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Vademecum del turista responsabile

Il turista "responsabile":

-considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo;

- non ostenta ricchezza e lusso stridenti rispetto al tenore di vita locale;

- per foto e video si assicura il consenso della persona ripresa;

- non assume comportamenti offensivi per usi e costumi locali;

- cerca prodotti e manifestazioni che sono espressione della cultura locale (per esempio, artigianato, gastronomia, arte);

- rispetta l'ambiente e il patrimonio storico-monumentale.









 




 

 

 


UNA VACANZA RESPONSABILE
Dall'enorme danno ambientale provocato dai rifiuti abbandonati sull'Everest
ai viaggi "sessuali" in sudamerica, gli esempi di cattivo turismo non si contano.
I costosi villaggi sparsi per il mondo, che propongono vacanze con lo stesso menù e gli stessi intrattenimenti - che ci si trovi in Africa o in Asia - non sono l'unica soluzione. C'è un modo più interessante e rispettoso per conoscere realmente i paesi stranieri, la loro gente e la loro cultura.


di Daniela Finocchi

È questo il presupposto del cosiddetto "turismo responsabile", nato come movimento d'opinione per offrire un'alternativa "critica" al consueto modo di viaggiare. Alternativa che coinvolge anche gli operatori economici. Il turismo, infatti, potrebbe rappresentare per molti paesi del sud del mondo un settore trainante dello sviluppo, attraverso la crescita dell'occupazione locale e l'introito di valute forti. Qualche cifra? Circa sei miliardi di spostanmenti all'anno (500 milioni i soli voli internazionali), 127 milioni di occupati nel mondo, fatturato pari al 6 per cento del PIL del pianeta.
Questi i numeri di un fenomeno complesso, le cui conseguenze in termini di impatto ambientale, culturale, sociale ed economico non possono essere ignorate. Un impatto che spesso è devastante, soprattutto nei paesi più poveri, dove la perdita di valori e tradizioni, la sottrazione di risorse, il disagio sociale dovuti all'invasione del turismo di massa non vengono nemmeno compensati da una equa redistribuzione del reddito generato. Anche le possibilità di incontro e scambio tra turisti e popolazioni locali sono, nella maggioranza dei casi, inesistenti o limitate a esperienze frettolose e artefatte, a volte irrispettose di usi e costumi.

No allo sfruttamento, sì al rispetto
Un buon turista dovrebbe essere innanzitutto consapevole, informato e rispettoso della realtà sociale, culturale, economica e ambientale del paese che andrà a visitare. Principi che sono stati sanciti il 23 novembre 1997 a Verona. Proprio qui, infatti, undici associazioni, impegnate a vario titolo sul fronte del turismo, hanno sottoscritto un documento: "Turismo responsabile: carta d'identità per viaggi sostenibili". L'obiettivo comune era quello di promuovere un modo di fare turismo equo nella distribuzione di proventi, rispettoso delle comunità locali e dell'ambiente naturale.
Nella Carta vengono presi in esame tutti gli aspetti del viaggio (prima, durante e dopo), fornendo indicazioni concrete sulle modalità da applicare, per sensibilizzare sia i viaggiatori sia i tour operator. Si fa riferimento anche ad autorevoli documenti prodotti negli ultimi anni da vari organismi, i cui contenuti illustrano bene, nelle linee guida, i valori che si vogliono trasmettere. Tra questi, la Carta di Lanzarote (27/28 aprile 1995), l'Agenda 21 dell'ONU (14/6/92), il Manifesto Tedesco "Tourism with Insight", il Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT, 1985), la Manila Declaration on the Social Impact of Tourism (OMT, 1997), la Montreal Declaration (1997).
Sucessivamente, le undici firmatarie hanno dato vita a Milano, nel maggio 1988, all'Associazione Italiana Turismo Responsabile, per diffondere e realizzare i principi contenuti nella Carta.
Oggi l'AITR conta ben 26 associazioni e sono stati formati quattro gruppi di lavoro che si occupano specificamente di: turismo in uscita dall'Italia, turismo in Italia, scuola e turismo, informazione e turismo.

