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TORINO SI
FA BELLA
di Cristiano Casassa Mont Dopo anni di disinteresse, per alcuni snobistico, di
quella fondamentale risorsa di lavoro e guadagni insita nel turismo,
Torino ed il Piemonte hanno iniziato non solo a riannodare i
rapporti oramai scaduti con l'estero, ma addirittura a lanciarsi
in imprese di propaganda turistico/culturale al di là
dei patri confini. Era ora!
Una città ed una regione
che hanno fondato la propria fama e fortuna (se tale può
essere definita) sull'industria automobilistica e sul suo indotto,
in un mercato di crescente globalizzazione, di introduzione di
nuove tecnologie produttive che hanno preso il posto degli uomini,
e di ridimensionamento della domanda, non potevano più
limitarsi a sperare in una ripresa, dovevano muoversi, dovevano
trovare fonti alternative al declino industriale, rilanciare
cioè quello che all'ex capitale non è mai mancato:
bellezza artistica e naturalistica, cultura, eno-gastronomia
e vocazione internazionale.
Oggi possiamo rallegrarci perché qualcosa finalmente inizia
a muoversi nel verso giusto. Però se avessimo amato fare
della dietrologia avremmo potuto interrogarci sulle
occasioni perse nell'attesa della svolta. La città,
forse, oggi sarebbe già più vivibile, con meno
violenza e maleducazione, senza tanta criminalità e sporcizia!
Ma noi non siamo dietrologi, dunque l'unica cosa che ci resta
da fare è guardare in avanti e rimboccarci le maniche:
spetta a tutti far sì che la città possa diventare
un polo turistico internazionale.
Ma in che modo l'interessamento a Torino ed al Piemonte dei tour-operator
potrà essere foriero di benefici?
La risposta è semplice come un'equazione: all'aumentare
del turismo aumenta proporzionalmente la domanda di beni e servizi
che, per essere soddisfatta, necessiterà di un maggior
numero di ore lavorate, nei ristoranti, alla guida
dei mezzi pubblici, nei negozi, nella tipografia che stampa guide
o cartoline etc. Ecco che investire in immagine, organizzazione
e qualità della vita significa portare un mucchio di lavoro
in più ed un giro di affari da capogiro. Senza considerare
il fatto che tra due anni tutti i pagamenti in Europa verranno
effettuati con una moneta unica: questo faciliterà ancor
più il risvolto economico dell'operazione.
Cos'ha Torino da invidiare a Firenze, Bologna e, soprattutto
a Milano? Ha un museo che, già da solo, giustificherebbe
il viaggio, il Museo Egizio, che per qualità degli oggetti
contenuti supera addirittura il Louvre. Versailles? Noi abbiamo
Stupinigi e tutte le altre residenze Sabaude a Rivoli, Venaria,
Agliè, Mirafiori, Racconigi. Altro che la Loira. Il barocco
piemontese è puro e meraviglioso. Le piazze della Città
sono ineguagliabili. Il Monferrato e le Langhe iniziano a contendere
al Chianti la seconda cittadinanza di inglesi e tedeschi che,
meglio degli italiani, hanno imparato ad apprezzarne la qualità
della vita. Sul fronte sportivo le nostre montagne, lanciate
con il Campionato del mondo di sci alpino 1997 del Sestrières,
concorrono oggi per l'assegnazione delle Olimpiadi invernali
del 2006: la nostra candidatura è già la più
favorita. La Juventus infine, volenti o nolenti, è uno
dei maggiori ambasciatori dell'italianità nel mondo. Ed
è torinese.
Stiamo iniziando a farci conoscere nel mondo non solo per essere
la città della Fiat, e questo grazie a numerosi enti pubblici
e privati che si stanno adoperando per valorizzare i nostri beni
artistici, culturali e ambientali.
Il FAI, Fondo per l'Ambiente
Italiano è attivo dal 1975 ed ha come scopo statutario
quello di promuovere la conservazione di ambienti e di beni di
interesse artistico, storico, archeologico, paesaggistico, ecologico
e di garantirne il futuro con una gestione mirata ed attenta.
Nella sua manifestazione più importante, la giornata FAI
di primavera, che si svolge nella terza settimana di marzo, da
sei anni scopre e fa vedere luoghi che normalmente non sono visibili
o che la quotidianità della vita ha svilito o rovinato
con un uso non corretto.
Per far sì che anche tra i giovani potesse diffondersi
la coscienza della ricchezza del patrimonio artistico di cui
dobbiamo riappropiarci, almeno idealmente, nel 1995 è
stato fondato il Gruppo Giovani del FAI che, attraverso visite
private, viaggi e feste, raccoglie soldi e continua la missione
iniziata ventitré anni fa anche tra i ragazzi delle scuole
ed gli studenti dell'Università.
