Speciale - VACANZE

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luglio/agosto 1998

 

IN ORDINE DI APPARIZIONE

Terra del Fuoco - Capo Horn
di Francisco Coloane
Guanda, Lire 20.000

In Patagonia
di Bruce Chatwin

Adelphi, Lire 25.000

Patagonia Express
Di Luis Sepùlveda
Feltrinelli Traveller, Lire 15.000

La Mano Negra in Colombia
di Ramon Chao
Theoria

Camminando
di Pino Cacucci
Feltrinelli, Lire 23.000

La strada è di tutti
di Cesare Fiumi
Feltrinelli Traveller, Lire 24.000

In Vespa da Roma a Saigon
di Giorgio Bettinelli
Feltrinelli Traveller, Lire 25.000

In viaggio con Mohammed
di Eric Hansen
Feltrinelli Traveller Lire 25.000

A Oriente di Samarcanda
di Paolo Fattori
Campanotto Narrativa, Lire 38.000

Viaggio di una parigina a Lhasa
Alexandra David-Néel
Voland, Lire 25.000

Est di Cipango
di Consolata Lanza
Filema, Lire 20.000

Atlante del romanzo europeo
di Franco Moretti
Einaudi, Lire 36.000

 

MATERIALI DI VIAGGIO

di Maria Abbrescia


"Ma i veri viaggiatori sono quelli che partono per partire: cuori leggeri, simili a palloncini, non si staccano mai dal destino, e senza sapere perché dicono sempre: Andiamo!"
(charles Baudelaire, Le Voyage)

Ci sono luoghi in cui non abbiamo mai messo piede ma che leggendo alcuni libri ci è sembrato di riuscire un po' a vivere. Per merito di avventurieri formidabili, di uomini in grado di comunicare il loro amore per il viaggio, per il cammino, per la strada, ci è sembrato di vedere il mondo, le persone, i particolari, di sentire gli odori, il canto del vento. È questa la grandezza delle storie chiuse nei libri, trasportarti in viaggi e conoscenze distanti chilometri.
Il cileno Francisco Coloane, maestro dei maestri, di cui grazie alle continue citazioni di Sepùlveda oggi possiamo leggere le raccolte Terra del Fuoco e Capo Horn, con i suoi magistrali racconti, dove il viaggio - e il viandante - è spesso il principale protagonista, ci fa specchiare dentro le ferite aperte del mondo, di quelle terre estreme, solitarie e libere dove quasi novantenne, Coloane continua a sciogliere le vele della sua vecchia barca ogni volta che ricomincia la primavera australe, e a vagabondare nelle sue stesse narrazioni.
Bruce Chatwin e Luis Sepùlveda, uniti da una breve ma intensa amicizia, dall'amore per la Patagonia e da un taccuino moleskine, ci hanno trasmesso le emozioni sentite in quel remoto mondo, l'uno con un mosaico fatto di appunti -incontri, storie, paesaggi irreali, digressioni artistiche - l'altro, con la nostalgia di un treno, ormai morto, che dava al popolo della Patagonia l'unica possibilità di contatto e di comunicazione, morta anch'essa insieme alla gente che quel treno lo costruì; con la vita quotidiana dei suoi discendenti, che ancora abitano quella terra solitaria, crudele, capace di una fascinazione senza fine, di un senso di libertà illimitato.
Non ci siamo potuti trattenere dalla tentazione di dire ancora due parole su questi straordinari viaggiatori/scrittori, anche se l'intenzione di partenza era un'altra, e cioè quella di mettere insieme, per raccontarne qualcosa, quei libri di viaggio dove il viaggio stesso è il protagonista, dove oltre alla passione per terre e genti più o meno lontane, è proprio durante il cammino, il percorso, il via-andare che succede il viaggio. Ma in contromano, senza fretta, con mezzi in via di estinzione. Mica difficili, solo un filo fuori dalle regole del profitto, tipo il treno. Modi per scoprire, partecipare, condividere, vedere e sentire, ognuno con la propria sensibilità, il proprio intuito e le proprie motivazioni, l'anima di un luogo.
La selezione dei libri di cui diremo non ha alcuna base “scientifica”, quindi può darsi ve ne sia qualcuno che non c'entra niente con quel che abbiamo appena scritto, soltanto ci è piaciuto.

