SCUOLA

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luglio/agosto 1999


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GRINZANE CAVOUR
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LA STAMPA
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GIORNALINI E GIORNALISMI
Pubblicazioni d'istituto, riviste scolastiche multimediali, convegni interregionali, incontri con professionisti del settore, concorsi per giornalisti in erba, stage presso i grandi quotidiani: ecco come dal giornalino al giornalismo il passo può diventare breve.

di Annamaria e Umberto Ferrero


Nel criticare la scuola, bersaglio facile di questi tempi, si finisce spesso per sollevare un polverone che offusca, tra inefficienze e mancanza di strutture, tutta una serie di intelligenti e vivaci iniziative che coraggiosamente fioriscono e si mantengono in vita. Proviamo per esempio a mettere a fuoco lo spazio che la scuola offre ai ragazzi dando loro la possibilità di creare un proprio giornale o aderendo alle iniziative di quotidiani e associazioni culturali per scoprire 'da dentro' il funzionamento dei mezzi d'informazione.

I GIORNALINI SCOLASTICI
I mitici, o famigerati che siano, giornalini scolastici sono uno dei modi in cui la scuola guida e sostiene la voglia/bisogno di comunicare dei ragazzi: pubblicazioni in genere interne, magari un po' stringate, ma risultato di sforzi che nobilitano chi li fa e chi li appoggia.
Le testate scolastiche non sono certo un'iniziativa degli ultimi tempi, sorprende però come proprio attraverso questa attività i ragazzi e quelle istituzioni spesso tacciate di arretratezza si avvicinino al nuovo che avanza (con l'utilizzo di programmi informatici aggiornatissimi o l'uso di Internet come fonte di notizie e mezzo di diffusione delle proprie produzioni).
Ma la cosa più importante è che nelle redazioni gli studenti imparano a lavorare per ottenere, a sacrificarsi per raggiungere e a volte a lottare per dire... e allora il fine diventa un mezzo, tanto più efficace quanto più professori e presidi collaborano educando, e non solo imponendo.
Il giornalismo a scuola non è poi così distante da quello professionale: un po' lo ricalca, un po' forse lo civetta, di certo gli assomiglia: nel gergo, nei meccanismi e anche nei trucchi. Così in questa indagine abbiamo conosciuto indaffarati direttori che "devono andare in stampa" e altri messi a tacere da una censura che lasciano intendere senza voler nominare. Ma non finisce qui: tra free-lance, occhielli ed editoriali spuntano numeri autofinanziati da un lato e dall'altro testate che per riscuotere successo si piegano ai frivoli gusti televisivi dei compagni.
La ricca ed eterogenea realtà torinese ha avuto una valida occasione di confronto nel Convegno "Pensare scrivere e pubblicare per informare", che si è svolto lo scorso 23 marzo proprio nella nostra città per iniziativa dell'ITC Rosa Luxemburg e grazie alle agevolazioni offerte ai partecipanti da Comune, FS e ATM.
Chi era presente sarà rimasto stupito dalla maturità del mondo scolastico-giornalistico e dall'interesse che suscita. Alcune testate di Torino e provincia si sono confrontate sui problemi più "scottanti" con altre realtà del centro-nord. Al dibattito, durante il quale si è discusso di educazione e informazione, limiti e libertà del giornalista, nuove forme di comunicazione, hanno partecipato i giornalisti Gian Piero Paviolo (La Stampa), Marco Trabucco (La Repubblica), Antonio Troiano (Corriere Della Sera).
Tra gli interventi principali quelli di Zai.net, giornale multimediale e sovraregionale realizzato con la collaborazione del Ministero della Pubblica Istruzione, ormai al terzo anno di attività e con una tiratura di 125.000 copie (distribuite internamente); Voci di corridoio, testata di Moncalieri che fa capo all'ITC Marro e si avvale della collaborazione del giornale locale Il Mercoledì, e Pianeta Rosa, organo del liceo promotore del convegno.
