PROFESSIONI

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 04/2001

luglio/agosto 2001

 
 
 
 




FARMACIA ED ERBORISTERIA: DUE SOLUZIONI PER OGNI MALE

di Daniela Finocchi

Nei tempi remoti
Nei tempi remoti farmacia e medicina erano esercitate dalla stessa persona, ma già nell'antico Egitto c'erano locali appositi dove venivano conservati erbe e preparati. Gli Egizi conoscevano l'arte di polverizzare le droghe e setacciarle, quella di preparare infusi, decotti, estratti. Anche la Sacra Scrittura ricorda parecchi balsami. Presso i Greci, i "rizotomi" raccoglievano e conservavano le piante medicinali, mentre i medici preparavano i farmaci e li somministravano ai malati. Una divisione tra farmacia e medicina ebbe inizio solo nel secolo VIII per opera degli Arabi. La prima farmacia pubblica fu aperta a Baghdad al tempo del califfo al-Mansur e la prima farmacia ospedaliera sarebbe stata quella dell'ospedale del Cairo fondata nell'873. Nel Medioevo "l'arte curativa" fu spesso esercitata nei conventi dai monaci ancora medici, farmacisti ed erboristi al tempo stesso. Poco dopo la farmacia iniziò ad essere insegnata nelle università come disciplina speciale. Dapprima in Italia all'epoca della Scuola salernitana, l'arte della farmacia divenne quindi completamente indipendente dalla professione medica. Verso la fine del sec. XVI gli speziali si raccolsero in speciali ordini ed elessero S. Cosma e S. Damiano a loro patroni.
In tempi più recenti e fino al 1800 lo studio della farmacia era comunque affidato all'iniziativa del singolo, che doveva svolgere una sorta di praticantato presso uno speziale già patentato. Per esercitare a Torino, per esempio, occorreva aver fatto tre anni di pratica "in qualche città o terra cospicua" ed altri tre in Torino stessa, con l'obbligo durante questi ultimi di "intervenire alla scuola del Professore botanico sì per l'ostensione delle droghe, che de' semplici nell'orto, e riportarne la fede". Sotto la dominazione francese sorsero le prime scuole universitarie di farmacia, ma solo nel 1933 conquistarono anche formalmente il nome di Facoltà di Farmacia.

