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luglio/agosto 2001

 
 
 
 



A CASA DI ASTERIX
Finistère, Ouessant, boschi d'Armorica, foresta dei Carnuti: siamo in Bretagna, benvenuti nella leggenda.

di Mauro Guglielminotti

Cogliere battute dal vento, terra che si mescola all'Oceano, isole che appaiono e scompaiono al ritmo delle maree e pianure tranquille, canali dalle acque ferme, foreste incantate.Questa è la meta del nostro viaggio; alla ricerca di atmosfere forti ci lasciamo avvolgere nella natura, ci adattiamo al ritmo delle giornate dei pescatori, sfidiamo infreddoliti le piogge battenti in attesa del sereno. Storia e leggenda si mescolano al presente, Obelix e i suoi menhir stanno accanto a moderni fabbricati, ai capannoni degli allevamenti di ostriche, alle saline, alle piccole industrie moderne.
Dove vive Asterix, il piccolo guerriero Gallo che si fa beffe dei Romani? Dove prepara le sue misteriose pozioni Panoramix, il druido del villaggio? E ancora, com'è il cielo che il capo tribù Abraracourcix teme gli cada sulla testa?
Proprio sulle tracce di Obelix può iniziare il primo itinerario: la Bretagna dei megaliti. Attenzione però a non perdersi, perché in terra bretone si possono trovare circa 600 menhir e 1000 dolmen! E attenzione anche a non confondersi, perché Obelix in realtà non ha "inventato" i menhir, anzi in epoca di dominazione romana questi erano riutilizzati per costruire strade: tumuli, dolmen e menhir sono indicativamente databili tra il quarto e il secondo millennio a.C.
Partiamo allora da Vannes, visitiamo Courn de Gavrinus, andiamo a Locmariaquer nel Morbihan, alla ricerca di un impressionante menhir alto addirittura una ventina di metri; infine giungiamo a Carnac. Vi garantiamo che in tutta la Bretagna si trovano cartelli che indicano megaliti, vi assicuriamo che a volte in mezzo ad un campo, sperduta e inquietante, conficcata al suolo appare all'improvviso una pietra alta (soltanto!) qualche metro, ma siamo pronti a scommettere che nulla come Carnac vi porterà indietro nel tempo ad evocare la preistoria.
Lasciatevi andare con la fantasia, osservando gli allineamenti di Kermario (oltre 1000 menhir di dimensione crescente, disposti su dieci linee parallele per più di un chilometro di lunghezza e per circa cento metri di larghezza, con uno spettacolare dolmen nei pressi) e di Kerlescan (555 menhir su tredici linee convergenti). Non possiamo negare che al tramonto, con le ombre lunghe nel terreno e il cielo nuvoloso, ci siamo chiesti chi mai e per quale ragione avesse costruito tutto ciò: molti hanno dato fantasiose e improbabili risposte, quella che pare la più ragionevole è che si trattasse di luoghi di raccolta delle popolazioni che, in una società di agricoltori, celebravano equinozi e solstizi, e l'orientamento est/ovest degli allineamenti di Saint-Just e di Carnac è un buon indizio a favore di ciò.
Per saperne di più non mancate di visitare, a Carnac, il museo della preistoria: è il più ricco di vestigia (oltre 500.000 oggetti provenienti da oltre 130 siti archeologici) e il più importante del mondo.
Un secondo itinerario ricco di fascino letterario e di fantasia ci porta alla ricerca dei luoghi della Tavola Rotonda, di Tristano e Isotta, del Mago Merlino: siamo entrati nel cuore della Bretagna, siamo a Josselin, al castello, e siamo sulle tracce delle leggende della saga di Re Artù.
In Bretagna arrivò Giuseppe d'Arimatea con il Sacro Graal, qui ci sono castelli feudali, boschi incantati, maghi e terre da sogno: la foresta di Paimpont, la mitica foresta di Broceliande; andateci, forse troverete il Sacro Graal o forse incontrerete Merlino rinchiuso da Viviana nel cerchio magico.
O forse nulla di tutto ciò, ma da Rennes a Dinan, da Saint-Malo a Vannes almeno si possono vedere le famose case a graticcio e con queste respirare l'atmosfera del tardo medioevo.
La bacchetta magica di Mago Merlino ci trascina lungo la costa, abbandonando le foreste per Finistère, l'ultima terra.
Partiamo da Quimper ed eccoci in Cornovaglia: spiagge, scogliere, isole, il più puro ambiente bretone, feste, porti: non abbiamo più dubbi, siamo davvero in Bretagna. Ci concediamo qualche sosta al mare, e vi consigliamo la spiaggia di Beg-Mel oppure, ma andateci sul tardi che c'è meno affollamento, la grande spiaggia di Douarnenez. Per godere di uno spettacolo unico, tra maree ribollenti e scogliere a picco non mancate di fermarvi alla Pointe du Raz, il punto estremo della Cornovaglia: significativi i nomi dei luoghi, Nostra Signora dei Naufraghi, Inferno di Plogoff e così via, camminerete ammirando onde impressionanti
. Anche se siete sulla terraferma, con un po' di fantasia il vostro cammino sarà guidato dai fari che incontrerete lungo la strada: qui ne capite davvero l'utilità per i marinai! E per vederne altri, ancor più da vicino, imbarcatevi per l'Ile d'Ouessant, il luogo più a ovest di tutta la Francia, dove si incontrano Atlantico e Manica. Se soffrite di mal di mare, evitate, è storicamente ben nota tra i marinai per la pericolosità del mare nei suoi pressi e per i naufragi avvenuti: pare che in pieno inverno sirene, onde marine e vento si mescolino in un concerto non adatto ad anime paurose! Ma se d'estate volete godervi un paesaggio rilassante, maestoso e allo stesso tempo impressionante, in un sito di notevole interesse naturalistico e di osservazione di varie specie di uccelli, allora prenotate il traghetto da Brest o da Conquet.
