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Info
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La
moneta croata è denominata Kuna, gli uffici per il cambio
sono
numerosi e spesso è anche possibile cambiare la valuta
nelle diverse agenzie di viaggio:
euro 1,00 = KN 7,84
L'Ente Nazionale Croato per il turismo è a Milano Piazzale
Cadorna 9 tel. 02.86454497
e-mail: enteturismocroato@eubia.it
Il sito: www.htz.hr
Un altro ottimo sito in lingua italiana che fornisce diverse
informazioni è:
www.croazia.it
Una buona guida, ristampata a maggio del 2002, è quella
della EDT/Lonely Planet.
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DOBRO
DOSLI
UN VIAGGIO IN SLOVENIA E CROAZIA
di
Marta
Faiolo
Nei primi
giorni di agosto Torino comincia a diventare soffocante e deserta. Il
lavoro è terminato e per almeno tre settimane siamo liberi. E allora,
che fare? Non abbiamo ancora pensato seriamente alla meta delle nostre
vacanze, ma il dilemma è facile da risolvere: fortunatamente a
noi non serve sapere esattamente dove andare, basta fare il pieno di benzina,
riassettare la nostra "dimora estiva", fare un po' di spesa
da mettere nella dispensa e montare sul nostro fantastico "camperino"
pronti per partire. Negli ultimi anni la nostra casetta ambulante ci ha
portato ovunque senza troppi sforzi ed è il modo ideale per fare
una vacanza in piena libertà: ti piace un posto, ti fermi e lo
assapori fino in fondo. Il desiderio principale da soddisfare è
la tranquillità: distendersi all'ombra fresca di una pineta solitaria
e cercare di dimenticare velocemente l'inverno passato. L'idea che ci
viene sembra decisamente buona: raggiungere la Croazia Meridionale attraversando
l'interno della Slovenia e favorire così un completo "rigenerarsi"
tra i benefici della montagna e il piacere del mare.
Pronti
via!
In autostrada: Torino, Milano, Venezia e proseguiamo verso Trieste.
All'altezza di Gorizia entriamo in Slovenia. Seguiamo la statale che
costeggia il fiume Soca (Isonzo) e porta al Lago di Bled nel Parco Naturale
di Bohinjska Bistrica. Lungo la strada, tra i fitti boschi, incontriamo
paesi arroccati e diverse persone che fanno il bagno nelle spiagge che
si aprono sulle sponde del fiume. Il caldo accumulato durante il viaggio
e la limpidezza dell'acqua ci invitano a buttarci, anche se la temperatura
è quasi insopportabile e inizialmente gela le ossa. Decidiamo
di saltare Ljubljana, la capitale, e, invece, proseguiamo per le verdi
strade che fiancheggiano il confine con l'Austria. Raggiungiamo il paese
di Ptuj, borgo medioevale e antica sede di commerci; ora la zona è
un'attrazione turistica grazie alle numerose località termali,
dove ci si può rilassare immersi nelle bollicine di una vasca
idromassaggio, circondati dalle montagne.
Il paesaggio della Slovenia è affascinante: lunghe distese di
campi coltivati e perfettamente ordinati, cascate nascoste in dense
foreste, laghi celati da aspre catene montuose e fiumi che segnano le
vie di comunicazione tra i piccoli paesi. Insomma, abbiamo soddisfatto
le nostre prime necessità, ma è giunta l'ora di rimettersi
in marcia verso la costa meridionale della Croazia. Sulla via incrociamo
un luogo meraviglioso e imperdibile: il Parco Nazionale dei Laghi di
Plitvice, ultima tappa nell'interno, prima di raggiungere il mare!
I
laghi di Plitvice
Ci siamo lasciati alle spalle la Slovenia; passata la frontiera il paesaggio
è cambiato decisamente, soprattutto verso il confine con la Serbia
dove sono ancora visibili i segni del recente conflitto. Proseguiamo
il nostro viaggio fermandoci occasionalmente per rifornire di provviste
la nostra dispensa, comperando alcuni prodotti tipici venduti lungo
la strada dagli abitanti delle campagne circostanti: formaggio, miele,
olio, pane
A metà strada tra Zagabria, la capitale, e Zadar (Zara) troviamo
la deviazione per il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice; l'aspetto
del Paese si rinnova, principalmente in funzione del consueto arrivo
estivo dei turisti: ristoranti, campeggi e agriturismi ti offrono la
loro ospitalità. Il parco è enorme: tra verdi colline,
fitti boschi e foreste si trovano sedici laghi di un azzurro intenso
collegati fra loro da intrecci e giochi d'acqua. Sorgenti sotterranee,
rapide, cascate, grotte e piccoli ruscelli rendono la zona unica e straordinaria.
Assorbiti dal fascino naturale di questo luogo percorriamo lentamente
i sentieri segnalati, attraversiamo i laghi mediante le passerelle costruite
sull'acqua ed osserviamo i numerosi animali protetti dal parco. Vale
la pena passare un'intera giornata a contemplare la natura, cogliendo
la varietà della vegetazione e cercando di trovare una giusta
dimensione nel rapporto con essa.
I Laghi di Plitvice, proclamati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO,
sono stati per noi una rivelazione: così vicini all'Italia, risultano
avere caratteristiche simili alle attrattive di paesi lontani. Il nostro
viaggio tra le terre della Croazia è appena cominciato è
già abbiamo avuto la prima piacevole sorpresa, l'umore è
alle stelle, cos'altro ci aspetta?
Raggiunta la costa nella regione di Zadar, seguiamo la litoranea verso
Split (Spalato), città natale della famosa coppa gelato con la
banana ricoperta di cioccolata fusa. Le spiagge che incontriamo sono
molto tranquille e protette da una folta pineta dove poter lasciare
il nostro mezzo a riposare. Ciò che ci colpisce di più
è che affacciandosi sul mare o guardando l'orizzonte, quasi sempre
si incrocia con lo sguardo un isolotto o una penisola parallela alla
costa; in questo modo viene stimolata la voglia di raggiungere luoghi
nuovi: il paesaggio è in continuo mutamento, non si ha mai un
attimo di tregua.
Unico è l'isolotto di Murter, separato dalla terraferma da uno
stretto canale e collegato ad essa solo da un piccolo ponte levatoio;
dal lato verso il mare aperto le scogliere sono alte e frastagliate
con diverse insenature non facili da raggiungere. Un mare meraviglioso
circonda anche le Isole Kornati, poco rima di raggiungere Sibenik; questa
città si innalza sulle alte sponde di un enorme fiordo dove sfocia
il fiume Krka.
L'isola
di Hvar
La tentazione è troppo grossa, le isole che continuamente vediamo
dalla costa non ci lasciano altra scelta e decidiamo di raggiungerne
Hvar, nella Dalmazia centrale. Saliamo sul traghetto in partenza quotidianamente
dal paese di Dvrenik; la traversata è brevissima e in mezz'ora
sbarchiamo sull'isola nel piccolo porto di Sucaraj. Percorriamo alcuni
chilometri passando tra piccoli villaggi deserti e verdi scogliere a
strapiombo sul mare, fino ad arrivare al punto più alto dell'isola,
in cui si ha una panoramica completa. Scendendo, ci avviciniamo lentamente
al mare fino a Jelsa e da qui deviamo dalla strada principale per raggiungere
una piccola insenatura che consultando la cartina ci ha ispirato. Il
paese che la domina è Vrboska. Poco distante troviamo un accogliente
campeggio. Sistemiamo la nostra "casa ambulante" all'ombra
di quattro alti alberi, tiriamo fuori le poche cose necessarie di cui
disponiamo e prendendo la rincorsa ci tuffiamo dagli scogli nel mare
blu subito dopo la pineta. Il mar Adriatico da questa parte è
molto più limpido che sul litorale italiano, probabilmente perché
la costa è rocciosa e non sono praticamente presenti spiagge
sabbiose.
In tutta l'isola sono diverse le possibilità di trovare luoghi
appartati dove rilassarsi. Nel piccolo promontorio sopra la città
più antica, Stari Grad, è facile raggiungere piccole baie
solitarie e incantevoli, percorrendo brevi sentieri. A Nedomisalj, in
una casetta di legno costruita tra gli alberi, incontriamo un anziano
signore del luogo che da anni trascorre il periodo estivo tra un tuffo
in mare, la pesca e una traversata in barca fino al paese, a suo dire
troppo affollato. Come molti croati inizialmente non ci concede molta
confidenza, ma poi, superata la diffidenza iniziale, non la smette più
di raccontare aneddoti e particolari interessanti sulla vita dell'isola:
il problema, secondo lui, è che Hvar è troppo piccola
e male attrezzata per reggere l'urto delle migliaia di turisti che la
invadono nei mesi estivi. Aspettiamo il sole tramontare chiacchierando
sugli scogli, mentre, con l'arrivo della sera, il mare si svuota delle
barche e dei gommoni: la pace che ci circonda è unica e non si
può che concordare pienamente con le parole del nostro ospite.
