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Per
saperne di più
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Una recente e ottima sintesi su storia e natura dello splendido
territorio della collina torinese, oltre che strumento di scoperta
grazie all'annessa cartoguida, è quella di S. Camanni e M.
Massara, Sentieri della collina Torinese. Facili Passeggiate tra
natura e storia, Torino, Vivalda.
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DUE
RUOTE E UNA COLLINA
Romantici
o sportivi? Pedalate in bici per tutti i gusti sulla splendida collina
torinese, tra storia e natura.
di
Mario
Frascione
Come pensare
alla nostra città senza il profilo verde della collina? Il legame
tra Torino e lo sfondo che la orla in tutta la lunghezza è indissolubile.
Basta camminare per le strade: da una parte si vedono in lontananza le
montagne, ma dall'altra sopra i tetti spuntano le colline, quasi a simbolo
di un Piemonte sospeso tra gli scogli delle cime innevate e quello delle
verdi onde che si perdono tra Langhe e Monferrato.
Torino è già in collina e la collina è già
all'interno del tessuto urbano, incuneandosi tra le anse del Po. È
sufficiente oltrepassare il fiume con uno dei numerosi ponti, e a nostra
disposizione si apre una straordinaria area verde dentro la città,
che grazie alla bicicletta si può frequentare anche in ritagli
di tempo molto ridotti, con itinerari che si snodano tra storia e natura.
Occorrono diverse uscite anche soltanto per farsi un'idea approssimativa
di quanto ci sia da vedere: lungo i circa 30 chilometri tra Moncalieri
e Chivasso si incontra il faro del Colle della Maddalena nel Parco della
Rimembranza che commemora i caduti torinesi della prima guerra mondiale.
Proseguendo lungo la dorsale si trovano l'osservatorio astronomico di
Pino Torinese, l'elegante basilica di Superga, la Villa della Regina,
attualmente oggetto di un restauro che dovrebbe restituirla ai torinesi
in tutto il suo splendore.
Le strade si snodano con salite più o meno impegnative tra i boschi
abitati dal cinghiale e dal nibbio bruno, che nei fiumi sottostanti ha
il suo territorio di caccia.
Tra le splendide ville c'è anche un sistema di piccoli ma importanti
parchi che, in rapporto alla bellezza e alle attrattive che offrono, sono
ancora ben poco sfruttati dai torinesi di tutte le età.
Pedalare attraverso questi spazi in compagnia è dunque un'esperienza
gradevole e interessante, oltre che un sicuro sollievo dalla calura estiva.
Le escursioni possono essere una buona scusa per merende in compagnia
degli amici, per una pausa da dedicare alla lettura tra i pini della Strada
Panoramica, o magari - nel prossimo autunno - per godere dei colori della
vegetazione che attinge a una tavolozza di eccezionale varietà.
Resta la preoccupazione, che deve essere comune a tutti, di preservare
l'integrità di questo patrimonio con comportamenti adeguati al
rispetto dell'ambiente, specialmente con l'attenzione a non lasciare tracce
del nostro passaggio (rifiuti) fuori da cestini e cassonetti.
Qui di fianco si è scelto di presentare itinerari che si svolgono
su strade asfaltate, quindi privi di difficoltà tecniche di conduzione
della bici, anche se non banali. Essi sono percorribili indifferentemente
con city-bike, bici da corsa o mountain-bike, purché in buone condizioni
e opportunamente dotate di cambi.
Questi itinerari sono in realtà soltanto un invito a scoprire lo
splendido binomio bici-collina. Ci si può limitare a essi, rimanendo
nell'immediato circondario torinese, o espandersi progressivamente fino
a comprendere zone collinari molto più ampie, specie in direzione
di Sciolze, Rivalba, Cinzano
Con un minimo di frequentazione ci si accorge di quante combinazioni questo
territorio offra.
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Pedalare
sì, ma con la testa
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Siete già in sella? Bene, ricordatevi però che
Non ci si improvvisa Cipollini dalla sera alla mattina: è
necessario affrontare le pedalate con gradualità sia quanto
a impegno della salita sia quanto a ritmo della pedalata, ed è
meglio evitare le ore più calde. Se poi si fa una fatica
eccessiva si può sempre scendere e percorrere a piedi il
tratto più duro.
Il casco è indispensabile (portato sul manubrio non serve
a nulla) e in discesa il sottogola va stretto bene. In discesa occorre
sempre essere prudenti, moderare la velocità concentrandosi
sulle condizioni del manto stradale per evitare eventuali buche
o asperità. Un abbigliamento adeguato (traspirante) vi farà
sentire a vostro agio; i negozi specializzati di bici offrono una
scelta notevole alla portata di tutte le tasche.
Gli itinerari proposti sono percorribili con bici che abbiano il
cambio classico, con due corone anteriori e sei posteriori, purché
siano in buone condizioni (gomme ben gonfie e freni efficienti,
la bici è un veicolo a tutti gli effetti!).
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- La
via più dolce: Strada Panoramica
Partenza: basilica di Superga
Arrivo: giunzione con la strada del Pino Vecchio
Impegno richiesto: modesto
Descrizione: itinerario a cinque stelle sotto tutti i profili.
