TEMPO LIBERO

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2002

luglio/agosto 2002








 

 


SCEGLI LA TUA NOTTE
Gastro-pub per l'aperitivo, disco bar stile loft newyorkese, internet-wine-caffè, ristoranti multietnici. È tutto un fiorire di nuovi locali all'ombra della Mole e dopo la febbre del sabato sera, la Milano da bere e la movida di Madrid sembra che anche Torino, dopo essere passata alla ribalta come città magica, abbia una vita notturna degna delle grandi capitali europee.

di Fabrizio Cellai

In tre cerchiamo di disegnare la mappa dei locali e dei ritrovi giovanili della Torino che si prepara alle Olimpiadi invernali del 2006. Una mappa tracciata giocoforza nel centro cittadino, meta abituale di ritrovo.
Partiamo dal luogo simbolo del boom di locali alla moda che ha investito la città: il quadrilatero romano, quello che si districa nelle strette viuzze alle spalle di Via Garibaldi verso Porta Palazzo. Sono le sette di sera, il tam tam dell'aperitivo circola veloce e i locali, molti con dehor, iniziano a riempirsi. Superiamo gli scooter parcheggiati fuori e raggiungiamo a fatica il lungo bancone stracolmo di piatti a base d'insalata russa, acciughe al verde, tagli di formaggi, salami, paste fredde, uova in gelatina. Il lasciapassare è lo scontrino da cinque euro. Due aperitivi e via, ci si può abbuffare. Il mojito, rum, lime, zucchero, menta, ghiaccio, e la caipiriña, cachassa al posto del rum, vanno giù che è una meraviglia. Molti scelgono un più tranquillo bicchiere di arneis.
Stiamo attenti a non perdere contatto con il bancone, altrimenti addio stuzzichini. Dietro di noi, tra spintoni e gomitate, sembra sia in corso una partita di rugby. Tutti sono euforici perché al terzo mojito si sale di tono. Anche l'ambiente è euforico: linee di arredo morbide e sinuose con richiami agli anni settanta in tutti gli angoli a cominciare dai posacenere.
Usciamo per provare un altro locale. Basta girare l'angolo e il quadrilatero è generoso; non uno ma due-tre in fila. La scena che si presenta è la stessa, motociclette, musica, folla, vino e naturalmente mojito. Sembra che tutti si siano dati appuntamento fra queste quattro vie, non molto tempo fa luogo degradato e che adesso ci fa pensare che i grandi centri del divertimento costruiti nelle periferie cittadine dove si trovano inglobati in un solo contenitore cinema-ristoranti-bingo-boutique e disco-pub non riescano a cambiare completamente le abitudini dei giovani.
Al terzo aperitivo, bisogna rifiatare in attesa della cena. Le possibilità sono due e la scelta dipende dal portafoglio. Ristoranti alla moda, raffinati italiani o messicani ma anche siberiani oppure un pasto etnico nei locali arabi che stanno spuntando con la velocità dei funghi dopo le piogge in periodo di luna buona. Ci sediamo ad un tavolino semplice senza coperto, ordiniamo kebab, falafel, cous cous, salse piccanti, the alla menta e un piatto misto di dolci che colano miele da ogni poro. Non si spende molto, si esce sazi, pronti per entrare in qualche vineria chic dove finire la serata. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tempi duri per le birrerie tradizionali, ci diciamo rincasando.
La seconda sera ci spostiamo nell'altra zona del boom torinese, quella attorno a piazza Vittorio e ai Murazzi. Lo scenario delle sette di sera è identico a quello che si presenta nel quadrilatero romano, con locali volendo ancora più sofisticati. C'è chi unisce al piacere del gusto quello della lettura e chi trasforma i piaceri della gola in un'intrigante esperienza estetica: naturalmente il bello si paga.
L'impressione è che l'aperitivo sia diventato un appuntamento fisso per tanti giovani torinesi. Riusciamo a bere anche l'assenzio in piazza Vittorio prima di entrare in un locale che alcuni avventori ci spiegano essere il primo Internet-wine-caffè della città. Invece del boccale di birra o del flute con bianchetto, ci troviamo seduti con in mano un mouse a scegliere vini di prima qualità.
Altro giro, altro locale a tema. Ci sediamo, tutto è pulito e in acciaio cromato con superfici levigate; le pareti hanno colori accesi, energici mentre la musica lounge o dance in sottofondo ci fa scoprire dj pronti ad animare la serata. Dietro il bancone il barman va di free-style, l'arte di fare acrobazie con bottiglie, shaker e bicchieri.
La smania di provare tutto ci assale, piazza Vittorio in questo è generosa. Ci chiediamo cosa penseranno gli inquilini dei piani di sopra. Non c'è tempo per darci una risposta, siamo già dentro un disco-bar su due piani. L'ambiente è climatizzato, gli interni orientaleggianti con pavimenti e pareti in bambù. Il registratore di cassa tintinna in continuazione a botte di cinque, dieci, venti euro.
Riemergiamo un po' storditi. I Murazzi ci aspettano. Qui lo struscio è imperioso nelle sere estive. Si entra nei locali, quelli storici e quelli appena aperti, poi si esce di nuovo a rifiatare e poi di nuovo dentro fino alle ore piccole. La musica pompa, si balla anche se lontano è il ricordo delle discoteche anni Ottanta. La città cambia, i Murazzi si adeguano.
Il terzo giorno superiamo il confine di corso Vittorio per entrare a San Salvario, quartiere meno modaiolo ma altrettanto ricco di locali. La concentrazione di aperitivi è più bassa, ma l'offerta di ristoranti è superiore, soprattutto accontenta tutti i portafogli. Naturalmente ristoranti etnici, come vuole il quartiere. Corso Vittorio, il confine, è invece il regno delle birrerrie "Irlanda Style".
Tornando a casa proviamo a vedere cosa succede in Vanchiglia, altro quartiere popolare addossato al centro cittadino tra corso San Maurizio e corso Regina Margherita. Pochissimi locali, solo pizzerie. Andiamo a dormire, non senza prima aver assaggiato i croissant ancora caldi di un forno poco distante. Ci stupisce trovare una quindicina di persone con sacchetti stracolmi di brioche; pare sia diventata un'abitudine andar per forni di notte. Come stanarli dai cortili? Seguire il passaparola.
Il giorno successivo cerchiamo di scovare cosa rimane fuori dal giro: tisaneria, dolci norvegesi prelibati, caffè curdi con dolcetti lokum, cineserie e ristoranti indiani, pakistani, greci e libanesi, ma soprattutto il sempre pimpante gelato. Con i coni e le coppette i confini cittadini del divertimento si allargano inglobando quartieri decentrati. Bilancio? Dappertutto c'è ressa, i giovani amano sempre il vecchio caro gelato, con panna.
Infine i Bingo che non sembrano ancora aver preso il posto dei booling cittadini o del mitico ex "Impera" di via Roma dove si andava a giocare a biliardo marinando le lezioni a scuola.

INFO

 

Dove, come, quando
Con internet è facile cercare nuovi locali, seguire la programmazione dei concerti o l'indirizzo di una pizzeria.
Ecco alcuni siti per tenersi aggiornati:

 
.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave