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LA TUA NOTTE
Gastro-pub per l'aperitivo, disco bar
stile loft newyorkese, internet-wine-caffè, ristoranti multietnici.
È tutto un fiorire di nuovi locali all'ombra della Mole e dopo
la febbre del sabato sera, la Milano da bere e la movida di Madrid sembra
che anche Torino, dopo essere passata alla ribalta come città
magica, abbia una vita notturna degna delle grandi capitali europee.
di Fabrizio
Cellai
In tre
cerchiamo di disegnare la mappa dei locali e dei ritrovi giovanili della
Torino che si prepara alle Olimpiadi invernali del 2006. Una mappa tracciata
giocoforza nel centro cittadino, meta abituale di ritrovo.
Partiamo dal luogo simbolo del boom di locali alla moda che ha investito
la città: il quadrilatero romano, quello che si districa nelle
strette viuzze alle spalle di Via Garibaldi verso Porta Palazzo. Sono
le sette di sera, il tam tam dell'aperitivo circola veloce e i locali,
molti con dehor, iniziano a riempirsi. Superiamo gli scooter parcheggiati
fuori e raggiungiamo a fatica il lungo bancone stracolmo di piatti a
base d'insalata russa, acciughe al verde, tagli di formaggi, salami,
paste fredde, uova in gelatina. Il lasciapassare è lo scontrino
da cinque euro. Due aperitivi e via, ci si può abbuffare. Il
mojito, rum, lime, zucchero, menta, ghiaccio, e la caipiriña,
cachassa al posto del rum, vanno giù che è una meraviglia.
Molti scelgono un più tranquillo bicchiere di arneis.
Stiamo attenti a non perdere contatto con il bancone, altrimenti addio
stuzzichini. Dietro di noi, tra spintoni e gomitate, sembra sia in corso
una partita di rugby. Tutti sono euforici perché al terzo mojito
si sale di tono. Anche l'ambiente è euforico: linee di arredo
morbide e sinuose con richiami agli anni settanta in tutti gli angoli
a cominciare dai posacenere.
Usciamo per provare un altro locale. Basta girare l'angolo e il quadrilatero
è generoso; non uno ma due-tre in fila. La scena che si presenta
è la stessa, motociclette, musica, folla, vino e naturalmente
mojito. Sembra che tutti si siano dati appuntamento fra queste quattro
vie, non molto tempo fa luogo degradato e che adesso ci fa pensare che
i grandi centri del divertimento costruiti nelle periferie cittadine
dove si trovano inglobati in un solo contenitore cinema-ristoranti-bingo-boutique
e disco-pub non riescano a cambiare completamente le abitudini dei giovani.
Al terzo aperitivo, bisogna rifiatare in attesa della cena. Le possibilità
sono due e la scelta dipende dal portafoglio. Ristoranti alla moda,
raffinati italiani o messicani ma anche siberiani oppure un pasto etnico
nei locali arabi che stanno spuntando con la velocità dei funghi
dopo le piogge in periodo di luna buona. Ci sediamo ad un tavolino semplice
senza coperto, ordiniamo kebab, falafel, cous cous, salse piccanti,
the alla menta e un piatto misto di dolci che colano miele da ogni poro.
Non si spende molto, si esce sazi, pronti per entrare in qualche vineria
chic dove finire la serata. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Tempi duri per le birrerie tradizionali, ci diciamo rincasando.
La seconda sera ci spostiamo nell'altra zona del boom torinese, quella
attorno a piazza Vittorio e ai Murazzi. Lo scenario delle sette di sera
è identico a quello che si presenta nel quadrilatero romano,
con locali volendo ancora più sofisticati. C'è chi unisce
al piacere del gusto quello della lettura e chi trasforma i piaceri
della gola in un'intrigante esperienza estetica: naturalmente il bello
si paga.
L'impressione è che l'aperitivo sia diventato un appuntamento
fisso per tanti giovani torinesi. Riusciamo a bere anche l'assenzio
in piazza Vittorio prima di entrare in un locale che alcuni avventori
ci spiegano essere il primo Internet-wine-caffè della città.
Invece del boccale di birra o del flute con bianchetto, ci troviamo
seduti con in mano un mouse a scegliere vini di prima qualità.
Altro giro, altro locale a tema. Ci sediamo, tutto è pulito e
in acciaio cromato con superfici levigate; le pareti hanno colori accesi,
energici mentre la musica lounge o dance in sottofondo ci fa scoprire
dj pronti ad animare la serata. Dietro il bancone il barman va di free-style,
l'arte di fare acrobazie con bottiglie, shaker e bicchieri.