Oggi
Attualmente le possibilità di studi e specializzazione in farmacia sono molte e se, fino a qualche anno fa, la professione di erborista era affidata a semplici corsi senza alcuna regolamentazione, oggi esiste anche una laurea breve proprio sul tema. Ma andiamo per ordine.
La Facoltà di Farmacia prevede un corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (5 anni) volto alla preparazione professionale nel campo dell'industria; un corso di Laurea in Farmacia (5 anni) destinato a preparare la tradizionale figura professionale del "farmacista"; un Diploma universitario in Tecniche Erboristiche (3 anni) destinato a formare "tecnici erboristi"; più una Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e un Corso di perfezionamento in Preparazioni topiche, farmaceutiche e cosmetiche. La frequenza dei corsi è sempre obbligatoria.
Gli sbocchi professionali per i laureati in Farmacia e CTF sono vari: dalla farmacia privata (i tradizionali negozi) a quella pubblica, ospedaliera o militare. Ecco così il servizio presso ASL e laboratori sanitari oppure la direzione tecnica di laboratori privati di analisi, di stabilimenti farmaceutici, di depositi di medicinali, di stabilimenti vari (per la produzione di mangimi, antiparassitari, fitofarmaci, presidi sanitari, gas tossici o prodotti cosmetici), nonché l'insegnamento scolastico e l'informazione medico-scientifica.
Per quanto riguarda gli erboristi, il corso fornisce le competenze necessarie alla gestione, al controllo e allo sviluppo delle attività di produzione, trasformazione, commercializzazione ed uso delle piante officinali e dei loro derivati.
"In Italia settentrionale non esiste disoccupazione per i farmacisti - dice il dott. Piero Sanpietro, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Torino e provincia -; l'ottanta per cento dei laureati esercita la professione presso farmacie aperte al pubblico oppure in quelle di ospedali e cliniche. Il resto trova occupazione nel campo dell'informazione medico/scientifica o nell'industria. In futuro, si dovrebbero però delineare ulteriori profili professionali grazie a una serie di diplomi universitari triennali che la Facoltà ha intenzione di attivare. Così come già avvenuto per le Tecniche Erboristiche, si prospettano studi rivolti al controllo di qualità per farmaci e alimenti, nonché alla tossicologia dell'ambiente. La salvaguardia e la tutela dell'ambiente è infatti un settore in piena evoluzione che sicuramente richiederà professionisti specifici".
Attualmente per diventare titolare di una farmacia esistono due strade (che prevedono comunque due anni di pratica presso una farmacia): l'acquisto o il concorso. Il numero delle farmacie, infatti, è legato alla popolazione, ma c'è chi prevede che nei prossimi anni il rapporto percentuale verrà ridotto e quindi si creerà lo spazio necessario per aprire nuovi esercizi. Vi sono poi le farmacie comunali, il cui titolare è il sindaco, nate con lo scopo di portare un servizio nelle zone "scoperte", perché non interessate dall'iniziativa privata. Nel corso dei decenni però vi sono stati diversi interventi sulle disposizioni che regolano questo settore e così si sono creati spazi che ne consentono, in pratica, la vendita a privati. Ecco così l'arrivo delle multinazionali produttrici di farmaci che hanno già acquistato quote di maggioranza nelle farmacie comunali di Bologna, Cremona e Milano. Fatto contrastato dall'Ordine, perché introduce un concetto d'interesse meramente economico finora estraneo alla farmacia e contrario a quelli che dovrebbero essere i principi etici professionali.
Al di là di questo dibattito, vi sono poi altre variabili da considerare. "Lo sbocco lavorativo principale è sicuramente quello presso una farmacia, ma la professione sta vivendo un'evoluzione assai veloce - dice il dott. Mario Giaccone, presidente dell'Associazione Giovani Farmacisti di Torino e Provincia -; il farmacista non può più essere considerato un personaggio passivo, un semplice dispensatore di medicine. Anche la progressiva riduzione della spesa farmaceutica induce a concepire la professione in modo sempre più imprenditoriale. Vi sono campi e specializzazioni da cui non si può più prescindere: dall'informatica alla medicina naturale, dall'omeopatia alla gestione d'impresa. È bene che i giovani lo sappiano e siano preparati ad affrontare il lavoro con questi presupposti che, opportunamente affiancati alle competenze universitarie gli consentiranno di avere delle soddisfazioni professionali".
Non a caso, in un recente convegno sulle "Nuove prospettive per la farmacia del 2000", svoltosi a Bologna nell'ambito del Sana (Salone dell'alimentazione naturale, salute e ambiente), è stato reso noto che circa 8 mila farmacie (la metà di quelle italiane) vendono prodotti omeopatici, per un fatturato di 350 miliardi che copre l'1,25 per cento del mercato farmaceutico. Da quanto è emerso, la farmacia in Italia può quindi crescere ancora e il margine di crescita è direttamente collegato alla diffusione di prodotti naturali e omeopatici. L'Italia rappresenta, infatti, il terzo mercato in crescita dopo gli Stati Uniti e la Spagna. Tra i settori in sviluppo ci sono la medicina alternativa, i prodotti salutistici, gli integratori alimentari, i prodotti dietetici e quelli di erboristeria.
Per quanto riguarda gli erboristi, il diploma universitario inizia a disciplinare un settore sinora totalmente "libero". Per aprire un'erboristeria, infatti, era unicamente richiesto (ma non da tutti i Comuni) un diploma rilasciato dall'Università di Urbino. Benché "intensivo" (40 giorni per 8 ore al giorno), anche gli stessi erboristi sono concordi nel dire che il corso di studi non garantiva la preparazione necessaria. "L'esperienza per poter operare con le erbe sfuse si può acquisire solo con la pratica, rimanendo a fianco di un erborista capace per due o tre anni", dice Cristina Rèndina, titolare dell'erboristeria "La via delle spezie", che vanta una lunga tradizione familiare di erboristi. Infatti, non bisogna confondere i tanti negozi di prodotti naturali (che ospitano cosmetica, alimentazione o erbe confezionate) con le erboristerie, dove le miscele sono realizzate sul momento con le erbe sfuse e dove tutte le preparazioni sono caratterizzate dai principi attivi presenti nelle piante officinali raccolte secondo modalità ben precise, che ne mantengono intatte le proprietà. La pianta viene raccolta, essiccata e poi sottoposta ad analisi che ne certificano la totale purezza (il che significa assenza di pesticidi, di residui fissi, come piombo, cadmio o stagno, e di carica batterica). In alcuni casi, come la lecitina di soia, viene aggiunta un'ulteriore certificazione che attesta l'assenza di organismi geneticamente modificati (Ogm). È questa tutela che contraddistingue i preparati di una vera erboristeria. "Nel nostro settore è ancora tutto assai precario - continua Cristina Rèndina - non esiste un Ordine, né una legislazione chiara, e la competenza, la professionalità, è lasciata all'iniziativa del singolo". Attualmente la normativa cui si fa riferimento, infatti, risale al 1931 e i vari disegni di legge per istituire un Ordine professionale non sono mai andati in porto. Per aprire un'erboristeria non esiste uniformità in Italia ed ogni Comune ha regole diverse. Le uniche forme di aggregazione sono quelle sindacali della Federazione Erboristi Italiana (Confcommercio) e dell'Unione Nazionale Erboristi (Confesercenti), associazioni intercategoriali che rappresentano gli operatori del settore e sono impegnate sui diversi versanti del mondo erboristico (dal commercio alla produzione agricola, dalla trasformazione alla ricerca alla promozione culturale) e nell'attività di tutela giuridica e sindacale dei propri associati.
Diventare un bravo erborista non è quindi cosa facile. Oltre allo studio, è bene quindi che, chi ne avesse l'intenzione, inizi allo stesso tempo a guardarsi intorno per trovare qualche professionista esperto che gli consenta di imparare al suo fianco.

