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Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2003













 




 

 

 


PAROLE IN FESTA
Non so se lo sapete, ma c'è un progetto che vuole trasformare la reggia
di Venaria nella "Città della parola". Ne hanno parlato un poco i giornali, ma da quelle poche frasi che sono trapelate si capisce che sarà cosa grande, bella, ambiziosa, golosa. Da perdersi tra le righe.

di Luca Iaccarino

Certo, la grandeur ha un prezzo: il tempo. Cioè: se la cosa si farà, ci sarà comunque da aspettare. E allora, per far montare l'appetito, è perfetto quello che si potrebbe ribattezzare il "Quadrilatero delle parole", ovvero la serie di iniziative che si terranno dal 26 settembre al 2 ottobre in quel tassello romano di Torino che i più conoscono per aperitivi, cenette a lume di candela, sbronze notturne. La kermesse è la sesta edizione di "Giovani parole - Settimana Letteraria" organizzata dall'Osservatorio Letterario Giovanile del Settore Gioventù del Comune di Torino che da lustri combatte senza posa per tentare di diffondere il Verbo, ma anche tutte le altre parti della Frase.
Ecco, partiamo un attimo dall'Osservatorio. Van ben spese due parole, se no si potrebbe pensare che il piccolo ma intraprendente ufficio di via delle Orfane (che già fu in via Assarotti) lavori una settimana e poi bighelloni a più non posso per 358 giorni. L'Osservatorio è davvero laboratorio permanente: durante tutto l'anno organizza laboratori di scrittura nelle classi, stage per giovani fino ai 35 anni, appuntamenti, incontri, concorsi, il più radicato dei quali è "Opere d'inchiostro" un certamen nazionale che tutti gli anni produce un volumetto di volta in volta tra il curioso e il bello davvero. Certo, l'Osservatorio non sarà la Holden, ma neanche vuole: è per gente che vuol coltivare una passione e non un mestiere e ciononostante tante delle firme che oggi pubblicano prosa e poesia per editori di tutto rispetto sono passati di qui, quando ancora avevano i piedi piccoli e la penna in erba.
La Settimana Letteraria è un po' il vetrinone, il momento in cui il lavorio fitto fitto di tutti i giorni si mostra, è la formica che mette il costume da cicala, l'operaio che mette il vestito buono per andare a messa. In cinque anni la manifestazione è cambiata, eccome, in un percorso di perfezionamento e di ricerca di identità forse indispensabile per arrivare all'oggi. Appena nata era fragile, poi è diventata "missionaria" andando a portare le parole e i versi nelle periferie cittadine, infine - dall'anno scorso - ha trovato un terreno ben concimato sul quale i suoi semi germogliano rigogliosi. È il Quadrilatero Romano, bendisposto ormai a farsi teatro di creatività e manifestazioni, come dimostra ad esempio il successo crescente di altre manifestazioni (una per tutte il "Food Design" che sarebbe perfetta se non fosse perseguitata da una nuvola stile Fantozzi). I commercianti ci stanno, gli esercenti alla fine si divertono e ormai lo si è capito che la cultura qualche volta (soprattutto se unita a calici e stuzzichini) paga.
E dunque arriviamo a questa sesta edizione che - piccola modifica rispetto a quella 2002 - avrà tre epicentri, ovvero tre piazze disseminate nel centro storico. Gli eventi - ne sono previsti più di cinquanta nel programma che si sta definendo in queste ore - avranno un tema: l'arcobaleno. Nello specifico il titolo è "Arcobaleni di parole". Le suggestioni non mancano: si va dalla bandiera della pace che quest'anno ha ricoperto il balcone di molti torinesi (e italiani e terrestri) all'ultima Fiera del Libro che ai colori era dedicata. E proprio la Fiera è uno dei partner che riempiranno di contenuti la sette giorni. Con il mastodonte diretto da Ernesto Ferrero, ci saranno anche quelli di "Leggermente con le mani e con i piedi", il gruppo Zeugma, le associazioni Manamanà e Aluanur, il Premio Calvino, la Scuola Holden e tanti altri. Tutti uniti come un sol uomo per portare la letteratura nei dehors degli esercizi che hanno aderito alla manifestazione e che - per l'occasione - riempiranno le proprie vetrine di libri.
Le giornate saranno divise in quattro fasce sia orarie che, diciamo, generazionali. La prima - dalle 10 alle 12 - sarà dedicata alla letteratura per ragazzi e sarà rivolta sostanzialmente alle scuole; la seconda - dalle 15 alle 17 - sarà riempita dai laboratori di scrittura e lettura rivolti prevalentemente ai giovani e agli studenti; nella terza, dalle 18 alle 20, avremo lezioni-conferenze sui mestieri della scrittura e, infine, dalle 21 alle 23, come vuole la tradizione televisiva sarà una sorta di "prime time" ovvero l'ora in cui arrivano i grandi nomi (e negli anni passati ce ne sono stati, da Vincenzo Cerami a Lidia Ravera fino a Patrick Raynal); alle 24 - ora di vampiri, cenerentole, poeti, nottambuli, metronotte e panettieri - ci saranno le tautologiche "Letture di Mezzanotte", per conciliare il sonno.
Che dire, se non il buon vecchio provare per credere di guidoangeliana memoria. L'anno scorso, chi ha frequentato la Settimana s'è divertito e assai. Sarà che ci son di mezzo i giovani, sarà che la manifestazione non è né vecchia né tanto grande da essere incartapecorita, sarà che la location non è affatto male, ma è un modo di vivere le parole bello fresco e divertente, e non si ha mai la sensazione di essere a una lezione di quelle senza fine, senza pietà e senza senso. Un ultimo esempio? Lo slam - ovvero la disfida a colpi di versi e rime - tra cinque poeti italiani e quattro marocchini organizzato da Lello Voce e dal collettivo Sparayuri.
Tutte le info - oltre a viaggiare sui depliant che verranno distribuiti a tempo debito - sono su www.comune.torino.it/infogio/giovaniparole e al telefono 011.4424915, e mail: osservatorio.letterario@comune.torino.it.