La smania di provare tutto ci assale, piazza Vittorio in questo è
generosa. Ci chiediamo cosa penseranno gli inquilini dei piani di sopra.
Non c'è tempo per darci una risposta, siamo già dentro
un disco-bar su due piani. L'ambiente è climatizzato, gli interni
orientaleggianti con pavimenti e pareti in bambù. Il registratore
di cassa tintinna in continuazione a botte di cinque, dieci, venti euro.
Riemergiamo un po' storditi. I Murazzi ci aspettano. Qui lo struscio
è imperioso nelle sere estive. Si entra nei locali, quelli storici
e quelli appena aperti, poi si esce di nuovo a rifiatare e poi di nuovo
dentro fino alle ore piccole. La musica pompa, si balla anche se lontano
è il ricordo delle discoteche anni Ottanta. La città cambia,
i Murazzi si adeguano.
Il terzo giorno superiamo il confine di corso Vittorio per entrare a
San Salvario, quartiere meno modaiolo ma altrettanto ricco di locali.
La concentrazione di aperitivi è più bassa, ma l'offerta
di ristoranti è superiore, soprattutto accontenta tutti i portafogli.
Naturalmente ristoranti etnici, come vuole il quartiere. Corso Vittorio,
il confine, è invece il regno delle birrerrie "Irlanda Style".
Tornando a casa proviamo a vedere cosa succede in Vanchiglia, altro
quartiere popolare addossato al centro cittadino tra corso San Maurizio
e corso Regina Margherita. Pochissimi locali, solo pizzerie. Andiamo
a dormire, non senza prima aver assaggiato i croissant ancora caldi
di un forno poco distante. Ci stupisce trovare una quindicina di persone
con sacchetti stracolmi di brioche; pare sia diventata un'abitudine
andar per forni di notte. Come stanarli dai cortili? Seguire il passaparola.
Il giorno successivo cerchiamo di scovare cosa rimane fuori dal giro:
tisaneria, dolci norvegesi prelibati, caffè curdi con dolcetti
lokum, cineserie e ristoranti indiani, pakistani, greci e libanesi,
ma soprattutto il sempre pimpante gelato. Con i coni e le coppette i
confini cittadini del divertimento si allargano inglobando quartieri
decentrati. Bilancio? Dappertutto c'è ressa, i giovani amano
sempre il vecchio caro gelato, con panna.
Infine i Bingo che non sembrano ancora aver preso il posto dei booling
cittadini o del mitico ex "Impera" di via Roma dove si andava
a giocare a biliardo marinando le lezioni a scuola.
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INFO
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Dove,
come, quando
Con internet è facile cercare nuovi locali, seguire la
programmazione dei concerti o l'indirizzo di una pizzeria.
Ecco alcuni siti per tenersi aggiornati:
- www.anidride.it/torino/inizio
- www.torinopub.it/
- www.lastampa-nordovest.it/neilocali/
- www.2night.it/2night/torino/locali/7.html
- www.torinosette.it/pages/locali.htm
- www.dinamo2000.it
- www.torino.cityvox.com:
guida interattiva per uscire a Torino, indirizzi di ristoranti,
bar, negozi, locali notturni, alberghi, spettacoli, visite della
città ed altre informazioni pratiche.
http://freeweb.aspide.it/freeweb/divertirsi:
locali di Torino e Provincia.
- www.epat.it
- www.torinovetrina.it
- www.ilcielosutorino.org/:
sito dedicato alla città di Torino e alla sua musica
con informazioni, schede di gruppi, concerti e locali.
- www.vuoimangiareatorino.com
per chi ha lo stomaco da riempire.
- www.torinoinforma.it
e www.torino.iol.it per
il tempo libero.Lasciando la rete per la carta stampata, oltre
agli appuntamenti seguiti da quotidiani e da supplementi settimanali
come Torino Sette, vale la pena segnalare alcune pubblicazioni
che si trovano nei locali della città: "Neo Head",
"Torino News", ma soprattutto "Uovo" rivista
appena nata interessante anche per i contenuti oltre che per
le segnalazioni di mostre d'arte, concerti, spettacoli teatrali.
Non dimenticate di passare dal Centro Informagiovani e dalla
"Vetrina per Torino" di piazza San Carlo
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