LAVORO

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luglio/agosto 2002





 

 



I SITI
www.anamhairstyle.it
sito dell'ANAM
(associazione di settore)
www.acconciatore.it
sito dell'UNFAASM
(associazione di settore)
www.intercoiffureroma.com
sito dell'ICD Italia
(associazione di settore)
www.cna.it
sito della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
www.confartigianato.it
per notizie sulla regolamentazione del settore
www.estetica.it
il nuovo portale della coiffure: moda, tendenze, novità e tanto altro ancora
(N.B. Altre due associazioni di settore non hanno siti internet, indichiamo quindi l'indirizzo: INAI, Via Pietro Mascagni 6, Milano,
tel. 02.782675; CACF, Via dell'Arcoveggio 84, Bologna,

tel. 051.325935)


ALTRO CHE BIGODINI
Il parrucchiere è un mestiere che come pochi altri può dare largo spazio alla creatività e aprire le porte di mondi "dorati" come quello della moda. Eppure sempre meno giovani sono interessati, tanto che alcuni tra gli acconciatori più noti hanno aperto delle scuole professionali cui poi attingere per trovare collaboratori. Il perché lo chiediamo agli esperti.

di Daniela Finocchi

A Torino, infatti, ha sede la più grande casa editrice italiana specializzata in riviste e pubblicità legate al mondo della modacapelli (si dice e scrive così, tutto attaccato!): Edizioni Esav/Publimatic. Il gruppo si estende a livello europeo e mondiale con oltre 13 testate, decine di pubblicazioni in tutte le lingue, sedi estere da Londra a New York, da Parigi a Buenos Aires, da Lisbona a Seoul.
"Sull'argomento sono stati fatti e si continuano a fare convegni - dice Paola Gallotti, direttore di Zeffiro, rivista del gruppo rivolta proprio ai giovani acconciatori - la spiegazione del disinteresse, nonostante i problemi di disoccupazione esistenti, credo stia nella scarsa conoscenza di questa professione da parte dei ragazzi, per questo la nostra redazione si mette a disposizione di chiunque voglia informazioni a riguardo (chi lo desidera può contattarci a: zeffiro@estetica.it, Corso Cairoli 10, tel. 011.83921112). E poi c'è l'immagine che da sempre cinema e mass media danno dei parrucchieri: stereotipi falsi e sorpassati che però sono ormai radicati nell'opinione pubblica".
Così la parrucchiera (o ancor meglio "la sciampista") è tra i soggetti preferiti di battute e barzellette, mentre il parrucchiere uomo è per antonomasia gay. A riprova ecco il serial televisivo "Il bello delle donne", che lo scorso anno ha conquistato i più alti indici d'ascolto, ambientato in un salone di acconciature, dove i personaggi erano tutte donne tranne un uomo, per l'appunto gay. La critica non è certo rivolta alle diverse, personali e rispettabilissime inclinazioni sessuali delle persone, ma nella rappresentazione caricaturale, quasi macchiettistica che se ne dà in questo contesto.
Invece, cosa fa esattamente un parrucchiere? Di certo non sta chiuso nel suo negozio da mane a sera a mettere bigodini in testa alle madame del quartiere, ma ha un suo sito internet, realizza servizi fotografici, lavora con modelle e fotografi, viaggia e segue corsi d'aggiornamento in giro per il mondo. Esistono stilisti della moda-abiti e stilisti della modacapelli. A riprova di quanto detto, ci sono moltissimi personaggi la cui immagine è stata creata proprio da famosi parrucchieri, un esempio? Un tempo i Righeria, oggi i Luna Pop: il cui look (vincente ancor prima delle canzoni) è stato ideato da Orea Malià, noto gruppo di acconciatori di Bologna. Ma quanti sono i ragazzi che lo sanno?
Si tratta di un mondo in cui anche le possibilità di guadagno sono notevoli e lo sa bene l'industria dei prodotti tricologici (cioè specifici per i capelli). A Torino ha sede anche L'Oréal, da sempre un'azienda attenta al mondo dei giovani acconciatori. "Esiste un articolato programma di corsi, seminari e consulenze volti all'aggiornamento professionale ed alla formazione, che riguardano i più diversi aspetti della professione, da quello artistico a quello gestionale, e che cerchiamo in continuazione di rendere più rispondenti alle reali domande del mercato - dice Pietro Falconi, direttore tecnico-commerciale de L'Oréal Professionnel - per questo il team dei nostri esperti da due anni è affiancato da un'équipe di 30 acconciatori (selezionati sulla base delle loro capacità tecniche e relazionali), che portano in veste di free lance anche l'esperienza del salone. I giovani sono sempre molto interessati ad essere coinvolti in iniziative come questa, a conoscere, a migliorarsi. La nostra azienda colma un vuoto da sempre esistente nel settore e la professionalità in continua crescita dei nostri clienti lo dimostra".
Attualmente per diventare parrucchiere non esiste un iter formativo obbligatorio. Da anni si discute circa la modifica della Legge n.1142/70 (il cui nucleo risale però al 1963) del tutto superata, ma che disciplina tuttora il settore. "Basti pensare che il testo prevede ancora la doppia qualifica, che discrimina cioè tra acconciatura maschile e femminile - dice Elio Vassena, presidente INAI, Istituto Nazionale dell'Acconciatura Italiana - i parrucchieri hanno eliminato da tempo questa distinzione con una figura professionale più completa e unica. Le scuole (private e non) sono molte ma, poiché la formazione viene demandata alle regioni, ogni area geografica segue criteri diversi. Quella più all'avanguardia è sicuramente la Lombardia dove i corsi sono riconosciuti, aggiornati, validi e comprendono nell'insegnamento (oltre le discipline tecnico/pratiche) materie quali lingue o anatomia. Questa situazione fa sì che due ragazzi di regioni diverse possano avere, alla fine dei loro studi, un attestato identico sul piano formale ma decisamente diverso sul piano sostanziale e qualitativo". Ecco perché la necessità di individuare un iter formativo uguale per tutti.
In particolare, la riforma stabilisce (oltre le materie d'insegnamento) tre possibili percorsi per ottenere la qualifica professionale:

