punto di vista della cultura generale, un diciottenne italiano, o europeo in genere, è molto più preparato di un coetaneo americano. Il problema è che la scuola media superiore italiana non prepara al lavoro, ma questa è un'altra storia. Gli adolescenti americani hanno una preparazione superficiale in tutti i campi, soprattutto sono profondamente ignoranti di tutto ciò che non è americano. Sono particolarmente carenti in storia mondiale e geografia. La filosofia che sta alla base di ciò è che essi crescono convinti di vivere nel miglior sistema sociale del mondo.
Il primo livello di studio universitario, negli Stati uniti, è di solito di quattro anni e dà un titolo detto Bachelor of Art, B.A.. Il possessore di B.A. non è granché preparato. Al giovane italiano conviene laurearsi in Italia, tranne che in Medicina, che in America è difficilissima, e poi andare per il secondo livello, il Master of Art, M.A., di solito di non più di due anni. Questo ha due vantaggi: come graduate student, lo studente straniero, così come l'americano, può pagarsi gli studi, attraverso lo strumento dell'assistantship. Se accettato, perché c'è un severissimo numero chiuso, lo studente non paga l'iscrizione, la tuition, che va dai 14 ai 19-20mila dollari all'anno. Per fare questo, lo studente che chiede l'iscrizione deve fare un punteggio minimo, fissato da ogni università, in due test, uno solo per stranieri, di lingua inglese, il TOEFL (Test Of English as Foreign Language), e uno per tutti, il GRE (Graduate Record Examination). Dopo il Master, c'è il Philosophical Doctor, Ph.D., di tre o quattro anni, utile solo a chi voglia fare carriera universitaria negli Stati uniti. La maggior parte delle lauree italiane di tipo umanistico è riconosciuta negli Stati uniti come Master, quindi si può andare per un Ph.D., che viene riconosciuto in Italia come Dottorato di Ricerca, utile solo per i protetti di qualche barone universitario che sono predestinati a fare carriera. Il valore vero di un Master americano è che apre le porte a un lavoro negli Stati uniti.

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