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GIORNALINI
E GIORNALISMI
Pubblicazioni d'istituto, riviste scolastiche multimediali, convegni
interregionali, incontri con professionisti del settore, concorsi
per giornalisti in erba, stage presso i grandi quotidiani: ecco
come dal giornalino al giornalismo il passo può diventare
breve.
di Annamaria e Umberto Ferrero Nel criticare la scuola, bersaglio facile di questi
tempi, si finisce spesso per sollevare un polverone che offusca,
tra inefficienze e mancanza di strutture, tutta una serie di
intelligenti e vivaci iniziative che coraggiosamente fioriscono
e si mantengono in vita. Proviamo per esempio a mettere a fuoco
lo spazio che la scuola offre ai ragazzi dando loro la possibilità
di creare un proprio giornale o aderendo alle iniziative di quotidiani
e associazioni culturali per scoprire 'da dentro' il funzionamento
dei mezzi d'informazione.
I GIORNALINI
SCOLASTICI
I mitici, o famigerati che siano, giornalini scolastici sono
uno dei modi in cui la scuola guida e sostiene la voglia/bisogno
di comunicare dei ragazzi: pubblicazioni in genere interne, magari
un po' stringate, ma risultato di sforzi che nobilitano chi li
fa e chi li appoggia.
Le testate scolastiche non sono certo un'iniziativa degli ultimi
tempi, sorprende però come proprio attraverso questa attività
i ragazzi e quelle istituzioni spesso tacciate di arretratezza
si avvicinino al nuovo che avanza (con l'utilizzo di programmi
informatici aggiornatissimi o l'uso di Internet come fonte di
notizie e mezzo di diffusione delle proprie produzioni).
Ma la cosa più importante è che nelle redazioni
gli studenti imparano a lavorare per ottenere, a sacrificarsi
per raggiungere e a volte a lottare per dire... e allora il fine
diventa un mezzo, tanto più efficace quanto più
professori e presidi collaborano educando, e non solo imponendo.
Il giornalismo a scuola non è poi così distante
da quello professionale: un po' lo ricalca, un po' forse lo civetta,
di certo gli assomiglia: nel gergo, nei meccanismi e anche nei
trucchi. Così in questa indagine abbiamo conosciuto indaffarati
direttori che "devono andare in stampa" e altri messi
a tacere da una censura che lasciano intendere senza voler nominare.
Ma non finisce qui: tra free-lance, occhielli ed editoriali spuntano
numeri autofinanziati da un lato e dall'altro testate che per
riscuotere successo si piegano ai frivoli gusti televisivi dei
compagni.
La ricca ed eterogenea realtà torinese ha avuto una valida
occasione di confronto nel Convegno "Pensare scrivere
e pubblicare per informare", che si è svolto
lo scorso 23 marzo proprio nella nostra città per iniziativa
dell'ITC Rosa Luxemburg e grazie alle agevolazioni offerte ai
partecipanti da Comune, FS e ATM.
Chi era presente sarà rimasto stupito dalla maturità
del mondo scolastico-giornalistico e dall'interesse che suscita.
Alcune testate di Torino e provincia si sono confrontate sui
problemi più "scottanti" con altre realtà
del centro-nord. Al dibattito, durante il quale si è discusso
di educazione e informazione, limiti e libertà del giornalista,
nuove forme di comunicazione, hanno partecipato i giornalisti
Gian Piero Paviolo (La Stampa), Marco Trabucco (La Repubblica),
Antonio Troiano (Corriere Della Sera).
Tra gli interventi principali quelli di Zai.net, giornale
multimediale e sovraregionale realizzato con la collaborazione
del Ministero della Pubblica Istruzione, ormai al terzo anno
di attività e con una tiratura di 125.000 copie (distribuite
internamente); Voci di corridoio, testata di Moncalieri
che fa capo all'ITC Marro e si avvale della collaborazione del
giornale locale Il Mercoledì, e Pianeta Rosa, organo
del liceo promotore del convegno.
