CULTURA

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luglio/agosto 1998


 

TORINO SI FA BELLA

di Cristiano Casassa Mont


Dopo anni di disinteresse, per alcuni snobistico, di quella fondamentale risorsa di lavoro e guadagni insita nel turismo, Torino ed il Piemonte hanno iniziato non solo a riannodare i rapporti oramai scaduti con l'estero, ma addirittura a lanciarsi in imprese di propaganda turistico/culturale al di là dei patri confini. Era ora!

Una città ed una regione che hanno fondato la propria fama e fortuna (se tale può essere definita) sull'industria automobilistica e sul suo indotto, in un mercato di crescente globalizzazione, di introduzione di nuove tecnologie produttive che hanno preso il posto degli uomini, e di ridimensionamento della domanda, non potevano più limitarsi a sperare in una ripresa, dovevano muoversi, dovevano trovare fonti alternative al declino industriale, rilanciare cioè quello che all'ex capitale non è mai mancato: bellezza artistica e naturalistica, cultura, eno-gastronomia e vocazione internazionale.
Oggi possiamo rallegrarci perché qualcosa finalmente inizia a muoversi nel verso giusto. Però se avessimo amato fare della “dietrologia” avremmo potuto interrogarci sulle occasioni perse nell'attesa della “svolta”. La città, forse, oggi sarebbe già più vivibile, con meno violenza e maleducazione, senza tanta criminalità e sporcizia! Ma noi non siamo dietrologi, dunque l'unica cosa che ci resta da fare è guardare in avanti e rimboccarci le maniche: spetta a tutti far sì che la città possa diventare un polo turistico internazionale.
Ma in che modo l'interessamento a Torino ed al Piemonte dei tour-operator potrà essere foriero di benefici?
La risposta è semplice come un'equazione: all'aumentare del turismo aumenta proporzionalmente la domanda di beni e servizi che, per essere soddisfatta, necessiterà di un maggior numero di “ore lavorate”, nei ristoranti, alla guida dei mezzi pubblici, nei negozi, nella tipografia che stampa guide o cartoline etc. Ecco che investire in immagine, organizzazione e qualità della vita significa portare un mucchio di lavoro in più ed un giro di affari da capogiro. Senza considerare il fatto che tra due anni tutti i pagamenti in Europa verranno effettuati con una moneta unica: questo faciliterà ancor più il risvolto economico dell'operazione.
Cos'ha Torino da invidiare a Firenze, Bologna e, soprattutto a Milano? Ha un museo che, già da solo, giustificherebbe il viaggio, il Museo Egizio, che per qualità degli oggetti contenuti supera addirittura il Louvre. Versailles? Noi abbiamo Stupinigi e tutte le altre residenze Sabaude a Rivoli, Venaria, Agliè, Mirafiori, Racconigi. Altro che la Loira. Il barocco piemontese è puro e meraviglioso. Le piazze della Città sono ineguagliabili. Il Monferrato e le Langhe iniziano a contendere al Chianti la seconda cittadinanza di inglesi e tedeschi che, meglio degli italiani, hanno imparato ad apprezzarne la qualità della vita. Sul fronte sportivo le nostre montagne, lanciate con il Campionato del mondo di sci alpino 1997 del Sestrières, concorrono oggi per l'assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2006: la nostra candidatura è già la più favorita. La Juventus infine, volenti o nolenti, è uno dei maggiori ambasciatori dell'italianità nel mondo. Ed è torinese.
Stiamo iniziando a farci conoscere nel mondo non solo per essere la città della Fiat, e questo grazie a numerosi enti pubblici e privati che si stanno adoperando per valorizzare i nostri beni artistici, culturali e ambientali.

Il FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano è attivo dal 1975 ed ha come scopo statutario quello di promuovere la conservazione di ambienti e di beni di interesse artistico, storico, archeologico, paesaggistico, ecologico e di garantirne il futuro con una gestione mirata ed attenta. Nella sua manifestazione più importante, la giornata FAI di primavera, che si svolge nella terza settimana di marzo, da sei anni scopre e fa vedere luoghi che normalmente non sono visibili o che la quotidianità della vita ha svilito o rovinato con un uso non corretto.
Per far sì che anche tra i giovani potesse diffondersi la coscienza della ricchezza del patrimonio artistico di cui dobbiamo riappropiarci, almeno idealmente, nel 1995 è stato fondato il Gruppo Giovani del FAI che, attraverso visite private, viaggi e feste, raccoglie soldi e continua la missione iniziata ventitré anni fa anche tra i ragazzi delle scuole ed gli studenti dell'Università.
Tutti coloro che partecipano alla gestione del Gruppo sono rigorosamente volontari non pagati, dunque questa organizzazione non può essere considerata una fonte di guadagno personale, ma è un modo di farsi una grande e piacevole esperienza in vista di impieghi eventualmente legati alla promozione turistica. Se si pensa che, oggi, gran parte delle offerte di lavoro sono subordinate alla richiesta di esperienza, ben si comprende quale sia il ruolo giocato dalle possibilità che il volontariato culturale offre.
La delegazione FAI di Torino si trova presso Toro Assicurazioni, via dell'Arcivescovado 18, tel. e fax 011/53.09.79 (lun. mart. ven. ore 9-12.30, merc. giov. ore 14.30-18).

