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luglio/agosto 2001

 
 
 
 



MONTA IN SELLA
La storia e la leggenda l'hanno spesso reso protagonista, compagno fedele dell'uomo, simbolo di potenza e libertà

di Miriam Mimosa Massone

Quello di Troia ha salvato le sorti dei Greci, quello rampante se ne sta in testa alla Ferrari, lucidato di tutto punto, mentre Furia, bevendo solo caffè, è diventato una star dello spettacolo e Ribot un divo primatista delle corse ippiche. C'è poi la versione fantastica con l'unicorno e i cavalli bianchi dei principi azzurri e quella marina con l'ippocampo. Senza contare le schiere di cavalli galoppanti che in passato hanno animato il western americano, quelli che servivano per il trasporto delle persone e le cavalcature con cui si combattevano le guerre. La psicologia moderna a questo punto potrebbe aprire un capitolo sull'argomento, intitolato "se dico cavallo, tu cosa vedi?" e allora ci accorgeremmo a quante immagini, a quanti episodi e personaggi è associabile questo animale.
Oggi però se ne vedono molto pochi. Macchine e autobus hanno infatti soppiantato carrozze e cavalli nella vita trafficata delle città, ma anche nelle campagne la nuova tecnologia ha reso sempre più inutile il loro impiego nei lavori agricoli.
Così il cavallo è diventato soprattutto un mezzo per il divertimento tranquillo e pacato, legato al turismo ecologico dove non si chiedono più sforzi inauditi e prestazioni estreme, ma si stabilisce un rapporto di amicizia e di intesa fondato sulla comprensione delle sue esigenze. È un compagno di viaggio ideale, col quale passeggiare nel verde, da soli o in gruppo.
Un'antica canzone della Mongolia diceva "il mio cavallo ha la criniera come la notte, il suo manto ha il colore della foresta d'autunno, il suo piede posa sicuro sulle rocce ed il suo occhio può guardare dritto nel buio. Lui è un compagno fidato per me sulla montagna. Ed io sarò un buon compagno, per lui?". Poesia e saggezza risiedono in queste parole: il cavallo colpisce per il suo fascino, il suo corpo stiloso, i colori del suo manto e il rumore degli zoccoli. Trovarsi su un'immensa prateria, sentire un lontano fragore diventare sempre più consistente, fino a che la terra sotto i piedi comincia quasi a tremare e poi capire, e vedere un branco di stalloni galoppare liberi e veloci, alzando polvere e scuotendo lunghe criniere. è uno spettacolo mozzafiato, che per secoli ha incantato l'uomo e l'ha portato alla ricerca sfrenata di puro-sangue da comprare, curare e innalzare a motivo di orgoglio, come oggi succede con le macchine e le moto più belle.
Una folle passione per i cavalli ha contagiato pure Vittorio Alfieri, tanto che nella sua biografia ha dichiarato di amarli quanto le sue tragedie. Un giorno lasciò l'Italia per recarsi in Inghilterra e, giunto a Londra, non trascorsero otto giorni che cominciò a comprare dei cavalli fino a che "in tutto il marzo dell'anno '84, me ne trovai rimanere quattordici." La voglia di cavalcare tra sentieri poco battuti, fiumi e natura selvaggia richiede però ottime capacità equestri, buona preparazione fisica e molta dimestichezza con l'animale. Se non si instaura un buon feeling, può risultare davvero difficile percorrere insieme chilometri e chilometri di itinerari. E non dipende solo dal cavallo, anche il cavaliere infatti deve essere in grado di infondere sicurezza. Questa verrà immediatamente percepita dalla raffinata sensibilità del cavallo, il quale di solito - racconta Daniela Castellani nel suo libro - sente se uno è inesperto e in tal caso evita persino di partire al galoppo per non farlo cadere.
Il consiglio comunque per i principianti è quello di iniziare a frequentare i maneggi e i centri ippici, avvicinarsi al mondo del cavallo, imparare a conoscerlo e a comprenderne il linguaggio, seguire qualche lezione di equitazione. Un corso base comprende in genere dieci ore, nelle quali si alternano teoria e pratica: regolare le staffe secondo la propria statura, ricordarsi che bisogna sempre salire in groppa dalla parte sinistra e che non si passa mai dietro il cavallo, imparare il ritmo cadenzato della monta all'inglese o a tenere correttamente le redini in quella all'americana, oltre naturalmente a trottare e galoppare, sono solo alcune delle tante nozioni che si apprendono durante un "corso di avviamento", il cui costo varia dalle 200 alle 250 mila lire a seconda del maneggio e delle attività svolte. In molti casi infatti le lezioni vengono condotte non nei recinti, ma direttamente in passeggiata, mentre la teoria viene integrata dalla visione di filmati e approfondimenti sull'anatomia del cavallo. Circa sessanta ore dura invece il corso per professionisti, al termine del quale si è in grado di affrontare gare a livello agonistico.
A questo punto gli aspiranti cavalieri e amazzoni sono pronti per addentrarsi nella natura più nascosta e incontaminata, sfrecciare tra i sentieri di pianura, scalare i dossi di montagna, guadare fiumi e torrenti. Normalmente, almeno per le prime volte, conviene rivolgersi a un centro ippico specializzato nel turismo equestre, dove è possibile trovare accompagnatori esperti, rigorosamente iscritti all'Albo professionale, come previsto dalla Legge Regionale N.41 del 1989, che disciplina questa particolare figura professionale.
Sarà dunque la vostra guida a scegliere il cavallo adatto a voi (sempre che non ne abbiate uno di vostra proprietà), ad aiutarvi in caso di difficoltà e, fattore da non sottovalutare, a parlarvi un po' dell'amico che state cavalcando, del suo carattere, del complimento che preferisce sentirsi dire, del monito da pronunciargli in caso disubbidisca o del bisbiglio a cui proprio non sa resistere e che lo fa partire al galoppo. Sarà buffo allora sapere che il vostro Fuego non sopporta proprio di stare per ultimo in coda, che Furia ha un debole per le foglie di acacia e che Diablo è un po' pigro, ma basta un colpo di staffe e uno schiocco con la bocca per farlo accelerare! Insieme scoprirete angoli di mondo non raggiungibili con altri mezzi e scorci da immortalare per sempre.
L'escursione può avere durata e difficoltà variabile, a seconda della vostra preparazione: da qualche ora fino a intere settimane, lungo percorsi piuttosto pianeggianti o su sentieri impervi non ancora battuti.
Una divertente e comoda alternativa alle lezioni di equitazione o al singolo trekking può essere la vacanza negli agriturismi specializzati, quelli cioè che hanno il maneggio e organizzano corsi e passeggiate. Una full immersion nella natura e nel mondo del cavallo, che può riservare piacevoli sorprese. Stare a contatto con questo animale, infatti, fa bene all'uomo.
Già nell'antichità l'equitazione veniva consigliata, in medicina, per la cura dell'insonnia e dell'epilessia. Dopo la Prima Guerra Mondiale, la scienza medica riconosce ufficialmente l'ippoterapia come un complesso di tecniche rieducative per il superamento di danni sensoriali, cognitivi e comportamentali. Particolarmente indicata per i portatori di handicap, l'ippoterapia risulta comunque utile per il trattamento delle più diverse patologie: dalle paralisi all'autismo, dalle psicosi infantili ai problemi di equilibrio. La posizione del cavaliere e l'andatura del cavallo rinforzano la muscolatura e rilassano gli arti, mentre condurlo aiuta la coordinazione e stimola l'attenzione. La pet therapy, cioè il badare all'animale e lo stargli accanto, stimola inoltre una serie di attività cerebrali e psicologiche che portano a migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri, oltre ad una maggiore presa di coscienza del proprio corpo e della propria personalità.
Prendersi cura del cavallo, strigliarlo, lavarlo, spazzolarlo, pettinare dolcemente la criniera, controllare che i ferri degli zoccoli siano in ottime condizioni, non è di certo facile, anzi è faticoso. È il primo passo però per iniziare un dialogo con lui, per far nascere quel legame profondo. È anche un impegno che richiede attenzioni costanti, ma che in cambio concede un'amicizia speciale.

 

 INFO
GALOPPANDO SU INTERNET
- www.fise.it : sito della Federazione Italiana Sport Equestri
- www.mrhorse.it/Diction.htm: sito del Dizionario Equestre
- www.equinet.it: sito dedicato al cavallo
- www.cavalloweb.it: sito dedicato al cavallo
COSTI (medi)
- Una lezione in maneggio: dalle 25 alle 35mila lire
- Abbonamento 10 lezioni: dalle 220 alle 250mila lire
- Una passeggiata (durata media 1 ora): dalle 20 alle 30mila lire
- Abbonamento 10 passeggiate: dalle 200 alle 250mila lire
- Escursione di mezza giornata: dalle 50 alle 80mila lire
- Escursione di una giornata: dalle 100 alle 130mila lire
- Ricovero cavalli (nel caso ci si debba fermare a mangiare
- dormire in una struttura di ricezione): circa 15mila lire
NEGOZI SPECIALIZZATI SUL CAVALLO
(abbigliamento, accessori, selle)
- Gioannini, corso Francia 221, Torino, tel. 011.7790726
- La Staffa, via Mercanti 8/bis, Torino, tel. 011.5627853
- Rider's shop, piazza Vittorio Veneto 21, Torino, tel. 011.885621
- Cavalry, via Carlo Alberto 5/A, Chieri, tel. 011.9424540
- The Lucky Time, via Lombardore 72, Volpiano, tel. 011.9881973
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