Il Rosa Luxemburg è un pianeta da scoprire, affollato
da 900 studenti e informato da un giornale pulito e lineare che
attraverso un graduale passaggio di consegne è ora in
mano agli studenti, con la supervisione di una docente e l'appoggio
"tecnologico" dell'Istituto. I collaboratori, pochi
ma buoni, sono guidati da un direttore/giornalista, Stefano Tallone,
e un vicedirettore/tecnico, Rosario Rugeri, due condottieri con
idee chiare e molta voglia di fare. Il giornalino, di piccolo
formato e grandi aspirazioni, è orientato a informare
i lettori sul labirintico pianeta-scuola che abitano piuttosto
che sul mondo ancor più complicato che li circonda. Politica
premiante, se il numero speciale di "ambientamento"
per i primini e gli articoli dedicati alle diatribe inerenti
all'autogestione o alle varie iniziative scolastiche, hanno portato
il tetto dei lettori effettivi a sfiorare le 600 unità.
Si tratta di un esempio emblematico per inquadrare il fenomeno
del giornalismo scolastico. Tracciando un quadro più generale
della situazione vediamo come i giornalini scolastici dipendano
fortemente dall'intraprendenza dei ragazzi delle ultime classi
e spesso con lo sciogliersi delle redazioni anche le testate
cadano per poi rinascere ciclicamente dalle proprie ceneri. Le
maggiori difficoltà dei ragazzi sono dappertutto le stesse:
principalmente il coinvolgimento attivo dei compagni con il relativo
rinnovamento di organico, e la censura, problema implicito in
qualsiasi forma di comunicazione.
Proprio la censura è uno degli argomenti più sentiti
e spesso i ragazzi la indicano come causa prima della mancata
uscita di alcuni numeri o addirittura della chiusura temporanea
del giornale. Certo la scuola deve esercitare un controllo, ma
spesso da entrambe le parti si rischia di varcare i confini del
rispetto e della libertà di espressione.
Ritornando alle realtà particolari presenti sul nostro
territorio, citiamo SpazioSegré, testata bimestrale
dell'omonimo Liceo Scientifico, di particolare interesse in quanto
caratterizzato da un forte legame con l'attività didattica
e inserito nel più ampio "Progetto Comunicazione",
cui la scuola ha aderito: la redazione fissa del giornale, formata
da ragazzi dell'ultimo anno, riceve punti-bonus per il 'concorso
a premi' della nuova maturità. Ma se l'idea di riunioni
fisse con tanto di professore armato di registro potrebbe non
sembrare stimolante, Spazio Segré appare invece
il vivace frutto dell'entusiasmo di intraprendenti giornalisti
in erba. Accanto alle comunicazioni scolastiche (eccezionalmente
affidate a un giornalino, forse per il suo carattere ufficiale)
troviamo interviste a noti personaggi torinesi, dal filosofo
Norberto Bobbio alla promettente funkband Subsonica, e giochi,
resoconti sportivi... il tutto sapientemente curato da Ermina
Martini, Simone Bobbio, Marco Boffi.
Tra i più ruspanti ricordiamo invece Ozio selvaggio.
"Un bell'ossimoro, no?" ci dice Viviana Carrito, direttrice
del giornale del Liceo Scientifico Gobetti, una testata che al
suo primo anno ha ereditato i resti di Adelante trasformandolo
da biennale a mensile. L'ozio selvaggio risulta un'attività
riservata ai lettori, che si possono sollazzare con rubriche
come: "Ipse dixit" (di gialappiana memoria) che riporta
i lapsus, o presunti tali, dei prof, o "L'angolo di Internet",
che fornisce rotte ai naviganti. Gli instancabili redattori invece
non hanno potuto concedersi neanche un attimo di tregua per poter
autofinanziare i primi numeri della loro faticosa impresa, cedere
a qualche compromesso per attingere ai fondi scolastici e infine
tagliare a fine anno il traguardo dell'ottavo numero.
I GRANDI
GIORNALI NELLE SCUOLE
Come dicevamo, oltre a queste attività gestite dagli alunni,
le scuole possono aderire a iniziative promosse da quotidiani
e associazioni culturali. Una di queste è La Stampa
in classe, iniziativa del quotidiano torinese cui hanno partecipato
quest'anno più di 41.000 studenti in tutta Italia e solo
in Piemonte 200 scuole tra medie superiori e inferiori (più
una elementare a scopo sperimentale). Quella che si è
chiusa a maggio, con la pubblicazione sul giornale dei nomi dei
vincitori e un'esposizione dei lavori migliori alla Fiera del
Libro, è stata la nona edizione.
