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A
CASA DI ASTERIX
Finistère, Ouessant,
boschi d'Armorica, foresta dei Carnuti: siamo in Bretagna, benvenuti nella
leggenda.
di Mauro Guglielminotti
Cogliere battute dal vento, terra
che si mescola all'Oceano, isole che appaiono e scompaiono al ritmo
delle maree e pianure tranquille, canali dalle acque ferme, foreste
incantate.Questa è la meta del nostro viaggio; alla ricerca di atmosfere
forti ci lasciamo avvolgere nella natura, ci adattiamo al ritmo delle
giornate dei pescatori, sfidiamo infreddoliti le piogge battenti in
attesa del sereno. Storia e leggenda si mescolano al presente, Obelix
e i suoi menhir stanno accanto a moderni fabbricati, ai capannoni degli
allevamenti di ostriche, alle saline, alle piccole industrie moderne.
Dove vive Asterix, il piccolo guerriero Gallo che si fa beffe dei Romani?
Dove prepara le sue misteriose pozioni Panoramix, il druido del villaggio?
E ancora, com'è il cielo che il capo tribù Abraracourcix teme gli cada
sulla testa?
Proprio sulle tracce di Obelix può iniziare il primo itinerario: la
Bretagna dei megaliti. Attenzione però a non perdersi, perché in terra
bretone si possono trovare circa 600 menhir e 1000 dolmen! E attenzione
anche a non confondersi, perché Obelix in realtà non ha "inventato"
i menhir, anzi in epoca di dominazione romana questi erano riutilizzati
per costruire strade: tumuli, dolmen e menhir sono indicativamente databili
tra il quarto e il secondo millennio a.C.
Partiamo allora da Vannes, visitiamo Courn de Gavrinus, andiamo a Locmariaquer
nel Morbihan, alla ricerca di un impressionante menhir alto addirittura
una ventina di metri; infine giungiamo a Carnac. Vi garantiamo che in
tutta la Bretagna si trovano cartelli che indicano megaliti, vi assicuriamo
che a volte in mezzo ad un campo, sperduta e inquietante, conficcata
al suolo appare all'improvviso una pietra alta (soltanto!) qualche metro,
ma siamo pronti a scommettere che nulla come Carnac vi porterà indietro
nel tempo ad evocare la preistoria.
Lasciatevi andare con la fantasia, osservando gli allineamenti di Kermario
(oltre 1000 menhir di dimensione crescente, disposti su dieci linee
parallele per più di un chilometro di lunghezza e per circa cento metri
di larghezza, con uno spettacolare dolmen nei pressi) e di Kerlescan
(555 menhir su tredici linee convergenti). Non possiamo negare che al
tramonto, con le ombre lunghe nel terreno e il cielo nuvoloso, ci siamo
chiesti chi mai e per quale ragione avesse costruito tutto ciò: molti
hanno dato fantasiose e improbabili risposte, quella che pare la più
ragionevole è che si trattasse di luoghi di raccolta delle popolazioni
che, in una società di agricoltori, celebravano equinozi e solstizi,
e l'orientamento est/ovest degli allineamenti di Saint-Just e di Carnac
è un buon indizio a favore di ciò.
Per saperne di più non mancate di visitare, a Carnac, il museo della
preistoria: è il più ricco di vestigia (oltre 500.000 oggetti provenienti
da oltre 130 siti archeologici) e il più importante del mondo.
Un secondo itinerario ricco di fascino letterario e di fantasia ci porta
alla ricerca dei luoghi della Tavola Rotonda, di Tristano e Isotta,
del Mago Merlino: siamo entrati nel cuore della Bretagna, siamo a Josselin,
al castello, e siamo sulle tracce delle leggende della saga di Re Artù.
In Bretagna arrivò Giuseppe d'Arimatea con il Sacro Graal, qui ci sono
castelli feudali, boschi incantati, maghi e terre da sogno: la foresta
di Paimpont, la mitica foresta di Broceliande; andateci, forse troverete
il Sacro Graal o forse incontrerete Merlino rinchiuso da Viviana nel
cerchio magico.
O forse nulla di tutto ciò, ma da Rennes a Dinan, da Saint-Malo a Vannes
almeno si possono vedere le famose case a graticcio e con queste respirare
l'atmosfera del tardo medioevo.
La bacchetta magica di Mago Merlino ci trascina lungo la costa, abbandonando
le foreste per Finistère, l'ultima terra.
Partiamo da Quimper ed eccoci in Cornovaglia: spiagge, scogliere, isole,
il più puro ambiente bretone, feste, porti: non abbiamo più dubbi, siamo
davvero in Bretagna. Ci concediamo qualche sosta al mare, e vi consigliamo
la spiaggia di Beg-Mel oppure, ma andateci sul tardi che c'è meno affollamento,
la grande spiaggia di Douarnenez. Per godere di uno spettacolo unico,
tra maree ribollenti e scogliere a picco non mancate di fermarvi alla
Pointe du Raz, il punto estremo della Cornovaglia: significativi i nomi
dei luoghi, Nostra Signora dei Naufraghi, Inferno di Plogoff e così
via, camminerete ammirando onde impressionanti
. Anche se siete sulla terraferma, con un po' di fantasia il vostro
cammino sarà guidato dai fari che incontrerete lungo la strada: qui
ne capite davvero l'utilità per i marinai! E per vederne altri, ancor
più da vicino, imbarcatevi per l'Ile d'Ouessant, il luogo più a ovest
di tutta la Francia, dove si incontrano Atlantico e Manica. Se soffrite
di mal di mare, evitate, è storicamente ben nota tra i marinai per la
pericolosità del mare nei suoi pressi e per i naufragi avvenuti: pare
che in pieno inverno sirene, onde marine e vento si mescolino in un
concerto non adatto ad anime paurose! Ma se d'estate volete godervi
un paesaggio rilassante, maestoso e allo stesso tempo impressionante,
in un sito di notevole interesse naturalistico e di osservazione di
varie specie di uccelli, allora prenotate il traghetto da Brest o da
Conquet.
