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settembre/ottobre 2004








manifestazione "Identità e Differenza"


Info

Centro Interculturale della Città di Torino
Ufficio "Identità e Differenza" - Corso Taranto, 160 - 10154 Torino

NUMERO VERDE della Vetrina per Torino 800.015.475
identita@comune.torino.it
www.comune.torino.it...

www.torinocultura.it

Il programma completo delle iniziative è in distribuzione dai primi di settembre presso il Centro Interculturale, gli Informagiovani, le biblioteche, l'Università, la Vetrina per Torino, l'Informacittà.

IDENTITÀ E DIFFERENZA 2004
Agli inizi di ottobre il Centro Interculturale della Città di Torino sospende le proprie attività di formazione per realizzare la manifestazione "Identità e Differenza", giunta alla sua undicesima edizione. Dal 2 al 10 ottobre, gli spazi interni ed esterni di Corso Taranto 160 si trasformano in "Un Centro per le Culture", una vetrina di quanto di meglio il sistema città realizza in ambito interculturale attraverso mostre, conferenze, laboratori, dibattiti, spettacoli. Quest'anno sono state privilegiate le esperienze di contaminazioni fra culture, fra discipline, fra generi artistici e persone di mondi diversi.

di Donatella Sasso

Sabato 2 ottobre, dopo l'inaugurazione alla presenza delle autorità cittadine alle ore 15, si può assistere a una rappresentazione di "sabar", tipica danza senegalese che coinvolgerà tutti i partecipanti. Sono previste anche serate dedicate al teatro, alla musica, al cinema con ospiti internazionali.
Al di fuori del Centro vengono riproposte alcune iniziative ormai diventate appuntamenti fissi, come il Campionato del mondo di calcio a cinque e la no-stop cinematografica al Cinema Massimo, che quest'anno prevede film palestinesi e israeliani e testimonianze sulla quotidianità del conflitto. La rassegna musicale "Torino World Music Meeting", che ha avuto un'anticipazione il 6 luglio, propone un ampio panorama di artisti provenienti dall'Africa subsahariana e dall'Egitto, dall'Asia e dalla Turchia fino alla Francia dei migranti maghrebini. Una novità sono una mostra e una rassegna di film e documentari presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Anche quest'anno "Identità e Differenza" apre uno spazio su temi di interesse collettivo attraverso una Tavola Rotonda sul dialogo interreligioso, in una prospettiva insieme storica e attuale, che coinvolga studiosi, uomini di fede e tutti i cittadini interessati. Il progetto, che si svilupperà oltre la manifestazione, prevede momenti di riflessione e dibattito, eventi a carattere artistico e culturale e l'avvio di una ricerca su tempi, modi e luoghi della religiosità a Torino.
Per comprenderne più a fondo lo spirito dell'iniziativa abbiamo posto alcune domande a Francesco Remotti, docente di Antropologia Culturale all'Università di Torino e membro del Comitato Scientifico del Centro Interculturale.
Quale peso hanno avuto i recenti eventi bellici internazionali nella decisione di avviare una riflessione sul dialogo interreligioso?
Certamente gli eventi degli ultimi anni hanno avuto un peso nella nostra scelta. Sempre più frequentemente i conflitti si ammantano di significati religiosi, sebbene fra le loro cause si celino anche motivi di ordine economico e politico. Le forme più estreme di terrorismo tendono a legittimarsi attraverso motivazioni religiose. Il Centro Interculturale non poteva sottrarsi a una sfida di questo tenore. Ha deciso dunque di avviare una riflessione sul peso delle religioni nell'organizzazione della vita culturale e nei rapporti fra appartenenti a confessioni diverse.
I contesti in cui storicamente hanno convissuto pacificamente differenti confessioni religiose spesso danno fastidio e vengono trasformati in terreni di odio e conflitto. Quali sono le ricette per evitare queste degenerazioni?
Il Centro Interculturale intende mettere in evidenza come le religioni non siano necessariamente aggressive e conflittuali. Si pone il compito di analizzare luoghi della convivenza e indagare le condizioni che, in tempi passati e recenti, la rendono praticabile. La comprensione di queste condizioni può offrire buone pratiche esportabili anche in contesti differenti. Certamente spinte economiche e politiche sono una minaccia alle società multi-religiose, ma non possiamo negare che esistano religioni intrinsecamente più pacifiche e tolleranti e altre meno.
Quali obiettivi duraturi auspica di raggiungere attraverso il progetto avviato dal Centro Interculturale?
La ricerca sulla religiosità a Torino, che si inserisce nel solco di indagini già avviate, intende fornire ai politici, agli amministratori, ma anche alla cittadinanza dati e informazioni su cui lavorare e riflettere. Sono convinto che l'abbattimento di stereotipi, pregiudizi e diffidenze passi principalmente attraverso la conoscenza reciproca.
 
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