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SOTTO IL
SEGNO DELL'ACQUARIO
di Paolo dalla Zonca Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe
chiaree..., recita una classica canzoncina popolare, che
coglie laspetto più simpaticamente grottesco della
stagione balneare, quando i pallidi cittadini dal ridotto tono
muscolare si riversano sui litorali alla ricerca di una tostatura
della pelle degna dei figaccioni/e di Baywatch, in genere rimediando
invece generosi eritemi solari. Unaltra classica faceva
Con le pinne, il fucile e gli occhiali, quando il mare
è una tavola blu..., con il protagonista che evidentemente
si apprestava a esplorare le profondità del sesto continente,
appunto, il mare. Sotto la superficie, infatti, mari e oceani
ospitano una delle più ricche riserve di biodiversità,
il mondo degli esseri acquatici, da cui noi tutti proveniamo.
Il mare è stato nella notte dei tempi la culla della vita,
vi si sono evolute milioni di specie, qualcuna ne è uscita,
popolando la terra e anche i cieli. Ma in mare sono rimaste tali
e tante forme di vita quali pochi di noi riusciranno mai a conoscere
per intero. A meno che non si faccia come il protagonista della
seconda canzoncina che ho citato e ci si immerga, magari senza
fucile ma con le bombole e/o con una macchina fotografica o una
videocamera opportunamente protette, possibilmente nei pressi
di qualche scogliera incontaminata. Ahimè, purtroppo però
nei nostri mari lincontaminato si fa sempre più
raro.
Questo fattore, e forse il fatto che la maggior parte di voi
appartiene alla categoria della prima canzoncina, quella dei
chiappe chiare, magari anche poco atletici, potrebbe
farvi preferire landare alla scoperta della vita sottomarina
in un acquario marino. Già, ma dove? Niente paura, il
nostro Paese possiede alcuni di questi impianti: in questo articolo
vi porteremo a spasso per tre grandi acquari italiani, due moderni
e uno antico, ma molto ricco di vita. Procediamo da nord a sud.
Lacquario
di Genova
E il più grande
parco marino dEuropa, aperto dal 1993. Presenta 48 vasche,
per ben 4 milioni e mezzo di litri dacqua di mare, che
riproducono altrettanti ambienti sottomarini e rivieraschi, comprese
4 vasche di ambiente oceanico, con leffetto immersione,
cioè con gallerie trasparenti che vi faranno credere di
passare attrraverso il liquido elemento, quasi a contatto con
le creature che vi nuotano. Ci sono poi 100 vasche per lambientamento
dei nuovi ospiti, mano a mano che arrivano a rimpolpare i 5000
esemplari circa di 500 specie di pesci, rettili, anfibi, mammiferi,
uccelli e insetti. La struttura si trova al Porto Antico di Genova,
vicino al Ponte Spinola.
Il percorso, in via di continua ridefinizione grazie allattività
di ricerca e alla cura continua per la verosimiglianza degli
ambienti, comincia con il molo. Un molo del porto di Genova comera
nel XV secolo vi presenta la fauna del primo approccio delluomo
con il mare. Stelle marine, ricci e pomodori di mare, attinie,
e poi i molluschi, alcuni dei quali amati dai buongustai, come
le granseole, e poi i pesci, tra cui il sarago, amico delle griglie
(forse lui non tanto, ma grigliato è così buono...).
La seconda vasca, quella delle meduse, è preceduta dallauditorium,
dove sono proiettati filmati subacquei. E la prima di tipo
oceanico, e al suo interno pulsano le delicate creature, in questo
caso quelle del Mediterraneo. Chiunque ne abbia conosciuta una
da vicino sa che la medusa è tuttaltro che innocua.
Ogni cellula superficiale del suo corpo è una trappola
a molla: sfiorata, si stacca una specie di sicura e un vero e
proprio ago ipodermico si conficca nelle carni del malcapitato
tamponatore, dove viene iniettata una tossina irritante. Le meduse
trascorrono la loro vita contraendo e decontraendo i muscoli,
disposti a raggiera sullombrello, per salire verso lalto.
Se vogliono scendere non fanno niente, e vanno giù. Per
i movimenti orizzontali, sono in balìa delle correnti.
