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Per Aria
Aldo Ferrari Pozzato
e-mail: aria@comune.torino.it
Tempo d'estate e di vacanze e di
viaggi. Viaggi che sono un modo per metterci in comunicazione col mondo,
con la gente e con noi stessi. Chi viaggia in qualche modo è di- sposto
a cambiare, ad accrescere la propria esperienza e a stare bene, divertirsi.
Non per nulla viaggiare è un modo di essere che si accompagna bene alla
giovinezza.
ARIA è un servizio
del Comune di Torino rivolto all'adolescenza. Ma è piuttosto sedentario.
Quasi tutto il lavoro si svolge tra le mura dei locali di via Giolitti
40\B.
Ora però si prospetta un nuovo modo di andare in giro pur rimanendo
fermi, attraverso le molte possibilità offerte dal web, e tra queste
la posta elettronica. Sempre più spesso ci arrivano messaggi da giovani
che vivono un po' dappertutto e vogliono conoscere e sentire il nostro
parere su questioni che stanno loro a cuore.
La questione che sta a cuore a noi di Aria è come usare al meglio questo
nuovo mezzo per parlarsi. Già, perché la prima cosa da dire è che la
posta elettronica dà più la sensazione di parlarsi a distanza, rispetto
alla posta cartacea (un collega burlone, Giorgio, parla di p-mail in
analogia con e-mail).
Questo perché c'è un senso di immediatezza dato dal fatto che con un
click la missiva è già a destinazione. Tutto sembra più urgente. Quanti
sono quelli che rileggono una e-mail, come invece è buona norma fare
con una p-mail? E anche senza pensare alle chat-line lo scambio può
essere molto rapido: mi è già capitato di rispondere a una e-mail e
trovare in linea il mittente.
Per venire ad Aria è necessario informarsi, trovare il tempo e superare
l'incognita di presentarsi a degli sconosciuti. Con la posta elettronica
si è sullo stesso piano: sconosciuti da una parte e dall'altra. Questo
rende meno difficile fare il primo passo, ma la qualità della relazione
che si stabilisce è molto diversa.
Qui ad Aria ci sono ragazze e ragazzi che, ormai è frequente, hanno
fatto conoscenza con altri via Internet. Ma si tratta di una conoscenza
assolutamente particolare. Mi limito a parlare della conoscenza tra
due persone.
La scrittura è un mezzo più mediato e meno ridondante, cioè con meno
segnali di accompagnamento (tono della voce, ritmo, accento, inflessione,
timbro; espressione, mimica, postura, contatto, vicinanza-lontananza)
rispetto allo scambio verbale e all'incontro di persona. Per chi scrive
significa essere meno disturbato dal contorno e poter arrivare all'espressione
di aspetti profondi in maniera efficace e molto vivida. Per chi legge
vuol dire avere più possibilità di trasformare ciò che si legge a seconda
delle proprie capacità e, a volte, necessità fantastiche ed emotive.
Per cui succede a volte che almeno uno dei due non voglia assolutamente
incontrare l'altro, perché si sente troppo bene nella realtà che hanno
creato. Oppure perché ha paura di deludere o di essere deluso. O ancora
perché si è molto diversi dal personaggio interpretato e a cui non si
vuole rinunciare.
Spesso però si finisce col trovarsi faccia a faccia. E la nuova realtà
è inevitabilmente diversa dalle aspettative ed esige un riadattamento.
La profondità della conoscenza raggiunta può far sì che si superi tutto
il resto, ma si può scoprire che di persona è tutta un'altra storia.
Alle volte si rimane amici. Ma capita che tutto si interrompa all'improvviso,
con grande dispiacere di una o di tutte e due le persone che si scrivevano.
Insomma, lo scambio di posta elettronica non garantisce nulla rispetto
alla qualità dell'esperienza diretta.
E rieccoci alla questione iniziale. Aria fonda il proprio lavoro sulla
conoscenza diretta, perché pensiamo che sia un potentissimo mezzo di
crescita e di scoperta interiore, del tutto insostituibile. Quindi non
pensiamo che la posta elettronica possa svolgere la stessa funzione.
Può essere utile quando non si può fare altrimenti. Ma noi diciamo sempre,
nelle nostre risposte, appena ciò sia realizzabile, di esplorare tutte
le possibilità di mettersi in contatto diretto con qualcuno che faccia
qualcosa di analogo, per esempio lo psicologo della scuola, o un insegnante
di fiducia, o uno zio simpatico e affidabile. La posta elettronica può
essere molto utile quando già ci si conosce e non è possibile vedersi
con la frequenza necessaria. Può essere un buon modo di informazione
e comunicazione e continuità della relazione, ben sapendo che poi ci
si potrà incontrare per esplorare, riconoscere e condividere le emozioni
e le vicende di cui si è parlato via e-mail.
In definitiva, per il nostro ambito, è un ottimo strumento se integrato
con la conoscenza personale; da usare invece con cautela e in maniera
interlocutoria se mezzo esclusivo di conoscenza; può essere un buon
modo per avere un primo contatto con Aria, prima di intraprendere il
viaggio alla ricerca di se stessi.
Buone vacanze!
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