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IN
ORDINE DI APPARIZIONE |
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Terra del
Fuoco - Capo Horn
di Francisco Coloane
Guanda, Lire 20.000
In Patagonia
di Bruce Chatwin
Adelphi, Lire 25.000
Patagonia
Express
Di Luis Sepùlveda
Feltrinelli Traveller, Lire 15.000
La Mano Negra in Colombia
di Ramon Chao
Theoria
Camminando
di Pino Cacucci
Feltrinelli, Lire 23.000
La strada è di tutti
di Cesare Fiumi
Feltrinelli Traveller, Lire 24.000
In Vespa da Roma a Saigon
di Giorgio Bettinelli
Feltrinelli Traveller, Lire 25.000
In viaggio con Mohammed
di Eric Hansen
Feltrinelli Traveller Lire 25.000
A Oriente di Samarcanda
di Paolo Fattori
Campanotto Narrativa, Lire 38.000
Viaggio di una parigina a Lhasa
Alexandra David-Néel
Voland, Lire 25.000
Est di Cipango
di Consolata Lanza
Filema, Lire 20.000
Atlante del romanzo europeo
di Franco Moretti
Einaudi, Lire 36.000 |
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MATERIALI
DI VIAGGIO
di Maria Abbrescia "Ma i veri viaggiatori sono quelli che partono
per partire: cuori leggeri, simili a palloncini, non si staccano
mai dal destino, e senza sapere perché dicono sempre:
Andiamo!"
(charles Baudelaire, Le Voyage)
Ci sono luoghi in cui non abbiamo
mai messo piede ma che leggendo alcuni libri ci è sembrato
di riuscire un po' a vivere. Per merito di avventurieri formidabili,
di uomini in grado di comunicare il loro amore per il viaggio,
per il cammino, per la strada, ci è sembrato di vedere
il mondo, le persone, i particolari, di sentire gli odori, il
canto del vento. È questa la grandezza delle storie chiuse
nei libri, trasportarti in viaggi e conoscenze distanti chilometri.
Il cileno Francisco Coloane, maestro dei maestri, di cui grazie
alle continue citazioni di Sepùlveda oggi possiamo leggere
le raccolte Terra del Fuoco e Capo Horn, con i suoi magistrali
racconti, dove il viaggio - e il viandante - è spesso
il principale protagonista, ci fa specchiare dentro le ferite
aperte del mondo, di quelle terre estreme, solitarie e libere
dove quasi novantenne, Coloane continua a sciogliere le vele
della sua vecchia barca ogni volta che ricomincia la primavera
australe, e a vagabondare nelle sue stesse narrazioni.
Bruce Chatwin e Luis Sepùlveda, uniti da una breve ma
intensa amicizia, dall'amore per la Patagonia e da un taccuino
moleskine, ci hanno trasmesso le emozioni sentite in quel remoto
mondo, l'uno con un mosaico fatto di appunti -incontri, storie,
paesaggi irreali, digressioni artistiche - l'altro, con la nostalgia
di un treno, ormai morto, che dava al popolo della Patagonia
l'unica possibilità di contatto e di comunicazione, morta
anch'essa insieme alla gente che quel treno lo costruì;
con la vita quotidiana dei suoi discendenti, che ancora abitano
quella terra solitaria, crudele, capace di una fascinazione senza
fine, di un senso di libertà illimitato.
Non ci siamo potuti trattenere dalla tentazione di dire ancora
due parole su questi straordinari viaggiatori/scrittori, anche
se l'intenzione di partenza era un'altra, e cioè quella
di mettere insieme, per raccontarne qualcosa, quei libri di viaggio
dove il viaggio stesso è il protagonista, dove oltre alla
passione per terre e genti più o meno lontane, è
proprio durante il cammino, il percorso, il via-andare che succede
il viaggio. Ma in contromano, senza fretta, con mezzi in via
di estinzione. Mica difficili, solo un filo fuori dalle regole
del profitto, tipo il treno. Modi per scoprire, partecipare,
condividere, vedere e sentire, ognuno con la propria sensibilità,
il proprio intuito e le proprie motivazioni, l'anima di un luogo.
La selezione dei libri di cui diremo non ha alcuna base scientifica,
quindi può darsi ve ne sia qualcuno che non c'entra niente
con quel che abbiamo appena scritto, soltanto ci è piaciuto.
Nel novembre del 1993 i Mano
Negra insieme ad altri due gruppi, i French Lover's e i Royal
de Luxe, a saltimbanchi, tatuatori e bambini di strada, si mettono
sopra una vecchia locomotiva (L'Expreso del Hielo, Espresso del
ghiaccio), adattata a luna park, un baraccone tutto colorato,
per portare la festa in paesi e villaggi colombiani neanche segnati
sulle mappe ma ben noti a narcos e guerrilleros. Partono da Santa
Marta, sulla costa nord, per arrivare a Bogotà, seguendo
il corso del Rio Magdalena. Perché? I treni non
camminano più in Colombia da vent'anni, noi abbiamo dimostrato
che era possibile. Dall'avventura e dall'entusiasmo di
questo gruppetto di sognatori è nato un piccolo libro
memorabile, La Mano Negra in Colombia, dove oltre alla cronaca
del viaggio si raccontano i colombiani, gente giovane che convive
con la morte e sogna soluzioni. Il progetto di Manu Chao, leader
dei disciolti Mano Negra, continua tuttora in Galizia e in Francia:
durante i mondiali di calcio La Caravane des Quartiers,
un grande padiglione itinerante, girovagherà tra i quartieri
marginali delle città francesi.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque
abbia una storia da raccontare; è questa l'idea
che sottende gli incontri proposti da Pino Cacucci in Camminando,
sottotitolo: Incontri di un viandante. Una camminata tra le persone
prima ancora che nei luoghi. Errando tra scrittori affermati
e uomini qualunque in America Latina e in particolare in Messico.