  • un corso regionale della durata di due anni, con un minimo di 900 ore annue, seguito da due anni di specializzazione oppure da due di inserimento presso un salone
  • l'esercizio di un anno di attività lavorativa qualificata successiva all'apprendistato, affiancato da corsi regionali di formazione teorica di almeno 300 ore
  • l'esercizio di tre anni di attività lavorativa qualificata presso un salone d'acconciatura come dipendente, collaboratore familiare o socio partecipante al lavoro.

La Regione Piemonte proprio quest'anno ha varato gli standard formativi per il "conseguimento della qualifica professionale di acconciatore" (Det. dir. n.193 del 26-2-2002) fissando la durata (2400 ore biennali), la descrizione degli strumenti e delle materie, le prove tecniche e le valutazioni dei corsi. Si spera così che nei prossimi anni le scuole riconosciute e finanziate dalla Regione possano essere di più e più qualificanti.
Per ora l'unico requisito necessario per diventare parrucchiere e aprire un proprio salone in Piemonte è un attestato professionale rilasciato dalla Camera di Commercio. I requisiti non sono scolastici (perché, come accennato, non esistono scuole che abilitino alla professione) ma "tecnico-professionali". In sostanza, riguardano il precedente lavoro come dipendente o come prestatore d'opera. A chi vuole intraprendere questo lavoro, i professionisti suggeriscono comunque di cominciare a frequentare una scuola, accertandosi del livello qualitativo, delle materie insegnate, magari consigliandosi con chi già svolge il mestiere. Altrimenti ci si può rivolgere direttamente a un salone di acconciature per iniziare un periodo di apprendistato, ma nulla vieta di fare entrambe le cose, cioè studiare e lavorare contemporaneamente.
Lo stipendio per chi ha dai 16 ai 18 anni è di circa 470 euro, con scatti annuali che nel giro di un biennio lo portano a circa 570 euro; per i ventenni invece parte già da quest'ultimo importo.
Si inizia col fare gli shampoo e si fa pratica sulle poupettes. Taglio e colore vengono in un secondo tempo, ma dopo quattro anni si può già diventare un buon professionista e acquisire la preparazione necessaria per aprire un proprio negozio. Esistono anche le specializzazioni, come in ogni mestiere: si pensi che i maestri del colore lavorano solo in quest'ambito, riuscendo a creare nuances e sfumature uniche e ricercatissime.
All'interno di un salone vi sono poi altre possibilità, per esempio esiste la figura della receptionist, cioè colei che accoglie i clienti, prende gli appuntamenti, gestisce l'archivio al computer, organizza i viaggi. Sì perché un buon professionista viaggia e viaggia molto, per aggiornarsi e per partecipare a show e competizioni. Il consiglio migliore per i giovani acconciatori, infatti, è proprio quello di muovere i primi passi nella professione attraverso i concorsi nazionali e internazionali. L'ideale è mettersi in contatto con le associazioni di categoria (ce ne sono diverse), per iniziare un percorso di crescita e per capire l'importanza del lavoro di gruppo.
Altra possibilità è quella di entrare a far parte di un franchising (per esempio la nota catena Jean Louis David), ma esistono anche partnership e formule aggregative costruite "a misura di giovane". Queste ultime forniscono un sistema di strutture e servizi di supporto, ma lasciano libero ognuno di esprimere la propria identità creativa prevedendo (cosa ben più importante) una quota d'ingresso del tutto accessibile e spese assai più contenute. Ci sono molti gruppi del genere in Italia, a volte sponsorizzati da aziende, altre frutto di iniziativa privata. Informazioni a riguardo si possono chiedere all'aggiornatissima redazione di Estetica (corso Cairoli 16, Torino, tel. 011.83921111), che da anni segue l'evolversi di questo mondo.
Insomma, fare il parrucchiere può essere davvero una grande opportunità e lo conferma Veronica, giovane stilista, appartenente a una vera e propria stirpe di acconciatori perché lo sono anche la mamma (Giovanna Racca, famosa stilista torinese), tre zie e una cugina. "Prima frequentavo legge, ma aiutare mia madre mi è sempre piaciuto - dice - così al mattino studiavo e al pomeriggio andavo in salone. Poi ho iniziato ad accompagnarla nei viaggi di lavoro, a frequentare gli show, le passerelle e la cosa mi appassionava. Inoltre, poter lavorare sui capelli con il taglio e il colore è emozionante e creativo. Ci si sente un po' degli artisti e si può dar spazio alla fantasia. Certo l'orario è lungo e il mestiere impegnativo, perché i corsi di aggiornamento sono spesso di domenica, così come le diverse manifestazioni. E poi bisogna leggere, confrontarsi, stare sempre al passo con l'evolversi della moda, saper cogliere le tendenze. Però anche questo è bello e rende il lavoro appassionante!". Inutile dire che Veronica ha deciso di non laurearsi, ma di lavorare a tempo pieno come acconciatrice.

