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LA PLASTICA,
IL FUNGO E LA GARROTA
Le bizzarre
raccolte dei musei piemontesi
di Elisabetta Fea Il Piemonte è una regione ricca di musei. Buona
parte di questi sono dedicati all'arte, alle scienze, e alla
vita contadina. Non tutti sanno però dell'esistenza di
un numero notevole di musei che potremmo definire "strani",
che si occupano cioè di tematiche inconsuete come, ad
sesempio, il museo dello spazzacamino, dell'ombrello e del parasole
o quello dedicato alla plastica. Così come pochi sanno
che ci sono anche musei con tematiche più tradizionali
ma con particolarissimi allestimenti come il Macam, Museo d'Arte
Contemporanea all'aperto.
MACAM, MUSEO
D'ARTE CONTEMPORANEA ALL'APERTO
Maglione Canavese(a pochi chilometri da Ivrea), tel. 0161/40.01.16.
Visibile a qualsiasi ora, poiché è all'aperto.
Questo museo è allestito completamente all'aria aperta.
Nel senso che buona parte delle opere sono dipinte sui muri esterni
delle case e altre sono disseminate qua e là, in mezzo
alle piazze o in qualche angolo di via. La raccolta di queste
testimonianze di pittori e scultori contemporanei ebbe inizio
negli anni settanta a cura di Maurizio Corgnati. Le opere sono
dedicate a tutti i bambini che camminando per il paese possono
avere l'impressione di viaggiare in un libro illustrato. Oggi
il museo comprende più di cento creazioni tra dipinti,
sculture ed installazioni. Si va da Francesco Tabusso ad Antonio
Carena, da Ugo Nespolo ad Armando Testa solo per citarne alcuni.
Nuove opere vengono realizzate ogni anno durante la festa patronale
di San Maurizio.
MUSEO DELLO
SPAZZACAMINO
Locana, località Davioni, tel. 0124/80.02.06
Le visite si effettuano solo nei fine settimana e su prenotazione.
Ingresso gratuito.
Ideato da Battista Sola, uno degli ultimi spazzacamini ancora
in attività, questa esposizione comprende tutti gli attrezzi
da lavoro raccolti a Locana e nei dintorni. La zona vanta infatti
un'antica tradizione legata a questo mestiere. Da queste vallate
scendevano una buona parte degli spazzacamini che, nel secolo
scorso e nei primi anni del novecento, venivano a lavorare a
Torino. Si possono trovare, oltre agli attrezzi, anche gli abiti
e una sezione di fotografie in bianco e nero di inizio secolo.
MUSEO DELLE
MATERIE PLASTICHE
Pont Canavese, via Marconi 30, tel. 0124/86.22.22.
Visite su prenotazione, ingresso gratuito.
Realizzato nella palazzina della ditta Sandretto, questo museo
è nato da poco più di due anni. La collezione,
composta da oltre 2500 pezzi, giaceva già da parecchi
anni nei magazzini della società, ma soltanto nel '95,
dopo diverse esposizioni in alcune città europee che riscossero
notevole successo, l'impresa Sandretto pensò di farne
un vero e proprio museo. Vi si trovano oggetti in bachelite e
celluloide (antenati della plastica) di fine ottocento e dei
primi del novecento. Interessanti reperti sono: una pressa per
lo stampaggio di materiale termoplastico degli anni '50 (una
delle prime), e alcuni apparecchi radiofonici degli anni '30
realizzati in bachelite, PVC e polistirene. Interessanti anche
le apparecchiature fotografiche in formaldeide che vanno dagli
anni trenta agli anni sessanta e poi, sempre di questo periodo,
ci sono: dischi, microfoni, frullatori, orologi, telefoni e molti
utensili di uso quotidiano. Numerosi anche i giocattoli e, per
guardare al futuro, la ditta Sandretto ha esposto anche particolari
oggetti realizzati con superpolimeri.
MUSEO DELL'OSSERVATORIO
DI APICOLTURA "DON GIACOMO ANGELERI"
Pragelato (TO) frazione Soucheres Basses, tel. 0122/780.38.
Visite su prenotazione. Ingresso gratuito.
Il Museo dell'Osservatorio è annesso al dipartimento di
valorizzazione e protezione delle risorse agro-forestali della
facoltà di Agraria dell'Università di Torino. Documenta
il lavoro dell'apicoltore e la storia dell'apicoltura e della
lavorazione del miele in Piemonte attraverso alcuni strumenti
e attrezzi come le arnie; ve ne sono alcune realizzate con la
paglia e altre di legno. Ma si possono vedere anche gli attrezzi
più particolari di questo mestiere come gli smielatori
e i decantatori. Una parte consistente è quella dedicata
ai documenti fotografici che vanno dai primi del '900 agli anni
'50. Interessente, in conclusione, la raccolta di diverse specie
di api esposte in piccole teche, con descrizione di provenienza
e caratteristiche.
MUSEO DELLA
STEIVA
Piverone, via del Torrione, tel. 0125/72.75.18.
Visite su prenotazione.
Steiva è un termine piemontese che significa "manico
dell'aratro". E di aratri in questo museo se ne possono
vedere diversi. Esso documenta, infatti, il lavoro e la vita
contadina nei secoli scorsi. Gli oggetti raccolti sono tutti
antecedenti la prima guerra mondiale, prima cioè che la
campagna incominciasse a subire gli influssi dalla citta', nonché
lo spopolamento. Buona parte della collezione consiste in strumenti
legati al lavoro dei campi come gli attrezzi per l'aratura e
per la mietitura (dagli aratri agli erpici, ai carri) o per curare
la vigna, ma ci sono anche telai e arnesi per la falegnameria.
Una sezione, poi, è dedicata alla ricostruzione degli
interni di una tipica abitazione di campagna del secolo scorso,
con mobili autentici.
MUSEO DEL
FUNGO
Boves (CN), piazza Borelli 6, tel. 0171/38.58.79.
La collezione di questo museo di Scienze Naturali comprende una
vastissima sezione dedicata al fungo. Più di mille esemplari
comprendenti duecentoquaranta specie diverse. I funghi non sono
autentici (non si conserverebbero), sono, però, modellini
che riproducono perfettamente le fattezze di quelli reali. A
realizzarli è l'artista Mario Strani (un nome, un destino),
che adotta la tecnica del calco per poterne riprodurre fedelmente
i tratti con resine e gesso. Per ogni fungo viene descritto anche
l'habitat e l'eventuale commestibilità o velenosità.
MUSEO DELL'OMBRELLO
E DEL PARASOLE
Verbania, Via Golf Panorama 2, tel. 0323/200.67.
Nato nel 1938, questo museo fu un'idea di Igino Ambrosini, che
voleva rendere omaggio ai suoi genitori, entrambi ombrellai.
I pezzi raccolti sino ad oggi sono più di millecinquecento.
C'è l'ombrello usato dal Doge di Venezia per le cerimonie
più importanti, quello di Mazzini, gli ombrelli cinesi
in stoffe pregiate e dipinte a mano ed anche un esemplare realizzato
negli anni '40 e firmato Christian Dior. Inoltre, sono esposti
manici di ombrello realizzati con materiali pregiati o rari come
oro, argento, avorio, osso e addirittura denti di balena.
MUSEO DI
ARTI E TRADIZIONI POPOLARI
Magliano Alfieri (CN), Castello Alfieri, tel. 0173/663.11.
Visite su prenotazione (ore 13-15.30).
Il museo, che occupa otto sale del castello, raccoglie e documenta,
oltre alla vita contadina, una particolarissima produzione artigianale
locale di manufatti in gesso. Si tratta di soffitti che decoravano
le case contadine di alcuni paesi del Roero, dell'Astigiano e
dell'Ovadese. Il più antico soffitto con decorazioni in
gesso porta la data 1508, gli esemplari più recenti risalgono
invece alla metà del XIX secolo. Nel percorso di visita
vengono spiegate le tecniche di estrazione e di cottura del gesso
e l'impiego di questo materiale nelle case dell'epoca, sia nella
costruzione che nella decorazione.
COLLEZIONE
DI SANTINI DEL MUSEO DEL PAESAGGIO
Verbania, Via Ruga 44, tel. 0323/50.24.18
Dal 1/4 al 31/10: ore 10-12 e 15-18, chiuso lunedì.
Il museo del Paesaggio espone notevoli capolavori d'arte (scultura,
pittura e grafica), ma particolarmente interessente è
la collezione di santini: oltre sessantamila. Quella dei santini
è una forma d'arte popolare che risale al '500. A Verbania
si parte da esemplari dell'800 per arrivare ai giorni nostri
passando attraverso lo stile liberty che ne annovera di molto
belli. Particolari sono le immagini sacre dedicate a personaggi
famosi come Kennedy e Martin Luther King. Nella collezione figurano
anche medagliette, nastri colorati, fiori secchi ed una singolare
raffigurazione di Gesù con il volto nero e due grandi
occhi bianchi. Nel retro dell'immagine è spiegato che,
per un particolare effetto ottico, se si fissa il disegno e poi
ci si rivolge di colpo a guardare un muro bianco, si avrà
la visione del vero volto di Gesù.
