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luglio/agosto 2002





 


LA GABBIA DEL DESIDERIO

di Aldo Ferrari Pozzato

Con l'estate cambiano i ritmi e le sensazioni che ci arrivano dal mondo circostante, per quanto la tecnologia e la divisione della vita in moduli uniformi tendano al contrario, a farci percepire sempre uguale lo scorrere del tempo. Ma non è così. Già Agostino parlava del mondo che unisce la nostra interiorità alla percezione dello scorrere del tempo: "tempus distensio animae", se ricordo bene. E neanche oggettivamente, scientificamente, il tempo scorre in modo uniforme. Ma di questa difformità non siamo consapevoli, ci sovrasta.
Mentre la diversità del fluire del tempo interiore la avvertiamo, eccome: l'attimo infinito degli innamorati, le vacanze che passano in un baleno, la monotonia senza fine di azioni ripetute controvoglia, l'interminabile ronzio del trapano che demolisce un nostro dente, l'intensità degli istanti in cui tutto si gioca in un sì o in un no, la vita che filtra tra le mani come sabbia al vento, le notti eterne degli insonni.
Se guardiamo più da vicino la qualità di questo tempo interiore, ci accorgiamo che essa è sempre regolata da un desiderio: desiderio che si brucia in uno sbattere di ali di farfalla, ma che può colorare di sé il dipanarsi di una intera esistenza. Anzi, la vita di ciascuno di noi assomiglia a un labirinto di desideri, labirinto costruito ad albero, meglio, a cespuglio, la cui attaccatura alla terra è la nascita. Più ci inoltriamo nella vita, meno sono le scelte a nostra portata e più la vita assume un aspetto definito, bello o brutto che sia.
L'adolescenza è certamente, forse insieme alla maturità avanzata, la stagione della vita in cui è più acuto il senso del tempo collegato ai desideri e alle scelte. E in cui può accadere di tentare di bloccare il tempo quando si sente che non è possibile seguire i propri desideri, fare quelle scelte che aiutino a costruire la persona che si sente di voler essere o diventare. Se c'è un impedimento c'è un conflitto più o meno nascosto e il rischio o la necessità di una battaglia. Bloccare il tempo è il tentativo di non affrontarla e rimandarla al momento (un mese, un anno, più in là, mai) in cui ci si sentirà pronti. L'impedimento è di varia natura, ma può essere facilmente un desiderio altrui.
Desiderio contro desiderio è una situazione ampiamente diffusa e molto rappresentata nelle famiglie con adolescenti apparentemente tranquilli, famiglie in cui regna l'ordine (come a Varsavia a un certo punto della seconda guerra mondiale, si potrebbe pessimisticamente arguire). La scuola superiore è il momento tipico per l'esplosione di questo contrapporsi di desideri tra genitori e figli, prima inavvertibile. Questo perché nel corso delle superiori si affaccia perentoria la coscienza che si sta percorrendo un ramo e non tutti gli altri del cespuglio: diventa proprio difficile far finta di niente. Ma come si arriva a questa situazione di stallo esplosivo?
Andando un po' per le trippe si può schematizzare in questo modo: i genitori vogliono bene ai figli e vogliono il bene dei figli, che passa certo anche attraverso la realizzazione di sé. A volte però i genitori hanno già delle idee precise su come deve essere questa realizzazione del figlio: spesso vogliono che egli abbia quello che essi non hanno avuto. Vale a dire che trasferiscono sui figli i propri desideri, che hanno dei sogni sul futuro dei figli. E si sentirebbero traditi se il figlio facesse diversamente: sembra loro naturale che le cose debbano andare in un certo modo. Se questi desideri dei genitori sono molto intensi e non negoziabili i figli, che vogliono bene ai genitori e si affidano a loro, cercano di adeguarsi. Ma possono accorgersi che i sogni che i genitori hanno per loro non necessariamente corrispondono ai propri o a ciò di cui hanno bisogno per crescere. Molto spesso questo avviene durante le superiori perché è lì che il futuro inizia ad essere meno indefinito, come già accennammo. Se la ragazza o il ragazzo in questione avverte il profondo dissidio ma tiene molto all'affetto dei genitori e sa che una scelta diversa potrebbe ferirli profondamente, allora cerca di fare due cose: ritardare il più possibile il percorso di conoscenza di sé, dei propri desideri e rendere tutto ciò che lo circonda, per quanto riesce, piatto e indistinguibile in modo che scegliere una via o l'altra appaia pressoché indifferente. Ferma il tempo e i desideri.
Ma la contraddizione tra due desideri trasmessi dai genitori: "sii te stesso" e "sii quello che io voglio" tende a diventare insostenibile, se le due direttive non coincidono e sono cariche di grande emozione. Il figlio o la figlia è intrappolato in un enigma insolubile. Una gabbia di desiderio.
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