Si nutrono del plancton che incontrano. Che bella vita!
Tra gli ambienti presentati nelle vasche successive, vediamo
la tipica costa mediterranea, con qualche esempio specifico,
come le scogliere delle Cinque Terre, o la costa sarda, dove
ci sono le foche. Specie vegetali marine, come la posidonia,
vera e propria pianta marina (non è unalga), e ambienti
particolari come la barriera corallina o la foresta di mangrovie
(albero delle foci dei fiumi tropico-equatoriali) sono qui alla
portata di tutti. Ci sono anche i pinguini, in un ambiente climatizzato
tra i 10 e i 15 gradi, che riproduce le coste del sudamerica.
Paesaggi tropicali, il Mar Rosso, le isole vulcaniche dellAtlantico,
tutto riprodotto per benino, con pesci, squali, e tutto. Nella
stagione estiva, fino al 15 settembre, lacquario apre tutti
i giorni. Feriali 9.30-18.30, con ultimo ingresso alle 17.30,
mentre domenica e festivi si chiude alle 20, con ultimo ingresso
sempre unora prima, alle 19. I bambini fino a 3 anni entrano
gratis, 10mila da 3 a 12 anni, 14mila oltre.
Lacquario
dellElba.
Appena nato, nel 1997, ha recuperato
gli spazi di una megadiscoteca a Marina di Campo, nellangolo
sudoccidentale dellisola. E più piccolo di
quello di Genova, 130mila litri dacqua in 43 vasche, ma
17 appena aperte per questa stagione dovrebbero portarlo a superare
il volume di Napoli (vedi dopo).
L'acquario dell'Elba ospita 150 specie tipiche dei mari di Toscana,
tra cui la lampuga, un grosso pesce dalto mare del Tirreno
e del Mediterraneo occidentale, difficile da osservare in natura.
Oltre allacquario, la stessa struttura include il Parco
faunistico elbano, con 250 esemplari di mammiferi e uccelli tipici
dellisola, per circa 170 specie rappresentate. Lorario
estivo, da giugno a tutto settembre, va dalle 9 alle 23.30, il
prezzo è 8mila lire per gli adulti e 6mila per i ragazzi
fino a 12 anni.
Lacquario
di Napoli.
Non è solo un acquario,
è anche un museo in se stesso: è infatti un modello
di acquario ottocentesco ancora in continua attività.
Fu aperto al pubblico nel 1874, quando la tecnologia dellepoca
riuscì a trovare il sistema di mantenere in vita, con
opportuna pulizia e riossigenazione dellacqua, le specie
marine. Curiosamente, fattori extrascientifici, come labolizione
della tassa sul vetro, favorirono la nascita di molti acquari,
tra cui quello di Napoli, alla Villa comunale, ora sede anche
della Stazione zoologica dellUniversità partenopea.
Vediamo un po la storia di questo acquario ottocentesco,
in sé un museo delle tecniche acquaristiche. Fin dal 1867
il naturalista tedesco Anton Dohrn, sostenitore delle allora
nuove teorie darwiniane, andava accarezzando lidea di realizzare,
accanto al mare, un Istituto di biologia marina. Il suo interesse,
una novità tra i biologi dellepoca, era per la biologia
degli animali, non per la semplice descrizione anatomica, pedante
e nozionistica, dei suoi contemporanei. La necessità aguzza
lingegno, Dohrn aveva bisogno di mantenere in vita a lungo
i suoi pesci per vedere come nascevano, crescevano e si accoppiavano,
e inventò un acquario portatile che si portò a
spasso per i mari della Penisola.
Fu così che, ottenuto lo spazio della Villa comunale,
progettò semplicemente un insieme di acquari uno accanto
allaltro, con un duplice scopo: tanti acquari, tante specie,
tanta roba da studiare; aprendo lacquario al pubblico,
a pagamento, si autofinanziava, almeno in parte, il nascente
Istituto di biologia marina.