L'obiettivo è quello di introdurre il quotidiano nella
scuola come strumento didattico. La cosa funziona così:
in una settimana prefissata di febbraio i ragazzi acquistano
il giornale e ci lavorano, entro marzo inviano tutto il lavoro
svolto a una commissione scelta dal giornale ed entro maggio
ne riceveranno la valutazione. Il giornale fornisce gratuitamente
alle scuole che ne fanno richiesta il materiale di lavoro: schede
di esercizi, un glossario di termini giornalistici, una guida
per l'insegnante, poster per le attività complementari.
Per la scuola media inferiore l'attività di base consiste
in un percorso di lettura del giornale per capire com'è
strutturato, come arrivano e come vengono selezionate le notizie,
qual è la terminologia giornalistica, come distinguere
tra fatti e opinioni. Anche alle superiori l'attività
di base parte da un'analisi del giornale, ma comporta esercizi
di un livello più elevato, come lo studio e quindi la
stesura di varie tipologie di articoli (di scienza, economia,
spettacolo, cultura, sport, cronaca).
Le attività complementari per le medie possono consistere
nell'invenzione di un nuovo logo per l'iniziativa (il simbolo
vincente sarà riprodotto su tutto il materiale dell'anno
successivo), o nella stesura di un breve articolo, come un'intervista
immaginaria in 5 domande a un personaggio reale. Per le superiori
si tratta invece della stesura di una prima pagina-tipo: dopo
averne studiato la struttura se ne monta una riempiendo lo schema
fornito dal giornale con la testata e le sette colonne. Come
altra attività per entrambi i tipi di scuole quest'anno
è stato anche proposto il recupero di un canto tradizionale
di qualunque cultura, dialetto, civiltà, di cui andava
trascritto e tradotto il testo.
Altra
iniziativa de La Stampa, in collaborazione con il Premio Grinzane
Cavour e la Provincia di Torino è Scrivere
il giornale. Il progetto,
giunto alla sua ottava edizione, ha l'obiettivo di avvicinare
ai ragazzi il quotidiano come strumento di informazione, riflessione
e creatività, dando loro la possibilità di trasformarsi
da lettori in erba a giornalisti in erba. Per questa iniziativa
alcuni giornalisti de La Stampa guidano la lettura dei quotidiani
e offrono 'lezioni di giornalismo' in oltre 50 Istituti Superiori
di Torino e provincia. Successivamente gli studenti, con la guida
di un insegnante coordinatore, scrivono articoli giornalistici
sui nuclei tematici trattati. I migliori articoli di questo giornale
ideale, selezionati dai giornalisti, vengono raccolti da gennaio
a maggio in un inserto di otto pagine pubblicato mensilmente
nel supplemento TorinoSette. A questo giornale ideale partecipano
anche, come corrispondenti esteri, gli studenti delle Giurie
Scolastiche del Grinzane dei licei italiani sparsi in varie città
del mondo.
Il lavoro è coordinato da una vera e propria redazione
di 15-20 studenti selezionati nei diversi Istituti torinesi,
che tra l'altro cura anche ogni settimana la pagina dedicata
alla scuola di TorinoSette, cui tutti gli studenti possono
partecipare mandando articoli riguardanti il loro Istituto.
In collaborazione con la redazione di TorinoSette, i ragazzi
della redazione del Grinzane e i vincitori del concorso "Scrivere
il giornale" hanno inoltre la possibilità di frequentare
uno stage di due settimane presso La Stampa, per conoscere la
vita di una vera redazione giornalistica.
IL GIORNALE
MONDIALE DEI LICEI
J. Presse, associazione nazionale di stampa giovanile ha indetto
un concorso per la creazione di un giornale mondiale dei licei
per l'anno 2000: un giornale scritto e illustrato da giovani
di tutto il mondo dai 15 ai 20 anni, presto al sito www.jpresse.org
si potranno avere informazioni più dettagliate. Un
comitato di giornalisti e specialisti di tutti i continenti stabilirà
selezionerà i testi di questo giornale che sarà
pubblicato come supplemento di 56 pagine del quotidiano francese
Libération. Tutti gli autori selezionati riceveranno un
numero della rivista e alcuni saranno invitati a Parigi per un
incontro internazionale. |