Si tratta di una strada di rara bellezza quanto al tipo di percorso,
sinuoso e dolcemente movimentato.
È un tragitto che a ogni svolta presenta scorci diversi
aprendo prospettive inconsuete che spaziano dal Monviso, al
Monte Rosa alla pianura di Cambiano e Santena. Dalla strada
poi partono numerosi sentieri e piste su cui gli amanti della
mountain-bike possono dare sfogo alla propria passione. Si può
percorrere indifferentemente e con uguale piacere nei due sensi:
partendo da Superga per arrivare alla giunzione con la strada
del Pino Vecchio, o al contrario. La sua bellezza un tempo ne
faceva una meta ambita dai motociclisti. Oggi ad essi è
severamente vietata, al fine di tutelare nel modo migliore la
natura e le tante persone che scelgono di percorrere a piedi
o in bici il percorso. È un tratto ideale da unire a
quello che collega la strada del Pino Vecchio con il colle della
Maddalena, permettendo così una piccola ma entusiasmante
traversata della collina unendo le sue due sommità-simbolo.
- La
via più dura: Sassi-Superga
Partenza: Sassi, stazione della Dentiera
Arrivo: Basilica di Superga
Impegno richiesto: molto elevato
Descrizione: Itinerario riservato a chi è in ottime condizioni
fisiche e può contare su un perfetto allenamento (sconsigliabile
in discesa).
È senza dubbio la salita su strada più dura della
collina Torinese. Fin dai primi metri si annuncia impegnativa,
concedendo ben poche tregue. Inutile ricordare che su salite
come questa risulta determinante, anche sotto l'aspetto psicologico,
la conoscenza dell'itinerario per gestire i punti più
duri. In particolare il tratto decisamente selettivo è
quello mediano, che conduce a Pian Gambino, subito dopo essere
passati sotto la struttura sopraelevata della Dentiera. Si tratta
di una sezione molto dura, da affrontare con tattica poiché
impegna a fondo anche i ciclisti più esperti e allenati,
regalando grosse soddisfazioni. Dopo il Pian Gambino le pendenze
si smorzano un po' ma continuano comunque sostenute fino all'incrocio
su un dosso che conduce al bivio per la Panoramica. Per la Basilica
si svolta a sinistra e in breve si perviene al piazzale dal
quale si gode di una vista meritata e incomparabile sulla città
e le valli della provincia.
- Colle
della Maddalena dal Pino Vecchio
Partenza: piazzale Marco Aurelio
Arrivo: Colle della Maddalena
Impegno richiesto: medio
Descrizione: collegamento con Pino Torinese, da evitare nelle
ore del traffico pendolare.
La prima parte della strada che conduce a Pino Torinese sale
con grande regolarità e senza strappi fino al bivio per
il colle della Maddalena. È piacevole da percorrere in
particolar modo nei giorni festivi, quando è libera del
traffico pendolare tra città e collina. Quasi al termine
della salita che conduce a Pino, la pendenza si abbatte e si
imbocca a destra il bivio per il Colle della Maddalena. Con
un piacevole percorso mai troppo faticoso si arriva al bivio
che scende a Pecetto (da trascurare), subito oltre il quale
con uno strappo più impegnativo ci si porta sul piccolo
pianoro dell'Eremo, oltre il quale al bivio successivo si continua
a salire con pendenze meno sostenute. Si passano alcuni tratti
suggestivi sotto una volta alberata. Un piccolo tornantino annuncia
che si è in prossimità della meta, dove sorge
il Faro della Vittoria e si gode una splendida vista sulla città
e sulle montagne.
- Colle
della Maddalena dalla Gran Madre
Partenza: chiesa della Gran Madre
Arrivo: Colle della Maddalena
Impegno richiesto: medio
Descrizione: itinerario che sale con un ottimo rapporto pendenza/lunghezza
e consente di raggiungere rapidamente il celebre faro della
Vittoria.
Dalla chiesa della Gran Madre, prestando attenzione al sistema
di percorrenza dei sensi unici, ci si porta a circa metà
di via Villa della Regina, che si risale fino alla sommità.
Si svolta in corso Giovanni Lanza e subito in strada Santa Margherita.
Senza mai abbandonare il percorso di salita e la strada principale
si seguono le indicazioni che conducono al faro. La salita,
fatta eccezione per un paio di tratti pianeggianti, è
sempre piuttosto regolare e richiede un po' di allenamento.
- Superga
dalla salita di Rivodora
Partenza: da Rivodora
Arrivo: Basilica di Superga
Impegno richiesto: medio/elevato
Descrizione: bella salita anche se presenta l'inconveniente
di dover raggiungere la partenza lungo la trafficata statale
che conduce a Casale Monferrato.
La prima parte non presenta alcuna difficoltà e offre
un contesto piacevole e distensivo dal punto di vista ambientale
e paesaggistico. Le rampe però non si fanno attendere
a lungo, e vanno affrontate con il giusto allenamento poiché
accompagnano il ciclista senza molti sconti fino a ridosso della
basilica di Superga, a cui si arriva dalla parte retrostante.
È un itinerario un po' meno conosciuto di quelli che
raggiungono il crinale delle colline dal versante di Torino,
e che proprio per questa ragione merita di essere provato.
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