Bellezza selvaggia, dicono le guide turistiche del nord di Finistère,
ma questa volta non esagerano: tra falesie e maree, licheni e graniti,
dune e torbiere, stagni e riserve naturali, uccelli migratori e grandi
acquari ce n'è davvero per tutti i gusti. Una spiaggia più tradizionale,
di sabbia fine, molto conosciuta, con attrattive turistiche, passeggiate
lungomare, caffè, discoteche, golf, tennis, casino, sport nautici è
La Baule: qui dicono ci sia la più bella spiaggia d'Europa.
Se invece volete vedere qualcosa di diverso, passate nella penisola
di Guérande, proprio nei pressi, dove, oltre a una piccola cittadina
medievale, scoprirete più di 2000 ettari di saline. Fermatevi a osservare
il processo di cristallizzazione del sale, le diverse vasche di decantazione
e la raccolta, che avviene ogni quindici giorni.
Parlate con chi vi lavora e vi spiegherà che da giugno a settembre raccoglie
due tipi di sale: quello di superficie, il cosiddetto fiore del sale,
e quello più grosso, detto sale grigio. Lo raccoglie ai bordi della
salina, in attesa di depositarlo a settembre nei magazzini. Siamo certi
che, dopo, anche voi non resterete immuni dall'acquisto di un sacchetto
di sale di Guérande!
Ma non si può andare in Bretagna e non vedere Nantes, la Nantes ricca
di storia, di lotte tra Galli e Romani, tra re Franchi e duchi Bretoni,
la città del famoso editto del 1598, la città della cattedrale, con
la tomba di Francesco II e le interessanti vetrate, la Nantes del grande
castello dei duchi di Bretagna, del quartiere di Santa Croce e, perché
no, del Museo di Jules Verne.
E nemmeno si può finire un viaggio in Bretagna senza la visita al suo
gioiello più noto: Mont-Saint-Michel. Il suo nome deriva dalla leggenda
che vuole che l'Arcangelo San Michele fosse apparso tre volte in sogno
al vescovo di Avranches, che qui così costruì un oratorio.
Il monastero che si erge sull'isolotto fu sede dal 1469 dell'Ordine
dei cavalieri di san Michele, fu poi sconsacrato ed usato fino a fine
Ottocento come prigione, ma dal 1969 è nuovamente abitato da alcuni
monaci: oggi, con il borgo che lo contorna, è continua meta di turisti,
ma vale la pena sgomitare per le strette vie del borgo fino all'abbazia
soprattutto per osservare l'incredibile spettacolo naturale delle maree.
Mont-Saint-Michel è sottoposto a maree le cui fasi di flusso e riflusso
sono variabili fino a 16 metri, così da lasciare alternativamente l'abbazia
come sperduto isolotto nel mare o come montagna isolata in una grande
pianura.
Altri suggerimenti e spunti per una visita personalizzata possono essere
i perdoni, grandi cerimonie religiose dove i fedeli portano in processione
stendardi, reliquie, croci, statue a dimostrazione del loro fervore
religioso, per chiedere appunto perdono per i peccati commessi.
E, se volete, potete ripercorrere le orme di un pellegrinaggio che fino
al sedicesimo secolo tutti i Bretoni dovevano effettuare almeno una
volta nella vita: sette cattedrali, da Vannes a Dol de Bretagne, attraverso
Quimper, St.Pol de Léon, Tréguier, St. Brieuc e St. Malo, settecento
chilometri per pregare sulle reliquie dei santi fondatori della Bretagna.
E poi si può andare alla ricerca delle cinte parrocchiali con le loro
monumentali porte trionfali, con un occhio attento ai calvari, piccoli
monumenti in granito tipicamente bretoni, sparsi un po' in tutte le
cittadine, rappresentanti episodi della Passione, molti costruiti intorno
al 1598 per scongiurare la peste o per ringraziare successivamente per
lo scampato pericolo, aventi anche funzione didattica, una sorta di
"fumetti" religiosi.
E se è vero che per capire un luogo e la sua gente bisogna avvicinarsi
alla cultura gastronomica, certamente in Bretagna non si può fare a
meno di mangiare ostriche a volontà (abbiamo imparato che ne esistono
ben dodici tipi diversi, con sapori differenti; ma ricordatevi, bisogna
mangiarle fredde, ma non nel ghiaccio, e inoltre sembra sia meglio degustarle
nei mesi con la "r"!): le si possono trovare a prezzi modici direttamente
presso gli allevamenti, in piccoli chioschi. Non dimenticate nemmeno
le crèpe, quelle bretoni sono le più famose! Ma non chiedete mai una
crèpe salata: le "crèpes" sono dolci (al burro, allo zucchero, alla
marmellata, al cioccolato.), le "galettes", di grano saraceno, sono
salate (semplici, al prosciutto, al pomodoro, al formaggio.). Accompagnatele
con il sidro, la più nota bevanda regionale.
E per finire, un bel pasto a base di alghe: andatele a raccogliere con
la gente del posto, all'alba, seguendo il bollettino delle maree. Vi
diranno quali sono commestibili e quali no, vi diranno che si possono
assaporare non solo in insalata, ma in frittate, minestre e contorni
e forse qualcuno vi svelerà una vecchia ricetta, tramandata da generazioni.
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