Bellezza selvaggia, dicono le guide turistiche del nord di Finistère, ma questa volta non esagerano: tra falesie e maree, licheni e graniti, dune e torbiere, stagni e riserve naturali, uccelli migratori e grandi acquari ce n'è davvero per tutti i gusti. Una spiaggia più tradizionale, di sabbia fine, molto conosciuta, con attrattive turistiche, passeggiate lungomare, caffè, discoteche, golf, tennis, casino, sport nautici è La Baule: qui dicono ci sia la più bella spiaggia d'Europa.
Se invece volete vedere qualcosa di diverso, passate nella penisola di Guérande, proprio nei pressi, dove, oltre a una piccola cittadina medievale, scoprirete più di 2000 ettari di saline. Fermatevi a osservare il processo di cristallizzazione del sale, le diverse vasche di decantazione e la raccolta, che avviene ogni quindici giorni.
Parlate con chi vi lavora e vi spiegherà che da giugno a settembre raccoglie due tipi di sale: quello di superficie, il cosiddetto fiore del sale, e quello più grosso, detto sale grigio. Lo raccoglie ai bordi della salina, in attesa di depositarlo a settembre nei magazzini. Siamo certi che, dopo, anche voi non resterete immuni dall'acquisto di un sacchetto di sale di Guérande!
Ma non si può andare in Bretagna e non vedere Nantes, la Nantes ricca di storia, di lotte tra Galli e Romani, tra re Franchi e duchi Bretoni, la città del famoso editto del 1598, la città della cattedrale, con la tomba di Francesco II e le interessanti vetrate, la Nantes del grande castello dei duchi di Bretagna, del quartiere di Santa Croce e, perché no, del Museo di Jules Verne.
E nemmeno si può finire un viaggio in Bretagna senza la visita al suo gioiello più noto: Mont-Saint-Michel. Il suo nome deriva dalla leggenda che vuole che l'Arcangelo San Michele fosse apparso tre volte in sogno al vescovo di Avranches, che qui così costruì un oratorio.
Il monastero che si erge sull'isolotto fu sede dal 1469 dell'Ordine dei cavalieri di san Michele, fu poi sconsacrato ed usato fino a fine Ottocento come prigione, ma dal 1969 è nuovamente abitato da alcuni monaci: oggi, con il borgo che lo contorna, è continua meta di turisti, ma vale la pena sgomitare per le strette vie del borgo fino all'abbazia soprattutto per osservare l'incredibile spettacolo naturale delle maree.
Mont-Saint-Michel è sottoposto a maree le cui fasi di flusso e riflusso sono variabili fino a 16 metri, così da lasciare alternativamente l'abbazia come sperduto isolotto nel mare o come montagna isolata in una grande pianura.
Altri suggerimenti e spunti per una visita personalizzata possono essere i perdoni, grandi cerimonie religiose dove i fedeli portano in processione stendardi, reliquie, croci, statue a dimostrazione del loro fervore religioso, per chiedere appunto perdono per i peccati commessi.
E, se volete, potete ripercorrere le orme di un pellegrinaggio che fino al sedicesimo secolo tutti i Bretoni dovevano effettuare almeno una volta nella vita: sette cattedrali, da Vannes a Dol de Bretagne, attraverso Quimper, St.Pol de Léon, Tréguier, St. Brieuc e St. Malo, settecento chilometri per pregare sulle reliquie dei santi fondatori della Bretagna.
E poi si può andare alla ricerca delle cinte parrocchiali con le loro monumentali porte trionfali, con un occhio attento ai calvari, piccoli monumenti in granito tipicamente bretoni, sparsi un po' in tutte le cittadine, rappresentanti episodi della Passione, molti costruiti intorno al 1598 per scongiurare la peste o per ringraziare successivamente per lo scampato pericolo, aventi anche funzione didattica, una sorta di "fumetti" religiosi.
E se è vero che per capire un luogo e la sua gente bisogna avvicinarsi alla cultura gastronomica, certamente in Bretagna non si può fare a meno di mangiare ostriche a volontà (abbiamo imparato che ne esistono ben dodici tipi diversi, con sapori differenti; ma ricordatevi, bisogna mangiarle fredde, ma non nel ghiaccio, e inoltre sembra sia meglio degustarle nei mesi con la "r"!): le si possono trovare a prezzi modici direttamente presso gli allevamenti, in piccoli chioschi. Non dimenticate nemmeno le crèpe, quelle bretoni sono le più famose! Ma non chiedete mai una crèpe salata: le "crèpes" sono dolci (al burro, allo zucchero, alla marmellata, al cioccolato.), le "galettes", di grano saraceno, sono salate (semplici, al prosciutto, al pomodoro, al formaggio.). Accompagnatele con il sidro, la più nota bevanda regionale.
E per finire, un bel pasto a base di alghe: andatele a raccogliere con la gente del posto, all'alba, seguendo il bollettino delle maree. Vi diranno quali sono commestibili e quali no, vi diranno che si possono assaporare non solo in insalata, ma in frittate, minestre e contorni e forse qualcuno vi svelerà una vecchia ricetta, tramandata da generazioni.