Nel novembre del 1993 i Mano Negra insieme ad altri due gruppi, i French Lover's e i Royal de Luxe, a saltimbanchi, tatuatori e bambini di strada, si mettono sopra una vecchia locomotiva (L'Expreso del Hielo, Espresso del ghiaccio), adattata a luna park, un baraccone tutto colorato, per portare la festa in paesi e villaggi colombiani neanche segnati sulle mappe ma ben noti a narcos e guerrilleros. Partono da Santa Marta, sulla costa nord, per arrivare a Bogotà, seguendo il corso del Rio Magdalena. Perché? “I treni non camminano più in Colombia da vent'anni, noi abbiamo dimostrato che era possibile.” Dall'avventura e dall'entusiasmo di questo gruppetto di sognatori è nato un piccolo libro memorabile, La Mano Negra in Colombia, dove oltre alla cronaca del viaggio si raccontano i colombiani, gente giovane che convive con la morte e sogna soluzioni. Il progetto di Manu Chao, leader dei disciolti Mano Negra, continua tuttora in Galizia e in Francia: durante i mondiali di calcio “La Caravane des Quartiers”, un grande padiglione itinerante, girovagherà tra i quartieri marginali delle città francesi.
“Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare”; è questa l'idea che sottende gli incontri proposti da Pino Cacucci in Camminando, sottotitolo: Incontri di un viandante. Una camminata tra le persone prima ancora che nei luoghi. Errando tra scrittori affermati e uomini qualunque in America Latina e in particolare in Messico. Un bell'andare.
Cesare Fiumi non cammina, guida. Noleggia una macchina verde e va, ripercorre il tracciato di Jack Kerouac di On the road, “come una mappa del cuore”: 16.000 chilometri negli Stati Uniti, da Est a Ovest e poi la leggendaria Route 66. La strada è di tutti è qualcosa di più di un semplice diario di viaggio, di un sogno, di una nostalgia. È un omaggio alla libertà, ovunque essa sia: “si può partire per qualsiasi storia... Liberi di andare e sostare, deviare e tornare indietro, magari ricominciando daccapo ogni giorno. Perché alla fine la strada è di tutti. Basta condividerla”.
In Vespa da Roma a Saigon. Sissignori, tutto vero. Nel ‘92 Giorgio Bettinelli, scrittore e giornalista, si è fatto 24.000 chilometri sopra una Vespa avuta in regalo e in sette mesi ha attraversato dieci paesi: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Bangladesh, Birmania, Thailandia, Laos e finalmente Vietnam. Strade dissestate, guerriglie, ostacoli. Paesaggi, incontri, donne in abiti rivestiti di broccato. È la cronaca di un sogno, puntuale e zeppa di informazioni, sincera e brillante. Da allora Bettinelli di chilometri ne ha macinati altri 90.000, dall'Alaska alla Terra del Fuoco, dall'Australia a Città del Capo.
In viaggio con Mohammed, Heric Hansen ci è andato in barca a vela. Andava con amici dalle Maldive ad Atene passando per il Mar Rosso quando, era il 1978, la barca naufragò su un'isola deserta venti miglia al largo della costa nord dello Yemen. Lì sull'isola sotterrò i suoi diari, sette anni di viaggi, pensando di recuperarli dopo pochi giorni. Invece, dal fortunoso salvataggio, passarono dieci anni. Hansen decide di ritornare in Yemen per recuperare quella parte della sua memoria seppellita sotto la sabbia, e accompagnato da Mohammed, guida e protettore incredibile, comincia la sua ricerca. Dopo due anni ritrova i suoi diari, e l'anima più intima e segreta di quel paese.

Stazione centrale. Milano-Mosca, ciao ciao ad amici e parenti. Mosca-Pechino in Transiberiana, una galleria di facce. Volo per Calcutta, miseria e morte. E poi Delhi, il Pakistan, l'Iran, la Turchia. È il 1991 quando Paolo Fattori intraprende il suo grande viaggio A oriente di Samarcanda. L'idea è quella del diario scritto di getto, dove trovano posto gioie e struggimenti, sensazioni e paesaggi memorabili, amicizie e amori. Sette mesi di “pellegrinaggio planetario” alla scoperta di mondi altri.
Qui sulla scrivania i libri sono ancora tanti e lo spazio è quasi finito (?!) Bisogna stringare.
Viaggio di una parigina a Lhasa. 1920, Alexandra David-Néel a 43 anni parte per l'India pensando di tornare dopo poco, invece passeranno molti anni. Vuole raggiungere Lhasa (ci ha già provato in passato): a piedi attraversa strade desolate, si tinge la faccia di bruno, vive di elemosina, e piano raggiunge la meta. La città è vietata agli stranieri, è lei la prima donna europea a entrarvi.
“Io continuo a stupirmi che ci siano uomini che decidono così su due piedi di abbandonare tutto quello che costituisce la loro vita per partire per un viaggio lungo e pericoloso, in una terra praticamente sconosciuta: eppure non sto facendo lo stesso anch'io? Questo vuol forse dire che anch'essi nascondono nel loro animo un dolore tanto lancinate che lo si può placare solo fuggendo dall'altra parte del mondo? Oppure ci sono uomini per cui il viaggio è piacere e avventura, e non chiedono altro, quando partono, che di vedere nuove terre e nuovi mari?” Questa è la voce di Amedeo, che ha lasciato nome e titolo a Bolzaretto Superiore, Piemonte, quando è partito alla ricerca di un'isola senza nome, a vagabondare negli oceani in un anno qualsiasi del secolo scorso. Il mondo di Amedeo sta a Est di Cipango, un titolo del libro che riunisce tre racconti, tre viaggi, tre personaggi che non sanno di essere dentro alla stessa storia, a un unico destino moltiplicato per tre, diverso eppure uguale. Una trama tessuta lievemente da Consolata Lanza, una scrittrice torinese con lo sguardo rivolto all'orizzonte.
Ultima riga, ultimo suggerimento: Atlante del romanzo europeo, dove le pagine scritte si alternano a carte geografiche. Carte letterarie che descrivono la Parigi, l'Inghilterra e tutti i luoghi dove le storie avvengono.


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