 
33333332MANAMANÀ
 
 
L'Associazione ManaManà nasce dalla volontà di partecipare attivamente allo sviluppo della cultura della città, della regione e - con una vena di ottimismo - del paese, in un'ottica di sostenibilità e miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini italiani e per coloro che hanno scelto il nostro paese quale alternativa al disagio e occasione di crescita.
I fondatori dell'Associazione - tutti poco più giovani o più vecchi dei trent'anni - provengono da esperienze e studi differenziati e compongono nell'insieme un assortimento di competenze, vocazioni e interessi, che abbiamo ritenuto potenzialmente preziosi quali contributo alla crescita di una visione interculturale del nostro presente.
La cooperazione allo sviluppo, l'impresa sociale, le politiche attive del lavoro, la fotografia, le tecniche multimediali e l'industria culturale sono alcuni degli ambiti nei quali quotidianamente si muovono i soci di Mana Manà.
Sufficientemente anziani per avere maturato metodi di lavoro ed esperienze professionali solidi, e abbastanza giovani per manifestare entusiasmo di fronte alle sfide del quotidiano che muta a ritmi frenetici, abbiamo voluto metterci insieme, allo scopo di collaborare alla diffusione della tolleranza e della curiosità verso le altre culture (altre?).
L'obiettivo è favorire l'integrazione e la comunicazione tra culture diverse che per ragioni storiche ed economiche si stanno rapidamente avvicinando.

 
Daniela Calisi

 
33333332ALTRE INFO
 
 

Ci mancavano loro: le nuove storie di Torino

Tipico torinese: essere nato a Il Cairo, parlare correntemente il rumeno, saper cucinare il pollo tandoori, conoscere la storia dei popoli Bantu.
I nuovi torinesi non sono più i bògia nen: hanno viaggiato con ogni mezzo e sono arrivati da tutto il mondo per abitare questa città. Hanno storie nuove da raccontare: dalle loro voci emerge un nuovo e più complesso ritratto urbano, una rete inconsueta di luoghi e funzioni, la scenografia per le nuove storie di Torino.
In questi mesi l'associazione culturale ManaManà ha raccolto queste storie in una serie di interviste e le presenterà per le strade della città durante la settimana letteraria.

Il D.A.P 3.1: il Narratore Molteplice
Dall'elaborazione dei testi raccolti attraverso le interviste nasce un nuovo Distributore Automatico di Poesia, un'installazione multimediale che si accenderà tutti i giorni, dalle 20.30 in poi, in Piazza Palazzo di Città.
Dall'interazione del pubblico con questo nuovo D.A.P. prende forma il Narratore Molteplice, personaggio che riassume in sé le voci dei nuovi abitanti di Torino, che racconta la sua storia composita, generata dalle esperienze, dai punti di vista, dalle impressioni e dai giudizi delle persone intervistate.

I Capannelli
Al calar della sera, come sulla Jemaa el Fna di Marrakech, in piazza Palazzo di Città arriveranno i narratori, accenderanno le loro candele e racconteranno al pubblico raccolto intorno a loro storie tratte dalle diverse tradizioni delle comunità presenti a Torino e dalle esperienze incontrate durante l'attività di documentazione. Venerdi 26, sabato 27 e domenica 28 dalle 20.30 alle 21.30.
 
Daniela Calisi
 
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