 

 INFO
www.tourismebretagne.com,
tel. 0033.2.99361515 (il sito è in francese, inglese e tedesco; fatevi comunque inviare le ottime e complete guide anno 2001, con elenchi e prezzi di alberghi, campeggi, fattorie, ristoranti e villaggi-vacanza)
www.region-bretagne.fr; www.brittanytourism.com; www.turismofrancese.it
Due siti, ben noti ma sempre utili per tutti i viaggi:
www.mapquest.com e www.vagabondo.net
Maison de la France (Ente Nazionale francese per il Turismo) Via Larga 7, 20122 Milano Maison de la Bretagne 203, bvd. St Germain, 75007 Parigi, Francia
Bretagne infos (Comitato Regionale del Turismo in Bretagna)1, rue Raoul Ponchon, 35069 Rennes, Francia
La Bretagna dista all'incirca 1000 km da Torino e si può raggiungere:
- per via aerea: aeroporti di Nantes-Atlantique, Rennes, Brest-Guipavas, Quimper-Cornouaille, Ouessant, Belle-Ile o facendo scalo a Parigi (tariffe ridotte per giovani fino a 25 anni su varie compagnie, provate ad informarvi per esempio sulla tariffa AirFrance Temps Jeunes),
- con il treno: Rennes è a 2 ore da Parigi con il TGV. Oltre all'InterRail, abbonamento economico che permette ai giovani di viaggiare in tutta Europa, in Francia esistono speciali tariffe 12-25 per il TGV,
- in automobile, con comode autostrade fino a Auxerre e poi verso Orleans e Nantes, ma se avete tempo la Francia è il posto ideale per rinunciare alle autostrade e avventurarvi per stradine secondarie ala ricerca di osterie, piccoli alberghi, campeggi: non sarà certo un viaggio all'insegna della rapidità, ma non rimarrete delusi
- in autostop: magari "organizzato" a priori, con una piccola partecipazione e la sicurezza di partire. provate per esempio a Milano da Immagine C.A.R., tel. 02.2665246.
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