SPORT

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2002

luglio/agosto 2002






 

 


ARRAMPICATA SPORTIVA
DANZARE SULLA VERTICALE

di Mario Frascione

L'arrampicata sportiva, pur derivando storicamente dall'ambiente dell'alpinismo tradizionale, da diversi anni si è resa assolutamente indipendente da esso, ed enormi sono le distanze che la dividono dalla pratica della scalata in montagna. A differenza degli alpinisti, i climber hanno scelto di incentrare tutto il proprio interesse sulla difficoltà tecnica della scalata, e contemporaneamente di ridurre i rischi che si incontrano sulla dimensione verticale. Anzi, per loro il raggiungimento di una "vetta" è così poco importante che spesso i luoghi dove si pratica l'arrampicata sportiva sono a quota media e presentano decine di itinerari a poca distanza uno dall'altro su strutture rocciose alte anche soltanto pochi metri.

Il rito della magnesite
Si arrampica su strutture rocciose precedentemente attrezzate, su cui vengono infissi dei forti ancoraggi in grado di trattenere gli strappi causati da eventuali cadute. Si utilizzano corde particolari, con un limitato ma concreto fattore di allungamento, moschettoni e altri congegni in grado di garantire la massima sicurezza.
Va notato che ciascuno di questi mezzi deve essere usato in modo corretto e con grande attenzione: la sicurezza e l'integrità di chi arrampica dipende sempre da se stessi e dal senso di responsabilità e dall'attenzione del proprio compagno che tiene in mano l'altro capo della corda.
I climbers hanno poi i propri riti e i propri tormentoni. Uno è certamente quello delle scarpette, con una suola molto aderente. Nei loro confronti spesso si instaura un vero e proprio rapporto di odio e amore. Altro tormentone è ormai diventato quello della magnesite. La si porta in un apposito sacchettino dietro la schiena e si finisce per ricorrere ad essa non solo per non far scivolare mani e polpastrelli sulla roccia, ma in modo quasi rituale, all'inizio di un tiro di corda o prima di un passaggio particolarmente impegnativo.
Che dire del gergo dei climbers? A voi la sorpresa e il piacere di addentrarvi nel mondo dell'arrampicata sportiva.

Un allenamento che dura tutto l'anno
È proprio con l'allenamento che si curano tutti gli aspetti determinanti per riuscire a superare difficoltà sempre maggiori. La caratteristica più importante è la qualità della progressione, la sua armonia e il suo ritmo, aspetti che per certi aspetti avvicinano l'arrampicata forse più alle discipline orientali che alla ginnastica tradizionale. I movimenti devono infatti formare sequenze continue il cui fine è ottenere il massimo risultato in progressione con il minimo sforzo muscolare. Servono quindi un grande senso dell'equilibrio, una eccellente capacità di far risparmiare fatica alle braccia dirottando gli sforzi più impegnativi sulle gambe che hanno una muscolatura molto più forte, un brillante intuito nel saper immaginare quali appigli sfruttare e in quale sequenza.
Da circa un decennio i ragazzi e le ragazze che in tutto il mondo praticano l'arrampicata sportiva si allenano prevalentemente su prese di resina avvitate su grandi pannelli strapiombanti di legno, alla cui base stanno i materassoni utilizzati per il salto in alto, che permettono cadute assolutamente innocue. Queste strutture sono spesso ospitate da palestre e sono anche il naturale punto di ritrovo di climbers durante i giorni feriali o lungo i freddi mesi invernali.
Dedicando all'allenamento un paio di sere a settimana si possono certamente compiere progressi. Naturalmente il discorso cambia per chi intende darsi all'agonismo. Anche in arrampicata sportiva un elevato livello delle prestazioni arriva, come per qualsiasi sport, soltanto a prezzo di un grande investimento di tempo e fatica.
Ma per tutti coloro che arrampicano per il puro piacere di farlo in compagnia del proprio ragazzo, della ragazza o degli amici, vale la regola di darsi le regole che più piacciono, sempre a patto di rispettare la propria e altrui sicurezza.