Scuole per acconciatori in Italia
Aree: Nord ovest; Nord est; Centro; Sud e isole; Totale
Scuole pubbliche: 7, 6, 6, 13
Scuole private riconosciute: 33, 21, 30, 72
Scuole private non riconosciute: 44, 36, 24, 17
Totale: 32, 156, 121

(N.B. Occorre distinguere tra corsi riconosciuti, cioè quelli che portano al raggiungimento della qualifica di acconciatore, e corsi "accademici". Questi ultimi, infatti, pur garantendo la formazione base, non danno la qualifica - attestato - necessaria per legge per l'esercizio dell'attività)
(Dati Estetica Italia 1999, per gentile concessione Edizioni Esav)

  • SALONI D'ACCONCIATURA TORINO E PROVINCIA 4.156;
  • SALONI D'ACCONCIATURA IN ITALIA 80.137 (Dati 2002 Camera di Commercio di Torino
INFO

 

Due concorsi per i giovani
Il Premio Sergio Valente, voluto e creato da uno dei più noti e importanti stilisti italiani, è nato dieci anni fa proprio per offrire ai giovani (dai 18 ai 28 anni) un'opportunità per il futuro. Quest'anno, grazie alla partecipazione degli Stati Uniti, diventerà internazionale. Ecco così le selezioni in tutt'Italia, condotte dai vincitori degli anni precedenti, grazie alle quali saranno scelti 40 ragazzi per partecipare alle finali, divisi in due gruppi: taglio e acconciatura. Contemporaneamente si svolgeranno le selezioni in America per nominare 4 rappresentanti del "nuovo mondo". I finalisti saranno poi giudicati da una giuria composta da stilisti moda, giornalisti, fotografi e make up artist. Una grande opportunità perché i vincitori entrano a far parte del "Team giovani Sergio Valente". "Questo significa affiancarmi nei back stage delle sfilate d'Alta Moda a Roma o a quelle di prêt-à-porter a Milano - dice lo stilista - entrare nel mondo dello spettacolo, intraprendere viaggi di lavoro verso tante mete italiane e internazionali". Incredibile ma vero!
Quest'anno il premio è sponsorizzato da Tocco Magico (per informazioni : dirven@toccomagico.it, tel.06 432001)
Sempre dedicato ai giovani dai 18 ai 25 anni, è il Marlies Möller Award, manifestazione di primo piano a livello nazionale. Dopo le selezioni preliminari nelle diverse città, i ragazzi più abili si confrontano su una realizzazione "a tema" e vengono giudicati da esperti del settore insieme alla stessa Marlies Möller. Il premio è uno stage presso il grandissimo salone di Amburgo della famosa stilista, dove lavorano ben 50 collaboratori. Un'esperienza professionale di alto livello da cui possono nascere ulteriori opportunità. Il premio è sponsorizzato dalla Wella (per informazioni: G&G Relazioni pubbliche srl, via G. Leopardi 14, 20123 Milano, tel. 02.4986697).
 
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