 

Alcuni dati
ERBORISTERIE
N.Imprese Addetti
Alessandria
Asti
Biella
Cuneo
Novara
TORINO
Verbano C.O.
Vercelli
40
14
19
46
26
154
13
14
35
14
13
39
34
146
9
8
PIEMONTE 326 298
ITALIA 3.456 2.879
FARMACIE
N.Imprese Addetti
Alessandria
Asti
Biella
Cuneo
Novara
TORINO
Verbano C.O.
Vercelli
165
79
71
190
107
572
59
72
406
203
165
549
350
2.200
163
175
PIEMONTE 1.315 4.211
ITALIA 15.178 46.066
Fonte: Camera di Commercio di Torino, dati relativi al 4° trimestre 2000
Numero globale (nei 5 anni di corso) degli studenti iscritti alla Facoltà di Farmacia di Torino: 1.800 Numero degli studenti iscritti al primo anno: 300
INDIRIZZI UTILI
FARMACISTI

Università degli Studi di Torino-Facoltà Farmacia http://hal9000.cisi.unito.it/wf/FACOLTA/Farmacia/Didattica
Facoltà di Farmacia
www.pharm.unito.it
Ordine dei Farmacisti di Torino e Provincia
011.658582
www.ordinefarmacisti.torino.it
Associazione Giovani Farmacisti della Provincia di Torino A.GI.FAR.
Via S.Anselmo 14, Torino
http://farmapiemonte.org/agifar/pg_agifar.htm
Associazione Titolari di Farmacia della Provincia di Torino
tel. 011.6590111
www.farmapiemonte.org/assofarma/pg_assofarma.htm
Azienda Farmacie Comunali di Torino AFC
tel. 011.546525
www.afctorino.it Federazione Farmacisti Italiani
www.fofi.it
ERBORISTI

Facoltà di Farmacia
www.pharm.unito.it/corsidiploma/erbor_infgen.htm
Federazione Erboristi Italiana FEI
tel. 06.5866344
www.confartigianato.it/fei.htm
Unione Nazionale Erboristi Unerbe
tel. 06.47251
www.confesercenti.it/unerbe.htm
Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti
Segreteria tel. 055.8720062
E-mail ANMFIT@DADA.IT
www.exodus.it/poiesis/amfit/
.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave