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TRA I MONTI
E IL MARE
La Val
Roya da riscoprire
di Elisabetta Fea Se vi piace fare sport in montagna, ma non disdegnate
le visite di carattere artistico e, soprattutto, se amate i luoghi
con un passato storico ricco di avvenimenti e di curiosità,
non vi resta che programmare un viaggio nella Val Roya. Si tratta
della valle che prende il via dal Colle di Tenda e scende impervia
verso il mar ligure o, (a seconda dei percorsi), verso la Costa
Azzurra.
Tenda è un borgo medioevale ancora quasi intatto, con
ripide viuzze e archi a volte così bassi che bisogna chinarsi
per passare. La cittadina, che una tempo fu provincia di Cuneo,
è francese dal 10 febbraio del '47, in seguito ai trattati
di pace firmati a Parigi. Da place de la Republique, la piazza
principale, si sale, attraverso un arco ogivale attiguo alla
chiesetta dell'Annunziata, su nel paese vecchio, imboccando la
rue de France, poi rue Cotta (dedicata all'omonimo poeta italiano
che qui ebbe i natali).
La salita, abbastanza ripida, arriva fino all'Eglise Collegiale
de Notre Dame de l'Assomption. Anche se da ristrutturare, questa
chiesa tardo gotica, con le volte dipinte come un cielo stellato,
è davvero suggestiva. Più avanti la via termina
con la Porta di Nizza, rivolta verso il mare, su cui passava
il camminamento di ronda.
Se invece di salire volete scendere, potete farlo attraverso
uno dei tanti piccoli archi che costellano la via principale.
Vi troverete, allora, sulle sponde di un piccolo torrentello
e Tenda vi sovrasterà con le sue case arroccate disposte
a ferro di cavallo. Da qui si può vedere bene la sommità
del paese con la torre campanaria e i resti di quello che fu
il castello dei Lascaris di cui ora rimane in piedi un'esilissima
ed altissima striscia di muro come una solinga asta di bandiera.
Ogni borgo di questa valle, adagiato in un'ansa del fiume Roya,
lo sovrasta come sospeso fantasticamente tra aspri dirupi. Postazioni
che controllavano l'antica Strada del Sale. Importante e strategica
via di sbocco al mare per il Piemonte e per i commerci che quest'ultimo
intratteneva con la Francia, questa strada fu fatta costruire
dal re di Sardegna Vittorio Amedeo Terzo tra il 1782 e il 1788
sulla traccia già esistente di un sentiero risalente all'epoca
preromana. La prima testimonianza che si ha di questo passaggio
sono i graffiti rupestri dell'attiguo monte Bego e alcuni documenti
che riguardano la costruzione, da parte dell'imperatore Augusto,
di una via di accesso al mare che collegava Albintimilium (oggi,
Ventimiglia) con Pedona (oggi, Borgo San Dalmazzo) e che, abbandonata
nel IX secolo, fu riaperta e riutilizzata dopo la cacciata dei
Saraceni.
Nel secolo scorso, per arrivare a Nizza partendo da Cuneo utilizzando
il servizio di diligenza occorrevano 24 ore buone; ciò
nonostante erano molte le personalità che vi transitavano
abitualmente: si va dal duca Carlo Emanuele V, al papa Pio VII,
"prigioniero" dei francesi, da Vittorio Amedeo II a
Vittorio Emanuele I.
Da Tenda si può partire per un itinerario alla scoperta
delle sei fortezze costruite qui a partire dal 1880 per controllare
il versante meridionale dell'antica strada. Per raggiungerle
basta svoltare a sinistra, appena prima di arrivare al Colle,
in direzione della Grande Caserma (è segnalata) e proseguire
per il Forte Colle Alto (1910 metri) situato su uno spiazzo a
strapiombo sulla valle nel quale si effettuavano, un tempo, esercitazioni
militari, e che viene oggi utilizzato per il parapendio. Comode
strade sterrate conducono anche ai forti Taborda, Pepino, Margheria,
Pernante e Giaura, tutte postazioni panoramiche, testimonianza
di alta ingegneria militare.
Sempre da scoprire è
la "Valle delle meraviglie", nel parco del Mercantour
(1870 m). La valle è un vero e proprio museo all'aperto.
Racchiude infatti un insieme di oltre trecento interessantissime
incisioni rupestri a cielo aperto databili intorno al 1500 a.C.
Oltre alle incisioni, la valle presenta anche una gran varietà
di piante con i suoi larici e i suoi pini mughi che in primavera
si arricchiscono della bellezza dei giunchi, dei carici e delle
viole del pensiero. Per un itinerario a piedi si consiglia di
partire dalla pista carrozzabile sopra la centrale elettrica
del lago Mesce, sulla strada che collega St Dalmas de Tende a
Casterino (è segnalata). Quindi, superata la miniera di
Vallauria nel ripido vallone "dell'inferno", si prosegue
fino al rifugio des Merveilles (2111 metri) seguendo il sentiero
tracciato.
Ma lasciamo questa splendida vallata e proseguiamo per le tappe
della storica via del sale, verso Saorge. Da Fontan, dove ferma
il treno, si può salire a piedi a Saorge in circa 20 minuti-mezz'ora.
Questo paesino arroccato su un'alta roccia, alla bellezza di
510 metri a strapiombo sul Roya, fu edificato come postazione
strategica per controllare la grande "strada del sale"
che collegava Nizza e Torino. È un intricato dedalo di
viuzze, contenute da case addossate l'una all'altra in una struttura
chiusa del tutto particolare. Struttura che, ad un certo punto,
si apre sul sagrato-balconata della parrocchiale edificata nel
XVI secolo. La vista dal sagrato è assolutamente mozzafiato.
Ultima tappa di questo tour è Breil sur Roya. La strada
e il paesaggio per raggiungere Breil diventano man mano più
dolci, si abbandona gradualmente la parte più selvaggia
e impervia tanto detestata da Ugo Foscolo nelle "Ultime
Lettere a Jacopo Ortis" e tanto apprezzata invece, oggi,
dagli amanti della natura e degli sport un po' estremi. Si comincia,
qui, a respirare un'aria che sa già di mare e la vallata
a strapiombo sul fiume si allarga in un'ampia conca con una piccola
diga e un lago artificiale. Si possono visitare la chiesa barocca
di Sancta Maria in Albis e il Campanile di San Jean in stile
romanico, con tutta calma però, poiché Breil è
il posto ideale per una rilassante villeggiatura immersa nella
quiete.
Chi volesse poi arrivare fino al mare, può proseguire
il viaggio sulla linea ferroviaria - che, non a caso, si chiama
Torino-Cuneo-Ventimiglia - linea dal percorso molto suggestivo
che fu fatta costruire a cavallo tra '800 e '900 e che fu, dopo
anni di abbandono, rimessa in funzione e completamente rimodernizzata
negli anni '50 per volere del Senatore monregalese Giovanni Battista
Bertone.
Dopo Breil, la linea ferroviaria torna in territorio italiano
toccando i borghi di Olivetta San Michele, Airole e Bevera, oppure
si può cambiare, prendendo la coincidenza che va a Nizza
passando da Sospel.
Anche Sospel è un vecchio piccolo paese con una posizione
strategica. Da qui infatti si dipartono le due strade che vanno,
da una parte in Liguria, dall'altra in Costa Azzurra. Il ponte
medievale (transito a pedaggio sulla Strada del Sale) è
l'emblema di Sospel. Ad un'estremità del ponte si trova
la parte più antica del borgo che ha conservato le caratteristiche
porte ad arco romaniche.
All'altra estremità, nella parte più nuova, sorge
però l'antico Palazzo Comunale e la Chapelle Saint-Croix
risalenti rispettivamente al XV e al XVII sec. Sempre a Sospel
non si può non visitare la Cattedrale Saint-Michel. Della
costruzione primitiva in stile romanico rimane solo il campanile,
mentre il resto è anch'esso del XVII secolo, ma l'accostamento
di questo stile barocco con le case medievali attigue è
davvero particolare. Per gli appassionati di montagna ad oltranza
si può scalare il Mont Borbonnet, che si imbocca proprio
dietro la cattedrale, dove è d'obbligo visitare l'omonimo
forte, che faceva parte delle fortezze della ben nota Linea Maginot.
L'ufficio del turismo, qui, come in ogni località del
percorso è sempre a disposizione per fornire informazioni
pratiche sui numerosi percorsi e sulle possibili escursioni. |