Ingegno teutonico! Il sistema
fu però progettato da un inglese, Alford Lloyd, un ingegnere
idraulico, appassionato dacquari, molto di moda tra i signori
dellottocento, che aveva messo a punto un sistema di ricircolazione
piuttosto soddisfacente. A Napoli Lloyd fece pompare lacqua
di mare direttamente da fuori la villa, realizzando un sistema
semiaperto che garantiva il rinnovo del liquido nelle vasche
con acqua marina sempre fresca. Il sistema funzionava benissimo,
tanto che fu copiato da altri acquari, come quello del Principato
di Monaco. Il sistema è grosso modo lo stesso ancora oggi.
Lacqua è pompata da due grossi bacini sotterranei,
va alle vasche e torna nei bacini. A ogni giro un terzo dellacqua
delle vasche, un totale di 262mila litri, è totalmente
rinnovato. Lacqua è presa a 300 metri dalla costa,
a 11 metri sotto la superficie, e prima di entrare nei bacini
del circuito decanta in serbatoio. Le vasche esposte sono ventitré,
da 250 a 69mila litri, sono allestite con pietre vulcaniche naturali
e illuminate dallalto con luce naturale. Gli animali esposti
sono tutti del Golfo di Napoli, che nonostante linquinamento
resta unarea ricchissima di vita acquatica. Da marzo a
ottobre lacquario di Napoli è aperto dalle 9 alle
17 nei giorni feriali, domenica e festivi 10-18. Chiuso il lunedì.
RIVISTE
Secondo alcuni studiosi, e
secondo lesperienza comune, la contemplazione dei pesci
nellacquario ha sorprendenti effetti distensivi sul sistema
nervoso. Cè chi si è messo lacquario
in camera da letto. Per sapere tutto su acquari eccetera, vi
indichiamo due riviste specializzate.
Acquarium
Rivista mensile di informazione e attualità acquariofila.
Dal 1970 informa sullacquario di acqua dolce, lacquario
marino mediterraneo e tropicale, lacquario dacqua
fredda, la biologia dei pesci, la coltivazione delle piante acquatiche,
chimica e tecnica dellacquario, il laghetto in giardino,
il terrario e tutto quanto possa essere utile a chi desidera
condurre efficacemente un piccolo ecosistema chiuso. Si trova
nei negozi di acquariologia, o si riceve in abbonamento (edizioni
Primaris, Milano).
Aquarium
oggi
Edizione italiana, nata nel 1994, di una rivista tedesca sul
mercato dal 1983. I suoi redazionali coprono lintero campo
di interesse dellacquariofilo, con in più una grande
cura nella parte fotografica. Alla rivista collaborano naturalisti
e biologi marini. Oltre agli argomenti tecnici che si trovano
nellaltra rivista, Aquarium oggi affronta anche
temi di attualità, come inquinamento e conservazione delle
specie. Anche questa rivista si trova nei negozi di acquari,
in particolare in abbinamento ai prodotti di marca Acquaristica.
Nuotando in libreria:
La bibliografia è sterminata.Ecco una raccolta dei titoli
più significativi.
Acqua dolce: I 101 protagonisti dellacquario
- H. de Jong, W. Paccagnella, ediz. Primaris; Malattie dei
pesci dacquario - D. Untergasser, ediz. Primaris;
Riproduzione dei pesci dacquario senza problemi
- H.J. Richter, ediz. Primaris; Guida per il laghetto da
giardino, K.H. Wieser, ediz. Primaris; Il nuovo libro
delle piante dacquario - G. Brenner, P. Beck, ediz.
Primaris; Ciclidi africani, 2 volumi, Africa orientale
e occidentale, H. Linke e W. Staeck, ediz. Primaris. Il
libro dei pesci tropicali dacqua dolce - A. Mancini,
ediz. Olimpia.
Acqua marina: Lacquario marino tropicale
- F. De Graaf, ediz. Primaris; Nuova guida per lacquario
marino - H. A. Baensch, ediz. Primaris; Malattie dei
pesci dacquario - F. De Graaf, ediz. Primaris; Invertebrati,
voll. 1 e 2 (Stoloniferi, Alcionacei e Gorgonacei; Sclerattinie,
Corallimorfari e Zooantinari) - P. Wilkens, J. Birkholz, ediz.
primaris. Lacquario mediterraneo - V. Zupo, ediz.
Olimpia; Guida agli invertebrati marini tropicali -
A. Mancini, ediz. Olimpia. |