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LA TV TIENE COMPAGNIA?
Ho 16 anni, passo noiosi pomeriggi sui libri e alla sera durante la settimana non posso mai uscire perché la mamma rompe. Che faccio per distrarmi e far passare il tempo? Facile. Muovo un dito, accendo la TV.

di Viviana Masi


I giovani vedono la TV come un passatempo, non come un mezzo d'informazione. Del modo attuale di fare informazione i giovani non si fidano troppo. Buona parte dell'informazione sembra essere di parte, manipolata dal potere politico. In più se ne trova ben poca, infilata tra reality show, programmi "contenitori" senza contenuti, vuota comicità. La televisione dunque non fa informazione, tiene compagnia.
È questo uno degli aspetti principali rilevati anche dal rapporto "Giovani e media" del Censis. Percentuali altissime di ragazzi vedono nella televisione una grande narratrice di storie e passano molto tempo della loro giornata, specie nella fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, a guardare film e telefilm. I numeri parlano chiaro: il 71,9 % degli adolescenti, attesta il Censis, preferisce guardare le fiction, a fronte di un 7,2% che è interessato a vedere documentari ed inchieste giornalistiche. I programmi culturali, si collocano in assoluto all'ultimo posto.
Data l'importanza e l'attualità del tema, anche Macramè, il piano di comunicazione fatto da giovani per i giovani, promosso dal Gruppo Abele di Torino e dall'associazione di associazioni Libera (vedi box), ha voluto verificare il rapporto tra giovani e informazione.
Lo ha fatto organizzando due forum di discussione che hanno coinvolto 130 studenti di scuole superiori di Torino e Messina. I ragazzi si sono confrontati su tre questioni fondamentali: perché è importante il diritto all'informazione? Quali sono le condizioni che fanno sì che esso sia garantito? Se foste il direttore di una TV chiamata "Telemettoinprima" quale programma mandereste in onda per vincere la gara dell'audience? A queste domande i ragazzi hanno risposto con entusiasmo e partecipazione, esternando le loro perplessità come fruitori dei media e della televisione in particolare. Quel che trovano accendendola, dicono gli studenti, sono trasmissioni "vuote". Il "vuoto" per eccellenza è rappresentato dai reality show. Eppure, per quanto paradossale possa apparire, in molti casi è proprio un reality show che i ragazzi inserirebbero in un ipotetico palinsesto se il loro fine, come direttori di una rete televisiva, fosse vincere la dura battaglia dell'audience.
Tra gli studenti piemontesi e siciliani è emersa con forza la consapevolezza che la televisione è prima di tutto un grande business: l'audience e i ricavi pubblicitari assumono sempre più rilievo sulle scelte del palinsesto. La domanda, quindi, è nata spontanea: quanto siamo corresponsabili del tipo di programmazione di trasmissioni senza valore formativo e culturale che vengono mandate in onda? Ecco alcune delle risposte: "Non è tanto colpa di chi ci fornisce questi programmi. Il fatto è che siamo noi a richiederli. Chi decide cosa mandare in onda ci fornisce quel che a noi piace di più, quindi la responsabilità è soprattutto nostra"; "L'informazione siamo noi. Se il Grande Fratello ha ascolti così alti è perché siamo noi a guardarlo"; "Siamo noi che ci dobbiamo interessare a qualcosa di significativo. Cosa ci danno i reality show?". Critici della Tv, ma anche di sé stessi. A riassumere bene questa apparente contraddittorietà, una frase del rapporto Censis: "I giovani sono grandi consumatori di televisione, ma non la amano".

 
Macramè. Una rivista, un sito internet e forum di discussione per i giovani.
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  Cos'è Macramè?
Le domande dalle quali è partita l'idea di creare Macramè sono state le seguenti: chi parla e come ai ragazzi di diritti, cittadinanza, legalità, giustizia sociale? Chi offre loro spazi e strumenti per discutere, ragionare e progettare su questi temi? Come dare concretezza alla voglia di partecipazione dei giovani? Come aiutare i docenti, gli animatori e gli operatori sociali a lavorare insieme agli adolescenti? Per rispondere concretamente a queste domande, tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002, il Gruppo Abele di Torino (www.gruppoabele.org) e l'associazione di associazioni Libera (www.libera.it) hanno deciso di dare vita ad un piano di comunicazione che metta a disposizione dei giovani tre strumenti: una rivista - bimestrale, monografica, diffusa per abbonamento postale - un sito internet (http://macrame.gruppoabele.org) e momenti di discussione nelle scuole (forum).

Obiettivi di Macramè
Macramè si propone i seguenti obiettivi: a) fornire una informazione corretta e fruibile sui temi dei diritti, della cittadinanza, della legalità, della giustizia sociale, dando ai ragazzi la possibilità di esprimere le loro opinioni, lanciare le loro idee e proposte, raccontare le loro storie; b) costruire una rete nazionale composta da studenti, insegnanti, operatori sociali e volontari; c) promuovere la costituzione di un "laboratorio di giornalismo" per ragazzi; d) promuovere la conoscenza e l'utilizzo di strumenti e progetti già esistenti presso il Gruppo Abele, Libera ed altre associazioni ed enti da tempo impegnati nel settore dei diritti, della cittadinanza e della legalità.

Temi trattati e quelli futuri
I temi sinora trattati: diritto e dovere allo studio, consumo e consumismo, diritto al divertimento, conflitti, diritto a sognare, diritto alla partecipazione, diritto all'ambiente. Di prossima pubblicazione: diritto all'informazione, diritto alla notte, uguaglianza e diversità.

Significato del termine macramè
Macramè è una parola arabo-turca e definisce un'antica arte di tessitura che consiste nell'intrecciare manualmente e con molta pazienza singoli fili per produrre una tela di pregiato valore. Il piano di comunicazione Macramè nasce dall'intreccio di esperienze e di competenze diverse. La tela del macramè è molto curata ai bordi: il bordo, il margine, la strada, spesso considerati un problema, per il Gruppo Abele e per Libera sono il punto fondante del proprio agire. Infine, prendendo spunto dall'etimologia non italiana della parola si vuole ribadire che per Macramè è importante avere uno occhio non soltanto su quello che accade nel territorio nel quale viviamo ma anche nel resto del mondo.

Per informazioni
Macramè / Redazione
Corso Trapani 95 - 10141 Torino
Tel. 011-3841036
Fax 011-3841047
E-mail: macrame@gruppoabele.org

   
 
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