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TE LO DO IO IL PATENTINO!
Tra sicurezza stradale ed educazione stradale c'è un legame inscindibile: l'una dipende in larga parte dall'altra. Per questo dal primo luglio è scattato l'obbligo di avere un certificato di idoneità (patentino) per i giovani dai 14 ai 17 anni alla guida di un ciclomotore.

di Daniela Finocchi


A questo scopo sono stati realizzati corsi gratuiti nelle scuole o a pagamento nelle autoscuole (dai 100 ai 200 euro). Per ottenere il patentino era necessario frequentare uno di questi corsi di educazione stradale e sostenere un esame di idoneità di sola teoria. A stabilire tutto questo l'articolo 116 del Codice della strada (modificato dal decreto legislativo n.9/2002) che prevede, per gli inadempienti, il fermo del mezzo e una sanzione di 516 euro.
Secondo il VII Rapporto Due Ruote di Aci e Censis, a fronte di un 58,8 per cento di giovani che si dicono d'accordo con l'introduzione del certificato di idoneità, spicca un 16,2 per cento che ignorerà quest'obbligo. A questo si aggiunge che solo 700 mila ragazzi, su un bacino potenziale di 1,5 milioni, sono riusciti ad ottenere gratuitamente il patentino a scuola grazie ai 20 mila corsi di formazione organizzati dal Ministero dell'Istruzione in accordo con quello dei Trasporti (che sono continuati nelle scuole tutto il mese di luglio).
In verità l'educazione stradale nelle scuole è prevista già dal 1992 per legge. "Per quanto ci riguarda, si tratta di un percorso che portiamo avanti da anni e che coinvolge diverse discipline - dice Luigi Roattino, vice preside dell'Istituto Tecnico Agrario di Pianezza - i corsi per il patentino si inseriscono nel più ampio programma dell'educazione stradale. Per esempio, già da quattro anni organizziamo anche dei corsi di guida sicura rivolti agli allievi neopatentati del quinto anno, presso un centro specializzato di Susa. Hanno molto successo ed abbiamo ottenuto eccellenti risultati. In merito al certificato di idoneità per i motorini, invece, la nostra scelta è stata quella di accogliere nei corsi delle dodici ore i ragazzi che già ne possedevano uno. Abbiamo ospitato anche alunni provenienti da altre scuole e solo una minima percentuale non è riuscita a presentarsi agli esami. I ragazzi erano molto motivati e attenti, nessuno ha affrontato l'impegno con superficialità o sufficienza e il successo dell'esame finale si è assestato nella media degli standard".
Chi non è riuscito a frequentare i corsi gratuiti, dovrà ricorrere alle scuole guida, per una spesa complessiva delle famiglie che il Censis stima tra i 120 e i 130 milioni di euro.
"Secondo me farlo presso una scuola guida significa avere un istruttore tutto per te, a tua disposizione, con attrezzature adatte allo studio - dice Alessandro, che ha 15 anni - a scuola, vuoi per il poco tempo, vuoi soprattutto per il numero di ragazzi in ogni corso, si rischia di non capire nulla". "Non è mica vero - incalza Giovanni - nel mio istituto eravamo tanti, circa cinquanta, ma siamo stati seguiti bene ed abbiamo ottenuto una buona preparazione. Insomma, a me è servito molto e sono riuscito a superare l'esame facilmente".
I maggiorenni non sono esclusi dal discorso e farebbero bene a prepararsi, dal momento che fra un anno (primo luglio 2005) anche chi ha più di 18 anni dovrà possedere il patentino (sempre che non abbia già la patente).
"La maggiore difficoltà che incontriamo è quella di riuscire a iscrivere i ragazzi agli esami di teoria - dice Laura Moine, titolare dell'Autoscuola Pianezza - la Motorizzazione, infatti, non è in grado di far fronte alle richieste e non fa che rimandare le iscrizioni. Per un'autoscuola è piuttosto antipatico dover posticipare la presentazione dei propri allievi, che hanno già raggiunto la preparazione necessaria. I ragazzi che frequentano le nostre lezioni sono motivati e attenti. Sono quelli che non sono riusciti a frequentare i corsi scolastici perché il loro istituto non li ha organizzati oppure perché hanno già smesso di studiare, quindi non hanno più contatti con la scuola".
Non è detto però che chi abbia conseguito la patente o il "patentino" si ricordi perfettamente ogni regola del codice della strada, anzi ci sono disposizioni spesso disattese proprio perché non si sa che una certa azione, in auto o in moto, è vietata. La legge però non ammette ignoranza ("ignorantia iuris non excusat"), ecco quindi alcune regole che è bene non dimenticare.