MUSEO DELLA
RADIO E DELLA TELEVISIONE
Torino, via G. Verdi 16, tel. 011/810.44.55.
Da ottobre a giugno, il mercoledì dalle 9,30 alle 12,30.
In questo museo, allestito nella sala intitolata ad Enrico Marchesi,
nella sede del Centro di Produzione della RAI di Torino, è
ricostruita la storia della telegrafia, della fonografia e della
registrazione magnetica. I primi oggetti esposti risalgono alla
metà dell'ottocento e sono per lo più apparecchi
telegrafici, ma il nucleo forte dell'esposizione è costituito
dagli apparecchi marconiani utilizzati tra la fine dello scorso
secolo e gli inizi del '900. Si va dai complessi trasmittenti
costieri o di bordo a quelli usati dalle Poste Italiane. Si passa
poi ad un altro grande nome: Edison, con i primi registratori
magnetici e, infine, i primi apparecchi televisivi statunitensi
degli anni '30.
MUSEO DELLA
MARIONETTA
Torino, via Santa Teresa 5, tel. 011/53.02.38.
Dal martedì al venerdì ore 9-13, sabato e domenica
ore 14-18. Visite anche su prenotazione per scolaresche.
La famiglia Lupi, che gestisce questo museo e gli spettacoli
che qui vengono rappresentati, vanta una tradizione nell'arte
delle marionette che risale alla fine dell'700. Le marionette
esposte, in legno scolpito a mano, sono di diverse epoche: si
va dal '700 per arrivare ai primi del '900. Hanno occhi realizzati
con vetro di Murano e capelli veri. Ma la loro unicità
sta nel meccanismo che nascondono, che permette loro di muovere
non solo le gambe e le braccia ma anche la bocca e la schiena.
Alcuni degli arredi scenici sono modellini usati dai mobilieri
di sette e ottocento come campionario. Mobili cioè che
riproducono fedelmente quelli delle abitazioni dei secoli passati.
Anche i costumi sono un esempio di alta sartoria teatrale per
marionette mentre i fondali sono stati realizzati nel tempo dai
vari scenografi del Teatro Regio di Torino.
MUSEO SOTTERRANEO
DELLA TORTURA
Mazzè, Castello di Mazzè (To), tel. 011/983.52.50
Sabato e festivi 14,30-18. Visite su appuntamento per scuole
e comitive.
Il museo che, come dice il nome stesso, occupa le sale sotterranee
del castello di Mazzè, si struttura intorno ad una collezione
di base che proviene prevalentemente da paesi europei (principalmente
la Spagna) e che mostra strumenti usati durante la Santa Inquisizione
indicandone anche le tecniche. Il percorso inizia con la ricostruzione
di una prigione ed una ghiacciaia del XIV secolo per passare
subito dopo ai sotterranei romani con cisterna d'assedio del
II sec a.c., ad una cripta celtica del X sec a.c., per finire
nell'antro degli eretici nonché in una cappela funeraria
del XV sec. Ecco alcuni dei reperti che si possono ammirare:
un tavolo di stiramento, la sedia dell'inquisitore, la gogna
verticale, il cavalletto spezza arti, le manette taglia arti,
le sedie delle streghe, le garrote, gli schiacciacragni, gli
spaccaginocchi, la cisterna di annegamento e via di questo passo.
Il tutto come testimonianza storica della ferocia umana nei secoli
ma anche oggi, nei luoghi dove ancora forme di potere tiranniche
governano usando metodi simili di violenza fisica. Ecco perché
all'interno del museo c'è anche una sezione dedicata all'operato
di Amnesty International con una documentazione sulla tortura
alle soglie del terzo millennio.
ORTO BOTANICO
Torino, Parco del Valentino, tel. 011-6707446-7-9
Tutti i sabati 9-13 e 15- 19.
È stato riaperto per il secondo anno consecutivo l'Orto
Botanico del dipartimento di biologia vegetale dell'Università
di Torino. Nonostante siano in corso alcune opere di restauro,
i volontari dell'associazione Biosphere (tutti laureati in scienze
naturali, biologiche, forestali o agrarie) sono in grado di garantire
visite guidate della durata di circa un'ora e mezza con itinerari
diversi, anche per non vedenti. I percorsi toccano le specie
di piante più note e quelle meno conosciute comprese nel
settore giardino. Un altro settore è però in fase
di allestimento: la collezione di muschi e licheni.
Gli orari dei musei potrebbero subire variazioni; si consiglia,
pertanto, di verificarli ai numeri telefonici riportati nelle
schede o al numero verde della Regione Piemonte: 167-329329. |