Un bell'andare.
Cesare Fiumi non cammina, guida. Noleggia una macchina verde
e va, ripercorre il tracciato di Jack Kerouac di On the road,
come una mappa del cuore: 16.000 chilometri negli
Stati Uniti, da Est a Ovest e poi la leggendaria Route 66. La
strada è di tutti è qualcosa di più di un
semplice diario di viaggio, di un sogno, di una nostalgia. È
un omaggio alla libertà, ovunque essa sia: si può
partire per qualsiasi storia... Liberi di andare e sostare, deviare
e tornare indietro, magari ricominciando daccapo ogni giorno.
Perché alla fine la strada è di tutti. Basta condividerla.
In Vespa da Roma a Saigon. Sissignori, tutto vero. Nel 92
Giorgio Bettinelli, scrittore e giornalista, si è fatto
24.000 chilometri sopra una Vespa avuta in regalo e in sette
mesi ha attraversato dieci paesi: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan,
India, Bangladesh, Birmania, Thailandia, Laos e finalmente Vietnam.
Strade dissestate, guerriglie, ostacoli. Paesaggi, incontri,
donne in abiti rivestiti di broccato. È la cronaca di
un sogno, puntuale e zeppa di informazioni, sincera e brillante.
Da allora Bettinelli di chilometri ne ha macinati altri 90.000,
dall'Alaska alla Terra del Fuoco, dall'Australia a Città
del Capo.
In viaggio con Mohammed, Heric Hansen ci è andato in barca
a vela. Andava con amici dalle Maldive ad Atene passando per
il Mar Rosso quando, era il 1978, la barca naufragò su
un'isola deserta venti miglia al largo della costa nord dello
Yemen. Lì sull'isola sotterrò i suoi diari, sette
anni di viaggi, pensando di recuperarli dopo pochi giorni. Invece,
dal fortunoso salvataggio, passarono dieci anni. Hansen decide
di ritornare in Yemen per recuperare quella parte della sua memoria
seppellita sotto la sabbia, e accompagnato da Mohammed, guida
e protettore incredibile, comincia la sua ricerca. Dopo due anni
ritrova i suoi diari, e l'anima più intima e segreta di
quel paese.
Stazione centrale. Milano-Mosca,
ciao ciao ad amici e parenti. Mosca-Pechino in Transiberiana,
una galleria di facce. Volo per Calcutta, miseria e morte. E
poi Delhi, il Pakistan, l'Iran, la Turchia. È il 1991
quando Paolo Fattori intraprende il suo grande viaggio A oriente
di Samarcanda. L'idea è quella del diario scritto di getto,
dove trovano posto gioie e struggimenti, sensazioni e paesaggi
memorabili, amicizie e amori. Sette mesi di pellegrinaggio
planetario alla scoperta di mondi altri.
Qui sulla scrivania i libri sono ancora tanti e lo spazio è
quasi finito (?!) Bisogna stringare.
Viaggio di una parigina a Lhasa. 1920, Alexandra David-Néel
a 43 anni parte per l'India pensando di tornare dopo poco, invece
passeranno molti anni. Vuole raggiungere Lhasa (ci ha già
provato in passato): a piedi attraversa strade desolate, si tinge
la faccia di bruno, vive di elemosina, e piano raggiunge la meta.
La città è vietata agli stranieri, è lei
la prima donna europea a entrarvi.
Io continuo a stupirmi che ci siano uomini che decidono
così su due piedi di abbandonare tutto quello che costituisce
la loro vita per partire per un viaggio lungo e pericoloso, in
una terra praticamente sconosciuta: eppure non sto facendo lo
stesso anch'io? Questo vuol forse dire che anch'essi nascondono
nel loro animo un dolore tanto lancinate che lo si può
placare solo fuggendo dall'altra parte del mondo? Oppure ci sono
uomini per cui il viaggio è piacere e avventura, e non
chiedono altro, quando partono, che di vedere nuove terre e nuovi
mari? Questa è la voce di Amedeo, che ha lasciato
nome e titolo a Bolzaretto Superiore, Piemonte, quando è
partito alla ricerca di un'isola senza nome, a vagabondare negli
oceani in un anno qualsiasi del secolo scorso. Il mondo di Amedeo
sta a Est di Cipango, un titolo del libro che riunisce tre racconti,
tre viaggi, tre personaggi che non sanno di essere dentro alla
stessa storia, a un unico destino moltiplicato per tre, diverso
eppure uguale. Una trama tessuta lievemente da Consolata Lanza,
una scrittrice torinese con lo sguardo rivolto all'orizzonte.
Ultima riga, ultimo suggerimento: Atlante del romanzo europeo,
dove le pagine scritte si alternano a carte geografiche. Carte
letterarie che descrivono la Parigi, l'Inghilterra e tutti i
luoghi dove le storie avvengono. |