Su iniziativa di sei privati cittadini attivi in alcune importanti aziende torinesi, nel 1987 è nata la Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino con la volontà, perseguita negli anni con grande tenacia, di "migliorare la situazione del patrimonio culturale piemontese, organizzando iniziative a beneficio dei beni artistici culturali, da finanziarsi con il concorso degli associati, di alcuni di essi o, eventualmente, con il contributo di terzi". Tra i suoi 28 soci la Consulta annovera la Camera di Commercio, la Fiat, diverse banche ed assicurazioni, l'Italgas oltre a numerose altre aziende farmaceutiche, cosmetiche, dolciarie ed editoriali.
Tra i lavori di recupero, promossi e realizzati grazie ai fondi raccolti dalla Consulta, ricordiamo il restauro dell'Aula del Parlamento Subalpino di Palazzo Carignano (costato 350 milioni di lire), quello della facciata dell'Archivio di Stato (650 milioni), quello delle facciate delle chiese di Santa Cristina, di San Carlo e di San Filippo (per un totale di quasi 3 miliardi di lire), la ristrutturazione e l'allestimento della pinacoteca dell'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino (2,3 miliardi di lire) e, nel 1997, la realizzazione di una nuova sala nella Biblioteca Reale che ospiterà e permetterà la consultazione dei disegni di Leonardo (1,2 miliardi).
Le scelte operative sono state orientate ad interventi rapidi ed efficaci con risultati tangibili e duraturi, effettuati dopo un attento vaglio delle situazioni più critiche nell'area torinese, dimostrando un forte spirito collaborativo con gli enti pubblici preposti alla conservazione dei beni storico-artistici della regione.

Altro ente di particolare peso e prestigio è l'Associazione Torino Città Capitale Europea, nata nel 1995 per volere del Comune di Torino, della Provincia di Torino, della Regione Piemonte, dei due Atenei torinesi, l'Università degli Studi ed il Politecnico, dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino e dalla Compagnia di San Paolo. Lo scopo di questa Associazione, di idee e di mezzi finanziari (necessari per realizzare le prime), è quello di promuovere e coordinare le manifestazioni culturali, quali incontri e mostre “nello spirito della crescita del ruolo della città di Torino e del Piemonte, in particolare in occasione di appuntamenti di grande richiamo culturale e turistico da oggi al 2000”, ed il recupero dell'intera zona storica compresa tra le Porte Palatine e la Mole Antonelliana con particolare riferimento alla Cavallerizza Reale.
Per la realizzazione di questo grandioso progetto, l'Associazione Torino Capitale ha promosso uno studio approfondito realizzato dal Politecnico di Torino. Attraverso il lavoro di alcune commissioni formate ad hoc che hanno avuto la collaborazione di numerosi esperti esterni, sono stati realizzati programmi di grande interesse e richiamo come gli ultimi legati al centocinquantenario dell'emanazione dello Statuto Albertino o all'ostensione della Sindone.
Si tratta dunque di un ente di “volontariato istituzionale” che con l'unione delle proprie forze e delle diverse competenze, capacità e posizione è in grado di contribuire in modo fondamentale per il rilancio di Torino e del Piemonte.
A livello cittadino sono oltre 20 le associazioni che si occupano della città. Vogliamo qui ricodare l'Associazione Amici di Palazzo Reale (tel. 011/436.00.12), gli Amici dell'Archivio di Stato (tel. 011/54.03.82), l'Associassion Piemontèisa (tel. 011/812.74.11), Ca Nostra (tel. 011/812.79.09), la Famija Turinèisa (tel. 011/817.81.08) ed il Centro Studi Piemontesi - Ca dë Studi Piemontèis (tel. 011/53.74.86).


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