Dove andare nella bella stagione
I posti dove praticare l'arrampicata sportiva su roccia naturale a pochi chilometri da Torino sono tanti. Ne citiamo alcuni con la raccomandazione comunque di frequentarli solo con amici che siano già esperti nell'utilizzo dei materiali e delle tecniche di arrampicata. Spesso si tratta di luoghi anche molto gradevoli, dove chi non vuole arrampicare può stare comunque con piacere a guardare le peripezie degli amici imbragati o magari leggere un buon libro prendendo il fresco all'ombra di un albero generoso. A noi tutti tocca quindi dare un piccolo contributo affinché questi posti rimangano integri: portiamo sempre via l'eventuale immondizia degli spuntini e invitiamo a fare altrettanto anche coloro che tendono a dimenticarli dietro qualche cespuglio.

  • Courbassere. Da Torino per Lanzo e di qui per Ala di Stura. Raggiunta Ala di Stura si prosegue per frazione Courbassera. È una zona molto estesa che gli arrampicatori piemontesi frequentano da decenni. Fu uno dei luoghi amati da Gian Piero Motti, arrampicatore e intellettuale le cui riflessioni portarono profondi cambiamenti nell'arrampicata italiana. Ci sono itinerari di tutte le difficoltà e anche una zona di massi in cui ci si può cimentare con il bouldering.
  • Traversella, in Val Chiusella. Lungo statale che collega Rivarolo a Ivrea si incontrano le indicazioni per la Val Chiusella. A Traversella si lascia l'auto e si seguono le indicazioni per l'area attrezzata di arrampicata, raggiungibile con un sentiero (circa mezz'ora). Nei pressi delle paretine c'è anche un comodo rifugio. Itinerari di arrampicata di tutte le difficoltà.
  • Oasi, Gran Dubbione. Da Torino a Pinerolo; di qui in direzione Sestriere fino a Pinasca, dove si devia per Serremoretto, nei cui pressi si lascia l'auto. A pochi minuti un settore di arrampicata con molti itinerari ideali per prendere confidenza con le difficoltà dell'arrampicata sportiva.
  • Tornetti di Viù, nella valle di Viù. Da Torino si prende la direttissima per Lanzo, di qui per Viù e da quest'ultima per la frazione Tornetti. Un breve sentiero in discesa porta al gigantesco masso su cui si snodano gli itinerari di arrampicata. Gli itinerari sono mediamente molto sostenuti. Bello anche solo per vedere all'opera i bravi, e magari cercare di carpire loro qualche segreto.
Ma tu che grado fai?

 


Chi pratica da tempo l'arrampicata si è ormai abituato a classificare le difficoltà utilizzando i gradi della scala francese.
L'arrampicata sportiva si muove su un terreno che parte solitamente dal grado 5a, con una maggioranza degli itinerari su strutture rocciose compresa tra il 6a e il 6c, ma con difficoltà che per i bravi arrivano al 7c o all'8a e proseguono ancora oltre. Da qui in avanti però parliamo di un terreno di gioco su cui si riesce a muovere soltanto una piccola minoranza di "guru".
Resta una constatazione di fatto: l'arrampicata sportiva richiede lo spostamento del nostro corpo verso l'alto o in traversata laterale grazie alle nostre sole risorse psico-fisiche. In sostanza dal punto di vista fisico è una disciplina in cui finisce per essere avvantaggiato chi ha il miglior rapporto peso-potenza.
Potrà forse stupire che la conformazione fisica media di chi pratica la disciplina ad alto livello sia lontana dal tipo "montagna di muscoli". I campioni hanno di solito un fisico decisamente asciutto, una muscolatura potente ma mai particolarmente esuberante, e soprattutto una elevata resistenza ed elasticità a livello dei tendini, spesso fortemente sollecitati al di sopra di certe difficoltà (mai farli lavorare a freddo!).

 
   
.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave