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Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2003



Per saperne di più

Una recente e ottima sintesi su storia e natura dello splendido territorio della collina torinese, oltre che strumento di scoperta grazie all'annessa cartoguida, è quella di S. Camanni e M. Massara, Sentieri della collina Torinese. Facili Passeggiate tra natura e storia, Torino, Vivalda.








 




 

 

 


DUE RUOTE E UNA COLLINA
Romantici o sportivi? Pedalate in bici per tutti i gusti sulla splendida collina torinese, tra storia e natura.

di Mario Frascione

Come pensare alla nostra città senza il profilo verde della collina? Il legame tra Torino e lo sfondo che la orla in tutta la lunghezza è indissolubile. Basta camminare per le strade: da una parte si vedono in lontananza le montagne, ma dall'altra sopra i tetti spuntano le colline, quasi a simbolo di un Piemonte sospeso tra gli scogli delle cime innevate e quello delle verdi onde che si perdono tra Langhe e Monferrato.
Torino è già in collina e la collina è già all'interno del tessuto urbano, incuneandosi tra le anse del Po. È sufficiente oltrepassare il fiume con uno dei numerosi ponti, e a nostra disposizione si apre una straordinaria area verde dentro la città, che grazie alla bicicletta si può frequentare anche in ritagli di tempo molto ridotti, con itinerari che si snodano tra storia e natura.
Occorrono diverse uscite anche soltanto per farsi un'idea approssimativa di quanto ci sia da vedere: lungo i circa 30 chilometri tra Moncalieri e Chivasso si incontra il faro del Colle della Maddalena nel Parco della Rimembranza che commemora i caduti torinesi della prima guerra mondiale. Proseguendo lungo la dorsale si trovano l'osservatorio astronomico di Pino Torinese, l'elegante basilica di Superga, la Villa della Regina, attualmente oggetto di un restauro che dovrebbe restituirla ai torinesi in tutto il suo splendore.
Le strade si snodano con salite più o meno impegnative tra i boschi abitati dal cinghiale e dal nibbio bruno, che nei fiumi sottostanti ha il suo territorio di caccia.
Tra le splendide ville c'è anche un sistema di piccoli ma importanti parchi che, in rapporto alla bellezza e alle attrattive che offrono, sono ancora ben poco sfruttati dai torinesi di tutte le età.
Pedalare attraverso questi spazi in compagnia è dunque un'esperienza gradevole e interessante, oltre che un sicuro sollievo dalla calura estiva.
Le escursioni possono essere una buona scusa per merende in compagnia degli amici, per una pausa da dedicare alla lettura tra i pini della Strada Panoramica, o magari - nel prossimo autunno - per godere dei colori della vegetazione che attinge a una tavolozza di eccezionale varietà.
Resta la preoccupazione, che deve essere comune a tutti, di preservare l'integrità di questo patrimonio con comportamenti adeguati al rispetto dell'ambiente, specialmente con l'attenzione a non lasciare tracce del nostro passaggio (rifiuti) fuori da cestini e cassonetti.
Qui di fianco si è scelto di presentare itinerari che si svolgono su strade asfaltate, quindi privi di difficoltà tecniche di conduzione della bici, anche se non banali. Essi sono percorribili indifferentemente con city-bike, bici da corsa o mountain-bike, purché in buone condizioni e opportunamente dotate di cambi.
Questi itinerari sono in realtà soltanto un invito a scoprire lo splendido binomio bici-collina. Ci si può limitare a essi, rimanendo nell'immediato circondario torinese, o espandersi progressivamente fino a comprendere zone collinari molto più ampie, specie in direzione di Sciolze, Rivalba, Cinzano…
Con un minimo di frequentazione ci si accorge di quante combinazioni questo territorio offra.

 
Pedalare sì, ma con la testa
 
 
Siete già in sella? Bene, ricordatevi però che…
Non ci si improvvisa Cipollini dalla sera alla mattina: è necessario affrontare le pedalate con gradualità sia quanto a impegno della salita sia quanto a ritmo della pedalata, ed è meglio evitare le ore più calde. Se poi si fa una fatica eccessiva si può sempre scendere e percorrere a piedi il tratto più duro.
Il casco è indispensabile (portato sul manubrio non serve a nulla) e in discesa il sottogola va stretto bene. In discesa occorre sempre essere prudenti, moderare la velocità concentrandosi sulle condizioni del manto stradale per evitare eventuali buche o asperità. Un abbigliamento adeguato (traspirante) vi farà sentire a vostro agio; i negozi specializzati di bici offrono una scelta notevole alla portata di tutte le tasche.
Gli itinerari proposti sono percorribili con bici che abbiano il cambio classico, con due corone anteriori e sei posteriori, purché siano in buone condizioni (gomme ben gonfie e freni efficienti, la bici è un veicolo a tutti gli effetti!).