Anche se ogni luogo sembra il paradiso e non lo si vorrebbe mai lasciare,
decidiamo di rimetterci in viaggio incamminandoci per una stretta strada
panoramica che si arrampica, curva dopo curva, verso le alture dell'entroterra.
Raggiungiamo Hvar, il piccolo centro che apre il suo porto sul blu dell'Adriatico
e dà il nome all'isola. Partendo dalla Cattedrale nella piazza
principale, perlustriamo gli angusti vicoli della città lastricati
di marmo, soffermandoci a osservare gli antichi palazzi gotici appartenuti
all'aristocrazia del luogo e le casette sul mare costruite in pietra
grezza, un tempo alloggi di pescatori. Il paese di Hvar è bellissimo,
ma troppo affollato per noi: il porto, difatti, è punto di collegamento
con diverse località turistiche della zona e durante la giornata
gruppi di turisti si imbarcano per visitare l'arcipelago a sud della
città e le insenature dall'acqua cristallina delle vicine Isole
Pakleni, o raggiungere direttamente alcuni centri abitati della costa
croata.
Il tempo passa veloce e così, senza rendercene conto, sono passati
diversi giorni dal nostro approdo sull'isola. I nostri "piani di
viaggio" sono cambiati talmente tante volte che ormai abbiamo rinunciato
a fare qualsiasi programma, ma ci sono ancora parecchie cose che ci
incuriosiscono e che vorremmo visitare: si torna sulla terraferma.
Percorrendo la litoranea verso Dubrovnik le terre croate si stringono
verso la costa. Ci colpiscono le segnalazioni stradali per raggiungere
città conosciute per motivi diversi da quelli turistici: Mostar
e Sarajevo sono a pochi chilometri, nella Bosnia Erzegovina; in questa
sottile striscia di terra la statale attraversa per due volte il confine,
entrando per pochi chilometri in territorio bosniaco.
Dubrovnik
Siamo arrivati alla meta finale: Dubrovnik, città mediterranea,
perla dell'Adriatico, intreccio di culture e tradizioni diverse che
l'hanno attraversata lungo i secoli. Per i Croati la "cultura occidentale"
e il "mondo cattolico" finiscono qui; le terre intorno alla
città delimitano i confini con la "civiltà slavo-ortodossa".
Probabilmente anche per questo motivo durante l'ultimo conflitto il
centro abitato è stato bombardato, malgrado non avesse nessun
valore strategico-militare; ora di quei giorni rimangono pochi segni,
visibili solo se si fa molta attenzione.
Il borgo vecchio di Dubrovnik è magico: grosse mura costruite
in difesa dagli attacchi esterni lo circondano fino al porto, dove si
erge padrone il Forte. Per entrare nel centro storico è necessario
passare su ponti levatoi e varcare le alte porte che segnano gli unici
accessi. L'illuminazione soffusa nei vicoli, le fontane nelle piazze,
i palazzi nobiliari, i monasteri e le chiese creano un'atmosfera singolare
che concilia pensieri fantastici.
La sera artisti e musicisti riempiono gli angoli delle strade; siamo
rapiti dal suono di una chitarra: un signore seduto sulla scalinata
di una chiesa si accompagna e intona vecchie canzoni popolari croate,
seguito da un folto gruppo di persone commosse.
Al mattino, nelle vicinanze della città vecchia scopriamo una
lunga spiaggia di sabbia, cosa molto rara nella scogliosa Croazia; decidiamo,
quindi, di passare qualche ora a "rosolarci" al sole guardando
all'orizzonte la sagoma di Dubrovnik e le navi che lasciano il porto.
È l'ultima tappa del nostro viaggio, anche se, appena ci rimettiamo
al volante del nostro "camperino", l'istinto ci direbbe di
andare avanti e di varcare anche questo ultimo confine. Purtroppo il
tempo a nostra disposizione è scaduto, anzi, come al solito,
non ci siamo resi conto dei giorni che passavano velocemente e adesso
abbiamo poche ore per tornare indietro. Scopriamo piacevolmente che
c'è posto su un traghetto in partenza dal porto commerciale della
città e che in una notte saremo direttamente ad Ancona: abbiamo
trovato un'altra via per ritornare in Croazia!
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