Il Rosa Luxemburg è un pianeta da scoprire, affollato da 900 studenti e informato da un giornale pulito e lineare che attraverso un graduale passaggio di consegne è ora in mano agli studenti, con la supervisione di una docente e l'appoggio "tecnologico" dell'Istituto. I collaboratori, pochi ma buoni, sono guidati da un direttore/giornalista, Stefano Tallone, e un vicedirettore/tecnico, Rosario Rugeri, due condottieri con idee chiare e molta voglia di fare. Il giornalino, di piccolo formato e grandi aspirazioni, è orientato a informare i lettori sul labirintico pianeta-scuola che abitano piuttosto che sul mondo ancor più complicato che li circonda. Politica premiante, se il numero speciale di "ambientamento" per i primini e gli articoli dedicati alle diatribe inerenti all'autogestione o alle varie iniziative scolastiche, hanno portato il tetto dei lettori effettivi a sfiorare le 600 unità.
Si tratta di un esempio emblematico per inquadrare il fenomeno del giornalismo scolastico. Tracciando un quadro più generale della situazione vediamo come i giornalini scolastici dipendano fortemente dall'intraprendenza dei ragazzi delle ultime classi e spesso con lo sciogliersi delle redazioni anche le testate cadano per poi rinascere ciclicamente dalle proprie ceneri. Le maggiori difficoltà dei ragazzi sono dappertutto le stesse: principalmente il coinvolgimento attivo dei compagni con il relativo rinnovamento di organico, e la censura, problema implicito in qualsiasi forma di comunicazione.
Proprio la censura è uno degli argomenti più sentiti e spesso i ragazzi la indicano come causa prima della mancata uscita di alcuni numeri o addirittura della chiusura temporanea del giornale. Certo la scuola deve esercitare un controllo, ma spesso da entrambe le parti si rischia di varcare i confini del rispetto e della libertà di espressione.
Ritornando alle realtà particolari presenti sul nostro territorio, citiamo SpazioSegré, testata bimestrale dell'omonimo Liceo Scientifico, di particolare interesse in quanto caratterizzato da un forte legame con l'attività didattica e inserito nel più ampio "Progetto Comunicazione", cui la scuola ha aderito: la redazione fissa del giornale, formata da ragazzi dell'ultimo anno, riceve punti-bonus per il 'concorso a premi' della nuova maturità. Ma se l'idea di riunioni fisse con tanto di professore armato di registro potrebbe non sembrare stimolante, Spazio Segré appare invece il vivace frutto dell'entusiasmo di intraprendenti giornalisti in erba. Accanto alle comunicazioni scolastiche (eccezionalmente affidate a un giornalino, forse per il suo carattere ufficiale) troviamo interviste a noti personaggi torinesi, dal filosofo Norberto Bobbio alla promettente funkband Subsonica, e giochi, resoconti sportivi... il tutto sapientemente curato da Ermina Martini, Simone Bobbio, Marco Boffi.
Tra i più ruspanti ricordiamo invece Ozio selvaggio. "Un bell'ossimoro, no?" ci dice Viviana Carrito, direttrice del giornale del Liceo Scientifico Gobetti, una testata che al suo primo anno ha ereditato i resti di Adelante trasformandolo da biennale a mensile. L'ozio selvaggio risulta un'attività riservata ai lettori, che si possono sollazzare con rubriche come: "Ipse dixit" (di gialappiana memoria) che riporta i lapsus, o presunti tali, dei prof, o "L'angolo di Internet", che fornisce rotte ai naviganti. Gli instancabili redattori invece non hanno potuto concedersi neanche un attimo di tregua per poter autofinanziare i primi numeri della loro faticosa impresa, cedere a qualche compromesso per attingere ai fondi scolastici e infine tagliare a fine anno il traguardo dell'ottavo numero.

I GRANDI GIORNALI NELLE SCUOLE
Come dicevamo, oltre a queste attività gestite dagli alunni, le scuole possono aderire a iniziative promosse da quotidiani e associazioni culturali. Una di queste è La Stampa in classe, iniziativa del quotidiano torinese cui hanno partecipato quest'anno più di 41.000 studenti in tutta Italia e solo in Piemonte 200 scuole tra medie superiori e inferiori (più una elementare a scopo sperimentale). Quella che si è chiusa a maggio, con la pubblicazione sul giornale dei nomi dei vincitori e un'esposizione dei lavori migliori alla Fiera del Libro, è stata la nona edizione.
L'obiettivo è quello di introdurre il quotidiano nella scuola come strumento didattico. La cosa funziona così: in una settimana prefissata di febbraio i ragazzi acquistano il giornale e ci lavorano, entro marzo inviano tutto il lavoro svolto a una commissione scelta dal giornale ed entro maggio ne riceveranno la valutazione. Il giornale fornisce gratuitamente alle scuole che ne fanno richiesta il materiale di lavoro: schede di esercizi, un glossario di termini giornalistici, una guida per l'insegnante, poster per le attività complementari. Per la scuola media inferiore l'attività di base consiste in un percorso di lettura del giornale per capire com'è strutturato, come arrivano e come vengono selezionate le notizie, qual è la terminologia giornalistica, come distinguere tra fatti e opinioni. Anche alle superiori l'attività di base parte da un'analisi del giornale, ma comporta esercizi di un livello più elevato, come lo studio e quindi la stesura di varie tipologie di articoli (di scienza, economia, spettacolo, cultura, sport, cronaca).
Le attività complementari per le medie possono consistere nell'invenzione di un nuovo logo per l'iniziativa (il simbolo vincente sarà riprodotto su tutto il materiale dell'anno successivo), o nella stesura di un breve articolo, come un'intervista immaginaria in 5 domande a un personaggio reale. Per le superiori si tratta invece della stesura di una prima pagina-tipo: dopo averne studiato la struttura se ne monta una riempiendo lo schema fornito dal giornale con la testata e le sette colonne. Come altra attività per entrambi i tipi di scuole quest'anno è stato anche proposto il recupero di un canto tradizionale di qualunque cultura, dialetto, civiltà, di cui andava trascritto e tradotto il testo.

Altra iniziativa de La Stampa, in collaborazione con il Premio Grinzane Cavour e la Provincia di Torino è Scrivere il giornale. Il progetto, giunto alla sua ottava edizione, ha l'obiettivo di avvicinare ai ragazzi il quotidiano come strumento di informazione, riflessione e creatività, dando loro la possibilità di trasformarsi da lettori in erba a giornalisti in erba. Per questa iniziativa alcuni giornalisti de La Stampa guidano la lettura dei quotidiani e offrono 'lezioni di giornalismo' in oltre 50 Istituti Superiori di Torino e provincia. Successivamente gli studenti, con la guida di un insegnante coordinatore, scrivono articoli giornalistici sui nuclei tematici trattati. I migliori articoli di questo giornale ideale, selezionati dai giornalisti, vengono raccolti da gennaio a maggio in un inserto di otto pagine pubblicato mensilmente nel supplemento TorinoSette. A questo giornale ideale partecipano anche, come corrispondenti esteri, gli studenti delle Giurie Scolastiche del Grinzane dei licei italiani sparsi in varie città del mondo.
Il lavoro è coordinato da una vera e propria redazione di 15-20 studenti selezionati nei diversi Istituti torinesi, che tra l'altro cura anche ogni settimana la pagina dedicata alla scuola di TorinoSette, cui tutti gli studenti possono partecipare mandando articoli riguardanti il loro Istituto.
In collaborazione con la redazione di TorinoSette, i ragazzi della redazione del Grinzane e i vincitori del concorso "Scrivere il giornale" hanno inoltre la possibilità di frequentare uno stage di due settimane presso La Stampa, per conoscere la vita di una vera redazione giornalistica.

IL GIORNALE MONDIALE DEI LICEI
J. Presse, associazione nazionale di stampa giovanile ha indetto un concorso per la creazione di un giornale mondiale dei licei per l'anno 2000: un giornale scritto e illustrato da giovani di tutto il mondo dai 15 ai 20 anni, presto al sito www.jpresse.org si potranno avere informazioni più dettagliate. Un comitato di giornalisti e specialisti di tutti i continenti stabilirà selezionerà i testi di questo giornale che sarà pubblicato come supplemento di 56 pagine del quotidiano francese Libération. Tutti gli autori selezionati riceveranno un numero della rivista e alcuni saranno invitati a Parigi per un incontro internazionale.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO



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