Intanto, il certificato d'idoneità non è un documento d'identità. Viene rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è necessario per la guida del ciclomotore ma deve sempre essere accompagnato da un documento di riconoscimento (art. 3 Legge n. 214/03).
Altra disposizione che richiede un'osservanza assoluta è quella del casco obbligatorio, non solo per le sanzioni previste (da 68,25 a 275,10 euro, fermo del veicolo) ma anche per i rischi cui si va incontro. L'Istituto Superiore della Sanità ha stimato che solo nel 2004, grazie all'uso di casco e cinture, si saranno evitati oltre 30 mila ricoveri, circa 3 mila casi di invalidità e 2 mila morti. Soprattutto si è registrata una riduzione della gravità degli incidenti, quantificata intorno al 50 per cento. Da ricordare che il casco è obbligatorio anche per il passeggero (passibile anch'esso di sanzione). Lo stesso dicasi per la cintura in auto: multa al passeggero che ne è sprovvisto (anche nel sedile posteriore della vettura) e al guidatore. Quest'ultimo, inoltre, rischia 5 punti della patente (con sospensione per 15 giorni in caso di recidiva).
In sintesi, le sanzioni revisionate o inasprite dal decreto del 27 giugno 2003 riguardano: la circolazione contromano; attraversamento d'incrocio con semaforo rosso (con sospensione della patente in caso di recidiva); sorpassi vietati (con sospensione della patente per i casi più gravi); utilizzo del telefono cellulare durante la guida; mancata precedenza ai pedoni; mancato utilizzo della cintura di sicurezza. Inoltre, è stata prevista una sanzione specifica per il conducente che lascia il motore acceso durante la sosta (che vale anche per i motorini).
Ma quali sono le regole meno note e maggiormente disattese?
"I ragazzi spesso ignorano che gli specchietti retrovisori sono obbligatori anche sui motorini - precisa l'ispettore Mauro Latore del Centro Studi della Polizia Municipale di Torino - oppure che il divieto dell'uso del telefono cellulare in auto riguarda qualsiasi apparecchio radio, quindi è anche vietato ascoltare registratori o cd con le cuffiette. Il conducente di un ciclomotore deve poi avere il libero uso di gambe e braccia e tenere due mani sul manubrio. Quindi, non può reggere borse, pacchetti o tenere qualcosa fra le gambe e contemporaneamente guidare". E lo sapevate che sollevare la ruota anteriore della moto non è solo un'inutile e pericolosa bravata, ma è proprio vietato? Così come è vietato posteggiare sul marciapiede, oppure sostare negli spazi riservati alle corsie degli autobus, alle piste ciclabili, ai taxi, ai veicoli degli invalidi oppure davanti a scivoli o ai raccordi tra i marciapiedi (68,25 euro di multa e in quasi tutti i casi due punti in meno sulla patente). Importantissimo ricordare l'assicurazione obbligatoria (687,75 euro di multa e sequestro del veicolo). È sanzionabile anche il rumore (33,60 euro) e se dovesse esserci la denuncia di qualche cittadino si configura persino il reato di disturbo della quiete pubblica. Lo stesso dicasi per chi tiene la radio accesa ad alto volume, anche (ebbene sì!) se è fermo. I vigili urbani, a Torino, sono comunque a disposizione di tutti i cittadini che abbiano qualche dubbio o cerchino informazioni sul tema al numero verde gratuito 800272130.

 
La ricerca
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  Secondo la ricerca 2004 Aci Censis, il 36,4% degli italiani, contro il 25,5% del 2001, viaggia su scooter e moto.
Le donne prevalgono sia tra i nuovi utenti sia tra i "fedelissimi", mentre scooter e moto diventano sempre più un bene di famiglia.
Quarantenni, cinquantenni e ultra 65enni sono ormai più numerosi degli under 34 (il 6,5% contro il 6,1%). Ma la maturità degli utenti non coincide con un aumento del senso civico. Anzi, lievita fino al 40% la percentuale di chi viola il Codice della strada, commettendo anche più infrazioni contemporaneamente.
Le più frequenti? Nell'ordine: il trasporto del passeggero (15%), il mancato uso del casco (13%), il sorpasso a destra (10%), il passaggio con il rosso (8,7%), la mancata accensione delle luci (7,8%).
   
 
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