Garanzie per tutti

Tutto ciò non significa gettare il turista allo sbaraglio, anzi. Chi organizza viaggi svolge per definizione un ruolo di mediazione fra la domanda turistica e l'offerta. Proprio su questo piano agisce il CTA Volontari per lo Sviluppo, associazione costituita da nove ONG italiane, che opera come impresa non profit e agisce come tour operator secondo i principi della Carta di Verona, con particolare attenzione allo sviluppo di esperienze di cooperazione e solidarietà internazionale (info: 011.4379468; www.viaggisolidali.it). Vediamo, in pratica, in cosa si traduce tutto questo.
"Gli elementi caratterizzanti dei nostri viaggi sono molti - dice Enrico Marletto, responsabile CTA VpS - intanto, si organizza un incontro preparatorio prima della partenza, poi c'è la totale trasparenza del prezzo e a tutti i partecipanti viene data una scheda da cui risulta la quota del costo del viaggio che va direttamente nel sud del mondo. Esiste la possibilità di scelta su tempi e contenuti del viaggio, ma viene sempre data la preferenza ai servizi locali, alle associazioni ed ai fornitori integrati nella comunità ospitante. I gruppi sono costituiti da poche persone, seguiti da un accompagnatore che è anche mediatore culturale. Una particolare attenzione è riservata alla conoscenza della cultura e della società civile locale. Infine, è prevista una quota di 52 euro che ogni partecipante devolve come solidarietà ai progetti visitati".

Il viaggio

Per i voli internazionali si utilizzano le principali compagnie di bandiera locali (raramente voli charter). La scelta per i trasporti interni, invece, varia da paese a paese in funzione delle distanze da percorrere (in generale, si usa l'aereo solo per le grandi distanze) e dell'affidabilità dei trasporti pubblici. Laddove è possibile (in Brasile, ad esempio) vengono privilegiati autobus di linea o treni perché anche questo è un modo per entrare più in contatto con la comunità locale. Dove non è consigliabile (per esempio in Africa), invece, ci si affida a minibus o auto a noleggio con autisti.
Il meritato riposo avviene in piccoli hotel a gestione familiare. Spesso, durante la visita ai progetti si è ospiti nelle sedi delle ONG ed in alcuni casi anche presso famiglie.
Il C.T.A. VpS si occupa dell'organizzazione tecnica del viaggio (voli e servizi a terra), mentre ciascuna ONG s'impegna ad organizzare in Italia un momento d'incontro preparatorio per i viaggiatori prima della partenza ed a fornire l'assistenza in loco con propri volontari o mediatori culturali di fiducia.
Esistono due diverse tipologie di viaggio: quella più propriamente "turistica", con un itinerario a tappe nei luoghi più significativi della regione, e quello che include la visita e la partecipazione a un progetto locale. In entrambi i casi, è indispensabile avere spirito d'adattamento. Si viene, infatti, ospitati dalle famiglie e occorre essere disposti ad accettare condizioni e modelli di vita anche molto diversi da quelli cui si è abituati.
Per esempio, in un soggiorno in Senegal i turisti avranno assicurato un ventilatore nella dimora messa a loro disposizione, ma non l'acqua corrente e il bagno in camera! Insomma, nessuno è abbandonato a se stesso e al caso, ma deve essere preparato a condividere le condizioni abituali di vita di quel paese. Per contro, lo scambio culturale è profondo e coinvolgente, basti pensare che è la stessa comunità locale ad organizzare l'accoglienza e l'intrattenimento.

