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UNA MONETA
CADUTA IN PIEDI
Esperienza
dei volontari antincendi boschivi della Valle Bormida
di Sergio Daniele Dappino Si è concluso il 20 aprile u.s. il nostro primo
progetto di interscambio di volontariato europeo. La Volontaria
francese della città di Strasburgo si chiama Leila Zaidi
ed è arrivata nella nostra realtà il 20 di ottobre
1997. Quella sera, alla stazione di Milano Centrale, c'era tanta
emozione.
Eravamo consapevoli di avere una grande opportunità di
dialogo, di confronto, di reciproche esperienze, ma c'era anche
preoccupazione di non riuscire ad essere all'altezza della situazione.
In effetti nelle giornate di preparazione avvenute in febbraio
a Perugia, le problematiche che erano emerse di inserimento,
di diversa cultura, di capacità organizzativa, di probabili
periodi di nostalgia da parte del Volontario, ci rendevano particolarmente
nervosi e irascibili.
Ore 19.25 "è in arrivo sul 4° binario l'Eurocity
da Strasburgo" e il cuore cominciò a battere ancora
più forte. Non sapevo comera, anche perché
il fax con la sua foto era completamente scuro. Io e gli altri
due associati avevamo però indossato delle visibilissime
giacche arancioni con bande rifrangenti con la scritta sulla
schiena "A.I.B. VALLE BORMIDA", pertanto ci doveva
riconoscere sicuramente, anche se improvvisamente alla stazione
fosse mancata la luce.
"Arriva una bionda." "No non è lei, è
bassa, lei è alta un metro e settanta e poi è scura",
passano alcuni minuti di panico: forse all'ultimo minuto ha rinunciato.
Poi finalmente dietro a un carrello con tre valige e due borse,
un sorriso: "Daniel", "Leila" alcune frasi
incomprensibili in inglese misto francese e italiano, ma è
arrivata. Primi pensieri mai detti a nessuno "speriamo che
resista ed è anche carina" (scusate il pensiero classico
maschilista, ma il primo impatto è questo).
Carichiamo le valige in macchina e ci fermiamo all'autogrill
per mangiare un boccone. Lei, in inglese "Io non mangio
carne di maiale, sono mussulmana". Io, in italiano "Ma
come... e il prosciutto, la carbonara, gli spiedini?" Arrivano
le prime telefonate sul cellulare "Allora com'è,
è arrivata?" "Sì, ma è mussulmana,
poi ti racconto".
Il viaggio di ritorno è stato allucinante, tra nebbia,
emozione, abbiamo fatto la tangenziale in senso opposto e siamo
arrivati a casa a mezzanotte.
Prima sistemazione e all'indomani mattina subito al lavoro. Abbiamo
immediatamente preso contatti con il professore d'italiano, perché
Leila doveva apprendere la lingua in tempi rapidi (la voglia
di confronto era tanta), ma il 25 di ottobre arriva un fax dal
Dipartimento della Protezione Civile: precettati per il terremoto
in Umbria. Il 30 di ottobre si parte, con il nostro camion, per
Valtopina, carichi di biscotti della Saiwa. 10 giorni di lavoro
al campo Alessandria a pulire gabinetti, ritirare rifiuti, portare
il pranzo e la cena ai vecchietti.
Il tempo è passato velocemente,
troppo veloce. Alla Volontaria abbiamo eseguito il programma
come il progetto prevedeva: corso di antincendio boschivo, corso
di salvataggio e roccia, corso di radiotelecomunicazioni, orientamento
notturno, corso di topografia. Non abbiamo eseguito il corso
di pronto soccorso, in quanto Leila aveva un'esperienza maggiore
rispetto alla nostra. Infatti ci ha insegnato parecchie cose
in merito. Inoltre nel periodo caldo degli incendi siamo intervenuti
più di 12 volte, e Leila ha sempre dimostrato di essere
all'altezza della situazione, svegliandosi anche alle quattro
del mattino.
In pratica, noi abbiamo dato la nostra esperienza e le nostre
capacità operative, lei ci ha insegnato una cultura, un
modo di vivere e di pensare. Leila non è più una
Volontaria, ma un'amica che non dimenticheremo mai. È
stata un'esperienza positiva sotto tutti i profili, abbiamo avuto
l'opportunità di conoscere la sua famiglia, di mangiare
il cous cous, di capire meglio le problematiche del popolo arabo,
di conoscere una cultura in modo approfondito e non a livello
scolastico (e, sinceramente, chi se ne ricordava?), di rispolverare
l'inglese, di vivere in prima persona il periodo del Ramadan.
Di capire che questa ragazza dalla doppia nazionalità
si sente un'emigrata per gli algerini e un'immigrata per i francesi.
Sinceramente, penso che tutti noi fossimo innamorati di Leila,
ma attenzione, un amore per questa ragazza basato soprattutto
sul grande spirito d'adattamento, sul suo modo di fare e di essere,
sulla sua capacità di rendersi disponibile a risolvere
i problemi personali. Noi abbiamo lanciato una moneta in aria,
poteva cadere testa o croce, questa moneta è caduta in
piedi, meglio di così non poteva capitarci.
Alla "cena dell'arrivederci", un breve mio discorso
e la situazione mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi e
non solo a me. Poi ho pensato "ma serve tutto questo?"
Sì, serve. Per concludere, il nostro problema adesso è:
con un'altra esperienza avremo gli stessi risultati? |