|
|
Indirizzi
e informazioni utili
|
|
|
|
VOLONTARIATO
E TERZA ETÀ:
UN IMPEGNO CHE CRESCE
di Donatella
Sasso
Pensionato,
anziano. Quanti non gradiscono riconoscersi in queste parole! Certo
non si può generalizzare, ma io credo di conoscere almeno una
mezza dozzina di persone che preferirebbero definire se stessi e il
proprio ruolo sociale in maniera differente. Questa insofferenza non
è dovuta tanto ai due termini in sé quanto a tutto quello
che normalmente viene ad essi associato: inutilità, esclusione
dal mondo del lavoro e dai contatti sociali che questo comporta, isolamento
e anche solitudine. In più, quando si affronta il binomio anziani-volontariato,
questi vengono quasi automaticamente associati alla parte dei bisognosi
di cure, aiuto e sostegno.
Certamente molti di loro non sono più indipendenti e necessitano
di costante assistenza medica, materiale e psicologica. Solo che molti
di coloro che si occupano di aiutare anziani e pensionati sono essi
stessi anziani e pensionati. Fanno parte di quella fascia di popolazione
che, come ci raccontano le statistiche regolarmente diffuse dai vari
mezzi di comunicazione, è in continua crescita a svantaggio di
adolescenti e giovani, sempre meno numerosi. Queste persone, nella maggior
parte dei casi, godono di buona salute, hanno ottime speranze di vita
e sono spesso desiderose di spendere energie e competenze a vantaggio
degli altri.
Proprio con l'obiettivo di valorizzare queste potenzialità, nel
1989, nasce dallo SPI CGIL, il Sindacato pensionati italiani, l'Auser
(Associazione per l'Autogestione dei Servizi e della solidarietà).
Le esigenze dei pensionati stavano mutando rapidamente e al sindacato
non bastava più occuparsi di trattamenti economici e difesa dei
diritti. Occorreva impegnare il tempo libero di tutti questi lavoratori
che, con freddo linguaggio tecnico, vengono definiti "fuori dal
ciclo produttivo", ma anche di moltissime madri di famiglia con
figli ormai grandi, sposati o già fuori casa, che percepivano
con crescente disagio il vuoto delle loro giornate. L'Auser istituisce
così molti servizi rivolti al sostegno degli anziani più
soli e bisognosi, ma con l'attenzione di coinvolgere nelle attività
il maggior numero possibile di neo-pensionati. Viene creato il Filo
d'Argento, un telefono amico che nel tempo si è trasformato in
un vero e proprio servizio per la tutela della salute psico-fisica degli
anziani. Telefonate quotidiane non servono solo a far sentire le persone
meno sole, ma permettono un costante controllo attraverso quelle domande
un po' affettuose e un po' preoccupate che si riservano ai propri nonni
e genitori: "Hai preso le pastiglie? Hai chiuso il gas? Va tutto
bene?"
Altre attività sono destinate al sostegno degli ospiti delle
case di riposo comunali. Dalle gite alla ginnastica, dalle feste alla
coltivazione degli orti, tutto mira a far sentire vivi e protagonisti
gli anziani e a ricreare in loro un senso di appartenenza al quartiere
di residenza. In realtà tutte le attività dell'Auser non
mirano solo a risolvere problemi pratici o di solitudine, come il trasporto
per motivi medici, l'accompagnamento, le visite domiciliari, ma tendono
anche a creare nuove forme di aggregazione, anche fra giovani e anziani.
Forse l'attività più riuscita e più gettonata in
questo senso è quella dei Pony Auser, sostenuta dalla Compagnia
di San Paolo, che coinvolge studenti maggiorenni, soprattutto nel periodo
estivo, nella cura di uno o più anziani a cui sono assicurati
la spesa, le medicine, le pratiche amministrative e tutto quello che
venga richiesto. Un breve corso di formazione offre ai ragazzi l'occasione
di svolgere un'attività non solo gratificante, ma che permette
anche di accedere al credito formativo. Sempre nella prospettiva di
creare relazioni fra le generazioni il Comune di Torino ha lanciato
nel 1999 l'iniziativa "Mai più da soli", rivolta a
tutti gli anziani desiderosi di accogliere nelle loro case, spesso troppo
grandi e troppo vuote, studenti universitari per periodi più
o meno lunghi.
Tutte queste attività sembrano inserirsi quasi inavvertitamente
nel solco della tradizione di Torino capitale del volontariato. Si pensi
al mondo cattolico, dai gruppi parrocchiali della San Vincenzo al Cottolengo,
ma anche ai gruppi anziani di grandi e piccole aziende, molti riuniti
nell'A.A.A. Agenzia Anziani Attivi, che coniugano attività ricreative
a gesti di quotidiana solidarietà.
Proprio con questo spirito, nel 1975, è nata a Torino l'Unitre,
l'Università della Terza Età, oggi estesa in tutta Italia,
con il duplice obiettivo di impegnare le giornate dei pensionati e favorire
il benessere psicologico e materiale dei più bisognosi. Infatti
accanto all'attivazione di corsi e laboratori su vari argomenti e la
realizzazione di altre attività culturali, propone servizi di
sostegno in ospedali, case di riposo e presso i disabili o chi abbia
subito interventi con gravi menomazioni psico-fisiche.
Le iniziative di questo genere sono davvero numerose e sarebbe difficile
citarle tutte. Ancora un accenno però va sicuramente a due progetti
del Comune di Torino realizzati in collaborazione con molte delle associazioni
citate. Si tratta dei Servizi di Tregua, rivolti a chi debba assistere
in maniera continuativa un anziano e voglia ritagliarsi ogni tanto una
pausa per riprendere fiato.Tutti i giorni, tra le 8 e le 22, per un
massimo di 16 ore al mese, operatori professionali e volontari si rendono
disponibili in relazione alle esigenze delle singole famiglie. Il servizio
"Aiuto agli Anziani Vittime di Violenza" è invece sorto
per ovviare alle conseguenze di un fenomeno in continua crescita, quello
dei raggiri, delle aggressioni e delle truffe ai danni di una delle
fasce più deboli della popolazione. Un numero consistente di
volontari si premura di raccogliere le denunce degli anziani, fornire
sostegno pratico e psicologico, offrire consulenze sulle norme di prevenzione
alle truffe. E, soprattutto, non dimentica mai di pronunciare una parola
di conforto, senza la quale i susseguirsi delle giornate può
davvero diventare insopportabile.
Bambini
e anziani: un incontro possibile?
Sicuramente sì, almeno stando ai risultati delle iniziative realizzate
presso alcune scuole elementari di Torino dall'Auser, dalle Circoscrizioni,
dal Progetto Periferie del Comune e dall'UNIVOL-CSV.
La prima riprende l'esperienza già collaudata nelle case di riposo:
la realizzazione e la cura di un orto. Si tratta di un'attività
non solo utile ai bambini per sviluppare senso di responsabilità
e capacità di lavorare in gruppo, ma soprattutto un'attività
culturale indispensabile, dopo che fra alcuni allievi si era diffusa
la notizia falsa e tendenziosa secondo cui i pomodori crescevano nei
supermercati!
Un'altra collaborazione di successo ha visto protagonisti trecento bambini
delle scuole Novaro, Pestalozzi e Anna Frank nel progetto "Il mio
cane ed io - a spasso con l'ecologia". Bambini e volontari anziani
si sono presi l'impegno di andare nelle vie e nei parchi vicini alle
scuole a sensibilizzare i padroni di cani indisciplinati, o meglio i
padroni indisciplinati di cani assolutamente normali. Uno sforzo verso
la mediazione dei conflitti che spesso si scatenano fra i residenti
per futili motivi.
Alla scuola Padre Gemelli è invece stata realizzata una piccola
pubblicazione sul tema del lavoro. I bambini hanno intervistato nonni
e genitori sulle loro professioni, tra aspettative e delusioni, sogni
e quotidianità a confronto.
Oltre ai lodevoli obiettivi delle iniziative, il risultato che queste
ottengono più frequentemente è la nascita di rapporti
di duratura amicizia fra anziani e bambini, che spesso non terminano
insieme all'anno scolastico.
|