Vacanze responsabili: il caso Senegal

"L'esempio più significativo fra le nostre proposte di turismo integrato - continua Marletto - è il Senegal. L'esperienza riguarda il CISV di Torino e il CPS di Castellammare di Stabia, che hanno una lunga storia di cooperazione allo sviluppo in questo paese. Abbiamo svolto corsi di formazione delle famiglie e degli operatori locali e ad oggi sono circa 400 i pernottamenti realizzati, per un introito complessivo di 3 milioni e 200 mila franchi cfa. La metodologia dell'intervento è stata l'autopromozione: la creazione cioè di comunità locali che, lavorando insieme, hanno dato vita al progetto coinvolgendo associazioni, gruppi, operatori. La vita comunitaria non si limita alla cena e al pernottamento, i turisti partecipano ad un programma di attività culturali appositamente organizzate ed è la stessa famiglia che accompagna i turisti anche nella visita alle scuole e nell'immancabile giro al mercato".
Ecco così stage di percussioni, serate di danze e canti tradizionali, escursioni in piroga capaci di affascinare e insegnare ben oltre e ben altro che un insipido corso di step o acqua gym! Il costo di pernottamento per persona è di 8 mila franchi cfa a notte, di questi 3 mila e cinquecento restano alla famiglia per le spese sostenute: cena, colazione, acquisto di materiali come la zanzariera che deve sempre essere presente. Il resto viene investito nelle varie attività comunitarie. Uno dei progetti è, ad esempio, l'apertura di linee di credito alle famiglie per la costruzione di pozzi domestici. Un vero successo!

Tra vacanza e volontariato: l'esempio di Brasile e Venezuela

Il Brasile, paese di forte attrazione turistica per le sue spiagge e il carnevale di Rio, non è certo una realtà in cui è facile vivere.
Il campo proposto dal CTA è situato a Teofilo Otoni, una città di circa 140.000 abitanti, nel Minas Gerais.
Da diversi anni, vicino alle favelas della città è sorta la cooperativa A.P.J. (Aprender e Producir Juntos), promossa da Don Giovanni Lisa circa 15 anni fa, e ora diretta da un gruppo di laici brasiliani. Essa intende favorire la promozione umana dei ragazzi che vivono situazioni di difficoltà o di forte emarginazione attraverso un proprio metodo pedagogico che consiste, appunto, nell'apprendere mentre si produce. È costituita da almeno 15 laboratori con attività commerciali diverse, quali maglieria, serigrafia, meccanica, panetteria, artigianato, lavorazione delle pietre semi preziose.
Per i più piccoli è sorta l'Officina Pedagogica, dove 700 bambini frequentano il doposcuola e svolgono diverse attività sportive, di animazione (teatro, musica, pittura) e propedeutiche all'inserimento lavorativo futuro. Il campo di lavoro si svolge ormai da cinque anni.
In Venezuela si svolge un'altra interessante esperienza cui è possibile partecipare. Il campo si tiene a Merida, capitale dello stato omonimo, sulle Ande, in collaborazione con l'Associazione "Catedra de la paz Mons. Oscar Romero", che da anni opera nel barrio Los Curos con progetti di educazione alla pace e di partecipazione comunitaria per lo sviluppo sociale. Durante il campo, i volontari affiancano educatori locali nell'animazione del "Plan Vacacional", il centro estivo rivolto a 150 bambini da 6 a 10 anni, del quartiere di Los Curos.
In entrambi i campi, i fine settimana e gli ultimi giorni del soggiorno sono dedicati alla visita dei dintorni e al turismo responsabile. In Brasile: Ouro Preto, Rio de Janeiro e le spiagge di Porto Seguro, gli assentamentos dei Sem Terra, gli indios Machacallis. In Venezuela: Caracas, i villaggi sulle Ande, Barquisimeto, gli artigiani che producono per il commercio equo e solidale, le spiagge e le isole del Parco Nazionale del Morrocoy.
"Il campo - spiega Marletto - deve essere inteso come uno scambio di esperienze e vissuti, in cui è possibile condividere e confrontarsi con la popolazione e la realtà locali, per tornare "testimoni" nella nostra società. Oltre a far conoscere a grandi linee la dimensione sociopolitica del Brasile e del Venezuela, permette di partecipare a delle esperienze di vita comunitaria molto significative".
Questo tipo di viaggio, destinato ai maggiori di 18 anni, necessita di un periodo di preparazione: alcuni mesi prima della partenza, i volontari sono tenuti a partecipare ad alcuni incontri a Torino e ad Albiano d'Ivrea, per una conoscenza reciproca e della realtà che andranno a visitare, oltre che a una riunione di verifica al rientro dal viaggio.