 

 
GLI ITINERARI
 
 
  • La via più dolce: Strada Panoramica
    Partenza: basilica di Superga
    Arrivo: giunzione con la strada del Pino Vecchio
    Impegno richiesto: modesto

    Descrizione: itinerario a cinque stelle sotto tutti i profili. Si tratta di una strada di rara bellezza quanto al tipo di percorso, sinuoso e dolcemente movimentato.
    È un tragitto che a ogni svolta presenta scorci diversi aprendo prospettive inconsuete che spaziano dal Monviso, al Monte Rosa alla pianura di Cambiano e Santena. Dalla strada poi partono numerosi sentieri e piste su cui gli amanti della mountain-bike possono dare sfogo alla propria passione. Si può percorrere indifferentemente e con uguale piacere nei due sensi: partendo da Superga per arrivare alla giunzione con la strada del Pino Vecchio, o al contrario. La sua bellezza un tempo ne faceva una meta ambita dai motociclisti. Oggi ad essi è severamente vietata, al fine di tutelare nel modo migliore la natura e le tante persone che scelgono di percorrere a piedi o in bici il percorso. È un tratto ideale da unire a quello che collega la strada del Pino Vecchio con il colle della Maddalena, permettendo così una piccola ma entusiasmante traversata della collina unendo le sue due sommità-simbolo.


  • La via più dura: Sassi-Superga
    Partenza: Sassi, stazione della Dentiera
    Arrivo: Basilica di Superga
    Impegno richiesto: molto elevato

    Descrizione: Itinerario riservato a chi è in ottime condizioni fisiche e può contare su un perfetto allenamento (sconsigliabile in discesa).
    È senza dubbio la salita su strada più dura della collina Torinese. Fin dai primi metri si annuncia impegnativa, concedendo ben poche tregue. Inutile ricordare che su salite come questa risulta determinante, anche sotto l'aspetto psicologico, la conoscenza dell'itinerario per gestire i punti più duri. In particolare il tratto decisamente selettivo è quello mediano, che conduce a Pian Gambino, subito dopo essere passati sotto la struttura sopraelevata della Dentiera. Si tratta di una sezione molto dura, da affrontare con tattica poiché impegna a fondo anche i ciclisti più esperti e allenati, regalando grosse soddisfazioni. Dopo il Pian Gambino le pendenze si smorzano un po' ma continuano comunque sostenute fino all'incrocio su un dosso che conduce al bivio per la Panoramica. Per la Basilica si svolta a sinistra e in breve si perviene al piazzale dal quale si gode di una vista meritata e incomparabile sulla città e le valli della provincia.


  • Colle della Maddalena dal Pino Vecchio
    Partenza: piazzale Marco Aurelio
    Arrivo: Colle della Maddalena
    Impegno richiesto: medio

    Descrizione: collegamento con Pino Torinese, da evitare nelle ore del traffico pendolare.
    La prima parte della strada che conduce a Pino Torinese sale con grande regolarità e senza strappi fino al bivio per il colle della Maddalena. È piacevole da percorrere in particolar modo nei giorni festivi, quando è libera del traffico pendolare tra città e collina. Quasi al termine della salita che conduce a Pino, la pendenza si abbatte e si imbocca a destra il bivio per il Colle della Maddalena. Con un piacevole percorso mai troppo faticoso si arriva al bivio che scende a Pecetto (da trascurare), subito oltre il quale con uno strappo più impegnativo ci si porta sul piccolo pianoro dell'Eremo, oltre il quale al bivio successivo si continua a salire con pendenze meno sostenute. Si passano alcuni tratti suggestivi sotto una volta alberata. Un piccolo tornantino annuncia che si è in prossimità della meta, dove sorge il Faro della Vittoria e si gode una splendida vista sulla città e sulle montagne.


  • Colle della Maddalena dalla Gran Madre
    Partenza: chiesa della Gran Madre
    Arrivo: Colle della Maddalena
    Impegno richiesto: medio

    Descrizione: itinerario che sale con un ottimo rapporto pendenza/lunghezza e consente di raggiungere rapidamente il celebre faro della Vittoria.
    Dalla chiesa della Gran Madre, prestando attenzione al sistema di percorrenza dei sensi unici, ci si porta a circa metà di via Villa della Regina, che si risale fino alla sommità. Si svolta in corso Giovanni Lanza e subito in strada Santa Margherita. Senza mai abbandonare il percorso di salita e la strada principale si seguono le indicazioni che conducono al faro. La salita, fatta eccezione per un paio di tratti pianeggianti, è sempre piuttosto regolare e richiede un po' di allenamento.


  • Superga dalla salita di Rivodora
    Partenza: da Rivodora
    Arrivo: Basilica di Superga
    Impegno richiesto: medio/elevato

    Descrizione: bella salita anche se presenta l'inconveniente di dover raggiungere la partenza lungo la trafficata statale che conduce a Casale Monferrato.
    La prima parte non presenta alcuna difficoltà e offre un contesto piacevole e distensivo dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Le rampe però non si fanno attendere a lungo, e vanno affrontate con il giusto allenamento poiché accompagnano il ciclista senza molti sconti fino a ridosso della basilica di Superga, a cui si arriva dalla parte retrostante. È un itinerario un po' meno conosciuto di quelli che raggiungono il crinale delle colline dal versante di Torino, e che proprio per questa ragione merita di essere provato.
 
 
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