Tutti coloro che partecipano alla gestione del Gruppo sono rigorosamente
volontari non pagati, dunque questa organizzazione non può
essere considerata una fonte di guadagno personale, ma è
un modo di farsi una grande e piacevole esperienza in vista di
impieghi eventualmente legati alla promozione turistica. Se si
pensa che, oggi, gran parte delle offerte di lavoro sono subordinate
alla richiesta di esperienza, ben si comprende quale sia il ruolo
giocato dalle possibilità che il volontariato culturale
offre.
La delegazione FAI di Torino si trova presso Toro Assicurazioni,
via dell'Arcivescovado 18, tel. e fax 011/53.09.79 (lun. mart.
ven. ore 9-12.30, merc. giov. ore 14.30-18).
Su iniziativa di sei privati
cittadini attivi in alcune importanti aziende torinesi, nel 1987
è nata la Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici
e Culturali di Torino con la volontà, perseguita negli
anni con grande tenacia, di "migliorare la situazione del
patrimonio culturale piemontese, organizzando iniziative a beneficio
dei beni artistici culturali, da finanziarsi con il concorso
degli associati, di alcuni di essi o, eventualmente, con il contributo
di terzi". Tra i suoi 28 soci la Consulta annovera la Camera
di Commercio, la Fiat, diverse banche ed assicurazioni, l'Italgas
oltre a numerose altre aziende farmaceutiche, cosmetiche, dolciarie
ed editoriali.
Tra i lavori di recupero, promossi e realizzati grazie ai fondi
raccolti dalla Consulta, ricordiamo il restauro dell'Aula del
Parlamento Subalpino di Palazzo Carignano (costato 350 milioni
di lire), quello della facciata dell'Archivio di Stato (650 milioni),
quello delle facciate delle chiese di Santa Cristina, di San
Carlo e di San Filippo (per un totale di quasi 3 miliardi di
lire), la ristrutturazione e l'allestimento della pinacoteca
dell'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino (2,3 miliardi
di lire) e, nel 1997, la realizzazione di una nuova sala nella
Biblioteca Reale che ospiterà e permetterà la consultazione
dei disegni di Leonardo (1,2 miliardi).
Le scelte operative sono state orientate ad interventi rapidi
ed efficaci con risultati tangibili e duraturi, effettuati dopo
un attento vaglio delle situazioni più critiche nell'area
torinese, dimostrando un forte spirito collaborativo con gli
enti pubblici preposti alla conservazione dei beni storico-artistici
della regione.
Altro ente di particolare peso
e prestigio è l'Associazione Torino Città Capitale
Europea, nata nel 1995 per volere del Comune di Torino, della
Provincia di Torino, della Regione Piemonte, dei due Atenei torinesi,
l'Università degli Studi ed il Politecnico, dalla Fondazione
della Cassa di Risparmio di Torino e dalla Compagnia di San Paolo.
Lo scopo di questa Associazione, di idee e di mezzi finanziari
(necessari per realizzare le prime), è quello di promuovere
e coordinare le manifestazioni culturali, quali incontri e mostre
nello spirito della crescita del ruolo della città
di Torino e del Piemonte, in particolare in occasione di appuntamenti
di grande richiamo culturale e turistico da oggi al 2000,
ed il recupero dell'intera zona storica compresa tra le Porte
Palatine e la Mole Antonelliana con particolare riferimento alla
Cavallerizza Reale.
Per la realizzazione di questo grandioso progetto, l'Associazione
Torino Capitale ha promosso uno studio approfondito realizzato
dal Politecnico di Torino. Attraverso il lavoro di alcune commissioni
formate ad hoc che hanno avuto la collaborazione di numerosi
esperti esterni, sono stati realizzati programmi di grande interesse
e richiamo come gli ultimi legati al centocinquantenario dell'emanazione
dello Statuto Albertino o all'ostensione della Sindone.
Si tratta dunque di un ente di volontariato istituzionale
che con l'unione delle proprie forze e delle diverse competenze,
capacità e posizione è in grado di contribuire
in modo fondamentale per il rilancio di Torino e del Piemonte.
A livello cittadino sono oltre 20 le associazioni che si occupano
della città. Vogliamo qui ricodare l'Associazione Amici
di Palazzo Reale (tel. 011/436.00.12), gli Amici dell'Archivio
di Stato (tel. 011/54.03.82), l'Associassion Piemontèisa
(tel. 011/812.74.11), Ca Nostra (tel. 011/812.79.09), la Famija
Turinèisa (tel. 011/817.81.08) ed il Centro Studi Piemontesi
- Ca dë Studi Piemontèis (tel. 011/53.74.86). |