Identikit dei viaggiatori

Il viaggiatore "responsabile" è generalmente single (73%) e di sesso femminile (70%). Per quello che concerne l'età, la fascia più rappresentata è quella che va dai 25 ai 40 anni. Gli iscritti provengono da tutta Italia e spesso si avvicinano per la prima volta a questo tipo d'esperienza (75%). Al termine del viaggio, viene fatta compilare una scheda di valutazione: la soddisfazione pare generale e ben l'81 per cento delle persone dichiara che consiglierebbe l'esperienza agli amici.
Le destinazioni sono infinite e vanno dal bacino Mediterraneo (Albania, Algeria, Marocco, Tunisia, Libano) all'Africa, dall'America Centrale e Caraibi all'America Meridionale. Per ciascuna di queste aree esiste un responsabile che predispone lo studio degli itinerari, la definizione della rete dei referenti locali, la preparazione di materiali per la formazione di collaboratori e viaggiatori, l'ideazione di iniziative promozionali sul territorio.
Le destinazioni più richieste sono Brasile, Senegal, Perù, Mali, Cuba e Zambia.
Non resta che partire e augurarsi di vedere presto una pubblicità che reciti: "Turista irresponsabile? No CTA? Ahi, ahi, ahi!".


 
INFO
 
 
Da leggere
  • GARRONE Renzo, Turismo Responsabile - Nuovi paradigmi per viaggiare nel terzo mondo, Associazione Ram, Genova, 1996
  • GARRONE Renzo, Per un turismo scolastico nuovo e responsabile, De Agostini, Novara 2002
  • BIANCHI Michela, L'arte del viaggio - ragioni e poesia di un turismo sostenibile, MC Editrice, Milano 1998
  • CANESTRINI Duccio, Andare a quel paese - Vademecum del turista responsabile, Feltrinelli Traveller, Milano 2001
  • GALLI Paolo e NOTARIANNI Marcello, La sfida dell'ecoturismo, Istituto Geografico DeAgostini, Novara 2002
  • TERRE DI MEZZO, Vacanze contromano 2002, Editrice Berti, Piacenza, 2002 (a cura di Umberto di Maria)
  • TERRE DI MEZZO, Turisti responsabili, Editrice Berti, Piacenza, 2002 (a cura di Umberto di Maria)
  • AIME Marco, Diario Dogon, Bollati Boringhieri, Torino, 2000
  • AUGE' Marc, Disneyland e altri nonluoghi, Bollati Boringhieri, Torino, 2000
  • DEL SETTE Luciano, SOMOZA Alfredo, Guida ai viaggi ad occhi aperti, Airplane, Bologna 2000

    Da navigare

    In italiano:
  • www.turismoresponsabile-aitr.it: il nuovo sito ufficiale di AITR
  • www.actanet.it: il primo portale italiano del turismo sostenibile
  • www.italiadelcigno.it: portale sul turismo sostenibile di Legambiente
  • www.homoturisticus.com: sito su antropologia e del viaggio e del turismo, di Duccio Canestrini
  • www.osservatorioturismo.it/index.asp: Osservatorio del turismo scolastico e sostenibile, a cura di Scholé futuro

    In inglese:
  • www.tourismconcern.org.uk: sito di Tourism Concern, storica organizzazione inglese di critica al turismo, ricca di documentazione, bibliografia e links
  • www.twnside.org.sg/tour.htm: sito del Tourism Investigations & Monitoring Team, équipe di ricercatori indipendenti contenente diversi dossier sulla sostenibilità del turismo, tra cui la campagna per il riesame dell'ecoturismo
  • www.equitabletourism.org: sito di Equations, organizzazione indiana di critica al turismo

    In spagnolo e tedesco:
  • www.turismovision.kate-stuttgart.org: iniziativa congiunta di ong tedesche e spagnole, contiene un'interessante newsletter mensile nelle due lingue sul turismo responsabile.
 
 
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